Tantissimi i tifosi presenti al Riviera delle Palme per conoscere il nuovo presidente della Samb. Erano in due-trecento almeno. Francesco Agnello, si è affacciato alle 18 in punto, e ha raccolto immediatamente l’applauso dei tifosi. «Riporterò la Samb ai massimi livelli», dice subito, ma poi, fedele alla sua linea di uomo concreto, ricorda che ciò potrà avvenire «quest’anno, l’anno prossimo, o fra due anni, perché una grande società come la Samb non può restare in Serie C1 a vita. La Samb potrà arrivare ai massimi livelli, in Serie B e, perché no, in Serie A».

Qualcuno gli chiede di essere un presidente ‘costante’. «Sarò un presidente ‘costante’ e ‘presente’, la domenica non mancherò mai, in casa e in trasferta», spiega, strappando un altro applauso ad una tifoseria che in questi ultimi tempi lamentava, forse, una società fisicamente latitante.

Più tardi, al termine della conferenza stampa, si riaffaccia nuovamente per parlare con i tifosi. Le domande del popolo rossoblù non si fanno attendere; quali sono le ambizioni di Francesco Agnello? La Samb potrà tornare in Serie B? Diversi sono preoccupati, perché, scottati dall’esperienza Venturato, temono facili avventure. Francesco Agnello, a cui un anziano tifoso regala una sciarpa rossoblù, dice che «siamo qui per lavorare sodo, creare attorno alla Sambenedettese un indotto, un Centro Sportivo, un vivaio fiorente affiancato da una scuola calcio. Cercheremo di fare del meglio per la Samb, in modo che andrà bene per noi e per voi, che siete un grande pubblico e che meritate le soddisfazioni che sono mancate negli ultimi anni. Vi chiedo di starci vicini e di aiutarci, io sarò sempre presente, in casa e fuori», ripete. Alcuni tifosi chiedono almeno i play-off, e Agnello ripete che «dobbiamo essere ambiziosi ma non fino al punto di crearci illusioni che si trasformano in delusioni». Il nuovo presidente pare chiedere del tempo, non promette ‘la Serie B subito’, ma le sue parole indicano nella «fortuna, sacrificio, determinazione e volontà» gli elementi essenziali per far bene. Seppur giovane e alla prima esperienza nel mondo del calcio (anche se negli ultimi due anni ha tentato di acquistare Pisa, Livorno e Genoa), rifugge dai facili proclami. In attesa di conoscere meglio Francesco Agnello così come i suoi collaboratori (Spartaco Landini nelle vesti di supervisore dell’area tecnica e Giorgio Arata come collaboratore e addetto stampa), e di poter esprimere così dei giudizi più ponderati, ci pare di buon auspicio il fatto che non abbia rilasciato vaghe promesse, anche davanti ad un pubblico numeroso e perciò naturalmente incline ad applaudire qualsivoglia proclama. «Per fare grandi cose bisogna stare con i piedi per terra», conclude, prima che un coro intonato dai tifosi rossoblù lo coinvolga. (FLAMMINIPP@LIBERO.IT)

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