Ci diranno che l’estate è stata funestata dal maltempo, che il calo di presenze era preventivabile dopo il boom degli anni d’oro. Valide attenuanti, ma la realtà è sotto gli occhi di tutti: la stagione estiva 2002 si è rivelata pressochè un ‘flop’. Certo, il segno ‘+’ comparirà in bella mostra sui dati che la Regione si affretterà a diffondere, ma converrà non lasciarsi abbagliare troppo dai numeri. Se il vero parametro di riferimento per la bontà dell’offerta turistica è la qualità, allora possiamo dire, senza tema di smentita, che la stagione appena trascorsa non ha prodotto i benefici attesi da operatori e amministratori locali.

L’avevano annunciata come l’estate del grande evento, la Mostra sull’Egitto, appuntamento di forte richiamo culturale che avrebbe dovuto calamitare turisti d’ogni dove; ebbene, i numeri hanno smentito le previsioni: pochi visitatori hanno varcato la soglia delle piramidi rivierasche, nonostante il tam tam promozionale che sin dai primi di luglio aveva ‘lanciato’ la Mostra. Per il resto, il panorama dell’offerta turistica ha lasciato poco spazio alla fantasia: il Tim tour ha ottenuto un buon riscontro di pubblico, eppure è apparso la copia sbiadita delle passata edizione (colpa degli pseudo-artisti di Saranno famosi?), Miss Italia è sempre uguale a se stessa, la Festa della Marina ha fatto il possibile, ma non può certo aspirare a risollevare le sorti del turismo locale.

Da tempo auspichiamo un cambiamento di rotta per rinnovare l’offerta turistica. Finora, poco è stato fatto. L’unica via percorribile, secondo noi, è quella che porta ad un efficace mix tra grandi eventi e appuntamenti a forte caratterizzazione locale. Cosa s’intende per grandi eventi? Pensiamo all’intrattenimento musicale di qualità, ‘spalmato’ per tutta la stagione (il Tim tour, fenomeno più pubblicitario che musicale, non fa testo). Per tutta l’estate il nostro ‘Giornale del turista’ ha dato conto, con puntualità, dei concerti di affermati artisti nell’entroterra marchigiano ed abruzzese: tutto rigorosamente alla larga da San Benedetto. Pensiamo, inoltre, al filone dell’arte contemporanea, che in città ha sempre ottenuto riscontri positivi (molto apprezzate le mostre a Palazzo Piacentini e alla Palazzina Azzurra); il trapianto forzato di culture estranee alla nostra realtà ha esaurito il suo ciclo: Leonardo, Raffaello e gli Egizi ne sanno qualcosa.

C’è di più. Il vento di crisi che aleggia sulla Riviera delle Palme ha trovato un’ulteriore spinta nella vorticosa salita dei prezzi. Gli aumenti più consistenti sono stati quelli delle strutture ricettive, seguite a ruota dai pubblici esercizi. Semplici arrotondamenti da euro-conversione? Ne dubitiamo, e comunque non crediamo che la qualità dell’offerta turistica e dei servizi giustifichi questi sensibili ritocchi verso l’alto delle tariffe. Insomma, il gioco non vale la candela. Fino a pochi anni fa la Riviera delle Palme era tra le località balneari più gettonate, l’ideale per un target turistico di tipo famigliare alla ricerca di una vacanza a basso costo: oggi è rimasto solo il primato dei prezzi. Magrissima consolazione.

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