Economia, Martinsicuro, Monteprandone, Politica, Val Vibrata

Gas: i sambenedettesi un tempo temerari si son persi in un bicchiere d’acqua

Come RivieraOggi.it aveva già scritto e ripetuto, il parere della Regione non è vincolante per il Ministero dello Sviluppo Economico, così anche le osservazioni del Comune e il lavoro di Terre.it rischia di non essere preso in considerazione

di: 30 gennaio 2012 @20:03

Per una maggiore comprensione della tempistica relativa alla VIA sullo stoccaggio a San Benedetto e sullo stupore che emerge di seguito, cliccare qui per leggere un articolo di RivieraOggi.it dello scorso 3 dicembre dal titolo “Tutto quello che avreste voluto sapere sul gas (ma non avete mai saputo) nel quale erano esattamente risportati i tempi e i passaggi che – credevamo – fossero di ovvia conoscenza di personale amministrativo e politico sambenedettese (ndd).

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Gas Plus: e se la corsa contro il tempo per presentare le osservazioni fosse stata inutile? Il timore è emerso nell’incontro di lunedì tra la Commissione guidata da Giuseppe Cappelli e l’amministrazione comunale. Spiega il dirigente del settore Urbanistica, Germano Polidori: “La Regione dichiara che il Ministero per decidere sulla centrale di stoccaggio potrebbe fare a meno del nostro contributo e di Terre.it. Il parere di Palazzo Raffaello non è vincolante. La cosa un po’ mi turba. Ma noi il materiale lo invieremo comunque”.

Apriti cielo, nonostante la notizia risultasse nota. Immediate le reazioni di Del Zompo e Primavera: “I territori devono avere la dignità di poter dire la loro. Questa sollecitazione va inserita nel documento, altrimenti sarebbe una presa per i fondelli per tutti quanti, noi compresi”, tuona l’esponente dell’Italia dei Valori. La segue a ruota l’ex consigliere comunale: “Se così fosse, forse la colpa andrebbe addebitata proprio ai ritardi dell’amministrazione sambenedettese. Muovendoci con un anno d’anticipo non avremmo avuto tali paure”.

Luca Spadoni tuttavia predica calma: “Non credo che Regione o Ministero possano fare a meno di esaminare i lavori dell’Università”. E sul viaggio a Minerbio conferma le intenzioni della prima ora: “Martedì chiameremo per prendere un appuntamento. Ci vorranno quindici giorni”.

Una linea condivisa dallo stesso Cappelli: “Vogliamo andarci a prescindere. La Commissione non doveva dare giudizi finali, l’ho ripetuto in tutte le sedi. Ad oggi sono state evidenziate altre criticità nella documentazione progettuale della Gas Plus che, se non colmate, rendono impossibile l’espressione di un qualsiasi parere della Valutazione d’Impatto Ambientale”.

Assente per impegni istituzionali per quasi tutto il dibattito il sindaco Gaspari: “Ringrazio tutti, critici e non – asserisce in apertura – non so come questa situazione si evolverà. L’obiettivo era formulare osservazioni da portare in Conferenza dei Servizi, che poi era l’accusa mossa alla nostra amministrazione”. Conferenza che non vedrà al tavolo romano la partecipazione di rappresentanti rivieraschi: “Non siamo stati convocati, meglio far sentire tutte le nostre preoccupazioni”.

Tags:

Copyright © 2012 Riviera Oggi, tutti i diritti riservati

Commenti recenti

I vostri commenti all’articolo (27)

N.B. Tutti gli utenti possono manifestare il proprio pensiero. Ferma restando la piena libertà di ognuno di esprimere la propria opinione, i contributi non dovranno in alcun caso essere in contrasto con norme di Legge, con la morale e con il buon gusto. I contributi che risulteranno in contrasto con detti principi non verranno pubblicati. Si raccomanda altresì di rispettare la Netiquette.
  1. tarcisio65 scrive:

    Ma se lo stesso rappresentatnte del ministero ha detto che è vincolante la volontà della cittadinanza, come sancito dalla costituzione!!!

