Giovanni Gaspari segue la Samb in trasferta: “Una grande gioia”
Giovanni Gaspari a Riccione
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“Felice per Palladini che merita questo risultato, persona straordinariamente seria, per noi tifosi un raggio di sole in una giornata particolarmente fredda” dice il primo cittadino al termine dell’incontro vinto in Romagna
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – per vedere il video con le interviste clicca sull’icona sulla destra
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riprese Francesco Flammini
montaggio Maria Josè Fernandez Moreno
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Vista la sportività ci farebbe piacere e sarebbe altrettanto bello se la massima autorità cittadina venisse al PalaRossini di Ancona sabato 11 febbraio 2012 ad incitare la squadra sambenedettese di ginnastica artistica femminile che affronta la 1° Prova del Campionato Nazionale di Serie A2 GAF.
è bello cavalcare l’onda del successo!
Invece di andare in trasferta, perché non si fa un giro della città per vedere quello che non funziona?
Caro Jeancarlo, la ginnastica artistica non è uno sport di massa! No massa, no voti!!!….il caso palestra parla da solo!
Non capisco perche’ un sindaco, non possa andare per la propria personale passione a seguire la sua squadra in trasferta.
Comunque forza SAMB.
A me pare che, come tutta la sua famiglia, è sempre stato un tifoso dell’Ascoli!
Me li ricordo all’ex bar Paoletti a Porto d’Ascoli!
Dopo Emilio Fede sarebbe l’unico capace di cambiare il tifo per una squadra!
Non so se è vero ma è poco importante perché non mi sembra un’accusa, al limite una considerazione che nulla toglie all’eventuale passione anche per la Samb. Non sarebbe nè il primo né l’ultimo tra i residenti a San Benedetto, in Ascoli ed in tutto il Piceno. Conosco tanti ascolani che tifano contemporaneamente Ascoli e Samb. Molti hanno tifato la Samb in gioventù e dopo anche l’Ascoli. A me non sembra una bestemmia. Magari servirà a Gaspari per capire chi è “sfrinca”.
nessun problema al sindaco tifoso o simpatizzante che sia! Era solo per dire che con tutti i problemi di oggi, disoccupazione,gas plus,polveri sottili, pescatori in rivolta, punteruolo rosso, ecc. Che il sindaco abbia provato gioia per la samb, è l’ultimo dei miei pensieri….e non credo solo mio! Poi se gioire per 22ragazzi che corrono dietro una palla con le tasche piene di soldi, Vi libera la mente dai veri problemi che ci attanagliano, buon per Voi!
22 ragazzi con le tasche piene di soldi? ma cosa stai blaterando? ma in base a cosa fai tali affermazioni? hai guardato il loro conto in banca? stiamo parlando di società di SERIE D (non di serie A) che hanno le loro difficoltà economiche,e quindi di ragazzi giovani PRECARI(perchè il calcio soprattutto a tali livelli è precarietà) che giocano prima di tutto per passione, una passione che,non ci crederai,appassiona migliaia di persone quì.una passione che ti fa evadere 2 ore alla settimana dai problemi che elenchi tu,sindaco compreso!
Le tasche piene di soldi….tsè…
Mi devo scusare con “PablO74″ per non aver fatto io la stessa obiezione a WALL-E. Purtroppo ho letto velocemente il commento e ho considerato la sua affermazione “22 ragazzi con le tasche piene di soldi” una considerazione generica riferita a serie A e B. Grazie a lei ho riletto e le do ragione. Anzi, le dico di più: già chi gioca in Prima Divisione (l’ex C1) ha un lavoro precario e assolutamente insufficiente per capitalizzare economicamente gli anni dedicati al pallone. Venti anni fa era diverso, oggi dalla Prima Divisione in giuù è un lavoro come tanti altri ma a tempo molto ma molto determinato. La ringrazio di nuovo. Vorrei farlo in modo più mirato ma mi accontento di “PablO74″.
chiedo scusa, forse avrò generalizzato un pò troppo, ma non venitemi a dire che il calciatore è un precario! Il calcio è uno sport, deve essere uno sport! Quei 22 ragazzi giocano perché vorrebbero diventare campioni, per guadagnare una valanga di soldi, ecc….la passione la vedi nei “non più ragazzi” che giocano nelle serie dilettantistiche, o chi fa sport poveri (atletica per es.) Poi che in un ragazzo di 20 anni certamente ci sarà tanta passione ma il fine è il dio denaro, la popolarità, le donne, ecc. Basti vedere l’ atteggiamento da principessine che hanno tutti i giocatori già nelle serie minori! Tutti “montati” Il calcio è malato, e purtroppo il tifoso vero non riesce a percepirlo! …..precari!!! Vallo a dire agli operai che fanno i turni di notte per una vita e poi si vedono sbattere fuori dalla porta dalla mattina alla sera, dillo ai pendolari che si fanno km e km x 1000 euro al mese, dillo al pescatore che non può uscire in mare per il cattivo tempo! Noi siamo i precari, non i calciatori!
