Se Alfano batte Passera siamo messi male
Qualcosa non riporta: o il decreto sviluppo è la gallina dalle uova d’oro che da uno o due miliardi di investimento pubblico ne origina 80 privati, o siamo di fronte alla più colossale bufala della politica italiana
Sarà un ventriloquo, ma ha detto una cosa giusta.
Dopo aver letto i titoli dei principali giornali italiani, ero incredulo: “Decreto sviluppo, investimenti per 80 miliardi“.
Mi chiedevo da dove fossero spuntati 80 miliardi, noi che per aiutare i terremotati emiliani abbiamo dovuto chiedere il permesso a Bruxelles (…).
Fa troppo caldo e di questi tempi non è facile approfondire: negli specchietti delle pagine interne erano riportate le cifre di ciascuna misura prevista; 20 milioni, 50 milioni, 80 milioni…
Come si arriva a 80 miliardi?
Ecco che Alfano, ventriloquo pidiellino di Berlusconi, dice: “Ma quali 80 miliardi, qui si investe solo 1 miliardo”.
Il superministro Passera, però, spiega che da 1 miliardo o qualcosa di simile di “movimentazione” dello Stato si innesterebbero investimenti privati per 80.
Una politica di keynesianesimo puro. Oh.
Ma se davvero saranno 80 miliardi di investimento, allora già solo l’Iva, tassazioni Irpef e Irpeg, eccetera eccetera, permetteranno allo Stato di incassare 30, 20, o anche 10 volte di più di quanto speso con il decreto Sviluppo.
Ma allora abbiamo scoperto la gallina dalle uova d’oro! Sì! Grande Passera!
Pensate che se invece di investire 1 o 2 o 3 o 5 miliardi, si facesse lo stesso sforzo con 10 o 20 miliardi… Diventeremmo il paese più ricco del mondo!
Ma infatti Monti chiede ai tedeschi di non conteggiare le spese per investimento nel deficit statale. Ma allora questo deficit pubblico, questo debito pubblico, ce lo possiamo rigirare come vogliamo? Sì!?!
C’è qualcosa che non riporta. Indovinate cosa.


Caro Pier, il ragionamento di Passera è il motivo per cui serve che l’Italia cresca. Se l’economia nazionale si leva da questo pantano ci potremmo evitare tassazioni così alte, altro che IMU e accise sulla benzina.
Ma personalmente il rapporto 1 a 80 mi sembra eccessivo, già sarebbe un buon risultato un rapporto 1 a 5!
Per quanto riguarda le spese in conto capitale che richiede Monti alla Germania si pone il problema della selettività della spesa, non basta scavare buche e ricoprirle; serve indirizzare investimenti verso asset capaci di ripagarsi nel giro di qualche anno o in radi di aumentare la competitività del sistema paese. Insomma serve che qualcuno valuti e giudichi i ritorni di questi investimenti.
Anche 1 a 2 sarebbe una “gallina dalle uova d’oro”: con questo decreto si certifica in Italia, anno 2012, l’esistenza della gallina ma ancora non delle uova d’oro.