  2. pinalina scrive:

    scusate io di politica e di cose politiche capisco poco, penso pero’ che se una cittadinanza intera (e non solo ma ache i comuni limitrofi) dice di no alli’insediamento di questo deposito, le istituzioni tutte debbono stare a sentire e farsi portavoce del dissenso nelle sedi opportune La giunta comunale quella provinciale e quella regionale tutte assieme vadano al ministero a dire che qui i veleni non li vogliamo e non vengano a diree che adesso e tardi. Se prima hanno dormito adesso si muovano e veloci

  3. meteorivierapicena scrive:

    Magari invece di andare a vedere le verdi campagne di Minerbio, andiamo tutti a fare una capatina a Roma. Per dire a gran voce NO al sito di stoccaggio gas a San Benedetto del Tronto non abbiamo bisogno dell’invito: ci autoinvitiamo. Non vi pare? (Riego Gambini)

  4. Ci terrei a chiarire la mia posizione, che mi pare sia stata trattata un pò superficialmente.
    Le rimostranze da me fatte non riguardavano infatti i presunti “vincoli” imposti dal parere degli enti locali; vincoli che non ci possono essere (e, appunto, si sapeva). Riguardavano invece quanto asserito dal dirigente Polidori, ovvero che le osservazioni da noi proposte potrebbero non essere neppure prese in considerazione, poichè mentre a livello regionale la disponibilità dell’ente a dilazionare i tempi era stata data, a livello ministeriale quella disponibilità non era altrettanto chiara. Polidori riconosceva però che le osservazioni giunte “per tempo” (cioè un anno fa) erano effettivamente state prese in considerazione dal ministero che aveva richiesto le opportune integrazioni che hanno portato alla revisione progettuale dell’agosto 2011. Dunque, il problema – sempre secondo quanto asserito da Polidori – risultavano essere I TEMPI, non i vincoli. Ovvero, tradotto in parole povere: mentre abbiamo la certezza che se avessimo presentato le osservazioni per tempo queste sarebbero state esaminate (essendo così avvenuto per chi si è mosso in tempo), oggi, essendo ampiamente oltre qualunque limite accettabile (provate effettivamente a mettervi nei panni del privato o del ministero, i cui progetti definitivi erano di agosto 2010), c’è il rischio concreto che il ministero vada avanti con la procedura senza prendere in considerazione le osservazioni del comune. Non mi pare affatto un fatto secondario e neppure che “si sapesse”, visto che erano state date ampie rassicurazioni in merito, e questo era l’oggetto del contendere: non si faceva riferimento a pareri vincolanti di nessun tipo.

    • Massimo Falcioni scrive:

      Daniele, non credo di aver riportato il tuo commento in modo superficiale, l’ho solo sintetizzato. In ogni caso hai fatto bene a sottolineare il tuo punto di vista.

      • E’ vero, ma di inesatto c’era che la notizia risultasse nota. Un conto è dire che il parere degli enti locali non è vincolante, e lo sapevamo, un conto è dire che le osservazioni potrebbero non essere neppure guardate. Lo stupore derivava da lì. Comunque ho integrato con il commento e mi pare quindi sia chiaro il nocciolo del problema.

        • Pier Paolo Flammini scrive:

