Il Festival Nazionale dell’Umorismo “Cabaret Amoremio!” compie diciotto anni, diventa quindi maggiorenne confermando in pieno la raggiunta maturità conquistata nel corso degli anni. Un’affermazione che non lascia spazio ad alcun dubbio, visti l’impegno e la professionalità artistica di quanti hanno lavorato per consolidare le basi di un evento ormai affermatosi in ambito regionale e nazionale, nonché elemento caratterizzante della Perla dell’Adriatico. Infatti il cabaret grottammarese è promotore di una nuova formula in grado di realizzare un “prodotto” unico da presentare al pubblico che, ogni anno, dimostra di accogliere con entusiasmo. I motivi di un così grande successo? Sono tanti, a partire dall’eccellente direzione artistica di Pepimorgia e dal riuscito tentativo di “contaminazione” delle varie forme d’arte supportate dalla bravura stessa dei concorrenti. Ma c’è dell’altro: il cabaret piace perché è immediato, spontaneo, permette di interagire con il pubblico, mette di buonumore e porta il sorriso. Lo stesso luminoso sorriso con il quale ci ha accolto Matilde Menicozzi, assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Grottammare, che in otto anni di lavoro è riuscita a dare un’impronta tangibile allo sviluppo culturale e artistico della città. Sorride Matilde, perché anche se questo è il suo ultimo anno di assessorato, sa di aver dato il meglio per Grottammare. Sorride perché l’amicizia è per lei un grande valore che le ha permesso di portare avanti progetti con grandi nomi come Vincenzo Mollica e Dario Fo, persone straordinarie che hanno saputo guardare oltre ogni compenso per amore dell’arte. E sorridiamo anche noi in attesa delle serate del 2-3-4 agosto che ci porteranno al Gran Galà della Comicità.

Assessore, eccoci arrivati alla diciottesima edizione di “Cabaret Amoremio!”. È un po’ come dire “la continuità paga” e, in questo caso, il cabaret si è rivelato una scelta vincente. Quali sono gli obiettivi prefissi?
La continuità paga, è vero, quindi dobbiamo innanzitutto ringraziare quanti hanno lavorato per garantirla. Il nostro obiettivo artistico ha un duplice aspetto che consiste in una maggiore apertura al mondo della comicità – quest’anno rafforzata dalla sezione cinema all’aperto con quattro serate anziché una come lo scorso anno – e, nello stesso tempo, ampliare il progetto del cabaret. Attualmente si parla molto di cabaret e questo fa sì che la comicità venga “schiacciata” dalla televisione, nel senso che diventano punto di riferimento quei comici che passano per la tv. Motivo per cui, pur accontentando le esigenze del nostro pubblico, in questi anni abbiamo dato una svolta cercando di rappresentare non solo il mondo della comicità televisiva, ma di aprire anche uno spazio ad un tipo di comicità che, pur non essendo nota in tv, esiste ugualmente e ha una sua valenza. Infatti nelle serate di cabaret abbiamo incluso anche gli artisti di strada e da tre anni c’è il premio alla carriera “Arancia d’Oro” e il premio “Sorriso” dedicato ad un artista non famoso. In realtà stiamo cercando con molto equilibrio di dare risalto alla manifestazione attraverso nomi conosciuti aprendo, nello stesso tempo, piccoli spazi sul mondo un po’dimenticato della clownerie.

È questa la vera forza del Festival?
Sì, unita al fatto che siamo noi a creare lo spettacolo realizzando una produzione unica ed irripetibile, quindi l’artista che partecipa è costretto ad uno sforzo creativo perché deve tenere conto di tutto il palinsesto della manifestazione. Altrettanto importante è la modalità con la quale facciamo interagire gli artisti, per cui è possibile vedere sul palco il giovane concorrente cabarettista che si confronta con l’artista famoso o con il teatro di strada. Così facendo i ragazzi si relazionano tra di loro, generando una vera e propria contaminazione dell’arte che va oltre le logiche di mercato televisivo. In pratica, si recupera in creatività.

Il tutto sotto lo sguardo vigile di Pepimorgia…
Avere Pepimorgia con noi è una grande fortuna e uno stimolo in più per gli artisti in gara. È un professionista che lavora completamente in diretta: oltre alla scaletta di entrata e uscita non programma nulla ma agisce in base al ritmo dello spettacolo, lasciando libero spazio all’iniziativa. Inoltre in questi ultimi anni la manifestazione ha fatto un salto di qualità perché – oltre all’indispensabile aiuto delle associazioni locali, le varie sezioni del cinema curate da Blow Up, il teatro di strada con la Compagnia dei Folli, la sezione Nuovi Comici curata dal Lido degli Aranci, la sezione di Umorismo nell’Arte con la mostra di Vincenzo Mollica e Dario Fo curata da Artè, e il lavoro di Pepimorgia che riunisce il tutto attraverso la regia delle tre serate di Galà – sono scaturiti dei settori di specializzazione con una visione più approfondita e professionale dell’argomento. Così dividendo i settori, ma lavorando in gruppo, abbiamo creato delle sinergie che hanno alzato la qualità.

