Quel curioso manifesto anti-alcol. Basterebbe limitarsi a rispettare le regole
Bizzarro lo slogan dei locali della movida: “Se hai meno di 18 anni non chiedere bevande alcoliche. Aiutaci a non trasgredire”. Chiedere semplicemente i documenti ai ragazzi non sarebbe più semplice?
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Far passare per sfida ed iniziativa lodevole ciò che in realtà rappresenta il semplice rispetto delle regole. O meglio, di un’ordinanza comunale, tanto chiara quanto esaustiva: “I titolari degli esercizi pubblici e delle attività commerciali non possono somministrare e vendere alcolici ai minorenni”. Firmato Giovanni Gaspari.
Le conseguenze per i trasgressori? Salate. Sempre che ci sia qualcuno disposto a controllare chi sgarra: “Se si danno alcolici a persone di età compresa tra i 16 e i 18 anni – si legge ancora nel documento – c’è la sanzione amministrativa di 250 euro. In caso di accertamento di somministrazione o vendita di alcolici a minori di 16 anni, è prevista invece la comunicazione di reato all’autorità giudiziaria, a carico del titolare dell’esercizio (art. 689 del Codice Penale)”.
Tutto chiaro? Se non hai raggiunto la maggiore età scordati di poter ordinare al bancone dei locali della movida un super-alcolico. Un monito probabilmente non troppo ascoltato dai giovanissimi, considerata la recente idea dell’associazione Madrugada, ovvero l’installazione di cartelloni in plexiglass sul quale campeggia lo slogan: “Se hai meno di 18 anni non chiedere bevande alcoliche. Aiutaci a non trasgredire”. Scontata la reazione dei più maligni: “E’ come se facessero una campagna anti evasione con scritto chiedici lo scontrino, così resisteremo dalla tentazione di evadere le tasse”.
Verrebbe da chiedersi quanti ragazzi abbiano provato un senso di repulsione al mojito dopo la lettura del manifesto. Un po’ come indurre al pentimento il Mostro di Firenze avvisandolo che uccidere è peccato, oltre che reato.
In molti, se non tutti, continuano pertanto a credere che la via più semplice sia allo stesso tempo quella più logica: chiedere i documenti a ciascun ragazzo di età “dubbia”. In fondo, se dal portafogli escono puntualmente banconote su banconote, non si comprende perchè non possano essere estratti dei semplici certificati di riconoscimento.
Per la risoluzione dei problemi basterebbe ogni tanto un briciolo di buon senso. Piuttosto che il varo di iniziative poco o affatto efficaci.


Ritorniamo sempre al punto di partenza: si fanno le regole, ma non si fanno rispettare. Il tutto è lasciato al libero arbitrio personale. Con le conseguenze sotto gli occhi di tutti.
Punto centrale dell’articolo e dell’intera questione:
“Le conseguenze per i trasgressori? Salate. Sempre che ci sia qualcuno disposto a controllare chi sgarra…”
Sempre che ci sia qualcuno disposto a controllare…è qui tutto il problema!!!
Non sarò un grandissimo frequentatore di bar e locali d’intrattenimento cittadini, ma, a mia memoria, non ho mai visto, e dico mai, richiedere un documento d’identità prima di servire alcolici o peggio superalcolici…
Tanto, al 99,9% si è sicuri che non ne deriverà praticamente sanzione alcuna…
La scorsa estate come anche quest’anno, non è raro incontrare, sul Lungomare o per il Centro, ragazzini muniti del bottiglione di birra d’ordinanza…vi risulta che qualcuno di essi sia mai stato fermato, identificato e, se del caso, sanzionato l’esercente???
Ottimo, e logico, articolo.
Fatte le regole bisogna che si rispettino. E farle rispettare.
…..Se lo stesso discorso si applicasse anche alle Sagre…….
E’ scontato che un barmann coscenzioso, se ha un sospetto può rifiutarsi di vendere alcolici, accerta o meno la maggiore eta dei suoi clienti.
