Ravvivare il centro di Porto d’Ascoli, la parola ai commercianti
Si è svolta lunedì 16 luglio presso i locali della parrocchia Cristo Re un’assemblea sulle iniziative da intraprendere per aiutare il quartiere. Presente anche l’assessore Urbinati
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Quartiere dormitorio? I commercianti non ci stanno e si sono riuniti in assemblea lo scorso lunedì 16 luglio presso i locali della parrocchia di Cristo Re per discutere sulle iniziative da intraprendere per ravvivare il centro di Porto d’Ascoli.
Presenti all’incontro oltre centocinquanta tra commercianti e cittadini che hanno avanzato alcune proposte così sintetizzate dal presidente del Comitato di quartiere Porto d’Ascoli centro Elio Core: “Spostare il mercato che attualmente viene svolto in Via Mattei nel centro di Porto D’Ascoli, in una zona da definire. L’individuazione di un’area che potrebbe essere la piazza Cristo Re ove svolgere in determinati giorni della settimana o periodi, attività promozionale dei commercianti del quartiere con gazebo, ognuno con il proprio prodotto, attraverso collegamenti con il centro della città e paese limitrofi. È stato anche proposto di partecipare alla Notte bianca in collaborazione con il centro città, con forme da individuare”
Inoltre, “iniziative musicali per attrarre i cittadini di altri quartieri e artisti della strada, al fine di animare le vie del centro. Iniziative culturali quali la presenza di una biblioteca, spettacoli teatrali e valorizzazione dell’anfiteatro di recente inaugurazione ad opera di don Pio della parrocchia di Cristo Re”. Presenti all’incontro anche l’assessore al Commercio Fabio Urbinati e il consigliere comunale di maggioranza Pierfrancesco Morganti.
La determinazione del dibattito è stata di dare vita ad un gruppo di coordinamento che si riunirà il 19 luglio 2012 presso i locali del bar Filippo Turati alle ore 21:30 allo scopo di assumere decisioni sulle iniziative da attivare tempestivamente.


porto d’ascoli,quartiere di san benedetto, e’ bene ribadirlo, non ha un centro, perche’ non e’ una citta’ a parte ma un quartiere di san benedetto.il centro e’ appunto in centro a san benedetto.
Ringraziamo il quartiere di porto d’ascoli che in massa ha votato a scatola chiusa questa giunta e questo Sindaco…ora ci ritroviamo tuttitanti casini, i parcheggi e lo stoccaggio di gas sotto al sedere…..w il quartiere porto d’ascoli
ciao molosud, mi permetto di fare delle precisazioni a proposito del tuo commento, in quanto vi si possono riscontrare delle piccole imprecisioni, forse tu non sei stato sufficientemente preciso perché non sei di san benedetto del tronto, magari abiti in uno dei paesi limitrofi, che ne so, ascoli, per esempio.
porto d’ascoli si compone di ben quattro quartieri: porto d’ascoli centro, sentina, ragnola e agraria, con i loro relativi comitati di quartiere.
in realttà porto d’ascoli è un’entità piuttosto singolare: da una parte non può essere definito “frazione” del comune di san benedetto, ma neanche può essere definito solo “zona” dello stesso comune: è presente una piccola stazione ferroviaria denominata appunto “porto d’ascoli”, troviamo questo nome su svariate cartine stradali -fatto dovuto alla presenza di un importante incrocio di rilevanti vie di comunicazione, è presente un ufficio postale con tanto di codice avviamento postale autonomo.
per non parlare poi del dialetto autoctono di porto d’ascoli, diverso dal sambenedettese, frutto di una mescolanza tra i dialetti della vallata che si incrociavano tra loro dopo una breve migrazione a fondo valle, incontrando anche i dialetti abruzzesi.
insomma, cosa possiamo dire di porto d’ascoli? che è una realtà effimera solo a livello amministrativo, che c’è ma non esiste.
volente o nolente, fattene una ragione.
e comunque gaspari e il suo partito non mi piacciono, come non mi piacciono i loro alter ego dell’ “altra” sponda.
Ho già dato una risposta sull’argomento a Elio Core. Aggiungo che in Zona Ascolani non c’è un residente che parla grottammarese. O meglio si contano con le dita di una mano. Mio zio Peppino mi diceva sempre, a mò di battuta che San Benedetto del Tronto è sotto “assedio” della parola Ascoli, a sud e a nord. Cambiamo mentalità e anticipiamo il futuro. Non è facile ma dobbiamo provarci.
