SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In questi giorni è caldo, anzi caldissimo il tema Ospedale Unico con la Regione che ha indicato cinque aree in cui la nuova struttura potrebbe sorgere. In lizza ci sono da Est a Ovest: Centobuchi di Monteprandone, Stella di Monsampolo, un terreno a metà fra Spinetoli e Colli del Tronto, un’altra area condivisa fra Castorano e Castel di Lama e un perimetro che ricade nel territorio del Comune di Maltignano. Alle aree, che soddisfano i criteri richiesti dalla Regione Marche per ampiezza e caratteristiche pianeggianti del terreno, stando alle recenti dichiarazioni provenienti da Ancona verrà applicato il “famoso” algoritmo che dovrebbe dunque, fra le cinque, indicarne una; la migliore da un punto di vista della baricentricità. 

L’area selezionata poi “sarà sottoposta alla conferenza dei sindaci” spiegavano da Ancona qualche giorno fa con un comunicato, “che potrà confermarla o sceglierne un’altra” si leggeva ancora. Se non ci sarà un’ampia convergenza, la Regione andrà avanti con la zona individuata dall’equazione, invece.

Per capire qualcosa in più sulla questione, Riviera Oggi ha intervistato Giorgio De Vecchis, che da tempo sta studiando approfonditamente la materia Sanità e in particolare il decreto Balduzzi. Il consigliere comunale di San Benedetto, nel corso del colloquio con noi, si è mostrato sicuro del fatto che l’algoritmo sceglierà l’area di Stella di Monsampolo o, al massimo, di Centobuchi spiegando anche i motivi tecnici dietro alla sua affermazione. Da un punto di vista politico poi non ha risparmiato qualche frecciata né a Piunti né a Castelli.

 

L’INTERVISTA A DE VECCHIS ASSIEME AD ALCUNE FOTO CHE SPIEGANO I CONTENUTI TECNICI A CUI FA RIFERIMENTO IL CONSIGLIERE

 

Visti i recenti sviluppi sul tema Ospedale Unico chiediamo a lei De Vecchis che idea si è fatto e come pensa che andrà a finire quella che ormai possiamo definire la “saga dell’algoritmo”.

“Applicando l’algoritmo alle cinque località che sono sul piatto in questo momento sicuramente la matematica non può che far ricadere la scelta o sull’area compresa nel territorio di Monsampolo (Stella di Monsampolo per la precisione n.d.r.) o al massimo su Centobuchi”.

Questa che fa è un’affermazione importante. Come fa a esserne sicuro?

“Perché se si va a vedere il bacino di utenza di popolazione che riuscirebbe a servire quell’area tracciando a partire da essa un cerchio con un raggio di 16 km, un ospedale unico a Monsampolo servirebbe più o meno 200 mila abitanti prendendo le aree di San Benedetto, Grottammare e Cupra a Est e abbracciando anche i confini del Comune di Ascoli a Ovest. Se invece si dovesse scegliere l’area di Castel di Lama o addirittura Maltignano, pure loro in lizza, il bacino scenderebbe a 100 mila abitanti: la metà”.

Come mai parla di un raggio di 16 chilometri?

“Ho parlato di 16 km perché è una distanza intermedia fra gli attuali ospedali di Ascoli e San Benedetto che distano fra loro circa 32 km (33,3 per l’esattezza n.d.r.) e che è quindi la misura del diametro del cerchio che tracceremmo a partire dall’area di Stella di Monsampolo”.

Nostra rappresentazione grafica del cerchio dal raggio di 16 km di cui parla De Vecchis: al centro l’ipotetico ospedale unico di Monsampolo

Quindi Monsampolo sarebbe un punto equidistante fra Ascoli e San Benedetto?

“Non esattamente, Monsampolo sarebbe una scelta baricentrica rispetto alla maggiore concentrazione di popolazione che un ospedale lì situato andrebbe a servire. Mi spiego meglio: per come è effettivamente distribuita la popolazione in Provincia di Ascoli, e cioè con una maggior densità man mano che si va verso la costa e una minore densità andando verso la zona montana, Monsampolo, ma anche Centobuchi, si rivolgono a un bacino di utenza superiore rispetto a tutte le altre ipotesi fatte, da Colli a Castel di Lama passando per Maltignano. Ma c’è un ulteriore discorso da fare”.