Oltre alla professionalità, quali sono le altre sinergie del Festival?
Un valore su tutti, l’amicizia. Se avessimo dovuto pagare Pepimorgia, Vincenzo Mollica e Dario Fo, non saremmo mai riusciti a coprire i loro cachet. Pertanto stiamo parlando di grandi artisti che hanno dato il loro contributo al Festival a prezzi veramente ridotti proprio in funzione dell’amicizia, del fatto stesso che si trovano bene a Grottammare ed hanno un giudizio estremamente positivo della manifestazione. Un particolare che mi riempie di gioia perché, in un mondo in cui tutto ruota intorno al valore economico, siamo riusciti a creare relazioni umane che permettono di capirsi e lavorare bene insieme. Con Mollica e Pepimorgia ho costruito una solida intesa in anni di lavoro, incontri, verifiche, ragionamenti, fiducia reciproca. Ho investito umanamente e professionalmente, e i risultati sono evidenti anche se la fatica non sempre è visibile.

Passiamo allo spettacolo. Com’è strutturata l’edizione 2002 di “Cabaret Amoremio!”?
I presentatori sono Natasha Stefanenko e Stefano Sarcinelli, quindi i nomi portanti della fortunata trasmissione televisiva “Convention”. Ogni serata prevede la partecipazione di un ospite cabarettistico: Max Giusti nella prima, Rodolfo Laganà nella seconda, il premio “Arancia d’Oro” nella terza. Per quanto riguarda gli ospiti musicali, avremo Teresa De Sio, i Fratelli La Bionda, gruppo molto in voga negli anni ’80, Ricky Gianco. Poi, naturalmente, ci sarà l’esibizione dei concorrenti provenienti da tutta Italia e selezionati dall’Associazione Lido degli Aranci: ne ascolteremo cinque per serata, tre dei quali passeranno in finale. Spero che i ragazzi riescano ad esprimersi al meglio nei sette minuti a loro disposizione, considerando anche che l’emozione giocherà il suo ruolo. Per quanto riguarda gli artisti del teatro di strada, verranno giudicati e premiati da una singolare giuria composta da tre bambini. Ma le sorprese non finiscono qui…

Cos’altro “bolle in pentola”?
Un’idea di Pepimorgia per sfatare il mito della bellezza femminile. Essendo il Galà dell’Umorismo è fondamentale avere autoironia, motivo per cui le nostre vallette saranno due floride “Letterone” dal peso di circa 140 Kg l’una. Vorrei inoltre sottolineare che il premio “Sorriso” verrà consegnato venerdì 2 luglio ad Armando Carini, un comico dell’operetta che ha lavorato molto con Fellini e Macario. Carini ha molto apprezzato l’idea di ricevere in dono un premio disegnato da Mario Lupo, tanto che ci ha comunicato di venire a riceverlo in smocking. Un particolare che testimonia il valore da lui conferito al premio “Sorriso” e che ha commosso entrambi.

Da un punto di vista personale, cosa significa per lei partecipare a queste dinamiche così importanti per la storia di Grottammare?
Dietro ogni mia azione c’è sempre un progetto, nulla è casuale. Se penso che esistono ancora persone meravigliose come Dario Fo, capaci di venire a proprie spese a Grottammare per omaggiare il ricordo di Fellini, allora credo che c’è ancora qualcosa per cui valga la pena sperare. Ed io, piccolo assessore di provincia, partecipando a queste dinamiche così importanti ho come la sensazione di appartenere ad un minuscolo pezzo di storia, quindi non posso far altro che sentirmi emozionata e gratificata. Perché Grottammare, oltre ad un patrimonio di disegni e fumetti, in questi ultimi anni ha collezionato eventi che rimarranno impressi nella storia della città, come la collaborazione con Vincenzo Mollica, le due visite di Dario Fo, l’incontro con Sabrina Ferilli, Nancy Brilli, Nanni Moretti, il video che Roberto Benigni ha dedicato alla città. Se pensiamo in prospettiva, allora possiamo renderci conto che in futuro scriveranno anche questo sulle guide turistiche. E dietro i suddetti eventi ci sarà anche un pezzettino di me motivando, così, la mia esistenza.

Pensiamo in prospettiva: come sarà il futuro di Grottammare da un punto di vista “umoristico”?
Sono ottimista, il cabaret resterà. Durante la mia prima esperienza in qualità di assessore alla Cultura e Turismo ho imparato a dare valore alla continuità. Quando si realizzano eventi si attiva un meccanismo tale che la gente ne viene a conoscenza e, nel momento in cui vengono sospesi, ne sente la mancanza anche il cittadino più semplice che, magari, non si è mai interessato al settore o non ha mai partecipato ad una sola serata. Ed è proprio quel cittadino a chiedere una spiegazione, diventando strumento di pressione per far sì che l’Amministrazione provveda alla sua richiesta. Il cabaret è andato avanti perché dopo i primi due anni la gente lo ha richiesto, ed il Comune si è sentito in dovere di proseguire. La continuità è determinante perché fa entrare l’evento nella memoria delle persone. Pertanto il mio è un pensiero positivo perché credo che nessun amministratore, dopo diciotto anni, possa tornare indietro. Ovviamente ci saranno delle condizioni artistiche diverse, ma il cabaret continuerà. Quindi non bisogna mai pensare a progetti fini a se stessi ma proiettati nel tempo, per cui il lavoro svolto in questi otto anni indubbiamente resta.
(rositaspinozzi@tin.it)

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