È tempo di far quadrare i conti per i Comuni italiani. La Finanziaria 2003 presentata dal Governo Berlusconi prevede, infatti, drastici tagli dei trasferimenti dallo Stato agli Enti locali e il blocco dell’addizionale Irpef: un colpo duro per i Comuni, che saranno costretti a ridimensionare i servizi sociali per i cittadini e a un sostanziale blocco degli interventi di investimento sul territorio. Certo, con la manovra appena varata le tasse per i redditi medio-bassi subiranno una sostanziale riduzione, tuttavia sarebbe opera da prestigiatori riuscire a conciliare una politica di sviluppo con il ricorso sistematico al contenimento della spesa (leggasi ‘taglio’), considerato l’attuale andamento dei conti statali. Insomma, la coperta è troppo corta.

Riguardo alla nostra regione, le misure adottate dalla Finanziaria colpiranno, in particolare, un settore ‘debole’ come la sanità. Proprio in questi giorni, infatti, la Giunta D’Ambrosio sta mettendo a punto il Piano Sanitario Regionale 2002-2005, chiamato a ‘tagliare’ spese e servizi senza troppe riserve. E la ‘forbice’ della nuova riforma sta già iniziando a colpire: la riduzione dei posti letto è cosa fatta, entro poche ore ne conosceremo anche le ‘cifre’. Ovvio che l’ulteriore taglio dei trasferimenti statali non potrà che aggravare una situazione già precaria.

Molte critiche sono giunte all’indirizzo del Governo da parte di diversi amministratori del Piceno. C’è chi teme che con la manovra economica i Comuni corrano entro breve il rischio di un collasso e di un commissariamento finanziario. Non si è ancora espresso, invece, il Sindaco Martinelli, forse in attesa che la legge Finanziaria concluda il suo iter. Saggia prudenza (politicamente ineccepibile), ma siamo certi che l’Amministrazione comunale, solitamente molto attenta alla salvaguardia delle risorse finanziarie, non stia facendo salti di gioia.

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