          Scusate se mi intrometto. Questo articolo http://www.rivieraoggi.it/2011/12/03/132505/tutto-quello-che-avreste-voluto-sapere-sul-gas-ma-non-avete-mai-saputo/ è stato scritto da me non perché ostaggio di qualche musa, ma dopo attente letture con i funzionari regionali che si occupano della VIA. Riprendo: “Completata l’istruttoria tecnica, in base alle norme vigenti la Commissione Tecnica Via del Ministero dell’Ambiente può chiudere il procedimento di valutazione anche senza il parere regionale. Specialmente quando, come nel caso Gas Plus a San Benedetto, a parte dell’istruttoria la Regione ha già partecipato chiedendo integrazioni già prodotte da Gas Plus lo scorso agosto.
          E’ vero: poi è stato ripetutamente detto che eravamo nei tempi, che il Ministero avrebbe atteso (c’è scritto pure nel sito). Tuttavia nell’incontro del 18 a cui è stata invitata la stampa, in conclusione feci proprio una domanda su questo argomento, ma venni abbastanza rassicurato anche se la lettera della Regione venne definita “un po’ ambigua”. Qui l’articolo, http://www.rivieraoggi.it/2012/01/18/135034/pure-la-commissione-va-a-tutto-gas-tante-proposte-ma-anche-una-gran-casciara/, qui il passaggio in cui ho scritto, in forma indiretta, quel che è stato detto soltanto dieci giorni fa: “La procedura VIA, nella lettera letta dal dirigente comunale Germano Polidori e inviata dalla Regione al Comune, sembra infatti dar tempo fino al 31 gennaio per ricevere osservazioni e quindi aprire un nuovo intervallo decisorio“.
          Scrivevo “sembra” perché, appunto, avevano parlato di lettera un po’ ambigua.
          La notizia, appunto, non risultava nuova, se l’avevo scritta il 3 dicembre. E’ vero che la cosa è stata poi “silenziata” con tante rassicurazioni soltanto pochi giorni fa (non da Daniele Primavera).

          • Ricostruzione inappuntabile: la sostanza è che più volte esponenti tecnici ma soprattutto politici avevano rassicurato sui tempi. Che il tecnico incaricato di partecipare alle conferenze dei servizi smentisse le rassicurazioni mi pare giustificasse la reazione mia e di Palma; per questo ho voluto chiarire che, evidentemente, il “perdersi in un bicchier d’acqua” non poteva far riferimento alla nostra reazione, come sembra dall’articolo, ma eventualmente al tempo perso dall’amministrazione (e dalla città) per formulare le osservazioni. Del resto, da Dicembre 2010 tutti sapevano del progetto, per cui non soltanto l’amministrazione ma qualunque gruppo pubblico o privato (compresi i partiti politici, i comitati di cittadini, i movimenti, chiunque) potevano tranquillamente presentare osservazioni BEN PRIMA di questa scadenza. Non l’hanno fatto sia perchè, probabilmente, non sono stati in grado di farlo, e sia perchè hanno creduto alle rassicurazioni del sindaco. Sbaglio?

          • [dimenticavo: andando indietro, la prima denuncia pubblica che facemmo, oltre un anno fa, era proprio sull'avvenuta scadenza dei termini. La legge dà 60 giorni ad enti e privati per presentare osservazioni, ed a rigor di logica non credo che questi tempi possano essere dilatati all'infinito, perchè mi pare evidente che pure il proponente qualche diritto legale ce l'avrà. L'avviso pubblico è stato dato ad Agosto 2010, non mi risultano ulteriori avvisi pubblici o ufficiali proroghe dei termini da parte del ministero - almeno, sui siti non se ne trova traccia. Quindi sì, la notizia era vecchissima: la notizia nuova, in caso di non valutazione delle osservazioni presentate da parte degli enti preposti, sarebbe un'altra, ma preferisco non fare ipotesi. Attendiamo e speriamo che le più fosche paure non prendano corpo.]

  5. Peppe Giorgini scrive:

    La convenzione di Arhus, firmata ed accettata dal governo Italiano nella sua finalità art.1 dice ” Al fine di contribuire alla protezione del diritto di ogni persona della presente. e delle future generazioni di vivere in un ambiente adeguato alla propria salute ed al proprio benessere, ogni Parte garantirà i diritti di accesso all’informazione, alla partecipazione pubblica nel processo decisionale, e l’accesso alla giustizia in materia di ambiente, secondo quanto stabilito dalla presente Convenzione.”
    Quindi il ministero non può fare quello che gli fa comodo,e se lo farà li denunceremo all’istante,ma non il ministero, bensì il dirigente responsabile,in questo caso l’ing. Panei.
    Ma non solo, le denunce fioccheranno come caramelle a carnevale, anche per altri dirigenti,che opporranno la firma su questo ” inciucio” senza aver rispettato le leggi vigenti in materia…..Vis….Seveso 2…..etc.etc.
    I politici devono ritornare a rendere conto di ciò che fanno ai loro datori di lavoro,I CITTADINI,altrimenti saranno,per loro,ca..i amari.

