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Treni, il Piceno fa fronte comune: “Chiediamo dignità, andiamo da Passera”

Consiglio Comunale aperto sul tema delle tratte ferroviarie a lunga percorrenza eliminate nel sud delle Marche. Canzian: “Parleremo col Ministro”. Gaspari: “Ci ribelliamo”

di: 6 febbraio 2012 @23:54

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una voce unica, per un unico obiettivo. Il Piceno si mobilita e si ribella alla progressiva penalizzazione del territorio, colpito dall’eliminazione delle fermate dei treni a lunga percorrenza. Piceno ed oltre, a dire il vero, in quanto al Consiglio Comunale aperto organizzato sul tema nel tardo pomeriggio di lunedì sono stati invitati amministratori da Porto Sant’Elpidio fino a Giulianova, con qualche assenza assolutamente giustificata dal maltempo che sta congelando il centro Italia.

L’apertura è spettata all’assessore sambenedettese alla Viabilità, Luca Spadoni, che ha snocciolato dati drammatici: “I provvedimenti delle Ferrovie dello Stato creano disagi a lavoratori e studenti. La ristrutturazione degli orari invernali di Trenitalia ha portato l’azienda a programmare, lungo la direttrice tra Lecce e Torino, una fermata ogni 60, massimo di 110 km. Tra Ancona e Pescara ci sono 170 km senza fermate. Sfugge la logica imprenditoriale di questa scelta a maggior ragione per un’azienda che svolge il servizio in forma monopolistica come Trenitalia. Grazie all’impegno della Regione, si sono ripristinati alcuni convogli regionali, ma nessun risultato è arrivato per i treni a lunga percorrenza. Rendere più difficoltosi i collegamenti- ha proseguito – sicuramente non incentiva l’uso dei mezzi e gli incassi. Chiedere la mobilità alternativa ed ecologicamente compatibile e poi optare per questa decisione non ha senso”.

La sensazione comune è tuttavia quella di essersi attivati troppo tardi. Il consigliere regionale Pd, Antonio Canzian, in ogni caso rassicura: “A breve avremo un incontro con il Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera. C’è molta possibilità di raggiungere l’obiettivo che ci prefiggiamo. Più Regioni coinvolgeremo, più speranze avremo. Sarebbe grave se venissero riattivate fermate che riguardano Pesaro e non San Benedetto. Vigileremo con la massima attenzione su questo”.

Combatteranno, direttamente dal Parlamento, pure gli onorevoli Ciccanti ed Agostini. “Sul lato tirrenico si trovano le cinque più grandi metropoli d’Italia”, ha ammesso l’ex sindaco di Ascoli. “E’ normale che il maggior progresso sia lì, in qualche modo dobbiamo recuperare. L’ingiustizia ci dà fastidio; noi favoriremo un incontro tra le istituzioni”. Linea dura invece per la Confindustria: “Mancano le infrastrutture”, ha denunciato Bruno Bucciarelli. “Auspichiamo che il territorio venga dotato di un’infrastrutturazione che preveda, oltre al ripristino di alcune fermate degli Eurostar City alla stazione di San Benedetto, almeno la predisposizione di un’area di parcheggio per la sosta di lunga durata in prossimità della stazione ferroviaria adeguatamente attrezzata; un più efficiente sistema di trasporti pubblici, da e per la stazione, coordinato con gli orari dei treni; una maggiore presenza della divisione Cargo per la valorizzazione del trasporto merci nel territorio”.

Sul versante Pdl a parlare sono stati Pasqualino Piunti (“Evitare le guerre tra popoli, ma è anche vero che deve esserci equiparazione tra nord e sud Marche”) ed il Presidente della Provincia di Ascoli Piceno, Piero Celani: “Non possiamo permetterci di accettare riduzioni e ridimensionamenti, è questione di peso politico. Siamo tutti responsabili”.

L’epilogo dell’assise è stato ovviamente firmato dal primo cittadino rivierasco, Giovanni Gaspari: “E’ stato un appuntamento giusto, utile ed opportuno. Abbiamo avuto una condivisione generalizzata di un timore concreto. Sono state soppresse quattro fermate a Pesaro e quattro a San Benedetto. Peccato solo che Pesaro da 18 sia andato a 14, mentre da noi da quattro si sia finiti a zero. Ci ribelliamo. Il Piceno non può subire quest’umiliazione. Ad oggi il modo più semplice per raggiungere San Benedetto da Milano è venire in aereo, passando prima per Bergamo e successivamente per Pescara. O si va verso una liberalizzazione seria, oppure ci devono essere le condizioni per ottenere dignità”.

