In uno spazio vuoto con al centro una poltroncina-trono, Cosentino interpreterà tutti i ruoli della tragedia, alternando discorso in prosa, versi di una traduzione ottocentesca (recitati con cadenza abruzzese) e l’uso di ottave improvvisate, con la tecnica dei cantastorie della maremma toscana.

Gli antichi consideravano l’Andromaca uno tra gli scritti peggiori di Euripide: nessun protagonista, nessun dio da prendere sul serio, nessun eroe tragico. Il mondo, svuotato di presenze eccezionali, ospita uomini che non decidono del proprio destino e passano in continuazione dalla disperazione alla gioia, per una necessità meccanica di sopravvivenza. Andromaca, Ermione e Peleo, nella loro lotta intorno a Neottolemo, il signore della casa, sono causa l’uno della disperazione dell’altro e vengono salvati ognuno dall’incarnazione di una provvidenza improbabile: da un pazzo allucinato, da un vecchio pieno di tremori e da una dea di second’ordine. Ma tutto ciò non ha senso, perché Neottolemo è già morto.

Massimiliano Civica svolge un percorso formativo eterogeneo, passando dal teatro di ricerca alla scuola di tradizione italiana, per poi compiere un apprendistato presso il Teatro della Tosse di Genova.
Andrea Cosentino, dopo una formazione da attore di prosa e una ricognizione nei territori della ricerca teatrale, studia teatro comico e gestuale a Parigi. Si occupa di teatri della diversità, curando iniziative di laboratorio e di spettacolo nelle carceri e con il disagio psichiatrico.

Prossimo appuntamento: venerdì 13 settembre alle ore 21.30 presso la Sala Kursaal, con “Bestie” della Nuova Complesso Camerata.

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