San Benedetto, 5 settembre 2002
“Colantuono ‘6’ il migliore”, è ancora scritto sul muretto che delimita la strada che attornia il Riviera delle Palme. Probabilmente era dai tempi di Nedo Sonetti che un allenatore, a San Benedetto, non riceveva simili attestati di stima (e le identiche scritte sui muri). Il curriculum di Colantuono-allenatore-in-seconda, seppur ancor breve, parla chiaro: undici vittorie, un pareggio e una sconfitta in gare di campionato. Se poi aggiungiamo le recenti gare di Coppa Italia, lo score migliora: tredici vittorie, tre pareggi e una sconfitta. Ora sta per iniziare (con qualche ritardo sul calendario) il campionato di Serie C1, girone B. A giudicare dall’entusiasmo dei tifosi, dalle ottime prestazioni di Coppa Italia e dalla identica tensione agonistica che Colantuono sa trasmettere ai suoi calciatori nelle gare di allenamento, oltre che dagli ottimi rinforzi di mercato, le premesse per disputare un buon campionato ci sono tutte. Ne abbiamo voluto parlare con lo stesso Colantuono.

Cosa ti aspetti da questo campionato di C1?
«Non credo che ci sarà un grande divario tra le pretendenti ai primi posti e le altre squadre, perché in questo girone il fattore campo è sempre un elemento molto importante, e anche quest’anno si dimostrerà tale. Tra le favorite inserisco, d’obbligo, il retrocesso Crotone e le squadre che hanno disputato i play-off lo scorso anno, vale a dire il Pescara e il Lanciano. Il Taranto, invece, che l’anno scorso ha perso la finale per arrivare in Serie B, è ancora un punto interrogativo, considerate le recenti novità di mercato. Dopo questo gruppo inserisco squadre come la Samb e il Martina, che a differenza delle altre hanno minore esperienza di questo campionato. Si tratta comunque di valutazioni ‘sulla carta’, perché alla fine sarà il campo a decidere le classifiche».
Dando per scontato che la difesa sarà composta sempre da quattro uomini, credi che ci possano essere situazioni particolari in cui vedremo il centrocampo e l’attacco disposti diversamente rispetto allo schema 4-4-2?
«Bisognerà valutare, volta per volta, l’andamento delle partite. Abbiamo ottimi giocatori che forse possono giocare anche in altra maniera, ma devo dire che finché questo schema continuerà a dare buoni risultati si proseguirà su questa strada. Inoltre i nostri attaccanti, tranne Kanjengele che ha caratteristiche diverse, sanno giocare molto bene negli ultimi sedici metri».
Puoi accennare appunto alle caratteristiche dei nostri attaccanti, e in particolare dei tre nuovi acquisti Fanesi, Turchi e Kanjengele?
«Direi che Fanesi e Turchi possiedono caratteristiche simili a quelle di Sergi e Soncin. Nel calcio moderno le coppie di attaccanti devono fare molto movimento e secondo me questi quattro giocatori possono coesistere molto bene l’un con l’altro. Come Fanesi può far coppia con Soncin, Turchi o Sergi, e allo stesso modo ognuno di questi ultimi può giocare senza problema con gli altri tre: hanno caratteristiche quasi simili, amano ricevere cross o comunque sono abili negli ultimi sedici metri. Sono molto adatti a giocare affiancati da esterni di centrocampo veloci e portati al cross. Per Kanjengele il discorso è diverso: può essere un po’ il nostro jolly, potendo giocare come seconda punta, attaccante esterno o addirittura dietro i due centravanti».
Il calendario prevedeva, come prima di campionato, Samb-Taranto. Invece si giocherà a Sora. Che partita sarà?
«Credo che sarà una partita molto difficile e delicata. Il Sora lo scorso anno ha avuto un ottimo avvio di campionato. Il campo di gioco è piccolo e le gradinate sono molto vicine ai giocatori. Personalmente avrei preferito iniziare con il Taranto, ma ad ogni modo andremo a Sora cercando di giocarci la nostra partita, con il massimo rispetto per gli avversari ma senza alcun timore».
Hai sentito recentemente Alessandro o Luciano Gaucci?
«Luciano mi ha chiamato proprio oggi per darmi “l’in bocca al lupo” in vista dell’inizio del campionato. Il presidente naturalmente vuol sempre vincere e noi faremo di tutto per accontentarlo, anche se non sarà facile».
Soddisfatto della campagna acquisti?
«Sì, la squadra va benissimo così, anche con l’ultimo arrivo di Fanesi abbiamo rinforzato un reparto d’attacco che aveva già degli ottimi giocatori».
Un’ultima parola per i tifosi. In questo momento in città c’è grande entusiasmo: c’è qualcosa che vorresti chiedere?
«Questo è il mio quarto anno a San Benedetto e oramai li conosco bene. So cosa possono dare a questa squadra, d’altronde lo scorso campionato ci hanno seguito in duemila, tremila e anche ottomila nella finale di Parma, quindi su questo punto non credo si debba chiedere nulla. Il pubblico di San Benedetto è un pubblico caldo e passionale, da categoria superiore. Al massimo posso suggerire di avere pazienza, che forse non è il termine giusto: chiedo loro di essere tranquilli perché il gruppo è forte e la squadra è buona, quindi bisogna mantenere l’equilibrio in qualsiasi occasione».
Cosa ti aspetti da questo campionato di C1? “Colantuono ‘6’ il migliore”, è ancora scritto sul muretto che delimita la strada che attornia il Riviera delle Palme. Probabilmente era dai tempi di Nedo Sonetti che un allenatore, a San Benedetto, non riceveva simili attestati di stima (e le identiche scritte sui muri). Il curriculum di Colantuono-allenatore-in-seconda, seppur ancor breve, parla chiaro: undici vittorie, un pareggio e una sconfitta in gare di campionato. Se poi aggiungiamo le recenti gare di Coppa Italia, lo score migliora: tredici vittorie, tre pareggi e una sconfitta. Ora sta per iniziare (con qualche ritardo sul calendario) il campionato di Serie C1, girone B. A giudicare dall’entusiasmo dei tifosi, dalle ottime prestazioni di Coppa Italia e dalla identica tensione agonistica che Colantuono sa trasmettere ai suoi calciatori nelle gare di allenamento, oltre che dagli ottimi rinforzi di mercato, le premesse per disputare un buon campionato ci sono tutte. Ne abbiamo voluto parlare con lo stesso Colantuono.

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