Dopo aver salutato i tifosi, Francesco Agnello si presenta in sala stampa, accompagnato da Italo Schiavi, responsabile dell’area tecnica, e i due collaboratori personali Spartaco Landini (supervisore tecnico) e Guido Arata, che avrà funzioni di addetto alla stampa e alle comunicazioni.

Ma chi è Francesco Agnello, sconosciuto ai più fino a qualche giorno fa? «Sono nato il 25 dicembre 1964 a Torre Annunziata, in provincia di Napoli. La mia è una famiglia di imprenditori, tanto che mio nonno nel 1929 iniziò a produrre la gazzosa “con le palline dentro”. Mio padre è succeduto a mio nonno, poi io mi sono specializzato in scienze industriali. La mia famiglia voleva che io facessi il libro professionista, io per un periodo l’ho fatto ma poi ho intrapreso l’attività di famiglia. Nl 1994 mi sono trasferito a Roma dove ho costituito un gruppo di società alimentari e di acque minerali Società Fonterme SpA. Negli anni successivi, dopo la perdita di mio padre e di mia madre, fra il 1997 e il 2000, ho gestito questo gruppo da solo. Poiché sono affascinato dal gioco del calcio, ho intrapreso alcune trattative per l’acquisto di alcune società calcistiche come il Pisa, il Livorno e ultimamente il Genoa tramite Dalla Costa. Ma prima che con queste società avevo un rapporto personale con Luciano Gaucci, che stimo come presidente e come uomo. Gaucci conosceva la mia famiglia e quindi la nostra amicizia è precedente al mio ingresso nel mondo del calcio».

Ma quale è stato il percorso che lega Agnello alla Samb, passando per Gaucci? «Dopo un’esplorazione sulla situazione di varie società ho ritenuto che l’unica capace di garantirmi serietà e immagine e pubblico è la Sambenedettese, squadra che avevo puntato ad acquistare fin dall’inizio e che non ho abbandonato. La decisione finale è arrivata proprio quando ho valutato tutti gli aspetti societari delle altre squadre. La Samb era nelle mani di un uomo come Luciano Gaucci che ritengo un grandissimo presidente. Oggi il calcio non è soltanto spettacolo e tifoseria, ma è un’azienda vera e propria che va gestita con amore e con passione, non servono soltanto i soldi ma anche gli uomini, la squadra, la fortuna che non deve mai mancare. C’è chi dice che il calcio è in crisi, ma io credo che se si resta con i piedi per terra, e c’è la tranquillità per lavorare, San Benedetto consente di far bene. Io spero di poter fare del mio meglio, con la serenità possibile, per poter portare la Samb quanto più in alto si può, senza illudere nessuno. Se non saremo in grado di raggiungere i nostri obiettivi allora ci faremo da parte, ma credo che così non sarà. Affianco a me ci sarà Spartaco Landini, un supervisore esperto, sarà il tutore che controllerà tutto in funzione della sua serietà, mentre la squadra non sarà toccata né sotto il profilo tecnico né su quello dirigenziale, per cui il direttore generale e il direttore sportivo resteranno gli stessi (Molinari e Angellozzi, ndr.). Non vedo infatti perché dovrei cambiarli. Lavorano tanto, conoscono l’ambiente. Landini sarà il mio uomo di fiducia. Dopo di me c’è Landini».

Cosa chiede Agnello al suo staff? «Vorrei lavorare senza prime donne o intrighi, ognuno dovrà fare il proprio dovere perché soltanto con il lavoro è possibile raggiungere i risultati prefissati. I nostri obiettivi li raggiungeremo. Se non oggi, domani, ma arriveranno».

Nell’accordo stipulato con Gaucci, i calciatori sono rimasti di proprietà della Samb, tranne qualche prestito. Agnello ha anche dichiarato che cercherà di ottenere un posto come dirigente federale. Agnello era a Viterbo assieme a Landini e Arata, e lì ha potuto notare un’ottima squadra e un pubblico rossoblù bello e commovente sotto l’acquazzone. «L’obiettivo resta sicuramente la Serie B, ma sappiamo che non tutte le ciambelle riescono con il buco, per cui è meglio non illudersi, restare con i piedi per terra e lavorare sodo. Se si è ambiziosi si rischia di illudersi, occorre costruire nuove prospettive con gradualità e tranquillità. Ho già parlato con i giocatori e ho detto loro che la cosa più importante è la volontà di vincere, è quello l’elemento che fa fare la differenza».

Per gli amanti della cronaca rosa, Agnello non è sposato ma è felicemente fidanzato, da sette anni, con Barbara.

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