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Se l’Italia è malata, il Piceno è moribondo e sempre più tagliato fuori dal mondo

Tagli: viaggiare da Ascoli, ma anche da San Benedetto, è sempre più difficile e c’è la beffa: ad Ancona rimborso chilometrico per il trasporto pubblico di 2.40 euro, qui da noi di 1.70. Nel silenzio della politica locale

di: 11 dicembre 2011 @11:51

Da Riviera Oggi in edicola N. 899

Binari morti. A sentire i problemi che sta attraversando l’Italia mi vien da ridire (o meglio piangere) se penso alla fine che ha fatto la nostra provincia dopo gli accadimenti degli ultimi anni. A parte il Sud che ha problemi radicati negli anni e nomi e cognomi di chi ne ha impedito un minimo di progresso rispetto al resto dell’Italia, credo che uno sviluppo al rovescio che ha caratterizzato il territorio piceno negli ultimi due decenni non ha paragoni.

E’ successo di tutto, a partire dall’assurda divisione della provincia, prima piccola ora due piccolissime e insignificanti. L’ambizione assurda di andare… sulle targhe delle auto da parte dei fermani ha sconvolto e confuso cittadini e istituzioni con il risultato che si è fermato quasi tutto. Siamo diventati talmente piccini che nessuno ci pensa più.

In questo numero di Riviera Oggi trattiamo l’argomento ferrovia perché sono sempre meno i treni che si fermano nel Piceno. La stazione di San Benedetto del Tronto una volta piccolo crocevia del centro Italia, specialmente d’estate e perché collegava la costa ad Ascoli Piceno, sede della provincia, ora si vede dividere le fermate con Porto San Giorgio-Fermo perché quest’ultima vanta diritti simili. Insomma ci siamo fatti male da soli. Colmo dei colmi, dopo meno di un lustro dall’assurda provincia di Fermo, le tanto desiderate province stanno per essere abolite, almeno spero.

Ecco un breve riepilogo di quanto è accaduto nel Piceno e di quanto stava e sta per accadere.

a-Frazionamento della Provincia, che è forse l’origine di tutti i mali;

b-San Benedetto, gioiello turistico del Piceno e delle Marche, presa in considerazione per la realizzazione in zona Sentina di una centrale nucleare, in zona Agraria di una Centrale per il gas con il suo nome accostato a paesi sconosciuti della nostra penisola;

c-nessuna ipotesi di un collegamento serio (per l’autostrada  dobbiamo ringraziare l’Abruzzo) tra il Piceno e la capitale nonostante che in linea d’aria Roma sia vicinissima al nostro mare e alla città di Ascoli. Altrimenti i romani non avrebbero “costruito” la Salaria per venire a prendere il sale da noi. Di una linea ferroviaria neanche a parlarne, che siamo matti!

d-la maggiore distanza dall’aeroporto abruzzese e da quello marchigiano oltre alle difficoltà per raggiungerli. Se qualcuno osa dire: facciamo uno scalo a Monteprandone viene preso per matto

e-sulla statale 16 ci sono due passaggi a livelli, uno è nostro;

f-l’autostrada A14 ha tre corsie da Milano fino all’inizio del territorio piceno

g-fra le pochissime città che non hanno la bretella per evitare la SS 16, una è il tratto piceno

Insomma ultimi siamo e ultimi resteremo. Un posto che, visto l’andazzo, andremo ad occupare anche nel turismo dove 30 anni fa eravamo tra i primi in Italia, ora ancora per poco primi della sola regione Marche, dove si stanno impegnando molto per farci retrocedere regalandoci casse di colmata, centrali, binari morti e altro che ancora non si sa. Per non parlare dei diversi rimborsi chilometrici che all’interno del giornale sono ben specificati.

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I vostri commenti all’articolo (35)

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  1. Tigro_2008 scrive:

    h-l’ospedale diventerà una filiale di quello di Ascoli il quale verrà a sua volta ridimensionato.

    • Marco Di Marco scrive:

      i-non si farà molto probabilmente l’ospedale piceno unificato di vallata su una delle uscite della Ascoli mare,in modo da far prendere velocità all’autoambulanza,con un’eliostazione e con una facoltà universitaria diventando così un’ospedale universitario.

    • Marco Di Marco scrive:

      l-si parla molto di abolizione delle provincie,c’è stato un timido interesse di creare magari la città metropolitana unendo i comuni di SBT-Grottammare-Cupramarittima-Monteprandone-Acquaviva Picena-Ripatransone, avendo una città più grande con un unico sindaco,con una sola giunta risparmiando molti soldi pubblici.