Ps ….nessun attacco verso la samb, è verso il tutto il mondo del calcio!
Mi spiace per te, ma non è come tu dici
siamo una città veramente allo sbando…morale, politico,amministrativo e anche sportivo.
la coerenza è virtu’ d’altri tempi!!
Nel dopoguerra e fino all’avvento di rozzi (primi anni 70) nella nostra zona esisteva solo la Samb. Dunque è logico che tutta la zona, ascoli compresa, tifava la samb. Io mi ricordo (frequentavo le superiori in ascoli) nei primi anni 80, nonostante un decennio fulgido dell’ascoli di rozzi, i miei compagni di scuola, tutti tifosi dell’ascoli, ammettevano che i loro padri erano combattuti tra ascoli e samb e molti (soprattutto i più anziani) rimanevano fedeli solo ed esclusivamente alla samb. E’ un po quello che oggi sta accadendo a verona con l’hellas (=samb) e il chievo (=ascoli). Tanto è vero che rozzi prese l’ascoli sulla scia dei successi della samb e nei suoi primi anni il suo obiettivo unico era portare l’ascoli al ballarin e magari vincere (non c’è mai riuscito). Premesso ciò, direttore, trovo naturale che un ascolano tifi samb (tra l’altro per molti una seconda casa … in tutti i sensi), molto più stridente un sambenedettese (soprattutto purosangue anche se ne sono pochi) che tifa ascoli. Cmq Gaspari ha l’attenuante di non essere un purosangue… Se è come dice sfrinca urge cerimonia di purificazione da effettuasi prima di una partita importante in Curva Nord Massimo Cioffi. Spero che gli ottimi capotifosi attuali prendano spunto ed invitino Gaspari in curva per questa cerimonia, ebbra di gogliardia, con la presenza attiva di tutti i sindaci dell’interland (loro si tifosi della samb, certificati e visti di persona spesso al riviera).
Mi auguro che accada quello che lei propone. Grazie.
Ma sta storia e ste ricostruzioni da dove so prese? In fin dei conti mi sei simpatico SBTCAPOLUOGO… perchè molti tuoi commenti mi fanno sorridere ma anche riflettere…. soprattutto su quanto certe persone siano accecate dall’”odio” e a quali ricostruzioni porti questo sentimento. :-) Comunque la cosa più simpatica di questo post è senz’altro “la samb sarebbe come l’hellas e il chievo come l’ascoli”. Vince senza dubbio l’Oscar della simpatia. Tornando un pochettino seri, ti ricordo comunque che seppur il Chievo negli ultimi anni è stato sempre superiore in quanto a risultati al blasonato e più titolato Hellas, nel Piceno questo paragone non ha nè capo nè coda. Infatti seppur la Samb spadroneggiasse nel dopoguerra, non è mai arrivata in A. E appunto, in quanto a titoli, l’Ascoli è la più blasonata società tra Marche, Abruzzo e Umbria. Ha iniziato più tardi a frequentare il GRANDE CALCIO rispetto alla Samb… vero… ma è solo questo il paragone che si può fare con la storia Hellas/Chievo. L’Ascoli ha partecipato 16 volte al massimo campionato, la Samb mai. Quindi non ha senso dire che l’Ascoli è arrivata dopo. In B… ma in A la Samb non è mai arrivata. Inoltre la Samb rispetto all’Hellas manca dal grande calcio da circa 30 anni.
Prima di Sbt Capoluogo le rispondo io, partendo dalla fine: la Samb manca dalla serie b dal 1990, 21 anni come i campionati trascorsi in serie B, qualcuno in più dell’Ascoli ma il problema non è questo, anzi non esiste. L’esempio citato da Sbtcapoluogo si avvicina alla realtà ma lei ha ragione quando afferma che ora l’Ascoli è la squadra più gloriosa delle Marche, è sciocco non riconoscerlo o non ammetterlo.
