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La Movida si affida all’auto-monitoraggio: venerdì e sabato arriva l’Arpam

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Titolari di Terrazza, Medusa, Jonathan, Conchiglia, Geko, Da Andrea, Rat Pack, In Vino Veritas, Buozzi e Kontiki a colloquio con il Comune: “Vogliamo ottenere un report sulla situazione vigente, in modo da capire dove si sbaglia”

di: 4 luglio 2012 @16:17

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo il faccia a faccia con gli esercenti del centro e di via Mentana, la due giorni di “consultazioni” dell’amministrazione comunale si è conclusa con il confronto con i rappresentanti della madrugada.

Il problema? Sempre lo stesso, legato alla grana dei decibel, che disturba il sonno dei cittadini residenti in prossimità del lungomare. Un disagio sempre più crescente, culminato nei giorni scorsi con l’invio da parte di ottantasette sambenedettesi di un esposto alle autorità competenti “affinchè vengano ripristinate le sane regole della civile convivenza”.

Puntuale dunque l’intervento del Comune, con il sindaco Gaspari e l’assessore alla Partecipazione, Luca Spadoni, che hanno stavolta ricevuto i titolari di “La Terrazza”, “Medusa”, “Jonathan”, “Conchiglia”, “Geko”, “Da Andrea”, “Rat Pack”, “In Vino Veritas”, “Buozzi” e “Kontiki”.

Collegialmente si è pertanto deciso di convocare per venerdì e sabato l’Arpam per dei controlli in merito all’emissione dei decibel delle singole strutture. Un lavoro su commissione, auto-finanziato, che non subirà quindi repressioni. “Lo scopo sarà quello di ottenere un report sulla situazione vigente, in modo da capire se e in quale contesto i rumori risultano superiori al consentito”, spiega il portavoce della comitiva, Sandro Assenti. “Una soluzione utile – conclude – pure per migliorare eventualmente i nostri impianti anti-rumore”.

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I vostri commenti all’articolo (11)

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  1. berry scrive:

    Una volta i controlli si facevano a sorpresa!
    se so che l’Arpam sta verificando lo sforamento o meno dei decibel magari spengo anche la musica!

    • Massimo Falcioni scrive:

      Un dubbio lecito il suo. Ma in questo caso si tratta appunto di un report su richiesta e autopagato. Non avrebbe senso falsare i dati o l’esperimento. Lo scopo è appunto quello di capire se e quando ci sono degli sforamenti. E come le strutture riescono a contenere le emissioni.

  2. Ce_Na scrive:

    se c’è bisogno di un esposto da parte dei cittadini per far intervenire il comune, i comitati di quartiere con i loro incontri partecipativi con i rasserentanti dell’amm.ne a cosa servono?
    Noi del quartiere Europa, lamentiamo il disagio subito dalle giostre, dal traffico, dagli chalet rumorosi, gli amministratori prendono appunti su appunti poi ……..i singoli cittadini si vedono costretti a fare un esposto!

  3. liberopensatore scrive:

    Quand’è che montano l’autovelox così vedo se il mio contachilometri è tarato bene e non prendo multe, poi domenica vado a cena fuori, se fate passare una pattuglia al mio tavolo capisco quando devo smettere di bere. Si potebbero mettere agenti (pagando è) che parcheggiano l’auto nel miglior modo possibile, tanto per non avere grane, anche perchè i soldi a che servono!!!.
    Se poi mandate anche qualche infermiere con provetta, prima di pisc..re sulle mura di qualche povero e disilluso contribuente (che ancora crede in politici e funzionari pubblici onesti ed indipendenti che fanno con autonomia, diligenza e serietà il lavoro per cui sono pagati)…mi faccio le analisi delle urine . SEMPLICEMENTE RIDICOLI.

  4. Emidio Girolami scrive:

    Niente di nuovo sotto la luna….(leggere le annate precedenti del giornale)

  5. galie scrive:

    Nulla di nuovo sotto il sole. Passano gli anni ma i meccanismi di difesa corporativa sono sempre gli stessi. Tanti anni fa, una nota discoteca all’aperto – vicino alla quale vivevamo e che non ci faceva dormire per tutta l’estate dalla mezzanotte alle sei del mattino – faceva lo stesso: abbassava il livello sonoro quando avvenivano i rarissimi controlli (di cui loro venivano – chissà come – a conoscenza), lo sparava a palla in tutte le altre serate. Poi sbandierava gli esiti del singolo controllo facendoci passare per pazzi e retrogradi. Insomma, al danno, si aggiungeva la beffa. Nulla di nuovo sotto il sole perché gli italiani (o per lo meno, molti di loro), da sempre sono abituati a piegare la pletora di leggi al loro personale tornaconto. Fanno passare le vittime per aguzzini e hanno in totale disprezzo l’interesse collettivo, sprovvisti come sono di quella dose, anche minima, di senso civico che distingue una società sana da una malata.