Prego…

“L’algoritmo deve trovare la baricentricità del nuovo ospedale rispetto alla popolazione e lo fa tipicamente utilizzando le isocrone (ovvero le linee che indicano i tempi di percorrenza n.d.r.). In pratica la posizione del nuovo ospedale deve garantire la sua raggiungibilità con i minori movimenti complessivi delle persone.”

Qualcuno farebbe notare, a questo punto, che Monsampolo è più vicina a San Benedetto che ad Ascoli. Un dato di fatto che può pesare visto il campanilismo che sembra permeare, a tratti, questa questione.

“Solo se ragioniamo in linea d’aria è più vicina a San Benedetto. Se ragioniamo invece per isocrone e quindi tenendo conto dei tracciati stradali che da San Benedetto e da Ascoli vanno verso Monsampolo (Salaria, Superstrada Ascoli-Mare n.d.r.) il tempo di percorrenza fra Ascoli e Monsampolo e San Benedetto e Monsampolo è quasi uguale.”

FOTO. Da San Benedetto (Madonna del Soccorso) alla’area di Stella di Monsampolo proposta per l’Ospedale Unico, si impiegano 19 minuti (16,2 km) percorrendo la superstrada l’Ascoli-Mare.

Questo vuol dire che una persona che sta male a San Benedetto ci mette esattamente lo stesso tempo di una persona che sta male ad Ascoli per raggiungere l’Ospedale Unico ipotetico di Stella di Monsampolo.

“Esattamente e anzi, mi verrebbe da dire che forse, nelle ore di punta, ci mette meno un ascolano viste le difficoltà di attraversamento longitudinale che ha San Benedetto per i noti problemi di traffico. Per questi motivi dico che l’algoritmo non potrà che indicare l’area di Stella o al massimo di Centobuchi. A quel punto la scelta ricadrà sui sindaci, che però a mio avviso non potranno utilizzare argomentazioni molto diverse rispetto a quelle che abbiamo appena fatto.”

FOTO. Da Ascoli (Ospedale Mazzoni) all’area di Stella si impiegano invece 22 minuti (23, 1 km) sempre percorrendo l’Ascoli-Mare.

I due sindaci di Ascoli e San Benedetto secondo lei accetterebbero Monsampolo come luogo? Penso in primo luogo a Castelli in realtà.

“Intanto mi stupisce il comportamento del sindaco di San Benedetto, e l’ho anche ribadito in Consiglio Comunale sabato scorso. In questo momento non si può dire che l’Ospedale Unico è un bluff elettorale perché le strutture unificate le stanno facendo in tutte le zone delle Marche, il decreto Balduzzi dice che bisogna andare verso quella direzione e il discorso Ospedale Unico è intavolato ovunque. A questo punto è grave che Piunti non prenda posizione perché così facendo fa un danno ai sambenedettesi, soprattutto se l’algoritmo indicherà Monsampolo”.

FOTO. L’area (indicativamente) in cui potrebbe sorgere l’Ospedale Unico di Stella di Monsampolo che si trova a Sud della Salaria, vicino alla stazione di Monsampolo

Castelli ha recentemente mandato a Ceriscioli una lettera, e lo ha fatto in veste di presidente della conferenza dei sindaci, in cui ha chiesto un profondo rinnovamento del Mazzoni e un nuovo ospedale per San Benedetto. Lei che ne pensa? Sarebbe una proposta sostenibile?

“Il sindaco Castelli, quando prima pensava che l’Ospedale Unico sarebbe stato l’ospedale di Ascoli era aperto all’ipotesi, oggi ha cambiato idea mi pare e ultimamente, come hai ricordato, parla di un ospedale nuovo per San Benedetto. Deve però capire che questa è una cosa che doveva chiedere prima alla Regione, perché da Ancona adesso legittimamente propongono un solo ospedale di primo livello per acuti. Se Castelli voleva essere credibile, doveva chiederlo prima un ospedale di base ad Ascoli accanto a uno di primo livello nella Vallata”.

Al di là della questione politica, il suo discorso presuppone che gli attuali ospedali di Ascoli e San Benedetto chiuderanno.

“Sì, o quantomeno non verrebbero considerati ospedali veri e propri. Rimarranno degli ambulatori credo, magari dei punti di pronto soccorso, non lo so di preciso. Sicuramente, però, i due ospedali diventeranno strutture molto leggere che non saranno definibili ospedali per acuti”.

 

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