La soluzione della piazza sembra sempre più vicina.

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I vostri commenti all’articolo (50)

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  1. Andrea Mattioli scrive:

    Il MoVimento 5 Stelle nell’intervento di Maria Rosa Ferritto ha ricordato che il fenomeno che sta interessando le ferrovie statali riflette una modalità generale di gestione, che pervade tutto il sistema dei servizi pubblici:

    1) si porta un servizio ad un alto livello di degrado e innefficienza
    2) si presenta ai cittadini la situazione disastrosa a cui si è arrivati
    3) si propone la soluzione di tutti i mali moderni: la privatizzazione del servizio

    E’ con questa tecnica che lo Stato Italiano ha ceduto l’Alitalia, le autostrade, la Telecom e sta perdendo in questi giorni la gestione dell’acqua. Parliamo delle grandi strutture, delle reti dei servizi essenziali che una nazione deve gestire in autonomia, svincolata dall’influenza dell’interesse privato. Parliamo della perdita di preziosissimi beni di stato, appartenenti ai cittadini, costruiti nei decenni grazie al lavoro e all’ingegno degli italiani.

    • Andrea Mattioli scrive:

      Dimenticavo una cosa.. la nostra idea di protesta non è di bloccare i binari o la stazione, penalizzando così il servizio che vogliamo invece recuperare, ma l’autostrada, il cuore nevralgico dei trasporti nazionali, che è cresciuto grazie anche alla mancata volontà politica di sviluppare un sistema alternativo. Forse così qualcuno ci ascolterà, altrimenti non ci aspettiamo nulla.

    • alessandro84 scrive:

      Nel tuo commento ci sono un serie di imprecisioni.
      Il servizio erogata da Trenitalia è strutturato come un servizio erogato trascurando gli obblighi del servizio universali per cui Trenitalia è finanziata con i soldi dei cittadini. Il livello di inefficienza elevato è soltanto sulle tratte affidate in regime di monopolio e sovvenzionate con i soldi pubblici. Infatti il segmento ad Alta velocità presenta tutt’altri standard di servizio; c’è da chiedersi dunque perchè si paga per le inefficienze quando invece il segmento in regime di concorrenza è migliore (è una domanda retorica)!!!!
      La soluzione di tutti i mali moderni non è la privatizzazione ma una liberalizzazione e regolamentazione del settore, dividendo quello che sono le infrastrutture portanti (rete e stazioni) che DEVONO rimanere in mano Statale in quanto MONOPOLIO NATURALE; ed il servizio di trasporto passeggeri che deve lavorare in regime concorrenziale per i motivi detti sopra (evidenza empirica).
      Hai accorpato 3 casistiche completamente diverse: le autostrade sono delle Concessioni affidate tramite gare pubbliche, si può contestare l’obiettivo della gara (massimizzare investimenti vs minimizzare le tariffe) ma di fatto nel presentare le offerte si cerca di creare un clima competitivo, tuttavia ciò non toglie che la rete autostradale sia un monopolio naturale pertanto dovrebbe essere attivamente sotto il controllo statele se lo Stato Italiano fosse efficiente….
      Alitalia è stata una cessione discutibile ma con un obiettivo di fondo coerente (proteggere un asset ritenuto strategico per il sistema paese).
      Telecom è stata venduta con la modalità del leverage buyout che ne ha rovinato la solidità patrimoniale dell’impresa (fa capo alla casistica degli imprenditori senza capitali) che rimane industrialmente sana e competitiva ma con situazioni finanziarie complesse; opera in regime di totale concorrenza anche sull’aspetto dell’infrastruttura (reti 3G e UMTS; Wi-max ….).
      La gestione dell’acqua presenta casistiche similari a quelle di autostrade.
      Il problema da te evidenziato rientra nella più ampia casistica della noncuranza politica ed amministrativa verso i beni della “Res Publica”, ed il direttore non me ne voglia, ma si può risolvere soltanto con il lavoro di generazioni e generazioni.

      • Nazzareno Perotti scrive:

        Mai detto che non c’è da lavorare né tanto meno che la classe politica non è da cambiare. Anzi. Soltanto che il cambiamento tanto di più quanto più le nuove generazioni sono inefficienti e non si impegnano anche con i fatti, non solo a parole. Come? Entrando in politica e selezionando la gioventù (anche lì c’è molto arrivismo e bisogna sare attenti) per creare un Partito o Partiti nuovi dove portare concretamente avanti quanto si dice a parole. Senza sacrificio, moltissimi di più specialmente nella prima fase, non si fa nulla nella vita. Non pensarla così significa aver dimenticato che la politica è innnzitutto servizio.

