Cosa abbiamo fatto per perdere tutto questo? Pertini e il 31 dicembre 1983
La famosa partita a scopone scientifico tra Bearzot e Pertini, sull'aereo di ritorno dalla Spagna, nel 1982
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Un video del Presidente della Repubblica di allora e le incredibili differenze rispetto alla politica di oggi
per vedere il video di Pertini clicca sulla destra
Era un vecchietto simpatico, quando ero bambino. Venne anche a San Benedetto, sventolai la mia bandierina preparata a scuola, anche se ricordo – si era al porto – che passò velocemente, di corsa in automobile, salutando il pubblico e dirigendosi, credo, verso il Mercato Ittico. Era il Presidente della Repubblica Sandro Pertini e qualche bambino un po’ più sveglio degli altri commentò così quel rapido attraversamento: “Lo sai che a San Benedetto c’è uno dei covi più grandi di Brigate Rosse d’Italia?”.
Facevano paura quelle parole, che le Brigate Rosse fino a qualche tempo prima stavano sempre in televisione.
Ma a sentire il discorso di Sandro Pertini del 31 dicembre 1983, in televisione, viene da disperarsi. Era un poco retorico, aveva ragione Indro Montanelli. Magari faceva tintinnare più il cuore che la mente, non v’è dubbio.
Ma quale coraggio. Quale “onestà e sincerità”, come lui stesso ripeteva nei suoi discorsi.
E che tristezza, a pensare ai 21 anni che ci separano dalla sua morte, così caricaturali.


“Cosa abbiamo fatto per perdere tutto questo!” Ho postato questo video la sera del 31.12.2011 dopo averlo visto sulla bacheca di un amico.Effettivamente le parole che salgono alla mente sono esattamente quelle del titolo. Una differenza di linguaggio con gli attuali politici ABISSALE!!! Forse bisognerà chiedersi cosa NON abbiamo fatto perchè quello SPESSORE MORALE si perpetuasse. Come ho sentito dire da qualcuno non è solo Berlusconi la causa di tanti problemi ma piuttosto la berlusconite che ha infestato l’italia a fare i danni maggiori. O forse Berlusconi era (e é) il frutto della mala pianta che abbiamo trascurato e lasciato crescere indisturbata. Sradicarla ora sarà senz’altro più difficile…….ma volere è potere..
Trovo sconvolgenti,
false, superficiali e inutili le analisi che tendono ad addossare a Berlusconi ogni responsabilità sulle condizioni italiane.
Berlusconi è sceso in campo nel ’94, ovvero circa 18 anni fa. E’ stato al governo per circa 9 anni. Quindi per l’altra metà del tempo, chi ha governato?
Ha forse governato qualcuno, che nel ’94 si augurava di vedere Berlusconi fuori dalla Standa a chiedere l’elemosina (Massimo D’Alema)? Ha forse governato un professore che per tutta la sua vita è rimasto attaccato allo scoglio della pubblica amministrazione come fosse una cozza? Nei 9 anni in cui Berlusconi non ha governato, non è forse stato fatto uno scempio delle partecipate pubbliche? Non sono forse state “regalate” ai compagnetti di sinistra? E riguardo alla sobrietà, non fu forse Prodi ad inventarsi i Consigli dei Ministri alla Reggia di Caserta?
E il linguaggio?
Non confondiamo i concetti espressi da Berlusconi (magistratura politicizzata…OF COURSE!) con le invettive di Di Pietro, della Bindi, di Cofferati (le sue peggiori esternazioni pochi giorni prima dell’assassinio di Marco Biagi).
Signori,
io mi rifiuto di pensare che Berlusconi sia l’origine di tutti i mali. Anzi, l’origine di tutti i mali è un’opposizione che non ha mai preso sul serio i problemi italiani, ovvero quelli di una pubblica amministrazione pachidermica e soffocante, di una giustizia che non funziona, di una pubblica istruzione arcaica e troppo costosa. Di un’opposizione che non ha mai rispettato il responso delle urne, ma ha sempre tentato di delegittimare il governo in carica, con polemiche schiocche e pretestuose.
Adesso tenetevi Monti…che ha già fatto dire a Bersani le stesse cose che Berlusconi dice da almeno 10 mesi (“la Merkel sta sbagliando”).
Ho rivisto e riascoltato con piacere il presidente Pertini! Dopo quasi trent’anni i temi toccati sono ancora attualissimi, e in qualche caso sono peggiorati: palestinesi e istraeliani, spese militari, disarmo, fame nel mondo, giovani e lotta per la libertà e giustizia sociale.
Oggi, sia grazie a Berlusconi che ai suoi oppositori (PDL con e senza L) sembra che il binomio più strapazzato sia proprio quello libertà-giustizia sociale (come dice Pertini, senza giustizia sociale resta solo la libertà di morire di fame).
Svegliamoci, mezzo mondo è in rivolta perché pochi detengono ricchezza e potere e sfruttano ferocemente gli altri, e la mobilità sociale è quasi azzerata dal nepotismo, scambi, e meritocrazia zero. Queste finte democrazie plutocratiche e reazionarie dell’occidente, come diceva uno statista negli anni quaranta, hanno i piedi d’argilla perché pretendono di dare la sovranità alla maggioranza del popolo, ma nella sostanza riescono a dividere e raggirare quelle grandissime maggioranze “oppresse” in modo che votino chi non ha nessuna intenzione di cambiare.
Il gioco solitamente si sfascia quando le condizioni economiche peggiorano e sempre più persone cadono nella povertà e nella rabbia; in Italia forse non siamo così lontani…