Resta comunque, non un motivo di campanilismo ma solo dialettico come quello che sto per dire: fino alla metà degli anni 60, la Samb era l’incontrastata regina, non delle Marche ma di tutto il medio Adriatico mentre l’Ascoli veleggiava nei campetti di promozione, tant’è che lo zoccolo duro dei suoi tifosi nei primi anni di serie C era vicino allo zero mentre al “Ballarin” arrivava la Juventus e tutte le migliori squadre professionistiche italiane tra campionato di B e Coppa Italia, potendo vantare la presenza minima di 7-8 mila spettatori per gara. La dimostrazione lampante ci fu in un Ascoli-Samb 1-0 di serie C (credo 1966), quando la rabbia (da condannare sì ma come dato di fatto resta) dei tifosi rossoblu per la sconfitta portò ad un’invasione di campo indisturbata che costò alla società rossoblu la multa (per recinzioni abbassate) di 500 mila lire.
Pensare adesso ad una cosa del genere è pazzesco ma i fatti restano e non c’entrano nulla con la potenziale istigazione alla violenza che lei magari può leggere, sbagliando, in queste righe. Da quel momento l’Ascoli ha preso il dominio con gli interessi ma prima, rispetto alla Samb era come il Chievo (Prim Categoria e promozione) rispetto al Verona Hellas che militava tra serie A e serie B. Di un’altra considerazione vorrei portarla a conoscenza solo per rimarcare l’importanza di essere Provincia che, nel calcio però, non avrebbe dovuto contare nulla: l’Ascoli la prima promozione sul campo (dalla serie C alla serie B perchè alla quarta serie e alla serie C era salita per “meriti politici”) l’ha ottenuta con Costantino Rozzi nel 1972 mentre la Samb le sue promozioni le ha ottenute tutte sul campo.
E’, invece, retrocessa sul campo quattro volte soltanto in 66 anni di calcio: tre volte dalla serie “B” e una volta dalla serie C1 (non ci metto l’ultima perché il fallimento influì più dei demeriti, tant’è che non finì in C2 bensì in Eccellenza. Le altre tre volte è scesa di categoria soltanto per motivi economici, cosa che non auguro a nessun’altra squadra di calcio, Ascoli compreso. Scusi la lunghezza ma credo di averle fornito informazioni utili a lei a tutti i nostri lettori nè ritengo di aver alimentato un insano campanilismo. Magari fra venti anni le situazioni torneranno a capovolgersi, cosa che io non mi auguro perché la cosa più bella è vedere in serie B (magari in futuro in serie A) due squadre che rappresentano un unico territorio. Periodi bellissimi che io ho vissuto, i giovani sambenedettesi ancora no. Grazie.
Quello che ha scritto lei è a grandi linee condivisibile ma è “leggermente” diverso dal testo di SBTCapoluogo. Non si può dire che ASCOLI e SAMB sono come CHIEVO ed HELLAS. Perchè il CHIEVO, nonostante i successi degli ultimi anni rispetto all’HELLAS, non ha mai raggiunto i traguardi dell’HELLAS che rimane la squadra più blasonata di Verona. L’Ascoli invece, pur essendo arrivata in B dopo la Samb, ha poi raggiunto la serie A e l’ha disputata per 16 volte. E anche riguardo la B ormai sta per pareggiare gli anni della Samb (se non sbaglio sta al 17°esimo anno). E, al di là di chi è arrivato prima o dopo in una determinata serie, ora l’Ascoli ha il palmares più importante tra Marche e Abruzzo. Lasciamo stare l’Umbria dove col Perugia se la gioca (13 anni di A e 21 di B).
Per non parlare delle solite frasi che sono un misto di superiorità di razza e odio latente, tipo “un ascolano può tifare samb, un sambenedettese è assurdo che tifi ascoli”. A volte mi viene da pensare che quando SBTCapoluogo frequentava le scuole superiori di Ascoli, qualche coetaneo ascolano gli ha “rubato” la ragazzetta. :-)
Sono d’accordo.
si ma tu hai avuto un certo ROZZI come presidente noi un presidente di quel livello non lo abbiamo mai avuto e purtroppo come si suol dire ci siamo sempre dovuti arrangiare ottenendo perlomeno fino alla fine degli anni 80 ottimi risultati!
