Droga a bordo della Genevieve, due uomini in manette
genevieve
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Operazione dei Carabinieri: quattro stranieri trovati nell’imbarcazione sotto tutela della Provincia in quanto ultimo esempio di pesca d’alto mare a San Benedetto. Due arrestati. I sub cercano stupefacente che potrebbe essere stato gettato nelle acque del porto
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Droga a bordo della Genevieve, l’ultimo esempio di peschereccio d’alto mare in attesa di rottamazione, attualmente sotto tutela della Provincia.
Nella mattinata di martedì 24 gennaio tre gazelle del Comando dei Carabinieri agli ordini del capitano Di Lena si sono recati a bordo della nave trovandovi quattro uomini di origini straniera. Due di essi sono stati portati via in manette.
E’ sopraggiunta quindi l’unità cinofila e i cani hanno trovato un quantitativo di droga che ha dato ulteriore credito alle indagini. Sul posto anche l’unità dei sub della Capitaneria per ispezionare il fondale intorno al natante. Questo perché si presume che il quartetto, alla vista dell’arrivo delle Forze dell’Ordine, ha cercato di disfarsi di altro quantitativo di droga buttandola in mare.
Ultimamente la nave era diventata un posto di rifugio per extracomunitari ma il sospetto delle Forze dell’Ordine è che si sia anche trasformato in un centro di raccolta e di spaccio di sostanze stupefacenti.
AGGIORNAMENTI L’operazione antidroga ha portato all’arresto S.R. 31enne e B.A. 31enne entrambi di origini tunisine. Il primo svolgeva il lavoro di marittimo ed il secondo disoccupato e clandestino. Entrambi ben conosciuti dal Commando dei Carabinieri. I due si trovano rinchiusi nelle camere di sicurezza del Commando in attesa del giudizio per direttissima che avrà luogo domani mercoledì 24 gennaio. L’accusa è di detenzione di sostanze stupefacenti al fine di spaccio. Con l’aiuto del cane cinofilo giunto da Pesaro gli agenti hanno anche scoperto, ben celata dietro ad una intercapedine della nave, un involucro contenente 30 grammi di eroina bianca ed in un’altra stanza tutto l’occorrente per il confezionamento delle dosi nonchè alcune banconote da cento euro, probabile provento dello spaccio.

Proprio un peccato vedere una barca così grande abbandonata a sé stessa. Un’eventuale soluzione potrebbe essere la trasformazione della stessa a locale adibito alla ristorazione molto caratteristico o addirittura a locale notturno vista la posizione sul mare.
ci sono priorità per Sammenedette che la genevieve lascia il tempo che trova e spiego il mio punto di veduta:
1) salvare il salvabile
2) degassificare le tanche e bonificarla
3) liberare 50 ml di banchina
4) evitare ciò .. che si è verificato ( clandestini e spacciatori)
5) è tutta nù fraqcitume dalla carena alla parte più alta della plancia, andando avanti sarà sempre peggio !!!
6) non rispecchia la nostra cultura e tradizione marinara !!!
detto questo… perchè è solo da DEMOLIRE…… pensare di farci qualcosa … sono solo soldi buttati al vento……
con questi chiari di luna…..
basti pensare e vedere cosa stà succedendo in tutta l’ Italia…. ma per piacere….
saluti
Renato Palestini
A due passi dal porto c’è il museo del Mare.
Cercando sponsor e opportuni finanziamenti si potrebbe trasportare la Genevieve nel parcheggio antistante al museo e trasformarla in un’attrazione dello stesso.
Con un buon progetto si potrebbero trovare i finanziamenti. Gli uffici del comune hanno pensato a qualcosa??? L’assessorato al turismo e alla cultura, oltre ad imporre nuove tasse, hanno in mente qualcosa???
Hai rispolverato una mia vecchia idea!!!!
