Ottaviani: “ Sono emerse indicazioni importanti. La Regione sta elaborando la nuova legge Urbanistica e il regolamento edilizio- tipo e terrà conto dei criteri di bioedilizia e di architettura ecosostenibile. “

Come sarà la casa del futuro? Sarà una casa col…cappotto, altrimenti detta “casa passiva� cioè senza impianti di riscaldamento, ma perfettamente isolata termicamente, che fa sua cioè la concezione della bottiglia –thermos? Oppure il risultato di un’ architettura “solare�? O ancora una casa-serra? Certamente sarà una costruzione per la quale sono stati adottate soluzioni molto attente alla riduzione del consumo di energia.
Sono le diverse e tutte interessanti indicazioni emerse nel corso della giornata di studio tenutasi oggi a Castelfidardo, presso la Sala degli Stemmi del Palazzo Comunale su “Architettura ecosostenibile e terra marchigiana “, promossa e organizzata dall’assessorato regionale all’Edilizia Pubblica, dalla Provincia di Ancona e dal Comune di Castelfidardo.
Presieduto da Giorgio Girotti Pucci, dirigente del Servizio Edilizia Pubblica della Regione, il quale ha sottolineato la necessità per le istituzioni di diffondere la cultura del costruire in maniera ecosostenibile, il seminario ha visto l’alternarsi di studiosi e tecnici nazionali ( dal Friuli Venezia Giulia, Alto Adige, Piemonte , Emilia Romagna ) e marchigiani che hanno analizzato le diverse esperienze e i progetti pilota.
“C’era l’esigenza di fare il punto della situazione in questo settore augurabilmente in espansione�, ha rimarcato l’assessore regionale all’Edilizia e Urbanistica , Roberto Ottaviani, in apertura dei lavori. “Anche perché – ha proseguito- c’è sempre più richiesta di qualità di vita, che non significa solo Sanità ( poiché incide per l’ 11% sugli indici), ma un contesto ambientale favorevole e per questo, l’aspetto dell’abitare è fondamentale. Una grande sfida quindi ci aspetta : la ricerca dello sviluppo sostenibile passa anche per questi momenti di approfondimento come quello di oggi a Castelfidardo. Una Joannhesburg in miniatura, dove affrontare compiutamente un tema importante per il futuro delle città e perché come sempre, le grandi strategie si attuano attraverso l’evoluzione e i processi culturali. Occorre allora riflettere , per esempio, sulla scelta dei materiali edilizi, sul loro ciclo di vita e il riutilizzo; occorre anche ripensare alla localizzazione urbanistica degli edifici in rapporto all’irradiamento solare e costruire ottimizzando il risparmIo energetico che incide del 30% sui consumi; c’è infine la necessità di armonizzare le costruzioni con il paesaggio. La Regione Marche sta riscrivendo la legge urbanistica e il regolamento edilizio tipo, strumenti normativi importanti per incentivare l’edilizia residenziale pubblica ecosostenibile. Per esempio, applicando sconti sugli oneri di urbanizzazione che adottino criteri ecocompatibili o sulla costruzione di edifici che investono sull’isolamento termico.�
Dopo i saluti del sindaco di Castelfidardo, Tersilio Marotta, è intervenuto il presidente della Provincia di Ancona, Enzo Giancarli che ha sostenuto come “il governo del territorio e lo sviluppo ecosostenibile siano due facce ormai imprescindibili della stessa medaglia. La finalità principale è quella ritrovare il giusto rapporto tra attività umana e ambiente, recuperando il valore-risorsa ambiente anche attraverso strumenti di copianificazione tra amministrazioni pubbliche.�
Riguardo ai problemi di riduzione di consumi, interessante è stato l’intervento di Peter Erlacher, di Merano. E’ stato calcolato, infatti, che il riscaldamento pesa sui consumi domestici ben il 79%, rispetto a quelli per l’illuminazione (1%). Sua la teoria , ma anche la realizzazione della “casa passivaâ€?, cioè senza impianti di riscaldamento ( peraltro già costruite una trentina a Merano e più di mille in Germania, dove le temperature certamente sono basse) che adotta pannelli per l’isolamento in sughero o in fibra di legno, ricambio permanente d’aria e recupero del calore, vetri a tre strati, impianti solari per l’acqua calda, non fotovoltaici perché – secondo l’ingegnere altoatesino- “i costi di manutenzione superano di gran lunga i benefici dell’effettivo risparmio. Un condominio così, rispetto a quelle di ordinaria concezione ha un costo aggiuntivo del 10-12% in più.â€?