  6. eliocore scrive:

    Solo poche parole: L’Assessore Donati dia seguito alle affermazioni rese pubblicamente nella Conferenza del 23 Dicembre 2011. Il Sindaco rispetti gli impegni assunti con la popolazione e cioè: in presemza di un solo elemento pericoloso non avrebbe dato assenso allo stoccaggio della Gas Plus. Nella relazione della società Terre.it vi sono numerosissime criticità e quindi ha una ottima occasione per bloccare tale infernale meccanismo. la Regione rispetti il territorio Sanbenedettese ed il dissenso della popolazione espressa con la fiaccolata del 14 Gennaio 2012. Non si è ancora capito il ritorno dei cittadini che vogliono decidre del loro destino.
    Questo tormentone espresso in poche righe continueremo a ripeterlo instancabilmente

  7. efferre scrive:

    Questo è quello che pensa la politica in Emiliaromagna!!!
    Deposito gas Rivara (Modena), la Regione ribadisce la contrarietà nel corso di audizione. L’assessore regionale Muzzarelli: “Non ci sono le garanzie minime di sicurezza per costruire un deposito di quel tipo, non c’è alcuna ragione per stoccare in acquifero, visto che ci sono depositi di gas esauriti e in via di esaurimento che si adattano benissimo allo scopo”.
    Bologna – Il gas stoccato in Emilia-Romagna, circa 8 miliardi di metri cubi, rappresenta il 30% del gas stoccato in Italia. Inoltre altri tre miliardi di metri cubi di gas sono in arrivo da qui al 2015 in base alle proposte avanzate e almeno cinque giacimenti esauriti o in via di esaurimento nel territorio emiliano romagnolo potrebbero in futuro essere destinati allo stoccaggio del gas naturale. Sono alcuni dei dati esposti oggi in audizione sul deposito gas di Rivara (a S.Felice sul Panaro, in provincia di Modena) dall’assessore regionale alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli che ha confermato la contrarietà al deposito.
    «Non ci sono le garanzie minime di sicurezza per costruire un deposito di quel tipo, non c’è alcuna ragione per stoccare in acquifero, visto che ci sono depositi di gas esauriti e in via di esaurimento che si adattano benissimo allo scopo, e già ora questo territorio contribuisce ad ospitare circa il 30% dell’intera quantità di gas stoccato in Italia», ha sottolineato Muzzarelli, rilevando infine che «i siti di estrazione di gas naturale in Emilia-Romagna sono 21».
    «Nessuna ricerca ulteriore può trovare risposte al problema centrale che si pone in quell’area e cioè al rischio sismico, che è ampiamente comprovato dagli studi e dai fatti, e inoltre – ha proseguito Muzzarelli – come abbiamo scritto nella delibera di Giunta dello scorso 8 febbraio, anche il rischio insito nelle operazioni di immissione ed estrazione del gas è difficilmente quantificabile, per cui è doveroso applicare il principio di precauzione sancito dal Diritto Comunitario. Inoltre, per quanto riguarda l’abbassamento delle tariffe del gas, la chiave sono le politiche di liberalizzazione e l’avvio di nuove scelte energetiche, nell’ottica europea della strategia Europa 2020».