Peccato che a queste amministrazioni locali non importi nulla delle idee risolutive dei cittadini!!!! Che tristezza!!!
oggi sul corriere adriatico c’era scritto che infatti la provincia aveva indetto un bando per la rottamazione e c’era stata pure una ditta vincitrice che poi però si era tirata indietro senza spiegazioni ufficiali. la domanda è: che c’è dietroc questa storia?
Decassificare le tanche e bonificarla (ssarb) poi affondarla a 15 metri di profondita’ in modo che possa essera raggiunta e visitata anche con maschere e boccaglio e cosi’ diventa un richiamo turistico.Ho lavorato a Grenada (Caraibi) ed una delle attrazioni dell’isola
per subacquei era una nave passeggeri italiana affondata ( la Bianca C della Compagnia Costa Crociere ,corso e ricorso ??) e adagiata a circa 40 metri di profondita’.
Da Google: The sinking of Bianca C
“She has become a valuable addition to Grenada’s many attractions.
The island’s Tourist Authorities have announced the wreck is to be declared a marine national park. This will preserve it and guard against vandalism. Bianca C will remain an interesting and exhilarating challenge for the experienced diver”.
D’accordissimo anche su questa soluzione.
Si dovrebbe solo trovare un minimo di collaborazione da parte dei rappresentanti regionali, visto che per una cosa del genere vanno attivati vari Ministeri (ambiente, difesa…).
La G sta pian piano affondando! tant’è che imbarca acqua e sono state installate a bordo delle pompe per svuotarla all’occorenza. C’è chi ha fatto domanda per recuperare parte del materiale ed allegerire l’imbarcazione ma ci sono interessi dietro che la tengono ferme. Se affonderà posso giocarmi tutto che resterà lì per decenni, passandosi la palla di chi ha competenza ogni ente eviterà di farsi carico dell’incombenza. Oggi ė di proprietà di una provincia sempre più montanara che poco e nulla sanno e hanno vissuto del mare (come l’amministrazione di SBT, d’altronde). La marineria non ha più importanza e rappresentanti e di conseguenza tutto va affondo….
La soluzione per quell’obrobrio arrugginito è solo una : bonificarlo e affondarlo in mare entro le 3 miglia spendendo una cifra ridicola e creando una piccola oasi per le specie marine, così come fanno tanti altri Paesi nel mondo in questi casi .
Caro Direttore,
approfitto del fatto di cronaca per ribadire un concetto antico e, purtroppo, ormai stranoto: San Benedetto ama, ad ogni livello, definirsi città turistica, ma manca completamente del necessario spirito imprenditoriale e dell’inventiva che porta a trasformare anche semplici occasioni in realizzazioni concrete e turisticamente appetibili.
Sono, infatti, convinto che se la Genevieve fosse “approdata” per esempio a Riccione od a Cattolica già da anni sarebbe stata trasformata in attrazione turistica…
Basti ricordare cosa sono già riuscite a creare le due località balneari romagnole rispettivamente con il Parco Oltremare e con l’Acquario di Cattolica.
Qui da noi, se la memoria non mi fa cilecca, si riparla ciclicamente e senza concretezza alcuna di un fantomatico “parco dei divertimenti” o di un acquario/museo del mare almeno dalla mia adolescenza, quindi da non meno di trent’anni.
Come scrivevo già in miei commenti della scorsa estate, invece di progettare e realizzare, si continua a portare avanti stancamente il binomio mare e palme (sempre sperando che il “punteruolo” ce ne lasci qualcuna)…
Fino a quando potremo continuare? Ci si rende conto che i flussi turistici, senza novità e senza attrattiva moderne e concrete, sono destinati a diminuire costantemente?
Infatti, chi ancora ha la possibilità di andare in vacanza cerca pacchetti “all inclusive”, coinvolgenti ed a costo contenuto…di certo si accontenta sempre meno di “hotel stile anni ’70″, di un programma eventi inesistente, di una città poco curata e sempre più vandalizzata.
