Società, Turismo

Come Ponte Milvio. Per Vale & Tino un futuro da “tormentone”

Il Comune punta all’ennesima ristrutturazione dell’opera di Lodola, in vista dello Shopping Show dell’11 febbraio: “Vogliamo valorizzare la statua e trasformarla in un fenomeno di costume”. Missione possibile?

di: 21 gennaio 2012 @11:27

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Inaugurato nel giorno di San Valentino, quattro anni fa, per Vale & Tino la vita fin’ora non è stata semplice. Costato al Comune 35 mila euro, il monumento di plexiglas e ferro di Marco Lodola, battezzato dalla “madrina” Valentina Pace, è più volte risultato obiettivo ideale dei vandali. Ad oggi, l’opera risulta puntualmente danneggiata, ma l’amministrazione sta pensando ad una ristrutturazione in vista dell’11 febbraio prossimo, data fissata per la prima edizione dello “Shopping Show”.

Per l’occasione, considerato anche l’avvicinamento alla festa degli innamorati, l’installazione di piazza Battisti si trasformerà in un set per le coppie, con fotografi che effettueranno fotografie di rito totalmente gratuite. Su consiglio della ConfCommercio inoltre, sarà presto posizionata nelle vicinanze una panchina a due posti: “L’intento è quello di valorizzare la statua e trasformarla in una sorta di fenomeno di costume”. Come Ponte Milvio.

Può darsi che qualcuno giudichi l’accostamento azzardato. Perché la Statale 16, a pochi metri, non è il Tevere. Perché non c’è il traino di Moccia. Perché i tormentoni nascono da sé e non debbono essere “imposti” dall’alto. Perché i lucchetti sono i lucchetti, nonostante qualcuno voglia sbarazzarsene.

Al contrario però, potrebbe anche rappresentare il definitivo lancio di una realtà mai andata del tutto a genio ad una parte dei sambenedettesi. La città se lo augura.

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I vostri commenti all’articolo (12)

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  1. ulderico scrive:

    secondo il mio modestissimo parere questa pseudo statua di dubbio gusto andrebbe rimossa in fretta e cercare di farsi restituire i 35 mila euro………

  2. sfrinca scrive:

    Ma abbattetelo!
    35.000 euro spesi (70 milioni di vecchie lire!)=come sperperare i soldi dei cittadini!
    Non si potevano spendere meglio? Certamente!

  3. guido rossetti scrive:

    Luogo sbagliato, opera sbagliata, materiali sbagliati! A chi non conosce Lodola e i distorti meccanismi dell’arte contemporanea, qualcuno mi spiega perchè una coppia dovrebbe fotografarsi vicino ad un’insegna al neon in plexiglass e ferro? sinceramente in giro ce ne sono di più belle anche se non raffigurano due persone che danzano! Ma soprattutto, come si fa a concepire un monumento sulla pubblica via con i fragili materiali di un’insegna al neon che già di per se è destinata a durare limitatamente nel tempo. Non parlo dal punto di vista artistico, ma solo dei materiali, e poi, il paragone con ponte milvio??? quel ponte e stato teatro di una battaglia circa 2.000 anni fà, questo “monumento” a quattro anni di vita e messo molto peggio del ponte che ne ha duemila!

  4. samba55 scrive:

    Caro Direttore,
    che l’Amministrazione annunci ora l’intenzione di provvedere al restauro della scultura Vale & Tino fa sorridere amaramente…
    La stessa scultura, costata decine di migliaia di euro pubblici, e’ gravemente danneggiata almeno dalla fine della scorsa Primavera…ed in tali miserevoli condizioni si e’ impietosamente mostrata ai turisti d’estate e durante le Feste Natalizie!!!
    E nelle stesse condizioni di danneggiamento e totale incuria sono tante, troppe, altre opere d’arte e pubbliche della nostra città: a solo titolo d’esempio ricordo la “ex fontana” sul lato destro del Corso, senza un filo d’acqua da anni…o la fontana di Piazza Nardone trasformata in un desolato porta rifiuti…
    Non esiste sorveglianza cittadina contro i crescenti vandalismi, ma chiedere almeno una dignitosa, ordinaria, periodica manutenzione e’ troppo????