        • alessandro84 scrive:

          Personalmente negli ultimi 15 anni di nuovi partiti se ne sono visti nel panorama politica nazionale non è che ci sia stato tutto questo cambiamento. Non per colpa o per errate intenzioni di chi li ha fondati ma per aridità dell’elettorato. Se il cittadino non è educato al merito ma solamente al familismo amorale tutto Italiano da cui deriva anche il clientelismo dei politici i nuovi partiti potranno cambiare poco o nulla.
          Per cambiare davvero ci sono due vie (come diceva anche Riego Gambini in risposta ad un suo commento): o rivolte sanguinose come lo sono state quelle delle rivoluzioni del 700 ed adesso le sommosse di piazza della primavera araba, oppure un lunghissimo percorso di cambiamento culturale di cui però ancora si devono mettere le basi.
          Direttore, basta guardare come nei commenti di questo giornale si sia alzato il livello degli interventi negli ultimi anni, intanto si deve iniziare a portare contenuti su cui discorrere….

          • Nazzareno Perotti scrive:

            La prima ipotesi non l’avrei dovuta pubblicare per quanto è assurdo pensare a cose del genere stando seduti davanti ad una scrivania. Per la seconda sono d’accordo che il problema è culturale ma anche che l’innalzamento della stessa ha bisogno di qualcuno che si sacrifichi, associandosi a scopi pacifici, per indirizzarla. Talk show nazionali e locali, blog, commenti, le mail di Di Pietro (per esempio) sono utilissimi ma, da soli, lasciano il tempo che trovano.

          • alessandro84 scrive:

            Premesso che la prima ipotesi è per lo più una costatazione storica… Mi sfugge la sua ultima affermazione…

          • Nazzareno Perotti scrive:

            Cioè?

          • alessandro84 scrive:

            “sono utilissimi ma, da soli, lasciano il tempo che trovano”….

          • Nazzareno Perotti scrive:

            Non danno luogo a cambiamenti concreti che le persone perbene auspicano e stanno aspettando

  2. LorenzoRossi scrive:

    Dispiace che non sia stato minimamente riportato l’intervento di Gabriele Marcozzi a nome di Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra, probabilmente il più interessante della serata.
    E’ stato l’unico intervento che oltre ad attaccare il declassamento del Piceno, il processo di privatizzazione di Trenitalia e l’orientamento nazionale al trasporto su gomma anziché su ferro, ha anche messo in luce le cause del mancato rispetto del contratto di servizio vigente tra Regione Marche e Trenitalia.
    Un contratto che ha un costo di 48 milioni di euro, ma che rimane spesso inapplicato: le Marche sono la Regione che effettua meno sanzioni sui disservizi perché non dispone di una struttura autonoma di controllo che va a visionare le varie lamentele e reclami dei passeggeri, ma si accorda con i suoi dipendenti che usufruiscono dei treni, i quali dovrebbero comunicare su un determinato treno se ci sono disservizi. Le pecche di questo sistema “al risparmio” sono evidenti: il controllo è limitato solo al treno che prende il funzionario, non si ha una visione globale, e quindi non si recuperano somme importanti che sarebbero utilissimi per fare maggiori investimenti nel settore dei trasporti regionali. Anche se si sanzionasse il 10% del costo del contratto si recupererebbero almeno 4-5 milioni di euro, una cifra non stratosferica ma che permetterebbe di migliorare qualità e frequenza dei servizi in maniera considerevole, almeno nelle tratte di maggiore domanda.

    • LorenzoRossi scrive:

      Aggiungo, che l’intervento di Marcozzi a nome di Rifondazione è stato anche l’unico che ha riportato l’attenzione sulla mancata volontà politica della Provincia e di alcuni comuni di investire fattivamente, e non solo a parole, sul progetto della metropolitana di superficie tra Grottammare e Porto d’Ascoli e sul potenziamento della tratta elettrificata da Porto d’Ascoli e Ascoli Piceno. Una serie di fermate aggiuntive rispetto alle attuali stazioni (soprattutto sulla linea costiera) e un aumento dei treni potrebbero, a costo contenuto, alleggerire di molto l’eccessivo traffico automobilistico e il conseguente inquinamento atmosferico.

