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Gas Plus, Primavera: “Ma quale frenata, sullo stoccaggio il governo affretta i tempi”

L’esponente di Rifondazione Primavera: “La lettera spiega precisamente le intenzioni: anticipare la Seveso e accorparla con la VIA. L’esatto contrario di quanto sostenuto dai politici locali”

di: 17 febbraio 2012 @22:58

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Di seguito un estratto di una lunga nota scritta da Daniele Primavera, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, in merito alla lettera inviata dal Ministero dell’Ambiente e oggetto della conferenza stampa dell’assessore Spadoni nella giornata di giovedì. Solo due righe di precisazione: non sappiamo se la lettera sia alla fine una accelerazione rispetto al procedimento di VIA, come sostiene Primavera, ma certamente la “sospensione” di 45 giorni non è assolutamente una bocciatura del progetto, come difatti Riviera Oggi non ha scritto.

Primavera contesta innanzitutto l’uscita “improvvida” del sindaco che annunciava “buone notizie” sul progetto di stoccaggio su Facebook (“Non esattamente un atteggiamento istituzionale di un sindaco che commenta una notizia che intanto non dà, fa tanto ‘io lo so e voi no, pappappero’”).

La “sospensione non è un buon segnale per chi non vuole lo stoccaggio”, scrive Primavera. “Abbiamo telefonato a Gas Plus con riferimento alla procedura di sicurezza di cui alla direttiva Seveso e al rapporto che l’azienda deve produrre, ed è emerso che la relazione sarà completata entro febbraio e resa pubblica all’inizio di marzo; nulla di nuovo, solo il solito atteggiamento approssimativo di Gas Plus” spiega l’esponente di Rifondazione Comunista. E l’allungamento della procedura VIA di 45 giorni “è necessario perché la legge impone di effettuare la consultazione del pubblico proprio su quella relazione nell’ambito della VIA, perché altrimenti non si può chiudere il procedimento facendo tutti i passi di legge. Per questo il ministero chiede alla Gas Plus di sbrigarsi perché tutti possano fare le loro eventuali obiezioni, e di ripubblicizzare sui giornali e trasmettendo agli enti le modifiche fatte al progetto originale e trasmesse al ministero ad agosto 2011”.

Altre richieste del Ministero a Gas Plus: “Modificare il documento in cui contabilizzava i costi a causa delle integrazioni di agosto 2011 e chiede alla Provincia e all’Autorità di Bacino del Fiume Tronto di sbrigarsi a concedere le autorizzazioni necessarie (“ricorrendone i presupposti”, cioè se non vengono individuati specifici impedimenti tecnici per le rispettive competenze, altro che inutili mozioni di Pdl e Idv) e aggiornare autorizzazioni e pareri necessari al procedimento di VIA aggiornati con le modifiche introdotte”.

Riguardo la Seveso (direttiva che stabilisce i requisiti per gli impianti a rischio di incidente rilevante), “basta leggere la lettera inviata dal ministero all’onorevole Agostini”, dove si intende: “State tranquilli, vi protegge la Seveso, se per la Seveso è ok non ci sono rischi”, infatti cito dalla lettera ‘l’esperienza di questi lunghi anni ha dimostrato che non sono stati segnalati incidenti rilevanti legati all’attività di stoccaggio di gas naturale in sotterraneo. L’applicazione coordinata delle normative di sicurezza mineraria (di competenza dei tecnici del Ministero dello sviluppo economico) e della normativa «Seveso», relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti (di competenza dei Comitati Tecnici Regionali (CTR) presieduti dai comandanti regionali dei Vigili del Fuoco), garantiscono alti livelli di sicurezza per i lavoratori e la popolazione. In particolare, l’esame del progetto da parte dei CTR, finalizzato alla identificazione e quantificazione del rischio, permette la definizione e l’applicazione di programmi di prevenzione e protezione della popolazione specifici per ogni impianto”.