Per tornare, infine, alla Genevieve:
1) perchè la Capitaneria di Porto non obbliga la Provincia a metterla almeno in sicurezza, sia per l’accesso a bordo che per la presenza di eventuali sostanze inquinanti?
2) chi pagherà per i danni ed il recupero in caso di un eventuale affondamento in area portuale, ipotesi non certo remota?
3) perchè la Provincia non spiega, tramite circostanziato ed ufficiale comunicato, lo strano caso della mancata rottamazione, con una ditta che prima vince un appalto e poi si ritira?
Mi scuso intanto per la lunghezza del mio commento…
“manca completamente del necessario spirito imprenditoriale e dell’inventiva che porta a trasformare anche semplici occasioni in realizzazioni concrete e turisticamente appetibili“, ha colto nel segno. Dopo di che non bisogna arrendersi affinché si dia spazio alle intelligenze per togliere quel “manca completamente” alla sua giustissima considerazione. Almeno secondo me.
Secondo me più che le idee, che ce ne sono tante ed alcune anche interessanti MANCANO I FONDI E LE CAPACITA’ PER ATTRARLI!
Se hai idee buone e valide i fondi si trovano… Guarda come è stata gestita la situazione con i soldi della fondazione Carisap! Secondo te con questa gente si può andare alla ricerca di fondi?
Caro Direttore
d’accordo sul suo non arrendersi…
Premesso che non ho alcun interesse personale o famigliare nell’attività turistica, mi permetto alcuni appunti disordinati, cercando di cogliere qualche differenza fra la San Benedetto dalla fine degli anni ’70 (ovvero dai miei primi “ricordi coscienti) e quella di oggi.
1) Abbiam perso ben tre cinema (solo uno parzialmente recuperato per spettacoli teatrali) più uno all’aperto ed il tutto in Centro ovvero nella zona nevralgica della città. In compenso, seppur molto decentrato, abbiamo un moderno multisala che, solo l’iniziativa privata, ha saputo recuperare dall’ennesima “incompiuta pubblica”;
2) il Centro cittadino va progressivamente perdendo abitanti ed attività commerciali, fra sporcizia e vandalismi vari;
3) il Lungomare, un tempo lustro cittadino, è ormai spaccato di netto in due tronconi con stili diversi, uniti solo dal degrado e dalla scarsa cura;
4) non c’è più un cartellone di manifestazioni estive degno di tal nome: ad es. agli Agostinpiazza, degli anni che furono, si contrappone oggi qualcosa di impalpabile, se non spesso di davvero inguardabile. Ricordo ancora i concerti di spessore anche internazionale al vecchio Ballarin (che si sarebbe potuto ristrutturare a tale scopo, con spesa relativamente ridotta), oggi abbiamo il “niente” o quasi…
5) abbiamo hotel, ristoranti, bar che non rinnovano arredi e servizi almeno dagli anni ’80…in compenso propongono prezzi attualissimi!!!
6) La San Benedetto di oggi è una città trasandata in cui mancano l’ordinaria manutenzione, la cura del verde e dei pubblici arredi, la pulizia…una città, mi consenta Direttore, che viene quotidianamente “violentata” da deiezioni canine, immondizia abbandonata per strada, traffico, pseudo writers e vandali vari, senza quasi che nessuno intervenga…
Ma quello che davvero mi rattrista, Direttore, è che sembra sia diventata una città senz’anima, in cui non vi sono più idee, voglia di emergere, di cambiare, di innovare…ovvero si è spento quello “spirito sambenedettese” che ci aveva portato ad essere conosciuti in Italia e nel mondo. Cosa è successo? Dove ci siamo persi?
Sperando di non apparire troppo pessimista…
Direi giustamente pessimista. Però le persone oneste e di buona volontà devono fare qualcosa per risollevarci. Non so come, ma bisogna togliere di mano la possibilità di decidere (e spesso di non decidere!) a chi non ha né titoli, né idee, né le capacità necessarie, cioè gran parte dei politici che governano oggi.