      • Nazzareno Perotti scrive:

        Ti rispondo con una mia convinzione: l’intelligenza consiste nell’anticipare il futuro. Ho l’impressione che nel Piceno lo… stiamo ritardando. Quello che scrive avverrà fra 20 anni ma già sappiamo adesso che è la soluzione migliore.

      • piceno scrive:

        Vedrete con l’abolizione delle Province che macello che ne verrà fuori, con le competenze su strade, assetto idrogeologico, scuole, urbanistica, ecc. assegnate ad Ancona. Con il trasferimento coatto di tanti piceni presso gli uffici della Regione Marche. E senza risparmiare niente di che perchè: 1. i dipendenti non si possono licenziare ma solo trasferire ad altri Enti; 2. il costo dell’apparato politico delle province è ridicolo, il più basso tra gli enti italiani, qualche milione di euro su scala nazionale da quanto rivela uno studio della Bocconi.
        Il problema in Italia è il malgoverno. UN GRAVE PROBLEMA che porta allo sperpero di tantissimi soldi: appalti farsa, sprechi vari, corruzione, incompiute, ecc ecc. Ma questo non si risolve abolendo gli Enti, la DEMOCRAZIA. Il malgoverno continuerà, amplificato, negli Enti che rimangono. Inoltre se prima qualche milioncino di euro le Regioni dovevano assegnarlo alle Province in misura equa e noi piceni ce lo gestivamo per cavoli nostri tra ascoli e san benedetto (la giunta provinciale è composta per metà da rappresentanti della Riviera), ora tutto resterà ad Ancona che lo gestirà come gli pare e piace. E sappiamo bene come: 1. la Giunta Regionale sia stata sempre composta da più rappresentanti di anconetano e pesarese; 2. Ancona non abbia il polso su quello che accade nel Piceno, nonchè l’attenzione ai nostri problemi.
        LE COSE PEGGIORERANNO DI MOLTO. MA TANT’è… LA FURIA DELL’ANTIPOLITICA SI è VOLUTA ABBATTERE SULL’ISTITUZIONE PIù ANTICA D’ITALIA E DAL COSTO PIù RISIBILE IN CONFRONTO A REGIONE E PARLAMENTO.
        Ce la vedo proprio Ancona che spende 150.000 euro per la lirica estiva al porto di San Benedetto, o per il Festival dei Sibillini nell’Entroterra montano, o per i “Gioielli della Terra Picena” ad Ascoli. Ce la vedo Ancona che organizza i bus per portare i turisti del mare piceno a fare una escursione per i paesi delle colline picene. Sono più reali i sogni di Pilates (ferrovia ascoli-roma, frecciarossa a sbt) che queste cose dette da me…

