Fu un vero e proprio calvario. Si trattò di un eccidio senza pari nella storia della seconda guerra mondiale, nonostante le convenzioni internazionali.
Le truppe italiane furono attaccate dal cielo, mare e terra ed opposero strenua resistenza fino a quando armi e munizioni lo consentirono.
Decimate dalle perdite, prive di mezzi per combattere, furono costrette a capitolare.
I tedeschi non ebbero tentennamenti, volendo dimostrare che non avrebbero consentito a nessuno di opporsi alla loro forza militare ed attuarono con sistematicità il massacro di quasi tutti gli ufficiali, di gran parte dei soldati e la deportazione dei superstiti.
Circa diecimila furono i martiri.
Fu un episodio orrendo ed imperdonabile, organizzato con ferocia teutonica e fu anche il primo atto eroico ed esemplare dell’epopea della resistenza. Una pagina di valore e di sacrifici, della quale le forze armate italiane debbono essere orgogliose e che spicca nella memoria della lotta per la dignità e la libertà nella storia della nostra Patria.
E’ un invito alle nuove generazioni, affinchè quel sacrificio non risulti inutile per il paese e ricordino che l’unità d’Italia, le istituzioni democratiche e la Costituzione vanno difese.
Le gravi perdite testimoniano la volontà fino all’estremo sacrificio che animò ufficiali e soldati, che non hanno voluto continuare la guerra al fianco dei tedeschi.
Una guerra alla quale erano stati obbligati dal governo fascista.
Volevano invece tornare alle loro famiglie, riportare in patria la proprie armi, le loro bandiere e prendere parte alla ricostruzione del paese.
Sognavano di edificare una società migliore e più giusta in un paese unito e libero in piena pace.

Elio Tremaroli

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