“I costi aggiuntivi delle costruzioni ecosostenibili- ha suggerito Tiziano Tirelli, della Regione Friuli e coordinatore del gruppo di lavoro interregionale per l’architettura ecosostenibile presso ITACA
( Istituto per la Trasparenza e la Certificazione degli Appalti), potrebbero essere a carico delle pubbliche amministrazioni. E’ senz’altro un buon investimento.â€? Tirelli ha anche illustrato il lavoro del gruppo ITACA al quale partecipa attivamente anche la Regione Marche – “legata particolarmente al Friuli per l’importantissima esperienza della ricostruzione post sismaâ€?-, nell’elaborazione dei criteri di applicazione di un sistema di valutazione per l’assegnazione di contributi e incentivi. L’obiettivo finale del gruppo di lavoro interregionale, infatti, è quello di fornire alle Regioni omogeneità di indirizzi e criteri , attraverso uno schema di legge comune, ma adattabile alle diverse realtà regionali.
“Infatti, ha rilevato Silvia Catalino del servizio Edilizia Pubblica della Regione Marche- nuovi compiti sono imposti alla Regione nel governo del territorio, funzioni che devono sostenere lo sviluppo di sistemi di bioarchitettura.� L’architetto Catalino ha ricordato poi le esperienze marchigiane: uno studio comparativo tra i consumi energetici di due edifici finalizzato al benessere microclimatico e qualità dell’aria e il progetto di bioedilizia pubblica con la realizzazione in fase avanzata di 12 alloggi , da parte del CRIACP Marche a Jesi sulla base di un concorso nazionale indetto nel 97.Inoltre le Marche hanno già previsto incentivi , per esempio, nella ricostruzione post terremoto, nella misura del 10% per interventi di bioarchitettura o nel settore dell’agriturismo e per l’impiego di materiali naturali, e ancora incentivi ( a Pesaro) sugli oneri di urbanizzazione. “L’azione regionale – ha spiegato ancora Silvia Catalino- dovrà innanzitutto essere dedicata a sviluppare un’attenzione più sistematica e integrata verso queste tematiche e si incentrerà naturalmente sul settore dell’edilizia pubblica con l’applicazione di fattori di priorità a punteggio e fondi dedicati per interventi di bioedilizia.�
Sono stati illustrati quindi da Stefano Dotta dell’Enviroment Park di Torino i progetti pilota di edilizia pubblica in Piemonte e in particolare il Villaggio olimpico per le Olimpiadi Invernali Torino 2006, progettato secondo i dettami della bioedlizia e bioclimatica. Maurizio Urbinati dello IACP Ancona ha illustrato il progetto di Jesi Peep SMIA e Valentino Mandolini un esempio di “bioarchitettura in cooperativa� a Senigallia.
Roberto Teneggi dell’Università di Bologna ha parlato dell’evoluzione del progetto di edificio ecologico, prendendo spunto da un edificio costruito a Reggio Emilia: “L’edilizia ecologica si può chiamare tale se – ha detto- è attenta alla salute dell’uomo che in essa deve abitare o lavorare; valuta attentamente i bisogni e riduce sostanzialmente l’alterazione del paesaggio, favorisce l’utilizzo di energie rinnovabili, ricicla i propri componenti, si inserisce nel contesto bioclimatico utilizzandolo in modo corretto.Un architettura quindi che sappia rapportarsi in maniera equilibrata con l’ambiente. “ (ad’e)

Alcuni dati e numeri da segnalare:
Esiste una crescente dipendenza dagli spazi chiusi. Il 90% della vita di un cittadino europeo è trascorso in casa o in luoghi chiusi. L’aria che si respira in casa è due tre volte peggiore di quella che sta all’esterno. Di qui la sempre maggiore richiesta di qualità di vita abitativa. Inoltre il 50% dell’inquinamento atmosferico è prodotto dal ciclo produttivo dei materiali edilizi, il 50% delle risorse sottratte alla natura è destinato all’industria edilizia, sempre il 50% dei rifiuti prodotti annualmente in Europa proviene dal settore edilizio.
Oltre !/3 delle emissioni di gas serra derivano dal settore edilizio. Il fabbisogno energetico attuale è coperto per l’80,9% da prodotti non rinnovabili di provenienza fossile ( petrolio, gas naturale, carbone) Solo il 12,5% è rappresentato dalle cosiddette energie rinnovabili. Il fabbisogno medio di energia elettrica di una famiglia italiana è di 4.000kWh

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