  6. satiro42 scrive:

    Concordo con berry. Queste verifiche commissionate in proprio. I gestori li facessero pure, anzi è opportuno, ma vanno commissionate alle società di consulenza competenti ( e nella nostra provincia le competenze ci sono, senza fare il nome della società)) non attraverso l’ARPAM che è un ente di controllo dell’ambiente. L’ARPAM dovrà invece effettuare il controllo senza preavvisi. Io per tanti anni ho diretto un complesso industriale in Ascoli, ed i miei impianti e le emissioni,per essere a norma, dovevano essere continuamnete controllate per rientrare in certe percentuali e quindi erano soggetti a controlli dell’ente ARPAM e dell’ASL. E’ chiaro che per garantire il livello di emissione, permesso dalla normativa di legge non ho chiamato l’ARPAM, ma una società esterna, per eventualmente introdurre dei correttivi. Gli enti di controllo si presentavano, ovviamente senza preavviso, con un nucleo ben nutrito e rilevavano se le percentuali delle emissioni, durante il ciclo produttivo, corrispondevano a quelle dichiarate dall’Azienda. Non capisco questo modalità utilizzata dai gestori ed avallata dal comune. Ripeto l’ARPAM è un ente di controllo e non una società di consulenza!

  7. supertdm scrive:

    Forse sarebbe meglio educare…residenti , ragazzi e gestori di locali…
    educare i gestori ….chiusura anticipata
    educare i ragazzi ad iniziare prima la serata e andare a nanna prima…
    educare il residente a munirsi di doppi vetri e clima…la casa in centro o sul lungomare ha i suoi pro e contro
    non bisogna avere sempre pretese che gli altri debbano adeguarsi alle nostre esigenze.

    • Ce_Na scrive:

      che fa ragiona come l’Ass.re Spadoni crica i parcheggi blu?
      anche per Lui il fatto di avere la casa nei pressi del lungomare significa essere dei priviliegiati e pertanto 30€ per il parcheggio blu sono una sciocchezza.
      Perchè dovrei dotarmi di doppi vetri e di clima? perchè qualche gestore non rispetta i limiti di legge o perche i nostri ragazzi schiamazzano in piena notte?

      se si sta all’Agraria, al Ponterotto, al paese alto, in centro, sul lungomare, bisogna avere rispetto per gli altri!!!
      solo questo è necessario

    • berry scrive:

      Infatti la vera soluzione sta nella chiusura anticipata, avendo avuto a che fare con il campo della musica ti assicuro che in diverse città a mezzanotte c’è l’obbligo di spegnere la musica, ma si può tranquillamente restare nel locale a farsi una normale chiacchierata senza creare disturbo all’esterno. Qui da noi abbiamo l’insana abitudine di uscire di casa non prima delle 23 semplicemente perché i locali non cominciano mai le loro serate prima delle 24 ( non si sa perché). Qualcuno potrà pensare che con l’effetto della crisi non lavori più nessuno e quindi tirare tardi fino al mattino non crei troppi problemi in quanto la mattina si potrà recuperare il sonno, invece i numerosi incidenti che si verificano nel periodo estivo (anche quelli sul lavoro) dipendono anche dal fatto che molti giovani non vogliono rinunciare a fare la cosi detta serata, passando da un locale all’altro ed in ogni locale fare almeno una consumazione, quindi è del tutto normale che con il passare delle ore e con l’aumento dell’ alcool nel proprio corpo si arrivi ad avere comportamenti molesti. Insomma credo che il problema sia proprio di natura culturale, in nord europa ci si diverte lo stesso e pure certi locali chiudono alla 22, qui da noi se esci di casa prima delle 23 sei semplicemente uno sfigato! Insomma la verità che ci piaccia o no è che i locali sarebbero disposti anche a vendere il veleno pur di aumentare i propri profitti, i giovani sono ben contenti di trovare veleno a basso costo pur di stordirsi un po’ e tutti vissero felici e contenti (tranne coloro che devono assistere e sopportare al triste spettacolo).

  8. liberopensatore scrive:

    Come alcune persone che, prima di farsi le analisi in un regime sregolato fanno la dieta falsandone il risultato, dicono che venerdì sera il volume era molto più basso. Magia dei controlli (anche se a pagamento). Come un guidatore consapevole dell’autovelox i DJ sono sfilati di fronte al controllo fonometrico “a passetto” dicendo, vedete come siamo bravi, e magari facendo intendere che i facinorosi sono i residenti. Tutto questo indigna ancora di più i residenti perchè conferma la tesi che, se ciascuno facesse il proprio dovere, esercenti, forze dell’ordine e ARPAM, potrebbe tranquillamente convivere movida e residenza (anche se da rivedere nelle regole e nei luoghi).
    Il problema reale è che alcuni funzionari pubblici, pagati e preposti al controllo, omettono di fare il loro dovere, non esercitano adeguatamente le loro funzioni e rendono possibili eventuali atteggiamenti fuori norma sanitaria, ambientale, di sicurezza, di somministrazione, fiscale e di ordine pubblico. La politica latita nelle sue funzioni di coordinamento , supervisione , percezione e soluzione del problema, lasciando i cittadini ad uno stato di indignazione costante ed isolamento sconcertante.
    Credo che, visti i tempi ed il vento che stà cambiando, analizzate le azioni svolte durante la stagione, A SETTEMBRE SI TIRERANNO LE SOMME e se necessario bisognerà chiedere il ricambio di chi non si sarà dimostrato ADEGUATO ALLE SUE FUNZIONI.
    PS. se nessuno farà il suo lavoro….si potrà chiedere all’ARPAM di fare controlli preventivi per consulenze ai cittadini “pagando” (facciamo una colletta), almeno si potrà dormire!!!!

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