  2. Pilates scrive:

    Concordo con Lei direttore in tutti i sensi,purtroppo veniamo trattati come ultima ruota del carro dalla regione e la provincia pensa un tantino di più ad Ascoli.
    Comunque secondo il mio umile parere la colpa è un po nostra perchè come sambenedettesi non ci facciamo valere,tra l’altro poi tra i nostri cittadini ci sono moltissimi contro l’aeroporto del Piceno, contrari all’idea di una realizzazione e fermata del frecciarossa alta velocità a San Benedetto Del Tronto anche se non rientra ancora nei programmi di trenitalia ma se anche così fosse sarebbe per molti locali eresia,contrari ad una eventuale ferrosalaria anche a livello teorico anche se di difficile realizzazione,contrari al prolungamento della terza corsia fino a San Benedetto Del Tronto o Giulianova o Pescara,per fortuna almeno non sono contrari a dei bus navetta per l’aeroporto di Pescara,soluzione che poi non è stata mai attuata.
    Nella mentalità di molti è che da noi per magia anzi per maleficio direi è tutto impossibile,extraterrestre,osare troppo eretico.
    Viviamo nel passato,di vecchie glorie e pensare che tanti anni fa Rimini era dietro SBT per sviluppo e tutto,ma poi per volontà sono riusciti a superarci utilizzando anche magari risorse migliori delle nostre,ma noi al posto di migliorare quando le risorse le avevamo abbiamo preferito fermarci.
    Non abbiamo mai sviluppato un’architettura adatta ai diversamente abili,tranne i concessionari di spiaggia che si sono impegnati seriamente in questa direzione e qualcun’altro,prendiamo in considerazione la stazione FS di SBT dove è accessibile si il 4°binario ma solo dall’esterno e non dai binari 1,2 e 3.
    Gli autobus della Start che non hanno la pedana comandata elettronicamente per far salire le carrozzine,etc…
    L’architettura per i diversamente abili va vista oltre che ad un dovere di civiltà etico e morale utile non solo a loro ma anche alle mamme con le carrozzine,gli anziani ed i temporaneamente invalidi anche come vero proprio marketing per attirare turisti da tutta Europa,questo garantito dai miei amici diversamente abili.
    Mai creato un bus navetta per l’aeroporto di Pescara che collegherebbe SBT all’Europa, da pochi anni ci sono tre bus navetta da Ascoli Piceno passando per SBT per l’aeroporto di Ancona ed una stazione dei treni adiacente allìaeroporto stesso (Castelferretti) dove però da SBT occorre fare dei cambi per Ancona o Chiaravalle,nonostante un treno mattutino SBT-Jesi fa tutte le fermate intermedie tranne proprio quella, al ritorno sì.
    Quando il turismo estivo sambenedettese scoppiava di turisti principalmente tedeschi ed austriaci, quando c’erano più spazi liberi all’interno della vallata per costruire,quando era in vita il grande Costantino Rozzi,tante fabbriche ed il boom economico si parlava di costruire l’aeroporto del Piceno,si sarebbe potuto costruire uno con 3 km di pista come tutti gli standard degli aeroporti,creando ulteriori posti di lavoro,adesso a breve sarà ultimata l’aviopista di Monteprandone con 1.499 m, adatta per aerei che possono trasportare pochissimi passeggeri,potrebbe servire per turisti con voli charter organizzati dalle varie agenzie di viaggio europee,ma questa idea non rientra neanche lontanamente nei progetti della società aeroportuale.
    Come detto da molti il prolungamento dell’A 14 fino a SBT non serve basta Porto Sant’Elpidio al mare,la quale d’estate fa molti più turisti di SBT ed è ovviamente d’inverno più abitata di SBT,si nega l’evidenza dell’imbottigliamento e delle innumerevoli gallerie verso SBT, tra l’altro con la soppressione di molti treni,senza aeroporti o scomodi da raggiungere,favorendo ancora di più il trasporto su gomma lascio immaginare le uscite fino a SBT…
    Avevamo qualche collegamento con la ex-Jugoslavia prima che ci fosse la guerra nei balcani, dopodichè da Ancona fino ad Ortona,quindi tutti i porti compresi quello di Giulianova avevano il collegamento navale con la Croazia,soltanto San Benedetto Del Tronto no, l’idea di eventuali aerei idrovolanti per collegare SBT con la Croazia,Montenegro,isole Tremiti,isole Greche ovviamente è fantascienza,ma pare che il porto di Giulianova sia interessata a questo progetto con finanziamenti da parte della comunità europea.
    Mi auguro che sia vera la storia di ricreare almeno un collegamento navale con la Croazia,con la realizzazione del porto turistico e del terzo braccio…
    Il Palariviera è stato un ottimo progetto futuristico,ma tardava nella sua realizzazione,Rimini nel frattempo di convegni e strutture simili ne realizzava diverse…
    Non abbiamo mai creato un quartiere fieristico nella vallata del Piceno,adesso che ci sono molte fabbriche chiuse e fallite, si potrebbe fare un pensiero.
    Le splendide terme di Acquasanta hanno strutture vecchie ed obsolete,mentre nella piccola Carramanico terme dietro Pescara all’interno hanno creato una SPA tra le più moderne d’Italia,anche lì abbiamo perso l’occasione di creare un turismo aperto tutto l’anno creando anche posti di lavoro sul luogo e l’indotto.
    Non sfruttiamo l’idea di un turismo invernale per i stranieri che vengono dal Nordeuropa a “svernare” da noi perchè da loro l’inverno è rigido,ci sono pensionati che comprano casolari e appartamenti in tutto il Piceno, nessuno a cui venga in mente di creare un rapporto immobiliare all’estero cercando di vendere i nostri immobili,neanche sotto forma di multiproprietà,comunque è vero senza automobile ovvero trasporto su gomma,come fanno questi turisti a venire da noi?
    Ci sarebbe da scrivere all’infinito,forse però ad alcune persone,spero a molte di no,il nostro bellissimo Piceno piace proprio così, retrogrado,sottosviluppato,rassegnato,preso in giro da Ancona dipendente da loro come se fosse un futuro messia, aspettando il benestare di Ascoli Piceno rimasta nel suo splendido isolamento medioevale,a SBT nulla si può fare e nulla si può cambiare e tutto assurdo,costoso,extraterrestre e fantascientifico…Se siamo contenti così…

    • Nazzareno Perotti scrive:

      La mia paura maggiore è quel “Ci sarebbe da scrivere all’infinito“, per favore cerchiamo di essere più sintetici.