      • alessandro84 scrive:

        Scusa ma mi spieghi meglio qual’è il processo di Privatizzazione di Trenitalia? Mi sembra che con le bozze di decreto del Governo Monti non si accenni a nulla del genere. Non si prospettano IPO in borsa oppure ingressi di capitale privato nel capitale sociale di Trenitalia o Ferrovie dello Stato.
        Il controllo a campione non è il problema, anche i sistemi di gestione della qualità più sofisticati prevedono il controllo tramite dei campioni significativi (al più puoi contestare la significatività del campione ma servono numeri e dati oggettivi per sostenere questa argomentazione).
        Forse c’è un ragionamento da fare sul modello logistico che stando ai dictat del Compagno Moretti dovrebbe orientarsi verso l’HUB & SPOKE e pertanto il trasporto regionale dovrebbe provvedere a collegare l’HUB regionale con le stazioni cittadine… Ma forse sono concetti troppo spinti per i politici.

        • LorenzoRossi scrive:

          Il processo di privatizzazione è stato annunciato come imminente, mi sembra sia palese a tutti. Inoltre, già ora, per canoni inadeguati, treni privati come quelli di Montezemolo e Della Valle viaggiano sulla rete pagata dai contribuenti.
          Quanto ai controlli a campione, nessuna contrarietà. Figurati che ho lavorato a lungo nel settore… Ma evidentemente – proprio in base alle mie modeste esperienze – questa modalità di controllo (affidata esclusivamente ai dipendenti dell’ente Regione, lo ricordo) non è così efficiente se le Marche sono la regione con meno sanzioni in rapporto all’ammontare del contratto.
          Quanto a Moretti, non capisco l’ironia sul “compagno”: le sue origini sindacali le ha belle che rinnegate da tempo, e l’ultima dimostrazione è il licenziamento ingiusto dei lavoratori dei treni notturni. Se proprio lo vuoi sapere, Rifondazione ha chiesto le dimissioni di Moretti per varie vicende. Non vorrei che i pregiudizi ti prendessero la mano.

          • alessandro84 scrive:

            Sinceramente il tuo commento mi sembra del tutto anacronistico.
            In un altro commento ho spiegato il perchè è necessaria (e non è stata messa in campo dall’attuale governo Monti).
            Attualmente Trenitalia è nel calderone Ferrovie dello Stato in cui c’è anche RFI e Grandi Stazioni. Quindi siamo in realtà dove servizio ed infrastrutture sono intrecciate a doppio filo tra di loro; di fatto un ostacolo alla liberalizzazione del settore. Qualora Monti fosse favorevole ad una separazione almeno societaria del servizio trasporto viaggiatori e rete ferroviaria allora potremmo pensaro ad uno scenario di IPO del servizio viaggiatori che opererebbe in concorrenza anche con NTV.
            NTV adopera si un’infrastruttura pubblica ma paga per utilizzare le tracce e gli Slot a RFI e Grandi Stazioni.
            Per il controllo del servizio ci si può servire anche di società di auditing esterne ma rientreremmo nel mondo tanto odiato delle consulenze, forse è meglio che la regione ponderi meglio le proprie assunzioni con un personale di maggior qualità, stando alle tue dichiarazioni che non ho modo di appurare.
            Per Moretti è innegabile che sia stato messo lì dal Governo di Centro-sinistra (Prodi) che aveva in coalizione anche l’estrema sinistra; avrà anche rinnegato il suo passato da sindacalista ma ciò non toglie che è in quella posizione per volontà politica e che il suo predecessore è stato fatto fuori per volontà politica non per incapacità.

  3. kiko scrive:

    In teoria tutti d’accordo….ma in pratica? Chi fara’ la prima mossa? Si accettano scommesse!!!!! Le chiacchere se le porta via il vento mentre i macchero’ riempie la panza!!!!! Stiamo proprio messi bene!

