Niccolò Ammaniti è nato nel 1966 e ha già pubblicato numerosi romanzi che hanno riscontrato il consenso dei lettori grazie alla semplicità narrativa di cui sono permeati e alle tematiche che vedono l’individuo al centro della vita quotidiana. “Io non ho paura” racconta una storia di bambini molto perspicaci in grado di tessere intrecci sorprendenti che tengono legato il lettore fino all’ultima pagina. A fare da sfondo all’opera c’è un’assolata campagna del sud Italia, luogo imprecisato, in un’estate del 1978 in cui viene sequestrato un bambino di nove anni a scopo di estorsione. «Il romanzo di Ammaniti si distingue nella serie dei lavori che vengono sfornati in gran numero dagli scrittori più giovani, rispettabili, se non fosse altro, perché tengono viva la tradizione del genere letterario che la cultura dell’immagine e la preponderanza della saggistica tecnica pare che vogliano mantenere in crisi irreversibile». Così ha commentato il prof. Emidio Diletti in una recensione del libro di Ammaniti.

Marcello Veneziani è un giornalista editorialista affermato che si è posto il compito di penetrare la trasformazione del pensiero e dell’impegno politico delle generazioni dell’ultimo Novecento, analizzandone motivi e risultati. “La cultura della destra” affronta un tema molto attuale che inevitabilmente porta il lettore alla fatidica domanda “qual è, se c’è, una cultura della destra?”, quella destra che oggi governa il Paese. Commentando il saggio di Veneziani, il prof. Giuseppe Lupi si è così espresso: «L’attuale governo di centrodestra ha suscitato grande curiosità negli italiani oltre che terrore nei personaggi della politica e della cultura che all’improvviso, dopo cinquant’anni, sentono traballare la poltrona. Un discorso esplicativo sulla destra politica, così pertinente, non era mai apparso nell’ambito della Saggistica italiana».

A conclusione della premiazione il prof. Lupi, fondatore del Tascabile, ha sottolineato il suo orgoglio legato al fatto di essere riuscito con un gruppo di volontari, a partire dal 1980, ad affrontare coraggiosamente il problema della lettura, sollevando così San Benedetto da quella patina di indifferenza culturale. Un grande merito per una lodevole iniziativa. Esortiamo, quindi, ad una maggiore lettura non solo dei libri vincitori ma anche delle altre opere.

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