E dunque “il ministero non ha disposto la sospensione per vederci chiaro, ma solo perché sta aspettando tutti i documenti di legge da parte di Gas Plus: non c’è l’ombra di alcuna revisione o critica dell’ente promotore del progetto; e inoltre non è vero che il ministero ha scritto la lettera come reazione alle osservazioni di Terre.it, come spiegato prima. Anzi, il ministero, pur sospendendo i termini, sta velocizzando l’iter: se invece di fare 2 procedure ne fai una sola (pur allungata di 45 giorni) il tempo che occupi è assai meno. E la cosa è chiara pure dal fatto che si sollecitano i due enti che ancora hanno dato pareri interlocutori (Provincia e Autorità di Bacino) a dare le autorizzazioni. Il ministero non solo vuole andare avanti, ma vuole pure andare avanti in fretta! Del resto se fosse in procinto di bocciare la VIA lo farebbe senza necessità di ulteriore materiale, non vi pare?”

Il senso della lettera “pare l’esatto contrario di quanto pubblicamente sostenuto e celermente pubblicato dagli esponenti politici locali. Insomma, la pressione sugli stoccaggi aumenta, e il governo Monti accelera (altro che “Monti blocca il progetto”, come ha titolato oggi un giornale locale!). Del resto lo scenario internazionale è preoccupante: da un lato ci sono gli stati (tra cui l’Italia) che vogliono stoccare per garantirsi sicurezza energetica, dall’altro Gazprom che nella sostanza minaccia”.

Primavera elenca alcuni link che riportiamo di seguito per chi voglia approfondire.

http://www.agenparl.it/articoli/news/economia/20120206-energia-saglia-pdl-necessario-accelerare-nuovi-stoccaggi-gas

http://www.irispress.it/217396/gas-rischio-black-out-ferrante-pd-italia-in-pericolo-se-resta-legata-a-gazprom

http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002857.html

http://www.linkiesta.it/gazprom-gas-russo

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  1. Solo una precisazione: nell’articolo sembra che abbia telefonato io a gas plus, in realtà si riferisce ad un passo “riassuntivo” della lettera del ministero, che fa riferimento a contatti avuti con la società “per le vie brevi”. Non ho elementi nuovi rispetto alla lettera, salvo un’interpretazione che mi pare un pò più fedele al testo di quella che è stata data.

  2. dante scrive:

    Quello che ha detto il sig.Primavera è molto plausibile, il che ci chiarisce anche il senso delle “buone notizie” ricevute dal sindaco: il comune di San Benedetto che, per mano della sua maggioranza PD-Verdi, è sempre stata favorevole al progetto, – ma non lo diceva apertamente confidando nella dabbenaggine dei sambenedettesi che, in buona fede, accreditavano il bispensiero del cauteloso Gaspari -, è stato chiamato ufficialmente fuori.
    Nessun passaggio istituzionale sarà pertanto necessario, cioè nessun Consiglio Comunale servirà a dare l’ok ufficiale della cittadinanza, per cui i sambenedettesi sono stati fatti fuori.
    A livello istituzionale rimangono solo l’Autorità di bacino del fiume Tronto e la Provincia di Ascoli Piceno: il primo dovrebbe dire la verità sull’elevato pericolo di esondazioni in quella zona e non fare lo struzzo come in passato, dove aveva detto che il rischio è medio-basso, anche alla luce dell’ultima esondazione intervenuta nel frattempo, quella del marzo 2011.
    La Provincia di Ascoli Piceno si è già pronunciata in materia, per cui dovrebbe essere quella che potrebbe effettivamente provare a mettere i bastoni fra le ruote al progetto. Vediamo se ora ne avrà davvero tutta la forza necessaria.
    Alla luce delle obiezioni possibili dell’Autorità di bacino e della Provincia, la Regione potrebbe a quel punto dare parere contrario, ma si tratterebbe di un miracolo, avendo essa dato ampia dimostrazione di essere favorevole al progetto con il comportamento concludente tenuto finora sulla questione.
    Alla luce di queste brevi annotazioni, concludo rinnovando l’invito alla preghiera alla Madonna Immacolata da parte dei sambenedettesi, da effettuarsi anche in forma pubblica, giacchè umanamente tutto sembra congiurare contro di noi e la nostra città…

  3. tarcisio65 scrive:

    Quello che dice Daniele è condivisibile, ma resta un fatto importante che invece dovrebbe portare l’evoluzione dei fatti contro la realizzazione della centrale: la gas plus è ora obbligata a rispettare subito la seveso 2, cosa che sicuramente, per dati oggettivi, non è in grado di fare per tutti i punti della legge. Questo sempre che, come spesso accade quando ci sono in ballo milioni di euro, non intervengano “stranezze” che consentano alla multinazionale di bypassare le leggi. L’importante è continuare a vigilare ed a stare in trincea con la baionetta innestata.