  4. Assistere al consiglio di ieri e’ stata una delle cose piu’ tristi che potesse capitare per chi crede in un cambiamento del territorio e della politica. Frasi sterili, considerazioni che anche mio nonno al bar avrebbe fatto, nessun progetto concreto; chi legge questo articolo che riporta fedelmente la serata legge qualche iniziativa sensata e di ampio respiro? un incontro, forse, con il Ministro Passera, forse una manifestazione di piazza per fare un po’ di populismo e demagogia.
    Personaggi politici del territorio ormai “scaduti” che si sono presentati con discorso alla mano come se stessero intervenendo al consiglio generale dell’ONU per dire che il treno e’ un servizio pubblico ed il servizio pubblico va difeso………………
    insomma nessuno che ha neanche l’idea di come impostare una trattativa:
    tempo fa scrissi su queste pagine di provare a proporre che potremmo rinunciare a qualche fermata locale (ha senso avere stazioni a porto d’ascoli, grottammare, cupra ect?) per qualche collegamento con Milano, Torino, Bologna, Bari…….
    follia? certo meglio che sentire alti rappresentanti che dicono “Sarebbe grave se venissero riattivate fermate che riguardano Pesaro e non San Benedetto. Vigileremo con la massima attenzione su questo”……………………ma a noi ci interessa veramente quante fermate ha pesaro o pescara?
    a me interessa portare giovani del piceno all’universita’ ad Ancona, Bologna, Milano, far viaggiare per turismo ed affari avere dei collegamenti.
    Abbiamo tirato la corda troppo, perche’ non rinunciare alle universita’ triennali che ci costano inutilmente (lo dicono gli studenti che uscendo non trovano lavoro…….e mi sorprenderei del contrario…) centinaia di migliaia di euro e comprare noi come territorio qualche tratta??
    facciamo qualche proposta, non posso pensare che la classe politica (ieri c’erano parlamentari, assessori e consiglieri regionali, provincia, comuni ect) locale sappia a malapena accennare a qualche protesta senza un progetto, senza un idea……..

    • alessandro84 scrive:

      Caro Giuseppe come più volte detto si trovano più neuroni nei commenti di questo giornale che in consiglio comunale. Ma il cittadino è sovrano, evidentemente apprezza questa classe dirigente visto che è stata regolarmente eletta. Il tuo rammarico su questo tema è pari al mio ma siamo in una situazione dove più che parlare nei consigli comunali dovremmo andare nelle scuole elementari, medie e superiori sperando che i nuovi elettori siano più coscienziosi e capiscano meglio gli effetti sulla politica nazionale e locale di una X sulla scheda elettorale.

  5. first scrive:

    Secondo me ci sono due fronti ben distinti da gestire sul tema treni:
    1) Collegamenti veloci da e verso le città per studio, lavoro, turismo.
    2) Collegamenti frequenti locali come viabilità alternativa, la cosiddetta metropolitana di superficie.

    Sul primo fronte, occorrono più collegamenti con meno fermate e cambi, verso Milano, Torino, Bologna, Bari e il Tirreno. Occorre fare pressione su Trenitalia da più livelli, in particolare dal livello politico. Sono collegamenti assolutamente necessari e vitali per la crescita del territorio Piceno.

    Sul secondo fronte, la metropolitana di superficie sarebbe una svolta per la qualità della vita del territorio, prevedendo piccoli treni da una o due carrozze che passino ogni venti minuti/mezz’ora e fermino ad ogni kilometro da Cupra (o Grottammare) fino a Porto d’ascoli, e magari successivamente una seconda linea da porto d’ascoli ad Ascoli con frequenza minore, tipo ogni ora.
    Questa parte non è assolutamente da sottovalutare, perché data la conformazione del territorio costiero che si sviluppa poco nella direttrice est-ovest e molto sulla linea nord-sud, una metropolitana del genere permetterebbe di raggiungere qualsiasi luogo costa eliminando quasi completamente i mezzi privati e riducendo il trasporto in gomma (con benefici anche per le polveri sottili e l’inquinamento).
    Questo tipo di trasporto lo destinerei più a una compagnia privata, magari quella del vicino Abruzzo, aprendo a una libera concorrenza del settore.
    Le fermate intermedie e i sottopassi sarebbero un investimento non banale, ma nemmeno troppo eclatante se la cosa viene studiata bene.
    E’ da capire se con gli attuali due binari si riescirebbe a far transitare sia i treni a lunga percorrenza che la nuova metro, ma presumo di si.

    • alessandro84 scrive:

      E’ il modello HUB & SPOKE…. ma va visto in un’ottica regionale

    • LorenzoRossi scrive:

      Lo studio di fattibilità della metro di superficie da Grottammare a Porto d’Ascoli e del prolungamento stazione di Ascoli-centro cittadino, esiste da tempo (fu commissionato a una società specializzata dalla precedente amministrazione provinciale).
      Quindi è ampiamente fattibile, senza esborsi eccessivi (meno di 50 milioni di euro tra locomotori e convogli da acquistare, sottostazioni da realizzare ex novo, l’impiantistica elettronica e meccanica, il prolungamento di un binario autonomo già tracciato tra Pda e Sbt, e perfino il prolungamento di un binario dalla stazione di Ascoli al Battistero, in pieno centro).
      Il problema è la mancanza di volontà politica.

      • alessandro84 scrive:

        50 milioni di euro non è un investimento banale per questi tempi….. Ed i tempi di recupero dell’investimenti????