E’ altrettanto evidente che un barmann coscenzioso o meno, per legge, non può chiedere i documenti ai suoi clienti, perchè non è un funzionario di polizia giudiziaria. Ecco perchè è stato esposto il cartello.
puo’ eccome. basta volerlo. se sapesse a cosa va incontro vedi come controllerebbe…
Una serata in un locale della “movida sambenedettese”:
due amici, magari compagni di scuola, il primo di 18 anni, l’altro più piccolo di 16, escono vanno per locali, fanno la fila, il buttafuori li invita ad entrare, il maggiorenne munito di documento va al bancone, ordina da bere per due, il barista chiede il suo documento, lo controlla, tutto ok.
Può servirgli due superalcolici.
Il ragazzo torna dal suo amico ed insieme si gustano un bel cuba.
Morale: Ordinanza aggirata. Il barista ha voluto controllare e lo ha fatto, non incorre in sanzioni.
Cosa avrebbe dovuto fare il barista seguire il maggiorenne fin quando non finiva di bere? Oppure controllare tutti i documenti dei presenti?
Come vede la sua soluzione non è l’optimum. A mio parere penalizza i gestori, i quali non riescono a controllare tutti i clienti presenti dentro e fuori i loro locali.
Sicuramente il problema non può essere risolto con cartelli monitori. Ma Tutto aiuta.
La mia proposta è quella di sanzionare chi serve da bere ai minorenni, ma “punire” anche il minorenne non con un’ammenda (sicuramente pagata dai genitori), ma con lavori utili per la comunita (pulire le spiaggie libere, le pinete, rimuovere i graffiti…) da svolgersi la mattina presto o sotto il sole di mezzogiorno.
Dopo una settimana di corvè non so se la sera avranno la forza e la voglia di “sfasciarsi” di bevute…..
non è esattamente come dice… cassazione penale sentenza n. 27916/09 “il barista deve tassativamente chiedere i documenti prima di servire alcool se i suoi avventori sono presumibilmente minorenni”….
una rettifica anche sulle sanzioni amministrative che prevedono anche la revoca della licenza se è presente il titolare, mentre se è il dipendente a commettere l’infrazione, sospensione dell’esercizio fino a 2 anni….
dai commenti dei minori ubriachi che transitano nelle vie adiacenti via mentana si evince che, anche se in possesso, non mostrano i documenti e autocertificano con una firma su un foglio la loro maggiore età…
a san benedetto le forze dell’ordine sono impegnate in altre uscite e sono impossibilitate ad intervenire, per cui ognuno può fare quello che vuole, a differenza di grottammare dove i carabinieri intervengono sistematicamente a sanzionare reati nel rispetto del TULPS…
Proprio ieri sera mentre mi accingevo a pagare la mia consumazione ho letto tale cartello, li per li mi sono messo a ridere, sopratutto per l’ultima parte:” aiutaci a non trasgredire” questa è proprio simpatica! Come resistere ha un gruppo di ragazzini festanti che ti chiedono da bere!? Non si può mica rinunciare all’incasso!
Comunque il problema è facilmente aggirabile, in via Mentana ad esempio, i locali chiedono la carta d’identità, ma i minorenni mandano qualche loro amico più grande a ordinare da bere e quindi il gioco è fatto.
L’unica soluzione sono le sanzioni, bisogna munire i vigili di etilometro e qualora vedono qualche giovane poco lucido debbono applicargli la sanzione, pensate che in America un mio amico si è fatto una bella nottata in cella di sicurezza, per schiamazzi e abuso di alcool e credo che dopo quella brutta esperienza abbia smesso di bere. Qui da noi si può fare tutto, siamo un paese fantastico!
Certo è che se l’amico maggiorenne prende 4 birre per i suoi amici minorenni nessuno può dire niente! E sicuramente non si risolve con dei manifesti o con i tweet il problema!
Salve, ho 17 anni. Qualcuno sa se posso ordinare una birra zeroquattro in pizzeria? Oppure la devo far ordinare al mio amico di 18 anni? Scusate l’ignoranza, ma i supermercati sono pure loro attività commerciali per cui la cassiera deve chiedermi i documenti se compro la Peroni, oppure l’ordinanza si applica solo ai “locali della movida”? Nel qual caso, c’è un elenco dei locali da qualche parte?