  5. fabrizio taffoni scrive:

    come si fa a chiamare statua un’accozzaglia di ferro e plastica ?
    quante volte si dovra’ ristrutturare in futuro?
    e poi il sindaco dice che ci sono meno soldi…..
    ma se quei pochi vengono spesi cosi’ allora siamo alla frutta…..

  6. piceno scrive:

    Noto ogni volta che parecchia gente, a San Benedetto come ad Ascoli, a Roma come a Bologna, è rimasta un pochettino indietro. Per loro l’arte è solo quella di 100 anni fa e oltre. Non c’è altro al di là di un affresco del 400, un dipinto del 600, una scultura del 700. Consiglierei di leggere, di informarsi, di girare, di aprire un pò la mente.
    Poi se vogliamo discutere dei costi elevati, dei danneggiamenti continui, ecc. allora va bene. Mi sembrano argomentazioni con un certo fondamento. Ma per il resto, stendiamo un velo pietoso.

    • sfrinca scrive:

      Anni fà alla palazzina azzurra ci fù una mostra di arte contemporanea e un’opera era costituita da: una camicia bianca stropicciata messa in terra con accanto un piatto e una mela (vera!) morsicata!
      E ricordate quando riempirono la cabina telefonica lì davanti con sacchetti di rifiuti che poi gli operai della Picena ambiente al mattino, non capendo che era un’opera d’arte, la ripulirono portando via tutto?
      E la montagna di legna,staccionate,paletti e legnami accumulata nello spazio dell’ex camping?
      Se questa è arte stendo un vielo pietoso per chi la considera tale!

    • guido rossetti scrive:

      Infatti, mi sembra che le polemiche non sono per l’arte, ma per i materiali usati!! la stessa cosa non succede per lo sberleffo o per lavorare lavorare di nespolo, che pur se da un punto di vista artistico possono essere oggetto di discussione, non si rovinano cosi come una cosa fatta in plexiglass e posta in mezzo alla pubblica via, l’opera di lodola, (sulla qualità della sua arte potremmo discutere in altra sede) è semmai un’opera da galleria, da spazi chiusi e custoditi, non da piazza, ed è tanto meno sbagliato elevare tali materiali al rango di monumento (quando si vuole dare ad una comune scultura un significato maggiore di quello di semplice statua), quando la parola stessa monumento implica una minima durata dello stesso che vada oltre alla durata della vita dell’uomo che lo realizza o lo commissiona,

    • first scrive:

      Forse puoi aiutarci ad aprire la mente, e a riconoscere il grande valore artistico di quell’obbrobrio: in cosa consiste il suo pregio??
      Per me arte è un qualcosa che trasmette sensazioni, che comunica all’anima, che esalta la bellezza: in questo caso non ci vedo niente del genere, o forse qualcosa comunica ma non è niente di positivo!

  7. Gundam scrive:

    Il terribile vuoto culturale delle amministrazioni di sinistra (di SBT) è testimoniato proprio dall’arredo urbano realizzato negli ultimi 25 anni.
    Hanno riqualificato il corso, mettendo qua e là opere che non rispecchiano le nostre tradizioni e di autori che non hanno legami con il Piceno. Sono opere che non ci rappresentano. I turisti vengono a SBT e non vedono nulla della nostra “sambenedettesità”.
    Omoni senza cuore, elefantini, slogan che non rispettano il lavoro dei marinai, illuminazioni demenziali pagate decine di migliaia di euro…basterebbe questo per non votare a sinistra per i prossimi 30 anni.
    L’unica riqualificazione che ha valorizzato la tradizione sambenedettese è proprio quella che ha coinvolto via XX Settembre…e cosa hanno pensato di fare? Di mettere un’insegna al neon nel mezzo della passeggiata, fatta di sampietrini e case in mattoni. Mah…

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