        • LorenzoRossi scrive:

          Guarda che l’ultimo progetto della bretella ne costa 30 di milioni e collega Ragnola alla Fornace di Grottammare, cioè un un quinto del tracciato della metro Grottammare-Porto d’Ascoli + tratta elettrificata Porto d’Ascoli-Ascoli Piceno. E senza includere i mezzi di trasporto.
          Il vero dispendio di risorse è continuare con questo modello esclusivamente su gomma, con automobili che viaggiano trasportano una sola persona per volta.

          • Nazzareno Perotti scrive:

            Basta ad accontentarsi, servono entrambe le “strutture”. Se le cose da fare si sono accumulate è perché negli ultimi venti anni non si è fatto nulla. Eppure in tutte le campagne elettorali hanno fatto parte delle intenzioni di chi è stato eletto. Felice di essere smentito ma non credo sia possibile, l’ultimo vero “grande lavoro” che ha arricchito l’immagine della nostra città è stato il lungomare sud. Sbaglio?

          • alessandro84 scrive:

            Va bene, allora facciamo una SERIA valutazione dell’investimento, valutiamo i volumi in gioco e vediamo COSA giustifica QUALI investimenti. Comunque non vorrei che certe frange politiche sponsorizzassero questo o quell’investimento soltanto per fare l’ennessimo carrozzone per mettere nel CDA i soliti alzatori di sbarre dell’ospedale trombati dalle elezioni o per saldare i debiti elettorali.

        • LorenzoRossi scrive:

          Dammi qualche giorno e ti fornisco tutti i dati che posso, Alessandro. Per il resto, ripeto: meno pregiudizi. Soprattutto se a parlare è una forza politica come Rifondazione che non ha nulla da guadagnarci, in quanto non è al vertice di nessuna istituzione locale e non ha membri in nessun cda di partecipata. Altrimenti è solo qualunquismo, e da te non me lo aspetto.

          • alessandro84 scrive:

            Aspetta, ma il tipo che alzava la sbarra all’ospedale non era del vostro partito? Vi dissociate anche da questo? E questa persona ne ha presieduti di CDA, con competenze tutte da dimostrare! Per me molto dubbie.

          • LorenzoRossi scrive:

            Penso di aver capito a chi ti riferisci e la risposta è assolutamente no, al di là del merito delle sue competenze.
            Quindi forse dovresti informarti meglio prima di parlare, anche con una certa arroganza, e magari scusarti quando sbagli.
            Ci guadagnerebbero i tuoi argomenti.
            Grazie

          • alessandro84 scrive:

            Allora chiedi un Errata Corrige al Direttore: http://www.rivieraoggi.it/2008/11/19/64074/e-bravo-palmiro/
            il suo orientamento politico mi sembra chiaro, se poi vuoi farne una questione di simboli mi sembra che la sostanza non cambi…

          • LorenzoRossi scrive:

            Alessandro, è inutile cambiare discorso. Dovresti avere l’umiltà di riconoscere di aver sbagliato.
            Io ho detto che non abbiamo esponenti nelle partecipate e tu non puoi smentirlo. Infatti hai riferito di una persona – comunque meritevole di rispetto e non da disprezzare per il suo lavoro – attribuendola a Rifondazione. Ma è falso ciò che dici: Palmiro Merli non è mai stato iscritto e mai stato candidato nelle nostre liste (anzi è stato a lungo iscritto al Pds-Ds-Pd, e per essi candidato), ed è stata nominato nella Picenambiente dall’amministrazione di San Benedetto di cui Rifondazione non faceva più parte da tempo, collocandosi all’opposizione.
            Mi sembra che, tra l’altro, tutto ciò non c’entri nulla con il discorso sulla metropolitana di superficie, ma sia solo un tuo scantonamento. Se vogliamo parlare di questo, che mi sembra un tema serio, ti do la mia disponibilità ad approfondire il confronto. Altrimenti, evito di continuare una discussione non pertinente e basata su elementi falsi e illazioni.