E quindi? Rozzi mica è sceso dalla Luna o magari è arrivato da Milano o da Napoli come è stato ad esempio per il Siena con De Luca. Anzi forse se veniva da fuori a quest’ora l’Ascoli aveva fatto la fine della Samb che spesso è stata in mano ad avventurieri di ogni parte d’Italia.
Rozzi era un ascolano come, con tutti i distinguo del caso, è un ascolano Benigni.
…che bello era andare direttamente da Ficcadenti in via montello a prendere le “fresche “stampe di FORZA SAMB stampate su linotype… e farsi regalare pure i caratteri di piombo…
Altrettanto bello fu quando il 12 dicembre 1977, sempre stampato in linotype, il primo Espresso Rossoblu usci dalla tipografia di Rocco e Filoteo a fianco dell’attuale teatro Concordia. La Samb aveva giocato e perso 2-0 a Taranto, erano le 18.30, tutta la città rimase sbalordita dall’evento, tant’è che il sindaco Primo Gregori venne in tipografia a congratularsi con la redazione che aveva la sede in casa (a 300 metri dalla tipografia) di quel grande uomo qual è il dottor Mattia Troiani. Tutti i redattori, composti da molti componenti del club Samb77, erano andati dalal redazione in tipografia dove brindarono con il primo cittadino. Io, mio fratello Pino, Luigi Grannò, Antonio Merlini e Giampietro Gaetani eravano in viaggio da Taranto con un pulmann insieme alla redazione di Radio 102, composta da Gino Troli e Pasquale Bergamaschi. Che bello.
Ma che centra la provenienza o piceno!!!! Rozzi era un imprenditore di livello e vi ha fatto stare bene perche se lo poteva permettere punto. Noi un imprenditore di qiel livello non lo abbiamo mai avuto perche se avevamo questa fortuna avremmo fatto la serie a pure noi a voi da questo punto di vista vi e’solo andata bene e non paragonarlo con benigni perche tra il fare 14 anni di seria a e farla per sbaglio perche ripescati c’e una bella differenza..
meglio e non lo paragonare con
No, la questione è diversa. Non è che San Benedetto non aveva/ha imprenditori del genere. Come, non è San Benedetto il motore economico della Provincia????? Quando vi pare lo è? Il punto è che a San Benedetto non ci sono stati imprenditori che c’hanno voluto investire sulla Samb. L’unico è stato Spina e questi di adesso. Prima il vuoto. E Rozzi comunque non aveva solamente i soldi, ma ci sapeva fare… Non basta avere i soldi per fare la serie A.
P.S. Non l’ho paragonato con Benigni, infatti ho scritto “con tutti i distinguo del caso”. Ma anche Benigni è ascolano e ha collezionato 2 anni di A e 8-9 di B.
San benedetto è e sarà sempre il motore economico della provincia ,e gli imprenditori del luogo che hanno investito sul calcio fino alla fine degli anni 80 li abbiamo avuti eccome altrimenti non avremmo mai fatti 21 anni di serie B ed oltre 40 anni di serie C(anche questi non sono pochi )….il problema è sorto per noi purtroppo all’inizio degli anni 90 quando il calcio mano a mano è iniziato a costare troppo arrivando ad oggi dove per mantenere una squadra in serie B ci vogliono tanti milioncini di euro e dove anche la tua squadra che ogni anno parte penalizzata per questo motivo si trova in difficoltà….
Però carissimo piceno non puoi negare che un imprenditore del livello di ROZZI per voi non è stato determinante non tanto per la serie A ma soprattutto per quello che ancora oggi vi ha lasciato,lo avessimo avuto noi non staremmo a parlare di serie D sicuramente…….saluiti
chissà se i Supercomputer della Civica Residenza riescono a dirci – ad oggi – quante ascolane hanno sposato dei sambenedettesi e hanno poi deciso di spostare la residenza in riviera.
idem il contrario per la urbs turrita.
sarebbe un bel derby da giocare a colpi di statistiche.
tanto per essere sul revival, erano belli i tempi dei “rastrellamenti” reciproci fatti sulle tratte scolastiche della Cotravat a scopo calcistico e di “pelliccia”.
eravamo divisi sui nostri colori ma uniti, molto UNITI, dietro la pinetina, sulle balaustre e anche sull’Annunziata…
Direttore, come se po’ fa’ a tornà rrete?