    • Attenzione, come ho già detto più volte la storia dello stoccaggio di rivara è in realtà un autogol per il movimento no-gas sambenedettese. E infatti, dopo un primo momento in cui quell’esperienza è stata presa a paradigma, improvvisamente è sparita dal dibattito e nessuno di quelli che prima ne cavalcavano la portata ne ha più parlato. E sai perchè? Perchè tutti gli atti della regione Emilia Romagna su Rivara dicono, nella sostanza, che gli impianti vanno fatti in condizioni simili a quelle sambenedettesi. Tutti gli atti infatti non discutono la necessità degli stoccaggi, ma il fatto che quello specifico stoccaggio (Rivara) sia realizzato in un acquifero e NON in un giacimento esaurito (caso di San Benedetto). L’intera battaglia è stata imperniata proprio sulla tesi (peraltro scientificamente ampiamente verificata) per cui gli stoccaggi in giacimenti esauriti sono generalmente sicuri mentre quelli in acquifero (cioè in un materiale che non ospitava gas, ma acqua) non lo sono. Senza contare che lo stoccaggio di Rivara è oltre 10 volte più grande di quello previsto qui ed in un territorio di natura completamente diversa dal nostro. Quindi, se vogliamo dire che a San Benedetto lo stoccaggio non si deve fare, citiamo tutto ma Rivara proprio no, sennò ci facciamo male da soli.

      • Nazzareno Perotti scrive:

        E’ vero ma io resto del parere che non occorre citare esempi per respingere l’impianto ma far capire semplicemente che San Benedetto del Tronto non ha nulla da spartire con le altre località dove esistono o si vogliono localizzare centrali nucleari (prima) o del gas (adesso). Detto questo, tutto il resto decade anche perché ogni ragionamento tecnico sulla sua utilità, pericolosità e convenienza può essere condiviso o no. Il problema di fondo è che nulla è sicuro ma anche che ci sono livelli di sicurezza. Dico probabilmente una sciocchezza ma credo che nessuno si allarmerebbe se la stazione ferroviaria venisse spostata dal centro alla zona Sentina o in zona Agraria.

      • tarcisio65 scrive:

        L’esempio di Rivara è stato preso per il comportamento dei suoi politici a sostegno della popolazione. Non hanno fatto né i venduti, né gli ignavi, né i sofisti. Ma hanno detto no perché non è garantita la sicurezza dei cittadini. Se non è garantita a Rivara figuriamoci a San Benedetto e dintorni.

        • “Se non è garantita a Rivara figuriamoci a San Benedetto e dintorni.” QUESTO è qualunquismo: una affermazione del genere deve essere provata, devi cioè spiegare per quale motivo il giacimento di San Benedetto sarebbe meno sicuro dello stoccaggio di Rivara, sedici volte più grande ed in acquifero. Purtroppo per noi le strutture geologiche sono diversissime e, a quanto ne so, tutte le ricerche scientifiche dicono l’opposto. Per cui se vogliamo essere contrari sperando di avere successo dobbiamo evitare il paragone o andremo verso una sicura sconfitta.

          • tarcisio65 scrive:

            Secondo te è garantita la sicurezza per i cittadini se un impianto a rischio di incidente rilevante si trova ad uno sputo dalle case? E questo per citare solo uno di eventuali problemini.

  8. Peppe Giorgini scrive:

    Io mi sono sentito spesso con quelli di Rivara…. la situazione li è molto complessa,non tanto per l’acquifero, ma perchè quella è una zona sismica, e la struttura geologica che dovrebbe fare da reservoir al gas,genera già adesso piccoli terremoti,quindi con i cicli di carico e scarico il problema si amplificherebbe…e non di poco.
    Sono d’accordo con Daniele per quanto asserisce……ma noi dobbiamo prendere l’esempio da loro ….per la lotta che stanno facendo,e per il fatto che sono riusciti (per il momento) a bloccarlo,grazie al forte interessamento di Rifondazione Comunista e Lega ,ma anche con il contributo di tutti gli altri partiti…..cosa che purtroppo non avviene qui a San Benedetto…..dove ci sono in circolo interessi molto più grandi di quelli di Rivara.

    • gli interessi dei proponenti a san benedetto sono oggettivamente molto più piccoli (basta vedere la differenza delle dimensioni dell’impianto e d’investimento previsti). A Rivara Rifondazione è stata tra i promotori di una lotta che, proprio per i motivi che ho riportato io e che tu hai giustamnete completato, aveva tutt’altri presupposti e conclusioni. Ribadisco: parlare di rivara è evidentemente controproducente per i “no gas”, perchè le conclusioni di quel movimento sono diametralmente opposte a quelle dei no gas nostrani.