          • alessandro84 scrive:

            Nell’articolo si parla di tutt’altro…
            Ebbene tu ritieni fuori luogo il mio intervento perchè non vuoi capire o evidentemente ti sfugge un passaggio.
            Da chi sarebbe gestita la metropolitana di superficie? Dalla Start o da una società ad hoc? E che interesse avrebbe la politica nel caso della società ad hoc? Gli interessi di clientelismo che ha avuto nelle altre partecipate? Da cui deriva il riferimento a persone assolutamente inappropriate per presiedere un CDA e non è un’illazione ma un dato di fatto. Mentre sulla bretella non c’è la possibilità per la politica di fare clientele, al massimo soltanto indirizzare qualche bando di gara….
            E’ inutile che fate i puri quando fino a poco tempo fa eravate dall’altra parte della barricata… Ma quando mai avete promosso le competenze senza protezione politica, quando mai vi siete schierati contro i privilegi di certe posizioni a favore della meritocrazia… Alla fine vi comportate come le lobby che criticate tanto…

          • first scrive:

            @LorenzoRossi. Se puoi fornire dei dati, ben vengano, perché il tema metropolitana mi sembra molto interessante per la conformazione del nostro territorio e la nostra densità abitativa: sarebbe un passo da giganti avere un servizio di trasporto pubblico finalmente all’altezza, e realmente alternativo ai mezzi privati.
            Anche 50 milioni non sembrano “troppi” per un investimento infrastrutturale di lunga durata; ho anche l’impressione che si possa raggiungere un obiettivo decente anche con molto meno, ma aspetto i dati per ragionarci sopra.

            Sul tema clientele, indubbiamente i rischi ci sono, ma non può essere una pregiudiziale per realizzare un’opera di questa portata. Vigiliamo, ma non immobilizziamoci!

            Servizi del genere possono anche essere appaltati ad aziende private con buoni risultati mantenendo una mera supervisione sulle tariffe massime e sui livelli di servizio, un pò come si potrebbe fare per la piscina comunale (anche se l’accostamento non è del tutto pertinente).

    • rguidotti scrive:

      “L’intervento più impegnativo, da questo punto di vista, sarà certamente quello della metropolitana di superficie, che comporterà in primo luogo la realizzazione di un sottopasso e dunque l’eliminazione dell’attuale passaggio a livello di via Pasubio. Il progetto è seguito per competenza dalla Provincia di Ascoli Piceno, ma è evidente che il Comune di San Benedetto dovrà fare con convinzione la sua parte.” – Programma di mandato G. Gaspari 2006 – 2011.

  6. Caro Alessandro,
    sinceramente sono restato basito da alcuni dei tuoi commenti. Ci resto male, perchè ti conosco e so che, di solito, cerchi di essere anche attento a quello che fai/dici oltre che a ciò che succede. Ti farei presente che Rifondazione Comunista – come tutti i partiti – non è semplicemente una “entità astratta”, ma anche persone in carne ed ossa. E che, sul piano locale, negli ultimi anni (quelli che mi hanno visto consigliere, almeno, ma direi anche più a lungo) Rifondazione NON si è comportata come sostieni. Ti invito a fare un solo esempio. Siamo stati in maggioranza, avremmo potuto imporre facilmente persone nelle partecipate, come hanno fatto PD, socialisti, verdi, IDV. Tutti (TUTTI) hanno imposto persone nelle partecipate tranne noi, anche quand’eravamo in maggioranza. Anzi, proprio su questo giornale troverai facilmente le mie plurime denunce pubbliche sulle lottizzazioni nelle partecipate (unico esponente in consiglio a farle almeno fino al 2011). Per cui le battutine in merito sono luoghi comuni da bar che non ti si addicono affatto e che raccontano il contrario della realtà, sai bene come sono andate le cose. Negli anni di Massimo Rossi in Provincia, inoltre, ti ricorderei che Rifondazione non solo non ha “piazzato” nessuno in alcuna presidenza di partecipata, ma neppure in giunta, lasciando quindi spazio a persone che provenivano dalla società civile e rifiutando, almeno per i propri spazi, alla logica lottizzatoria. Nessun altro partito l’ha fatto. A questo punto, viene da dire che sei come quegli elettori che “mettono la X a caso”, se non sei neppure in grado di riconoscere una differenza tanto evidente. Quanto ad eventuali CDA di un (per ora inesistente) “ente metropolitana”, parlarne mi sembra una stupidaggine, visto che non solo non esistono quelle cariche ma neppure l’ente, anzi, neppure l’opera e il servizio che dovrebbe amministrare. Davvero, buttare la discussione su questo tema tirando dentro peraltro un iscritto storico dei DS spacciandolo per un rifondarolo è davvero imbarazzante da parte tua e tradisce il fatto che, evidentemente, sei rimasto senza argomenti seri.