Caro Direttore,
il suo commento, conferma quanto da me espresso.
Ciò che più intristisce e deprime è la perdita della combattività, degli ideali, della forza vitale, dello spirito sambenedettese più verace (e, magari, anche sanguigno, passionale, testardo e finanche talvolta “ignorante”), di cui fino a qualche decennio fa potevamo andar fieri.
Guardiamoci attorno: ci stanno smantellando l’ospedale, trasformandolo in una sorta di mega poliambulatorio, ed i cittadini cosa fanno? Protestano? Bloccano statale e ferrovia? No, al più qualche commento online, mentre gli amministratori e l’opposizione si perdono in discussioni varie…
La marineria, anima di questa città, ormai “boccheggia ed agonizza”…al di là degli operatori del settore, interessa realmente a qualcuno?
Il turismo è sempre più ripiegato su se stesso e sulle passate glorie, mentre sia il pubblico che il privato sembrano non essere minimamente in grado di dare la necessaria scossa.
Verrebbe da dire: più che vivere si preferisce vivacchiare senza esporsi più di tanto, senza accettare rischi e senza pensare al futuro?
Già, ma quale futuro aspetta noi e soprattutto i nostri ragazzi e giovani?
Da “Riviera delle Palme” a “Riviera delle occasioni perdute”?
@ mario zazzetta
penso che non sei su fb o magari non mi hai chiesto l’ amicizia….
sono esperto in materia navale !!!
di recente sono stato a Danzica ( Polonia) nelle mie foto c è una nave adibita a museo del mare efficente e galleggiante !!
io ho elencato una serie di punti di mia veduta, come tecnico !! a riguardo della Genevieve !!!
degassificare e bonificare la m/p genevieve, stava a significare ciò che tu hai scritto……. ma è venuta a mancare la volontà dei preposti !!!
a tutt’ oggi con lo stato in essere il RINA e la Capitaneria non lascerebbero mai l’ autorizzazione a spostarla da dove si trova ora !!!
la città di San Benedetto del Tronto vantava dal 1960/80 una flotta di navi oceaniche, e non eravamo secondi a nessuno !!!
mai nessuno si è posto un punto di domanda, a riguardo di dove sono andate a finire ??? navi molto più grandi della Genevieve !!!!
detto questo vorrei ricordare che la nostra cultura marinara stà pian piano sciamando…nel nostro porto, l’ ho scritto altre volte ma voglio ripetermi , se vanno via le barche Tranesi e Truentine…… e quei pochi marinai sammenedettesi vanno in pensione…. finisce la storia della nostra marineria…..
resto sempre del parere di salvare il salvabile……
la genevieve stà in galleggiamento , perchè c è una pompa con il galleggiante ….. ma se aumenta l’ usura , dovuta dalle corrosioni…e correnti galvaniche…. e dopo sono c@@…
bisogna solo demolirla e fare presto ……
Renato Palestini
A proposito, nella trasmissione radiofonica di Radio1 “Gianvarietà”, martedì scorso ha parlato di noi; il conduttore Gianluca Guidi ha detto “Se non mi sbaglio, San Benedetto del Tronto ha la flotta peschereccia più importante d’Italia“. Si sbagliava ma io ho fatto finta di niente. Evidentemente qualcosa è rimasto degli antichi splendori…
Appunto, cerchiamo di far rimanere qualcosa…. Anche se sia auspicabile tornare agli splendori di un tempo. In città manca molto la prospettiva di pensare in grande! Il deserto culturale cittadino ha portato a limitare la nostra visione di città. Un vero peccato.
caro Direttore
a futura memoria ………
ai tempi delle caze corte ( d’ estate e d’ inverno) con il freddo ed il gelo….
purtroppo ad ognuno il proprio mestiere….
a chi è causa del suo male pianga se stesso….
eeee la matita…….. !!!!!!
Renà: la matita??? Vorrai di lu lapis….
@ marenare
cià rraggiò ma totte lu capì ??
ti saluto