    • la gas plus era obbligata comunque, lo si sapeva già. E non mi risulta che la seveso 2 non la si possa rispettare in impianti del genere, per cui non credo affatto che questo costituisca pregiudizio alla realizzazione dell’impianto. Impianti simili esistono in aree molto più critiche (più urbanizzate, più sismiche, etc etc), per cui credo che quella speranza di cui parli sia del tutto vana, senza necessità di invocare alcuna “stranezza”. Staremo a vedere.

  4. eliocore scrive:

    Nonostante le numerosissime criticità rilevate dalla società Terre.it, stupisce ed indigna la totale indifferenza della Regione Marche su questa vicenda. Penso che la Gas Plus non riuscirà mai ad aggirare la Seveso 2. I cantori locali del si sulla Seveso 2 cosa ne pensano?.Magari risponderanno che dovremmo spostare o demolire case, autostrada, ferrovia, super strada, centro abitato, scuole. asilo, palestra. Occorre meno demagogia e più concretezza e soprattutto tutelare gli interessi della cittadinanza a prescindere dagli schieramenti politici. Tutelare la salute, il turismo, le nostre abitazioni, le nostre costumanze, credo, sia interesse di tutti. Il documento fatto pervenire dal Ministero agli organi locali ribadisce solo le vie procedurali da seguire, ma attenzione, non esclude affatto lo stoccaggio; DUNQUE VIGILANZA MASSIMA.

    • alessandro84 scrive:

      Sig. Elio Core, le ricordo che il Metano non è un scoria nucleare radioattiva, bensì un normale idrocarburo prodotto anche da organismi viventi, stando alle sue parole anche una stalla con 100 mucche dovrebbe essere a norma Seveso 2. E proprio lei parla di non essere demagogico? Secondo questa situazione sta rasentando il paradosso.

      • dante scrive:

        Molto spesso le conoscenze universitarie portano con sé una naturale spavalderia tecnica che tende a sottovalutare le problematicità che si possono presentare sul piano pratico e/o realizzativo, dove in esso si includono anche i profili di opportunità.
        Il sig.Core nella sua posizione contraria allo stoccaggio si ispira ad un principio di comune buon senso, il principio di precauzione, una visione sulla questione improntata alla cautela, dal momento che nessuno, sottolineo “nessun”, aspetto della questione (opportunità politica, convenienza economica, sicurezza e salute dei cittadini) è dalla parte della realizzazione dell’insediamento nel sito prescelto.
        Chi sostiene il contrario, si spinge sempre e solo fino al campo delle possibilità realizzative dell’impianto, in quanto esse concretamente esistono (sono stati infatti realizzati già altrove impianti del genere), ma MAI CONFUTANDO DE VISU QUESTE ENORMI CRITICITA’.
        Si comprenda finalmente che la questione della fattibilità dell’impianto non è in discussione, lo sappiamo bene che si può fare, ma di quello della convenienza a farlo nella antropizzata San Benedetto del Tronto, una città che dovrebbe puntare di più sul turismo proprio perché non ha altre risorse economiche attualmente a disposizione.
        Il superamento in termini di presenze da parte di Senigallia è proprio il campanello d’allarme che dovrebbe far nascere un dibattito su quale turismo proporre a San Benedetto, con proposte ad esempio di realizzazione di acquari e/o acquapark nello stile di quelli romagnoli e non di gettare la spugna per tardive ed anacronistiche avventure industriali.
        La realizzazione di una industria insalubre di primo livello snatura l’immagine che si deve tutelare della nostra città, ne deturpa chiaramente il volto, oltre che a rappresentare un pericoloso precedente per l’ingresso di attività della stessa specie o per ampliamenti di quelle in atto.
        Chi non riesce ad avere questa visione prospettica delle cose e, senza essere direttamente interessato, si pone imprudentemente a sostenere coloro che operano contro i veri interessi della comunità sambenedettese – dispiace dirlo – non può che fregiarsi del titolo, comunemente attribuito a Lenin, per descrivere quei giornalisti e viaggiatori occidentali che sostenevano l’Unione Sovietica e le sue politiche in Occidente.

  5. eliocore scrive:

    Pregiatissimo Alessandro,
    solo poche parole: primum vivere inde filosofare.

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