SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un pareggio amaro, quello contro la Maceratese, ma che poteva essere amarissimo. Raggiunti due volte, e soprattutto non piazzato il colpo da k.o. che, in caso di vittoria, sarebbe stato riservato agli uomini di Di Fabio, definitivamente distanziati per la lotta al primo posto (come si può dire adesso dell’Ancona, a 10 punti dal primo posto). Ora, invece, ci sono anche i biancorossi, pur se con perduto due punti in più di distacco rispetto alla capolista San Cesareo, comunque da affrontare nello scontro diretto. Sarà probabilmente un finale a tre, mentre la speranza dei tifosi della Samb era quella di ritrovarsi a giocare il primo posto esclusivamente coi laziali.

L’avvio dell’incontro ha fatto capire, dopo appena dieci minuti, il problema della formazione rossoblu: Djibo prima e Nocera poi lasciano scappare Romanski e Melchiorri, e Barbetta viene graziato due volte. Palladini corre ai ripari, sposta Nocera al centro e Marini per la prima volta sull’esterno destro: migliora la performance di Nocera, mentre Marini sarà autore di una gara niente affatto disprezzabile, ma il reparto arretrato comunque è inedito e indebolito, e da lì verranno i problemi. L’incontro è stato equilibrato con leggera prevalenza ospite fino al gol di Pazzi, giunto dopo una bella azione tra Carpani (ritornato ai suoi standard) e Santoni (invece un po’ opaco, tranne che in occasione del gol). Subito, però, la difesa ha subito lasciato tutto solo Melchiorri a seguito di una punizione calciata da centrocampo: Ianni dietro la lavagna.

Nella ripresa i due centravanti hanno raddoppiato, prima Pazzi su rigore procurato da Napolano con grave ingenuità di Capparuccia (rigore generoso ma in area non si deve mai andare al contatto), poi Melchiorri si è superato liberandosi di Ianni a centrocampo e avendo vita facile, in velocità, su Nocera e Djibo, con quest’ultimo disattento nella copertura: ma grande merito va al capocannoniere del girone. Il pareggio alla fine è giusto ma la Samb non è riuscita a far suo il secondo scontro diretto casalingo, dopo il pari in extremis con il San Cesareo, e forse sarà il caso di aggiornare una manovra che a questo punto rischia di diventare prevedibile.

La Samb con il 4-3-3 ha ottenuto i risultati migliori, dopo un avvio stentato, fino a raggiungere la vetta del campionato, ora a tre punti di distanza. Tuttavia l’elemento determinante di molte vittorie, sia con i gol che con le invenzioni, è stato senza dubbio Giordano Napolano: e anche oggi il numero 7 si è procurato il rigore, ha sfiorato un gol su punizione e in altra occasione con un tiro da fuori. Ha ragione Palladini quando dice che deve essere più altruista, perché così correrebbe di meno e arriverebbe sotto porta più fresco. Però forse, consigliamo ad Ottavio, sarebbe il caso anche di variare la posizione di Napolano per consentire maggiore imprevedibilità al gioco rossoblu: su di lui gli allenatori avversari preparano ormai delle gabbie e i raddoppi di marcatura si sprecano. Portarlo qualche volta sulla corsia destra, per “testare” anche quella fascia spesso occupata anch’essa da un terzino under o magari provarlo in alcuni momenti dell’incontro come fantasista per un duo offensivo Pazzi-Shiba (è comunque un peccato che uno dei due stia in panchina), potrebbero essere varianti capaci di dare quella imprevedibilità e trovare impreparate le difese avversarie.

Per quanto riguarda la fase difensiva, invece, bisognerà sperare che Traini riesca a recuperare al più presto, in quanto centrocampista di peso e capace di coprire bene il reparto difensivo oggi privo di troppi elementi. Il centrocampista di Grottammare domani si sottoporrà ad un intervento per rimuovere l’ematoma e ci si augura che al più presto possa riavere pieno “campo visuale”. Domani sera si saprà qualcosa in più.
Ora i rossoblu sono attesi da una domenica non facile sul campo della Jesina, mentre San Cesareo e Maceratese giocheranno in casa partite sulla carta abbordabili (rispettivamente Amiternina e Fidene). Ci sarà da soffrire ma, come dice Bartolomei, “questo campionato occorre vincerlo a tutti i costi”.

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