«Vi porterò al Del Duca», disse Luciano Gaucci davanti ai dodicimila che assiepavano Piazza San Giovanni Battista lo scorso giugno, per festeggiare la promozione della Samb in C1. Riprendendo quella affermazione non vogliamo rinfacciare nulla a Big Luciano: non perché l’ipotesi della cessione della Samb fosse nell’aria (ancora qualche giorno fa ribadiva di voler salire di categoria assieme al tecnico Colantuono), quanto perché, prima di prendere una qualsiasi posizione (doverosa in casi del genere), aspettiamo che le indiscrezioni diventino certezze.

Con Gaucci la Samb può aspirare ad andare in Serie A, sia detto senza problemi. Tutti i tifosi sapevano che si trattava di uno “straniero”, che non aveva acquistato la Samb per passione: e questo, ad alcuni, fedeli al motto «La Samb ai sambenedettesi», faceva del male al cuore. Tuttavia la passionalità di Gaucci senior si era ben coniugata con l’ambiente sportivo rossoblù; grande merito l’hanno avuto le vittorie, certo, ma “Lucianone” era oramai considerato un sambenedettese ad honorem, sicuramente di più di quanto avviene alla famiglia Gaucci a Catania o nella stessa Perugia.

In città non si parla d’altro che di questo argomento, con toni diversi ma spesso enigmatici («Tomorrow never knows», il domani non sa mai, dicevano i Beatles). Qualcuno però non si rammarica più di tanto: «Se realmente il passaggio di proprietà avvenisse e i nuovi acquirenti fossero i nomi indicati – dice Daniele Ricci – sarei soddisfatto perché la nuova società non sarebbe gravata da altre società calcistiche e si potrebbe concentrare soltanto alla Sambenedettese. Gaucci aveva anche Catania e Perugia, ricordiamolo, e il rischio della Samb sarebbe potuto essere quello di una cessione posticipata nel tempo».

Betto Capriotti, esponente del gruppo Inferno Rossoblù, esprime gli stessi concetti ma allarga l’orizzonte anche al futuro rapporto tra i tifosi e i possibili nuovi acquirenti. «Leggendo i nomi dei nuovi acquirenti penso che la nuova società potrebbe aprire un ciclo molto interessante per San Benedetto – ci ha detto – L’incognita legata al gruppo di Gaucci era dovuta al fatto che possedevano tre diverse società di calcio. Tuttavia i nomi degli acquirenti contano poco, noi vogliamo i fatti e persone determinate. Vorremmo vedere persone che facciano del bene a questa società, anche perché in noi è ben vivo il ricordo di certi avventurieri come Venturato. Non ci fideremmo dei nomi di queste persone, esigiamo una presenza costante della nuova società a San Benedetto: almeno un suo rappresentante dovrà stare sempre in città. La nostra tifoseria non merita di essere abbandonata!»

TRASFERTA DI VITERBO. Mille biglietti, acquistabili a nove euro, sono in vendita presso il punto “La Biglietteria” di via Calatafimi. I tifosi della Samb saranno sistemati nella curva degli ospiti, che potrà contenerli abbondantemente. Da queste righe, in attesa di maggiori dettagli (li manderemo on-line non appena possibile) pensiamo che questo momento rappresenti uno stimolo per l’intera tifoseria di essere vicina alla squadra, a quella maglia rossoblù che comunque non cambierà mai di colore.

(flamminipp@libero.it)

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