In altri paesi gli alcolici non te li vendono neanche al supermercato, Poi se l’ordinanza dice che non si possono vendere alcolici ai minorenni secondo te la birra la puoi chiedere o no!? esistono anche birre che fanno 12 gradi se ti bevi una di quelle dall’alto dei tuoi 17 anni credi di non ubriacarti!?
Dimenticavo: l’ordinanza essendo comunale si applica in tutto il territorio del comune, quindi non serve alcuna lista dei locali, dato che l’ordinanza li comprende tutti, anche i supermercati.
salve gregorio, per avere 17 anni sei molto sarcastico ma anche molto simpatico :D…
berry ha ragione nel dirti che il divieto di vendita alcolici ai minori opera in tutto il territorio nazionale presso qualsiasi esercizio pubblico, sia esso bar, supermercato etc.e questo non solo per l’ordinanza del sindaco gaspari, ma per rispetto di alcune norme del codice penale, del codice amministrativo, del testo unico sulla sicurezza (sono salvi solo i venditori con le ceste e le lampadine che si piazzano in ogni angolo, per tutta la durata della notte bianca)
è di stamattina l’ultima bravata di due ragazzini ubriachi, alle 5,30 li ho incrociati in via spinozzi che prendevano a calci tutti gli specchietti delle auto in sosta.. alle mie rimostranze mi hanno risposto che non c’era nessuin problema, che avrebbero provveduto a pagare i danni dietro presentazione del conto…..
Perché mai meravigliarsi! Se ci pensiamo bene sui pacchetti di sigarette c’è anche scritto che “IL FUMO NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE” o peggio “IL FUMO PROVOCA IL CANCRO” ma non credo che gesto di ridicola e ipocrita saggezza, nel tempo abbia ridotto il numero dei fumatori.
Comunque ragazzi se potete non spappolatevi il fegato perché ne avrete enormemente bisogno negli anni a venire, per riuscire a metabolizzare fisicamente e psicosomaticamente tutte le ridicole assurdità che ormai fanno parte della nostra spesso incomprensibile consuetudine, per cui anche se siete maggiorenni, quando bevete alcoolici, fatelo con moderazione e in ogni caso cercate di riflettere su cosa state ficcando dentro il vostro organismo perché una volta dentro ciò diventerà parte di voi stessi (Riego Gambini)
Ricapitolando:
- posso mandare un maggiorenne a prendere da bere anche per me, che maggiorenne non sono (eh,,,magari fosse…!!) e risolvo tutti i problemi, miei e del gestore:
- posso passare al LIDL o all’Eurospin e riempire il carrello di superalcolici da bermi in santa pace senza rotture;
- posso sedermi al ristorante, alla pizzeria o addirittura al McDonald’s e prendere una birra senza problemi.
Mi pare di poter affermare che “fatta la legge, trovato l’inganno!”.
Basta far lavorare un attimo il cervello e si trova l’escamotage. Facile!
Non venitemi a dire che all’estero sono messi meglio… basta vedere le statistiche relative all’abuso di alcool!
All’estero, perlomeno dove sono stato io, la vendita di alcoolici è vietata ai minori di 16 anni, non di 18 (e questo limite NON c’è in tutti i paesi…).
Arriviamo anche agli estremismi di Amsterdam, dove non ti chiedono i documenti nemmeno quando entri nei Coffee Shop o ti inoltri nel Red Light District…
Se lo stato si permette di prenderci in giro facendo scrivere sui paccheti di sigarette “Il fumo crea dipendenza, non iniziare a fumare”, non vedo dove sia il problema se il gestore scrive un cartello dal chiaro intento ironico sulla somministrazione degli alcoolici.
Io torno sempre allo stesso punto di partenza… contrariamente a quanto accade oggi, se io OSAVO tornare a casa sbronzo o anche vagamente alticcio, le prendevo di santa ragione!! Anche dopo la maggiore età!!
E’ ora di finirla di delegare agli altri il tenere a bada i comportamenti dei nostri figli…