    • alessandro84 scrive:

      Daniele mi dispiace se te la sei presa, il mio attacco non era direttamente riferito a Rifondazione forse è stato male interpretato a causa della diatriba diretta con l’esponente del partito. Comunque ci tengo a sottolineare che, sebbene la metropolitana di superficie possa essere un valido strumento di viabilità alternativa, purtroppo a San Benedetto abbiamo visto troppo spesso naufragare ottime idee per incapacità dei politici di gestire la cosa pubblica mediante galoppini, delfini e clientes vari (la lista è lunga e cito: Palacongressi, Centro Agroalimentare, Consorzio Turistico, Piceno Consid …..).
      Purtroppo i rischi sono grandi come lo è l’investimento citato dal tuo collega di partito. Pertanto la situazione va valutata in maniera asettica….

      • Non mi pare che gli investimenti privati – a parte un bel pò di speculazione – abbiano creato a san benedetto questa grande qualità e questi grandi risultati. I cinema (privati) che erano al centro hanno chiuso i battenti per far spazio a inutili negozi. Moltissimi alberghi (privati) sono stati dismessi per fare case. Le concessioni balneari (private) sono diventate tutte dei casotti-ristorante senza alcuna qualità. Non esistono discoteche o strutture d’intrattenimento degne di questo nome e l’unica multisala che abbiamo l’ha regalata l’ente pubblico a un privato. Ora, non è per dire, ma mi pare che i “naufragi” sambenedettesi non siano affatto monopolio degli enti pubblici, anzi, se c’è qualcosa di buono lo dobbiamo proprio al troppo poco che ha fatto il pubblico negli anni. Detto questo, mi sfugge il motivo del tuo accanimento verso Lorenzo.

        • alessandro84 scrive:

          Non concordo, il fatto stesso che per far funzionare il Palacongressi l’ha dovuto prendere in gestione un privato è emblematico…
          E’ oggettivo che l’intervento dei partiti nella gestione della cosa pubblica abbia creato carrozzoni inefficienti soltanto per creare bacini di voti. Mi dispiaace ma per me questo è davvero inconcepibile….

          • non lo ha “preso in gestione un privato”, “è stato regalato ad un privato”, che è cosa diversa. E non sta funzionando come Palacongressi, ma come multisala/centro commerciale. Sono due cose completamente diverse.

          • alessandro84 scrive:

            Dai Daniele, il palacongressi ha un periodo di fine concessione….

          • …al termine del quale gli investimenti del privato avranno valore zero, perchè mi dirai tu cosa tra poltrone, impianti tecnologici etc sarà ancora utilizzabile alla fine dei trent’anni. Lo stesso Cinema Calabresi demolito aveva molto meno di trent’anni di vita, era stato completamente ristrutturato.

          • alessandro84 scrive:

            Daniele non sono un futurologo, però certamente preferisco il PalaRiviera così com’è ora piuttosto che il Sarcofago di Chernobyl che era prima…
            Poi mi ripeto: se adesso un privato riesce a farlo funzionare perchè il pubblico prima non ci è riuscito? A me sembra un’implicita ammissione di incapacità da parte del pubblico, poi se tu che sei più al dentro della politica hai altri dati o evidenze sospette di accordi sotto-banco ti prego di condividerli per farmi cambiare idea.

          • gli accordi sono evidentemente sopra il banco. Ti chiedo quale altra multisala in una zona chiave di una importante città turistica (attività redditizia per antonomasia) in Italia è stata pagata con soldi pubblici e poi data GRATUITAMENTE a un privato. Se mi trovi un solo altro caso ti faccio un monumento. Probabilmente nel resto d’italia sono tutti scemi che se le fanno da soli: si comprano la terra e costruiscono da zero.

          • alessandro84 scrive:

            Andrea più semplicemente l’amministrazione si è messa in condizione di non poter negoziare con un bassissimo potere contrattuale. Mi ripeto se il palacongressi fosse stato ben gestito adesso sarebbe ancora pubblico! Il problema è proprio questo… La Pubblica Amministrazione dovrebbe funzionare meglio del privato perchè gestisce soldi pubblici dei contribuenti; se fosse stato così parleremmo di altro. E’ questo il punto della discussione.

  7. Tigro_2008 scrive:

    Milano – Bologna – Ancona – Bari – Lecce. Stop.
    Morale: “Coloro che non gradiscono l’attuale politica di TrenItalia è invitato a trasferirsi nelle suddette città”.

    • alessandro84 scrive:

      Come modello non è in assoluto sbagliato, va benissimo, basta organizzarsi a livello regionale per garantire i collegamenti dalla periferia verso l’HUB regionale. I problemi nascono quando le fermate sono:Bari – Pescara – Ancona – Riccione – Rimini – Rimini Fiera – Bologna – Milano.
      E le fermate a Rimini hanno un preciso motivo…

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