Ricci: “Uniti e compatti contro le proposte scandalose con le quali ci vogliono annientare”
Ricci
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18 aprile, 18:18
Venerdì 3 febbraio all’auditorium comunale di San Benedetto convegno dell’associazione balneare alla presenza di giuristi italiani che cercheranno di individuare la traccia per uscire dalla Direttiva Bolkestein dell’Unione Europea
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – per vedere il video con le interviste clicca sull’icona sulla destra
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riprese e montaggio Maria Josè Fernandez Moreno
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Certe lobbi non sono più difendibili e accettabili.
Vogliamo le liberalizzazioni, e questa credo che sia tra le situazioni più scandalose: si sono arricchiti per generazioni con un bene di tutti, ora basta!
Che ne pensa Direttore?
L’accontento: io per lobby intendo quelle dei notai che intervengono (guadagnando) anche su semplici passaggi di proprietà che negli Stati Uniti si fanno anche in un parcheggio dell’autostrada scambiandosi l’auto o vendendola, per esempio. Quelle delle farmacie perché credo che nessun negozio debba avere 5000 clienti potenziali: prenda per esempio un’altra attività diversa o simile e vedrà che dividendo il numero di abitanti per quello della categoria interessata verrà fuori un numero quasi cento volte inferiore che stimola di conseguenza la concorrenza. Anche l’ordine dei giornalisti mi sembra, così com’è, fuori dai tempi, perché la patente di un giornalista non può essere legata ad un pezzo di carta ma al suo saper scrivere e alla sua dignità. Che debba apprendere nozioni per farlo correttamente (nel senso dei segreti del mestiere) è un discorso diverso e fuori di dubbio ma non può essere discriminante se uno è bravo lo stesso. Insomma non deve fare operazioni a cuore aperto. Per i titolari di chalet ai quali lei si riferisce sono dell’avviso che la soluzione sia una via di mezzo, magari più vicina alla Bolkestein che alle vecchie regole, perché anche l’ordinamento attuale può avere sì varianti rispetto alle regole europee ma non può continuare ad essere territorio di soli privilegi e in netto contrasto con tutto il continente al quale appartiene. Ritenerli una lobby è però fuori luogo. Contento?
Condivido il suo pensiero e anche la non necessità di definirla lobby, ma personalmente mi da più fastidio (anche rispetto a notai e farmacisti) che un circolo chiuso di persone possa e debba continuare a trarre lauti profitti da beni pubblici, senza che la proprietà (noi tutti) possa in un momento come quello attuale ottenere in un libero mercato il miglior profitto dall’affitto dei propri beni, dovendo conseguentemente ricorrere sempre verso i più deboli (pensionati compresi) per risanare i propri conti.
“LA stagione dei diritti”; sarebbe bello che dopo questa campagna a tutela dei loro diritti, i concessionari si ricordassero anche dei propri doveri, uno dei quali è quello di mantenere e conservare il bene in uso (ovvero la spiaggia) e di occuparsi della sua manutenzione. Purtroppo le loro richieste riguardano la possibilità di lucrare su di un bene di proprietà pubblica scaricandone i costi sulla collettività, infatti in questi giorni di mareggiate, ci si accorge di quanto poca oculatezza si è prestata nella costruzione di molti stabilimenti,costruiti in zone caratterizzate da forte erosione e con volumetrie troppo ampie rispetto alle dimensione della spiaggia, se le norme europee fossero già in atto, le nostre spiagge avrebbero tutto altro aspetto e non avremmo moltissimi scempi che invece dobbiamo subirci. Se i nostri concessionari hanno voglia di fare i ristoratori ,o i gestori di discoteche, possono sempre farlo senza distruggere le nostre spiagge, magari spostando i loro investimenti sul lungomare.
Sempre parlando di diritti, sarebbe altrettanto bello parlare anche dei diritti di tutti quei giovani che ogni estate lavorano sulle nostre spiagge, che pur lavorando per un intera stagione il contratto stagionale se lo possono sognare!