  9. Peppe Giorgini scrive:

    Su un documento privato, la GDF Suez,dice chiaramente che San Benedetto è per loro ALTAMENTE STRATEGICO….questo perché lo stoccaggio che vogliono fare qui, è solo ” l’inizio” di un programma di investimenti che la GDF Suez ha intenzione di fare nelle Marche e in Abruzzo,(hanno detto chiaramente al Sole 24 ore che loro investiranno in Italia 30 miliardi di euro,nei prossimi 2 anni)…questi investimenti si ricollegano anche all’elettrodotto Fano/Chieti,( questo potrebbe essere uno dei motivi, per cui hanno messo i motori elettrici) all’acquisto delle concessioni della Adriatica Idrocarburi……. al rigassificatore di Recanati………alle centrali termoelettriche (già chiusi 2 contratti con l’Eni), ai CCS…. etc.etc….come puoi bene vedere di carne al fuoco ve ne è tanta……..i soldi che girano nelle 2 regioni sono 100 volte quelli di Rivara……e qualcuno,in questa “greppia” i suoi vantaggi li avrà.

    • Indaga allo stesso modo su Rivara e poi ne riparliamo. Tuttavia, sarebbe utile – a mio modesto avviso – smetterla con la schizofrenia: quando le grandi aziende chiudono ce la prendiamo coi “grossi interessi” che portano alla delocalizzazione degli stabilimenti, quando le grandi aziende pianificano grossi investimenti ce la prendiamo coi “grandi interessi” che sarebbero soltanto volti alla speculazione. Bisogna che ci diciamo chiaramente se vogliamo che le grandi imprese investano qui (in stabilimenti e infrastrutture) oppure no. Se non lo vogliamo ok, però poi non lamentiamoci se stiamo a spasso.

      • tarcisio65 scrive:

        Il diritto alla salute e di potere decidere cosa fare del prorpio territorio stanno al di sopra degli interessi delle grandi aziende. Una grande azienda se vuole investire deve rispettare i diriiti dei cittadini. Smettiamola con questi discorsi qualunquistici, non sono da te. Perché?

        • I discorsi qualunquistici li fai tu. Il mio commento non si riferisce allo stoccaggio di san benedetto, ma alla risposta di giorgini, in cui non contesta uno specifico progetto perchè dannoso o pericoloso, ma adombra fosche trame su investimenti energetici in quanto tali, sottintendendo che sono per forza dannosi e che addirittura se ne andranno soldi in tangenti. Non mi pare un modo serio di contestare un progetto, mi pare qualunquista e controproducente, e per di più privo di una visione politica della società, della realtà e dell’economia (e lo dico io che certo non nutro alcuna simpatia per le multinazionali, anzi, se fosse per me in italia nazionalizzerei tutto). Il problema è che voi non siete contrari, siete superficialmente faziosi: e non vi rendete manco conto che qui la proposta non è di una multinazionale ma del ministero, e pensate che l’interlocutore sia Gas Plus e non il decisore politico. Dopo un anno e mezzo ancora non c’avete capito niente, e questo spiega perchè Gas Plus può permettersi di sbattersene anche dell’invito del sindaco di san benedetto: perchè, semplicemente, Gas Plus ha risposto a un bando del MSE ed è il MSE che decide (lo stesso che, di fatto, sta togliendo ogni diritto ai lavoratori proprio in questi mesi nascondendosi dietro la necessità di bilancio: e vi pare che quello rinuncia a piani decennali perché Peppe Giorgini non è d’accordo ad avere un impianto vicino casa? Temo sia molto difficile). Quando ho proposto, in commissione, di porre comunque, oltre tutte le ulteriori obiezioni, categoricamente un limite ragionevole della distanza degli impianti delle case (dove per “ragionevole” intendo valutato scientificamente e tecnicamente, in modo che fosse inoppugnabile e in ogni caso fossimo almeno certi della sicurezza) subito si sono sollevate obiezioni perché questa misura precauzionale, orientata alla salvaguardia della salute, avrebbe magari potuto comportare un possibile spostamento dell’impianto verso la zona industriale, e invece lo stoccaggio non lo si vuole e basta. Bene, tutto giusto, ma se si perde la guerra? Che resterà di quest’esperienza, la vanagloria di qualche presidente battagliero? Il vociare da qualche palchetto? Se si perde, senza quella raccomandazione, ce lo troveremo lì dov’è stato progettato, a cento metri dalle case. Vi pare furbo? Vi pare che questa presunta “integrità” garantisca davvero i diritti dei cittadini meglio di una visione più seria? Ho il sospetto che questa linea e questo atteggiamento non siano molto coerenti con una idea di “diritto dei cittadini” compatibile con una struttura statale così com’è oggi e che per questi motivi si vada incontro a una probabile sconfitta, per la semplice smania di appagare l’indole di qualche neorivoluzionario che si sente il subcomandante marcos. (E quando dico queste cose non mi riferisco a te, Peppe). Ovviamente spero di sbagliare, ma se ho ragione saranno dolori, e poi non prendetevela con me. Ma tanto sono certo che i rivoluzionari, quelli del “tanto peggio tanto meglio”, avranno sempre qualcun altro su cui scaricare la colpa, magari dicendo che gli altri sono venduti, che tanto sono tutti uguali, che hanno preso i soldi, etc etc…

