Cronache, Val Vibrata

Mobilitazione nazionale per salvare le Province

Il 31 gennaio tutti i Consigli provinciali d’Italia sono chiamati a riunirsi per affrontare il problema dell’abolizione delle Province e del riassorbimento del personale. Convocati i cittadini, la stampa locale, le associazioni di volontariato e dei consumatori.

di: 29 gennaio 2012 @0:31

TERAMO – L’Upi (Unione delle Province d’Italia) si è attivata per portare all’attenzione dell’opinione pubblica la questione dell’abolizione delle province, e lo fa chiamando il prossimo 31 gennaio tutti i Consigli Provinciali alla mobilitazione, con la convocazione di sessioni aperte ai cittadini, alle forze economiche e sociali, alle associazioni di volontariato e dei consumatori e la stampa locale.

Il Consiglio provinciale si riunirà alle 16 con la partecipazione del professor Romano Orrù del Dipartimento studi giuridici dell’Università di Teramo, con l’ordine del giorno, elaborato dall’Upi, “No all’Italia senza province”, che si occuperà, tra le altre cose, di affrontare anche la questione del trasferimento del personale delle province che rischia di essere inserito nei circuiti di mobilità previsti dalla legge, data l’impossibilità di riassorbimento totale da parte di altre istituzioni.

“Al di là delle posizioni personali e politiche di ciascuno e di ciascun schieramento – afferma il presidente del Consiglio Mauro Martino -  si tratta di compiere una operazione verità rispetto agli effetti che conseguono a questo processo: non solo non porterà alcun tipo di risparmio economico per le casse dello Stato, ma rischia di provocare un drastico aumento della spesa pubblica, di creare il caos nella gestione dei servizi, di aumentare i problemi ai cittadini”.

 

 

 

 


 

Tags:

Copyright © 2012 Riviera Oggi, tutti i diritti riservati

Commenti recenti

I vostri commenti all’articolo (6)

N.B. Tutti gli utenti possono manifestare il proprio pensiero. Ferma restando la piena libertà di ognuno di esprimere la propria opinione, i contributi non dovranno in alcun caso essere in contrasto con norme di Legge, con la morale e con il buon gusto. I contributi che risulteranno in contrasto con detti principi non verranno pubblicati. Si raccomanda altresì di rispettare la Netiquette.
  1. indignat scrive:

    Mi sembra giusto che ci mobilitiamo tutti contro l’abolizione dele provincie e dei privilegi per la CASTA ….
    Speriamo che non ci sia ancora lo sciopero dei trasportatori e che gli scaffali dei supermercati siano pieni di uova, in modo tutti i cittadini ne possano portare molte agli incontri ….

    • piceno scrive:

      Populismo spicciolo derivante anche da una non conoscenza dell’argomento.
      Dall’abolizione delle Province non si avrà alcun risparmio e anzi ne deriverà un grande caos.
      1) Non si avranno risparmi perchè il personale sarà trasferito ad altri Enti (regioni e comuni); e riguardo l’apparato politico delle Province, esso ha costi davvero ridicoli, i più bassi tra quelli degli enti italiani. Un consigliere provinciale prende un gettone di 30 euro e non ha alcun vitalizio. A differenza dei consiglieri regionali che invece prendono 7-8000 euro al mese più vitalizio a fine mandato. Inoltre assisteremo all’ennesimo trasferimento di massa di persone che dal Piceno dovranno andare a lavorare in Ancona;
      2) Le funzioni svolte dalle Province (in primis quelle relative a strade, scuole e assetto idrogeologico) saranno trasferite alle Regioni. Quindi mentre ora i fondi per queste cose ce li gestiamo noi e ce li dividiamo come meglio crediamo tra entroterra e costa (d’altronde la giunta e il consiglio sono composti in egual misura da rappresentanti delle due macrozone provinciali), in futuro i fondi saranno gestiti da Ancona. Un pò quello che accade ora con la Sanità, la cui competenza è della Regione. E si vede come Ancona gestisce bene questo ambito… si vede l’attenzione che riserva al Piceno. Facciamogli gestire anche strade, scuole e tutto il resto. Compresi i fondi per la cultura. Che poi il Festival dei Sibillini o la lirica al Porto di San Benedetto ce la organizza Spacca…. già ce lo vedo.

      In Italia andrebbero casomai abolite le Regioni e di conseguenza ridotto il numero delle Province. Sia perchè la Regione è l’ente che ci costa di più. Sia perchè la dimensione regionale è troppo vasta e dispersiva, troppo eterogenea. Prendiamo ad esempio il turismo: come fai a creare un brand Marche e a gestirlo in maniera coordinata? Si tratta di un territorio troppo ampio a livello turistico, troppo eterogeneo. Cosa diversa per il brand Piceno, una zona piccola, omogenea a livello storico-culturale, dove in 50 km c’è di tutto, dal mare alla montagna passando per l’arte e i borghi collinari.

      • Nazzareno Perotti scrive:

        Io toglierei Regioni e Province dopo aver studiato un modo più moderno e meno costoso (diminuendo del 70% i rappresentanti politici regionali, provinciali e comunali) per governare i vari territori. Per esempio comparti di 250 mila abitanti (sono d’accordissimo, e lei lo sa, su quello che scrive per il Piceno) con un governatore, venti consiglieri ed un sindaco (chiamiamolo pure sceriffo) per ognuno degli attuali comuni. Una quarantina di persone che dovrebbero ragionare e decidere in funzione dell’intero territorio, a partire da un unico Piano Regolatore. Caro Piceno il futuro è questo. Quanto vuole scommettere che avverrà così ma anche che il ritardo sarà causato da chi vive esclusivamente e principalmente di politica? Insomma accadrà il contrario di quello che suggerisce la logica che vorrebbe la classe politica pensante, intelligente e in grado di accorciare i tempi dei miglioramenti naturali invece che ritardarli.

        • piceno scrive:

          Posso essere d’accordo. E’ anche quello che propongo io… chiamiamole come vogliamo, Province, Zone metropolitane, ecc. ecc. Però quando io dico di togliere le Regioni e accorpare alcune Province (passando da 110 a circa 80) non vado lontano da quello che dice lei. Vanno create macrozone di 250.000 abitanti circa che siano gestite da un ente unico, quindi in maniera armonica. Ma siccome una riforma costituzionale del genere non si fa in 4 e 4 otto, nel frattempo la soluzione non è sicuro quella di abolire le Province e assegnare le sue funzioni all’Ente più scandaloso che esista in Italia.

      • ventura scrive:

        “In Italia andrebbero casomai abolite le Regioni e di conseguenza ridotto il numero delle Province. Sia perchè la Regione è l’ente che ci costa di più. Sia perchè la dimensione regionale è troppo vasta e dispersiva, troppo eterogenea.” Condivido al 100% quanto dice Piceno. Il punto è che nella visione europea dello ” stato commissariato” rientra meglio la regione come ente ” distributore di spicci e dei tagli agli enti locali”. Si da tutto alla regione, poi si accorpano ospedali, magari anche scuole superiori,ecc…. come dice il Direttore ” il futuro è questo”… si ma chi l’ ha deciso? Dove sta scritto? E sopratutto chi lo ha detto che è auspicabile?

  2. SBT Capoluogo scrive:

    Caro indignat, le uova non le dobbiamo prendere dagli scaffali … quessi so capaci di magnassi pure quelle … al volo …. Le uova che gli tiriamo dovranno essere marce!!!

Lascia un Commento

Devi aver eseguito il login per inviare un commento.