Politica

Fiaccolata, il Pd rivendica l’assenza. Stupore per l’adesione dei Verdi

La capogruppo Emili: “Non sarà un referendum sull’amministrazione. Noi coerenti; aspettiamo i risultati dell’Università, sennò a cosa è servito l’incarico?”. I Socialisti in sostegno dei democrat: “Non parteciperemo”

di: 11 gennaio 2012 @17:19

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Che dici vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?”. I dubbi del Partito Democratico di fronte alla fiaccolata anti-gas di sabato prossimo sembrano usciti direttamente da Ecce Bombo. In realtà la decisione i democrat l’hanno già presa e sarà quella di disertare la manifestazione organizzata dai comitati di quartiere. Un gesto isolato, non condiviso da Verdi ed Italia dei Valori, che verrà emulato dai soli Socialisti: “Noi siamo di principio contrari ad un impianto di stoccaggio – dichiara il segretario comunale, Umberto Pasquali – in quanto San Benedetto è una meta turistica. Detto questo però non ragioniamo nemmeno come quelli che prima parlano di allarme rifiuti, ma poi si oppongono al bidone davanti la porta di casa. Se ci fosse una crisi del gas con la chiusura improvvisa dei rubinetti tutti si lamenterebbero. Come partito non daremo indicazioni, ognuno sarà libero di presenziare o meno”.

Il Pd dal canto suo rivendica la scelta di disertare l’appuntamento: “Non ci sentiamo abbandonati – afferma la capogruppo Loredana Emili – la nostra è solo coerenza. Abbiamo detto più volte che attenderemo le osservazioni dell’Università di Camerino; qual’ora non lo facessimo significherebbe aver speso dei soldi per nulla (10 mila euro, ndr). Ribadiamo: se solo si presentasse il minimo rischio diremmo immediatamente no”.

Innegabile dunque lo stupore (e la stizza) per recenti comportamenti interni alla squadra, di fatto differenti dalle linee guida stipulate dalla maggioranza. Nel consiglio comunale del 16 novembre scorso l’intero centrosinistra (Del Zompo esclusa) aveva intrapreso una posizione precisa “che prevedeva approfondimenti e chiarimenti”. Senza dimenticare che gli stessi Verdi, poco prima di Natale, avevano sottolineato come esponenti di governo dovessero dare risposte “e non gridare al complotto”.

C’è poi il Pdl, risbucato dal nulla: “Il rischio di strumentalizzazione è alto – prosegue la Emili – non mi va che si cavalchi la protesta”. In ogni caso, dal post 14 gennaio il Partito Democratico non dovrebbe uscirne più debole: “Non è una guerra di religione. Tutti sono liberi di agire come credono. Tuttavia questo è un tema che va al di là del programma di mandato; è stato calato su questa città dal Ministero. Non sarà un referendum sull’amministrazione comunale. Ben venga il dibattito, ma non trasformiamolo in battaglia politica pregiudiziale. Non siamo mai scappati dal confronto, il nostro atteggiamento equilibrato e pacato ci andrebbe riconosciuto. Abbiamo intrapreso la strada meno facile e scontata; noi non cavalchiamo l’onda. Farci passare per favorevoli alla centrale è una tecnica per fomentare la piazza”.

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  1. sfrinca scrive:

    Cara Emili, vi andrebbe riconosciuta: l’assoluta mancanza di trasparenza, l’aver taciuto e nascosto tutto l’iter di questo progetto, l’aver detto alcune cose durante la campagna elettorale e il contrario dopo!

  2. guido rossetti scrive:

    Non sarà un referendum sull’amministrazione ma sicuramente un banco di prova per la lungimiranza della classe politica che ci amministra si! Il rischio di strumentalizzazione è alto, certo, ma non si possono ignorare i motivi per cui, una classe politica lungimirante ed attenta dovrebbe essere contraria a questo impianto. L’impianto Eni è li da circa trent’anni, trent’anni fà era aperta campagna. In trent’anni l’agraria è cresciuta, e comparsa l’area peep annunziata, il peep salaria, altre lottizzzioni a nord della salaria, Centobuchi sta venendo incontro a Porto d’Ascoli, è possibile che nessuno dei nostri politici veda in questi dati il futuro dello sviluppo del territorio? tra trent’anni Centobuchi e Porto d’Ascoli saranno unite, le residue attività produttive saranno sparite per far posto a residenze, forse l’area vasta sarà una realtà, i piani regolatori si faranno non più per singolo comune ma per ambiti territoriali omogenei riguardanti diversi comuni, diverse province e anche, come nel nostro caso, diverse regioni. Come si fà a non vedere come strategica l’area ad ovest dell’autostrada sulla direttrice salaria da un punto di vista di futuro sviluppo residenziale, sopprattutto se si sostiene un piano regolatore NON a crescita zero? Non prendiamoci in giro, l’università dirà che il gas non fa male. I politici dicano con chiarezza, se quest’area dovrà rimanere in eterno una discarica, un magazzino, o sarà uno sfogo naturale, una direttrice del futuro sviluppo e della futura crescita della città! uscendo definitivamente dall’ambiguita della megavariante e lasciando in pace le poche residue aree libere all’interno del tessuto urbano già esistente. La scelta è puramente politica, i tecnici non diranno mai che il gas fa male, (lo dice già il presidente della commissione, senza aspettare i risultati tecnici!!!!)

  3. alexc76 scrive:

    In effetti mi sembra una delle pochissime posizioni coerenti e sagge del Pd. I Verdi si sono schierati con l’allarmismo che per un anno esatto (Canducci difendeva la scelta del gas poco prima di Natale dello scorso anno) si sono sempre raccomandati di evitare. Adesso hanno scavalcato le barricate e fiaccolano? Mah…

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