  10. pinalina scrive:

    scolani erano presenti 2 trafilerie nate prima del quartiere abitato eppure sono state spostate perche effettivamente non possono convivere zone industriali e residenziali figuriamoci un deposito digas

  11. pinalina scrive:

    scusate quella sopra e la parte finale ho perso un pezzo del commento comunque quello che volevo dire al signopr Priimavera che c’e una bella differenza fra un’azienda e un desposito di gas ma comunque anche fosse un’azienda in un quartiere residenziale non puo stare e credo anche che esistano leggi in proposito

  12. Peppe Giorgini scrive:

    Gli investimenti su impianti industriali, che la Gdf Suez vuole fare in Italia ,rientrano tutti nella Seveso 2, quindi a ” RISCHIO INCIDENTE RILEVANTE E CATASTROFICO ” non sono industrie tipo “Malavolta” — NON DEVONO ESSERE FATTE DENTRO LE CITTÀ -…. e comunque sono i cittadini che devono decidere cosa far costruire nel proprio territorio,non la politica ( a titolo di cronaca….. il MSE (come tutti i ministeri) non é controllato dalla politica???? …e non credi che qualcuno stia facendo pressioni ????)…..a FALCONARA i politici hanno barattato la salute ,già pessima ,degli abitanti per 200 posti di lavoro….ti sembra una cosa da persone normali?? Vi é il tasso di tumori piú alto delle Marche?? Danno lavoro a 200 e ne ammazzano 400…..ma di che cavolo stiamo parlando….noi non stiamo molto meglio.Tutto é deciso dalla politica….i cittadini sono solo SUDDITI….e questo deve,e sta,per finire….chi non se ne accorto se ne accorgerà molto presto.Inoltre e bene far sapere che la GDF SUEZ nel 2010 ha preso l’ OSCAR come LA peggiore MulTinazionale ,nel campo degli idrocarburi,in quanto ha devastato e inquinato mezzo Brasile.Queste Società vengono in Italia (nonostante non funzioni niente)perché sanno che qui possono corrompere un po’ tutti,politici,funzionari,etc…..cosa che é molto piú difficile nel loro paese.Mi sono piaciute
    le parole che l’altra sera a Servizio Pubblico ha detto un tuo amico (credo)della Fiom….”.é giunto il momento che la politica ritorni a rendere conto di ciò che fa, a chi li ha eletti e a chi li stipendia….cioé I CITTADINI”.

Lascia un Commento

Devi aver eseguito il login per inviare un commento.