SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nel giro di tre giorni la Lega ha cambiato idea sull’orario di Fermana-Samb, il recupero della partita del 3 settembre inizialmente previsto per le 16, con un comunicato del 15 settembre, e poi smentito, pochi minuti fa con un’altro comunicato, che va a fissare l’orario della gara di nuovo alle 20 e 30.

E’ l’ennesimo capitolo di una storia francamente ormai paradossale, cominciata una settimana fa con la decisione “solitaria” della Lega (che a quanto non ha neppure sentito il Giudice Sportivo ma si è basata sugli atti e le verifiche dell’impianto di illuminazione del “Recchioni”) che ha scansato l’ipotesi del 3 a 0 a tavolino facendo storcere più di un naso da queste parti, visto che molti si sono fatti pure diverse domande sull’opportunità di affidare a un generatore l’illuminazione di uno stadio quando (soprattutto), al Riviera sono stati spesi centinaia di migliaia di euro (e un’estate di lavori sul campo) per l’adeguamento dell’impianto.

Se la storia non avesse già sufficientemente messo a dura prova la pazienza del tifo nostrano, ci si mette adesso anche il recentissimo, e clamoroso, dietrofront sull’orario che apre qualche interrogativo.

Si è deciso per il cambio d’orario per evitare un’ondata di richieste di rimborsi, visto che anche sul fronte canarino, il 3 settembre, tutti avevano dovuto pagare per l’accesso allo stadio (anche gli abbonati)?

E se qualcuno avesse già buttato il suo tagliando (unico modo per accedere di nuovo al “Recchioni”) perché aveva già dato per scontato, tre giorni fa, che si sarebbe ri-giocato alle 16?

E’ pensabile riaprire (come sarebbe giusto visto che in ogni caso si prospetta un afflusso minore), a due giorni dal restart della partita, la vendita dei tagliandi senza una stima degli spettatori (chi può sapere in quanti non hanno più il ticket del 3 settembre?) col rischio di superare la capienza di tutti i settori?

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