Il tempo passa ma Peter Gabriel è, e resterà, un artista che avrà sempre qualcosa da dire. Eliminato l’intelligente trasformismo degli anni passati – considerato uno dei suoi maggiori punti di forza espressivi – l’artista continua a diffondere il suo pensiero usando altre vie di comunicazione legate esclusivamente alla musica e, non per questo, meno significative. Tutt’altro. Il genio di Peter Gabriel, autentico guru della world music, è in grado di esprimersi attraverso un linguaggio immediato, metaforico. Infatti, nonostante “Up” sia un disco complesso che presenta un lavoro evocativo e ricco di sperimentazioni sonore, riesce ugualmente a far trapelare il suo messaggio.

“Up” è una parola positiva, significa “lungo” e Gabriel intendeva usarla giocando con una serie di titoli legata ai fiumi, quindi “Up the Mississippi”, “Up the Ganges” e via dicendo. Poi è rimasta soltanto “Up”, una sillaba che lascia aperte le porte all’immaginazione. Un’introspezione personale che spazia dalla tristezza di alcune canzoni – appartenenti ad un album nato in dieci anni di “gestazione mentale” – alla cruda realtà della cultura televisiva, ben rappresentata in “The Barry Williams Show”, un nome inventato nonostante la coincidenza di alcuni omonimi. Nel video diretto dall’amico Sean Penn, Peter appare con un paio di guanti neri pronto a narrarci le amare dinamiche di uno show televisivo, per poi lasciare spazio alla disperazione umana che finirà per trasformarsi in un mare di sangue pronto a sommergere tutto e tutti. Una chiara metafora musicale.

Ma chi è Peter Gabriel? Oltre ad essere un eccellente artista nonché un uomo dall’indubbio fascino intellettuale, Gabriel appartiene a quella sfera di persone che amano vivere a 360° e approfondire le tematiche che più lo interessano. Un esempio è dato dal suo studio sulla capacità delle scimmie di interagire musicalmente con l’uomo, dalla promozione a Palermo del festival Womad dedicato alla musica world, e dal fatto stesso di aver regalato nei mesi scorsi ai suoi fan – ad ogni pleniluinio – anteprime delle sue canzoni sul sito ufficiale con tanto di commento personale.

Nato il 13 febbraio 1950 a Londra, l’artista ha acquistato un residence in Sardegna, splendido luogo in cui avrebbe deciso di vivere insieme alla seconda moglie Meabh Flynn, sposata “in loco” il 9 giugno 2002 con una cerimonia all’insegna della semplicità. Unico particolare “eccentrico”: l’abito tradizionale pakistano indossato dallo sposo. Dopo il connubio musicale con i Genesis, durato dal 1965 al 1975, Peter Gabriel ha intrapreso la carriera di solista dando vita a canzoni di successo come “Shock the monkey”, “Sledgehammer”, “Biko”; ha sposato in prime nozze Jill Moore da cui ha avuto due figlie, Anna-Marie e Melanie (quest’ultima canta nei cori di “Up”); è diventato attivista di Amnesty International.

L’album “Up” è stato registrato tra Inghilterra, Francia, Senegal, Rio delle Amazzoni, e comprende 10 brani, tra i quali segnaliamo la malinconica “Sky blue”, la melodica “I grieve”, la sagace “The Barry Williams Show”, le affascinanti “Darkness” e “Signal to noise”.
(rositaspinozzi@tin.it)

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