E’ bene ribadire che Porto D’Ascoli annovera nel suo complesso circa 17.500 abitanti; Porto D’Ascoli Centro circa 4000, una porzione di territorio molto importante rispetto alla città, insistono in questo territorio servizi bancari, attività commerciali. Porto D’Ascoli possiede un suo centro ed intende valorizzarlo nell’interesse della collettività tutta. Peraltro ricordo che in prospettiva l’unico punto possibile di sviluppo in termini di abitazioni è proprio questo territorio.
Le parole pronunciate dal Sig. Molosud suonano come offesa nei confronti della comunità di questo quartiere.
Caro Elio, anche se un po’ provocatoria, la definizione data da Molo Sud non è offensiva in quanto le cose stanno così. Esiste un esempio uguale e opposto costituito dal quartiere ascolani di Grottammare. Lì siamo tutti sambenedettesi ma la realtà è che facciamo parte del Comune di Grottammare. Il problema però non è questo ma è costituito dalla necessità di unire i territori e non dividerli ancora di più. Per esempio io sarei felicissimo se si facesse un solo Comune tra Cupra Marittima, Grottammare, San Benedetto, Acquaviva, Ripatransone, Monteprandone, Massignano, Montefiore ecc. al quale dare un “nome da città”, lasciando le attuali denominazioni come quartieri o meglio identità storiche con evidenti cartelli che ne indicano le caratteristiche culturali e, appunto, storiche. Bisogna finirla con il campanilismo figuriamoci con queste piccole lotte super intestine.
Caro Direttore, per quel che può valere la mia opinione, condivido in pieno le sue parole. Ci sarebbe bisogno di maggior coesione, non di ulteriori particolarismi. Ben venga ogni iniziativa che valorizza ogni parte del territorio, ma nella prospettiva di un progresso dell’intera città, meglio ancora se allargata, come Lei propone, alle dimensioni di un’autentica città, con servizi integrati ed efficienti e con meno campanilismi, che stimolano sensibilità antichissime ma non aiutano nessuno a progredire.
Caro Direttore, rispondo volentieri alla sua intelligente risposta sul territorio di Porto D’Ascoli e mi sia consentito però di fare alcune precisazioni circa l’etimologia del Termine. Porto D’Ascoli = Porto di Ascoli, quIndi anticamente era il Porto di Ascoli Piceno con una sua connotazione geografica e giuridica ben precisa. Anticamente ed esattamente nel lontano 1935 su ordine del Prefetto di Ascoli Piceno, il Comune di Monteprandone ,cedette questo territorio al Comune di San Benedetto del Tronto, addirittura con la istituzione di una delegazione comunale. Orbene, in quella circostanza ,come mai tale territorio , sia pure annesso,non vennne chiamato San Benedetto del Tronto? Secondo me deve pur esserci una ragione storica, culturale, antropologica ,che hanno consigliato di continuare a denominare questo territorio Porto D’Ascoli. Sono d’accordo pure quando afferma che, piccole realtà territoriali, dovrebbero unirsi per una questione di gestione economica. Tuttavia, credo che questo principio, pur essendo valido ed auspicabile, necessità di processi lunghi, perchè coinvolge mentalità, usi e costumanze che sono secolarizzate nella mentalità dei residenti. Dunque, fino a quando Porto D’Ascoli, non verrà cancellato dalla carta topografica con un nuovo atto prefettizio, credo che questo territorio debba avere legittimamente quanto stabilito in precedenza e si debba prendere atto di questa realtà esistente( vedasi Sentina). Con la stima che le ho sempre riconosciuto, mi pregio inviarle distinti saluti.
