Pd in soccorso dei pescatori: “Ma il loro atteggiamento deve cambiare”
Sciopero dei pescatori sambenedettesi
Multimedia
Correlati
- La trasparenza sempre più optional. Perazzoli (Pd) e Canducci (Verdi) autori di dure accuse. Verso chi non si sa
23 maggio, 17:17 - Mandozzi, Canzian e Perazzoli sono tutti e tre del Pd? Sarà così, ma non si vede
21 maggio, 19:19 - Canzian contro Perazzoli: “Sulla Sentina atteggiamento destabilizzante”
21 maggio, 19:19 - D’Angelo: “Giù la maschera. Atti concreti in difesa della Sentina”
21 maggio, 16:16 - Quartieri Ragnola ed Europa, arriva il Bilancio Partecipato
21 maggio, 11:11
Agostini presenta al Governo alcune modifiche: “Quasi certamente riusciremo a confermare la non imponibilità dell’Iva per le forniture di carburante delle navi da pesca costiere”. Perazzoli: “I marinai la smettano di pensare di capire sempre più degli altri”
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dalla parte dei pescatori, non senza qualche strizzata d’orecchi: “I marinai non possono pensare di risolvere sempre tutto da soli, non possono pensare di capire sempre più degli altri. Basta con questo snobismo, bisogna abituarsi a presenziare nelle associazioni di categoria”. Un monito firmato Perazzoli-Agostini ed Urbinati che, a nome del Partito Democratico, confermano il loro impegno per il settore: “E’ quello ritenuto più marginale, ma la crisi arriva da lontano. Oggi la situazione non è diversa da due anni fa, sia chiaro”.
La crisi arriverebbe da lontano, legata soprattutto dal ruolo secondario del Mare Mediterraneo rispetto a quello del Nord o Atlantico. Nonostante ciò, il parlamentare offidano è riuscito a far imporre all’interno della XIII Commissione (Agricoltura e Pesca) delle modifiche al Governo.
“Quasi certamente – spiega Agostini – riusciremo a confermare la non imponibilità dell’Iva per le forniture di carburante e lubrificante delle navi adibite alla pesca costiera. Ed ancora impegniamo l’esecutivo a dare attuazione agli impegni assunti dal precedente Governo per la riduzione dei costi di produzione connessi all’aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi reperendo le risorse necessarie quantificabili in circa 13 milioni di euro; a convocare con urgenza una conferenza nazionale della pesca per definire un piano di rilancio del settore in linea con le indicazioni europee a partire da una revisione della proposta sul fermo biologico, prevedendo un prolungamento dei giorni, nell’ambito di una diversificazione dei periodi di fermo e di una diversificazione per specie; a definire con urgenza, di concerto con le Regioni, gli ambiti su cui predisporre i piani di gestione previsti dal regolamento n.1967/2006 al fine di ottimizzare l’applicazione del citato regolamento adeguandolo alla specificità dei mari italiani”.
C’è poi la tormentata questione legata alla patente a punti, con la richiesta di prorogare di sei mesi l’entrata in vigore del decreto legislativo recante misure per il riassetto della normativa in materia di pesca e acquacoltura al fine di consentire agli operatori un pieno adeguamento alle nuove leggi: “Non si può revocare, puntiamo almeno ad inserire alcuni accorgimenti. Alle proteste – conclude Agostini – noi rispondiamo coi fatti”.

scusate ma se per anni nessuno li ha ascoltati e normale che poi pensino di poter far da soli, quanto a capire piu degli altri non so se persone che non hanno origini marinare riescano a capire cosa significa lavorare per mare. La pesca e chi l’ha praticata negli anni 60-70 hanno dato un grande sviluppo all’economia di san Benedetto del Tronto che e stato il secondo poerto peschereccio dell’adriatico per anni, grazie a l coraggio di uomini che non hanno avuto paura nell’affrontare il mare nostrum e gli oceani tutti, am da quello che ricordo io, magari sbaglio, swempre senza l’aiuto delle istituzioniche invece di salvaguardare quello che era il patrimonio di una cittadina intera l’anno abbandanata a se stessa
Agostini il ravvedimento sull’iva e’ stato tolto gia’ da 2 settimane cattiva traduzione del decreto europeo da parte del ministero………
non bisogna accollarsi meriti non propri….. la legge e’ stata applicata il solo 17 di gennaio gia’ dal giorno dopo non esisteva piu’
IVA Introdotta solo per la provveditoria di bordo “spese alimentari” nemmeno sulle forniture di attrezzature per la pesca se lo vuoi sapere
sono stati i commercialisti delle ditte dell’indotto ad accorgersi dell’errore ,,,,, non certo o politici e ancor meno i Sindacati di categoria….ai quali si vorrebbe demandare la rappresentanza di questo movimento di protesta spontanea dei pescatori che sono ormai alla frutta… anche per colpa di chi non e’ riuscito in questi anni a rappresentarli pur se ben pagati.
I marinai non possono pensare di risolvere sempre tutto da soli, non possono pensare di capire sempre più degli altri. Basta con questo snobismo, bisogna abituarsi a presenziare nelle associazioni di categoria”. Un monito firmato Perazzoli-Agostini ed Urbinati
ECCO LE CIFRE approssimative che VANNO NELLE CASSE DELLE VARIE ASSOCIAZIONI A TUTELA DEI PESCATORI , QUANTO PRENDONO DALLE SINGOLE REGIONI, DAI TESSERAMENTI, F 24 ECC..!!!!
FEDERPESCA € 1.800.000 e OSSERVATORIO del LAVORO € 1.800.000 – LEGA Pesca € 3.600.000
FEDERCOOPESCA € 3.600.000 – AGCI Pesca € 2.000.000 – UNCI Pesca € 450.000 – UNICOOP Pesca € 250.000 – CGIL, CISL e UIL ciascuna € 1.000.000 circa.
e invece non condividono alcuna protesta della categoria che li mantiene ……. c’ e qualcosa che non va’ ……….
“I marinai non possono pensare di risolvere sempre tutto da soli, non possono pensare di capire sempre più degli altri”.
Verissimo, ma vale anche per voi.
Alex per voi intendi i politici o le associazionii che latiano e che dovrebbero tutelare i pescatori ?