Scelta degli scrutatori, il Movimento Cinque Stelle: “Che si torni al sorteggio”
Per il partito attraverso il sorteggio verrebbero valorizzati maggiormente i principi di trasparenza, pari opportunità e di competenza per i cittadini sambenedettesi
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “E’ necessario chiedere all’amministrazione comunale nuove norme che stabiliscano diversamente la scelta degli scrutatori, riaffermando i necessari e fondamentali principi di trasparenza, imparzialità e
competenza“.
Con questo obiettivo il Movimento Cinque Stelle di San Benedetto del Tronto intende portare all’attenzione di tutti i cittadini che attualmente la procedura adottata dall’amministrazione civica prevede che sia l’apposita Commissione Elettorale Comunale a provvedere ad indicare i nominativi degli scrutatori presenti nell’albo unico.
In tal senso il Consigliere Comunale Riego Gambini chiede un’opportuna inversione di rotta e una diversa attuazione della legge elettorale 207/2005 che, nello specifico, ritiene inadeguata: dovrà tornare ad essere il sorteggio pubblico lo strumento di selezione degli scrutatori, in sinergia con la definizione di meccanismi di rotazione e di premialità per chi si trova in stato di disoccupazione, per gli studenti o per persone con bassa pensione“.
Visto anche l’alto numero di cittadini che in questi giorni stanno presentando domanda di iscrizione all’albo, secondo il Movimento Cinque Stelle di San Benedetto del Tronto, attraverso il sorteggio verrebbero valorizzati maggiormente i principi di trasparenza, pari opportunità e di competenza per i cittadini sambenedettesi che chiedono di diventare scrutatori nel corso delle future consultazioni elettorali e referendum.


Sicchè finora a San Benedetto c’era una Commisione Elettorale (chi erano i suoi componenti, chi li eleggeva, quanto durava il loro incarico?) che indicava quali dovessero essere gli scrutatori alle elezioni? In una città governata nel tempo quasi esclusivamente da una sola parte politica, questo fatto è particolarmente grave, è indice di scarsa trasparenza e non depone certo a favore della democraticità dei suoi fautori.
La questione è molto rilevante, perchè lo scrutatore determina a chi va un voto dubbio e, in presenza di difficoltà a votare correttamente da parte di anziani, che si trovano davanti contemporaneamente votazioni con diversi sistemi di funzionamento, uno scrutatore “di parte” può far pendere l’ago della bilancia a favore della propria parte politica.
Davvero eccellente consigliere Gambini…
Vai a studiare. Non è una norma sambenedettese, ma una norma nazionale reintrodotta da berlusconi e contestata da tutto il centrosinistra, applicata ovunque in italia. Inoltre gli scrutatori non sono nominati dalla maggioranza, ma dall’intero consiglio comunale. Mi meraviglio del direttore che pubblica simili illazioni, per cui addirittura la nomina degli scrutatori avrebbe condizionato le elezioni, cosa assolutamente falsa, anche in virtù del fatto che tutte le liste candidate avevano pieno accesso ai seggi potendo delegare dei rappresentanti di lista, e non risulta che sia stata mai sollevata alcuna obiezione sulla regolarità di voto e di scrutinio. Da questa totale ignoranza in materia deduco che l’impegno politico di Dante si limiti al pubblicare chiacchiere da bar come commenti dei giornali on line e, naturalmente, gettare fango quando possibile sull’impegno delle persone, indipendentemente dal loro schieramento.
“. Non è una norma sambenedettese, ma una norma nazionale reintrodotta da berlusconi e contestata da tutto il centrosinistra, applicata ovunque in italia. ”
La notizia e’ che , grazie a Gambini del M5S se ne discutera’ in Consiglio Comunale di SBT.
La trasparenza prima di tutto … che non ci vo’ lo studio per fare lo scrutatore!
A seguito dell’astioso invito del sig.Primavera di andare a studiare, ho fatto una ricerca in proposito e ho rilevato che il sorteggio degli scrutatori in seduta pubblica è un accorgimento adottato da altri Comuni, poiché, come rilevato dal consigliere Gambini, la nomina o la esclusione avverrebbe in modo casuale ed oggettivo e non secondo logiche spartitorie (anche se la legge l’ha fatta Berlusconi, non è che il centro-sinistra si sia stracciato le vesti. Essendo i due maggiori partiti italiani, hanno applicato a se stessi il principio cencelliano dello “one for you, one for me”).
Una volta sorteggiati gli scrutatori verrebbero nominati all’unanimità dai componenti della Commissione, rispettando in tal modo i criteri della legge: l’art.9 della Legge n.270/2005 prevede, infatti, che la commissione elettorale proceda “alla nomina degli scrutatori, per ogni sezione elettorale del Comune, scegliendoli tra i nominativi compresi nell’albo degli scrutatori ..”.
Si procede, dunque, ad una nomina (atto conclusivo formale), cui si perviene attraverso una scelta (“scegliendoli”).
La legge 270 non impone quindi il criterio della chiamata, ma pone solo un ulteriore criterio di scelta. Criteri e modalità della scelta possono essere liberamente adottati dalla Commissione che, non essendo espressamente proibito, potrà optare per il sorteggio pubblico garantendo così trasparenza e pari opportunità a tutti gli iscritti all’albo.
Inutile dire che tale criterio metterebbe al riparo anche dal solo sospetto, o dalla maldicenza di qualche ignorante come me, che una qualche nomina sia avvenuta per un qualche supposto interesse elettorale.
I precedenti in tal senso non sono pochi, basta navigare un po’…
Quoto in toto Dante.putroppo non abbiamo tanto tempo per studiare datosi che lavoriamo molte ore al giorno.
Sono d’accordo, anche se non ho ben capito che c’entri la competenza, e come si faccia a chiedere contemporaneamente il sorteggio (ovviamente aleatorio) e la discrezionalità (per quanto sulla base di criteri come stato disoccupazione e reddito). Le cose sono tra loro incompatibili e inapplicabili. Le uniche due possibilità realistiche sono nomina diretta e sorteggio “secco”, fermo restando che il sorteggio è comunque una forzatura, dato che la legge, purtroppo, parla esplicitamente di designazione. Dunque, il sorteggio può essere applicato solo con l’unanimità della commissione elettorale (altamente improbabile) e l’impegno “informale” a procedere a scelta casuale degli scrutatori. Una scelta politica, non tecnica insomma, che però mi pare assai difficile. Comunque, ovviamente, sono d’accordo sul sorteggio, come già detto più volte nel tempo.