“cedette questo territorio …..” !! Mi scusi,ma diciamola tutta la verita’,lei non dice per quale motivo avvenne tutto cio’: Perchè SBT stava in forte espansione…” !!!
fatto sta che a Porto d’Ascoli le aliquote ici prima ed imu poi sono di gran lunga inferiori a quelle di san benedetto centro…con gli onori allora anche gli onèri…
Gentile Miryam, condivido quanto da lei scritto, tuttavia non si tratta di campanilismi; se il suo principio che, peraltro, trovo giusto ed intelligente., fosse stato applicato, Porto D’Ascoli centro non sarebbe giunto a questo punto di totale quartiere dormitorio.Non ricordo una sola iniziativa tendente ad incentivare e a vivacizzare il centro di Porto D’Ascoli centro. Il nostro è un grido di allarme per trovare soluzioni che, come giustamente rilevato da lei, uniscono e non dividono. Non vogliamo campanilismi, ma trattamenti paritari.con il resto della città:
io sono residente di porto d’ascoli dalla nascita e vorrei esprimere il mio pensiero .credo che la sciagura commerciale che ha subito porto d’ascoli sia stata l’aperutra del centro commerciale porto grande.questo centro commerciale ha desertificato ogni forma commerciale ,ha annientato il piccolo commercio al dettaglio,li è diventato il vero centro di porto d0ascoli .la mia non è una polemica contro i centri commerciale(ne usufruisco frequentemente )ma è la spiegazione logica della sparizione quasi totale del commercio nel centro di porto d’ascoli.ancora piu grave è la disoccupazione,con la chiusura della surgela che sfamava moltissime famiglie di porto d’ascoli la situazione è diventata veramente drammatica.gentile elio core lei è una persona perbene ha la mia stima insieme a quella di tantissimi residenti ma ho paura che lporto d’ascoli sia in caduta libera .saluti
@eliocore….”Non vogliamo campanilismi, ma trattamenti paritari.con il resto della città”…allora potevi rispondere pure a me e dire…hai ragione ok!!!
Caro Ulderico, la sua è un’analisi lucida ed intelligente che coglie nel segno e colpisce al cuore il problema, la condivido. Tuttavia, nella qualità di Presidente e cittadino di questo quartiere, mi corre l’obbligo e sento il dovere morale e civico di porre in essere iniziative atte a rivitalizzare il centro di Porto D’Ascoli. Come lei sa, spinto dal senso di tristezza, mentre passeggio di sera per le vie del quartiere, completamente deserte, non incontrando neanche un amico, o un passante, ho messo in campo delle idee che sono state raccolte dai commercianti. Nella recente riunione del 19 Luglio 2012, alla presenza del Comitato di quartiere, ho aiutato i commercianti a costituire un loro comitato che si renderà attivo da subito. Credo molto in questa iniziativa, ma da sola non è sufficiente se non è supportata dalle Istituzioni Locali e dalla collaborazione degli operatori economici. Con stima, mi pregio inviarle distinti saluti. Elio Core
tra parentesi tutti i soldi che i cittadini di porto d’ascoli(me compreso) spendono al porto grande non rimangono qui ma vanno nelle casse della coop di bologna….altro che “coop dei tu”"
Gentile sabri67, le chiedo scusa per aver rispondo in ritardo alla sua domanda, peraltro opportuna ed intelligente. Non sono un commercialista, mi occupo di sanità, tuttavia credo che l’imu ed ici si calcolano sul valore della rendita catastale con la rivalutazione. Questo dimostra, secondo il mio modesto parere che, le rendite catastali in Porto d’Ascoli sono inferiori rispetto a quelle di San Benedetto del Tronto perchè vi sono meno servizi rispetto al centro. Questo è sufficiente per capire che il nostro territprio viaggia ad una velocità differente rispetto al centro di San Benedetto. Per tali motivi il comitato dei commercianti. appena formatosi, vuole colmare con delle iniziative, ad ora mai avvenute, questa palese differenza.
perdonami elio ma io tutti questi servizi in meno non ne vedo..o meglio, non ne vedo in più a san benedetto…piste ciclabili, di atletica marciapiedi e rifacimenti di manti stradali..essenze erboree, bei negozi, centri commerciali….ufficio postale..presidio della polizia municipale, sportello anagrafe, ufficio per l’impiego, begli alberghi e residence, lungomare bello e nuovo…scuole di ogni ordine e grado…ma che manca scusa a porto d’ascoli?…di contro noi abbiamo l’intero quadrilatero del centro il cui manto stradale è vergognoso!!!
Sono d’accordo con Sabri, e aggiungo che la caserma dei Carabinieri a Porto D’Ascoli c’è ancora mentre a SBT centro è stata tolta…
Immagino che il vero problema dei commercianti siano i vicini centri commerciali, più che i servizi mancanti.