
Nel 2006 vende una dose a un tossicodipendente che dopo il buco muore. Nel merito dalla vicenda, un tunisino residente nel Piceno è stato processato e condannato. Al processo però, i suoi legali hanno dimostrano l’assenza di collegamenti tra lo stupefacente e la morte. Per l’imputato scampati 3 anni di reclusione
Alcune fermate dei pullman di linea nei tratti del lungomare nord non offrono sicurezza adeguata a ciclisti e pedoni. Il timore è prima o poi qualcuno si possa far male
Lo riferisce il titolare di una pizzeria di Porto d’Ascoli nel merito di un processo ai danni di un quarantenne del Piceno accusato di minacce ingiurie
Sostiene di aver subito botte e minacce dal marito e per salvare il matrimonio ha taciuto sino a quando ha perso ogni speranza. Il caso approda in tribunale
Una via sotto al livello stradale che ad ogni acquazzone diventa la piscina a cielo aperto del quartiere. I residenti inviano raccomandate in Comune che risponde con il sopralluogo di un funzionario
Una via sotto al livello stradale che ad ogni acquazzone diventa la piscina a cielo aperto del quartiere. I residenti stanchi inviano raccomandate in Comune con la speranza di una risoluzione
Nella serata della vigilia, al porto di San Benedetto, emozionante atmosfera al ritmo del “Và pensiero” nonostante il clima. L’Opera portata meritoriamente dalla Provincia di Ascoli in una location non certo tipica della lirica
Ruba attrezzatura e derrate alimentari allo chalet Da Vincenzo, il 5 luglio, ma viene scoperto dalla Polizia che lo arresta. Al processo l’uomo chiede ed ottiene il patteggiamento a 8 mesi di reclusione. La sua pena rimane sospesa.
La vicenda è avvenuta all’interno di un locale di via Galilei, lo scorso 7 giugno. Il titolare a sangue freddo aveva immobilizzato l’uomo colto in flagrante
Extracomunitario condannato a 10 anni per aver compiuto atti sessuali con un’adolescente abruzzese. La ragazzina era consenziente ma aveva mentito sulla sua età, e la Corte d’Appello dell’Aquila ha accolto le richieste dei legali del giovane, applicando il minimo della pena
Nel 2007 gli sequestrano la moto allo stadio in occasione di un incontro con il Lanciano e negli uffici dei vigili da in escandescenza. Per il supporter è scattata la condanna in primo grado per gli atti che avrebbe compiuto contro quattro agenti municipali
Giovane extracomunitario fermato alcuni giorni fa presso la stazione ferroviaria. Fermato dagli agenti, ha reagito in maniera inconsulta. Venerdì la sentenza
Condannato in primo grado perché possedeva oltre 600 dosi di hashish forse detinate alla piazza locale. Fu arrestato a gennaio scorso ma il verdetto è giunto solo dopo la perizia tossicologica dello stupefacente presentata il 24 maggio.
E’ stato arrestato il primo maggio all’interno del commissariato di polizia per oltraggio, resistenza e lesioni nei confronti di due poliziotti. Dopo sei giorni di detenzione cautelare per l’uomo è arrivata la condanna in primo grado.
Assessore alla viabilità e Comandante dei Vigili per le vie del centro nelle settimane scorse assieme a Riviera Oggi per verificare le segnalazioni giunte dalla nostra redazione. Le intenzioni degli addetti ai lavori sono chiare e precise: dialogo e collaborazione. E se c’è da correggere, si correggerà
Marocchino agli arresti per oltraggio, resistenza e lesioni nei confronti di due poliziotti sambenedettesi. Voleva dormire in Commissariato a tutti i costi ma gli agenti lo hanno denunciato la notte del Primo maggio e l’uomo è finito alla sbarra
Fatto accaduto nell’estate del 2009. Rissa fra ascolani e sambenedettesi con ferito all’uscita di un locale notturno della Riviera. Al processo le dichiarazioni del personale di sicurezza illustrano la dinamica dello scontro
Denunciata perché non permetteva all’ex coniuge di vedere i figli. Lei temeva nel peggio perché alcuni giorni prima scoprì delle macchie sulla schiena di uno dei suoi tre figli. Segni che l’ex coniuge spiega essere un gioco innocente tra padre e figlio e nulla più
Tre mesi di reclusione (pena sospesa) per aver molestato telefonicamente l’ex amante del suo “fidanzato”
Dopo ventidue giorni di carcere in attesa di giudizio arriva il verdetto per i tre giovani albanesi autori della rissa tra connazionali avvenuta il 25 marzo all’interno di un bus di linea in pieno centro. Al processo tra pentimento e reperti arriva la condanna