      • Marco Di Marco scrive:

        Intendo dire,che purtroppo di idee per far sviluppare il Piceno ce ne sono tante,anche alcune basilari,visto che non si è fatto nulla per migliorare la nostra provincia,soli timidi tentativi (Palariviera).
        Ho elencato alcune soltanto,per non dilungarmi molto,ma penso che quello che ho scritto,sono soltanto le basi, poi il resto che propongono gli altri oppure anche io possono essere delle idee di miglioramento,che pian piano si possono sviluppare anche in maniera più semplice e serena,ma se non abbiamo neanche le comunicazioni per raggiungere facilmente il Piceno,salvo l’acquisto di un’automobile privata…

    • piceno scrive:

      Più che vivere nel passato fatto di vecchie glorie, tu vivi nella fantascienza. Sei tornato a scrivere la solite lunghissima lista dei sogni senza renderti conto di quella che è la realtà. E spero che questa volta il Direttore non ti venga dietro.
      Il problema di San Benedetto, di Ascoli, del Piceno… è proprio questo. Che si continua a fantasticare su cose irreali, che non si sono fatte negli anni del boom e non si faranno ASSOLUTAMENTE da qui ai prossimi decenni visto che ci attende, checchè ne dicano politici e giornali, un lungo periodo di recessione e forse miseria. Senza dimenticare, ma qui il discorso sarebbe lungo, lo spettro di una possibilissima terza guerra mondiale nel 2012/13.
      Quindi dicevo… si perde tempo ad andare dietro ai sogni e intanto si perde anche quel poco che abbiamo. Perchè il signor pilates, che parla di linea alta velocità e treni freccia rossa da far passare a san benedetto, forse non si rende conto che: 1. Lo scorso anno hanno tagliato una decina di fermate di ES e IC; 2. Quest’anno, da ieri precisamente, hanno tagliato TUTTE le fermate di IC ed ES alla stazione di San Benedetto che è stata cancellata dal sito di Trenitalia. Per raggiungere Milano o il Sud bisogna andare o ad Ancona o a Pescara.
      Sarà forse il caso di concentrare tutte le forze per riottenere quel poco che avevamo, oppure vogliamo continuare a sognare ad occhi aperti? Freccia rossa a san benedetto, ferrovia ascoli-roma, aeroporto, crociere, poli fieristici, ecc ecc.? Forse non sarà sufficiente la rivolta per riavere qualche fermata di un IC/ES a San Benedetto… e tu stai ancora a pensare a cose fantascientifiche che forse si potevano realizzare solo negli anni 90, nel periodo della vacche grasse, nel periodo dove c’era il magna magna, dove ci si indebitava senza problemi.
      Ora la pacchia è finita. Altrochè ferrovie, aeroporti e poli fieristici. Quello che ha da venì…

      • Nazzareno Perotti scrive:

        E’ proprio vero “Il cassetto dei sogni è pieno di incubi”. Mi scusi ma mi piacerebbe capire se lei è in qualche modo direttamente colpevole della situazione attuale. Il suo anonimato resta un grave handicap. Pilates è Marco Di Marco. E non mi dica che non è stato mai in politica senza dimostrarlo. Glielo dico senza malizia o cattiveria ma perché ritengo che l’anonimato sia un suo grande punto debole.

        • piceno scrive:

          Direttore ma allora ti s’è incantato il disco. Ad ogni mio messaggio rispondi con la solita storiella dell’anonimato. Siamo su internet Direttore, io sono liberissimo di usare un nickname… e il fatto di usare un nickname, checchè ne pensi lei, non è un punto debole, non rende deboli le mie parole.
          Glielo ripeto, poi se ci vuole credere bene, altrimenti vivo bene lo stesso: non sono un politico, non sono mai stato in politica e non ho alcun parente che ha fatto politica. Sono un libero cittadino, informato, nonchè studente universitario. Potrei benissimo essere suo figlio. Quando in futuro mi verrà voglia di venirla a trovare (perchè io se le cose le faccio, le faccio per bene, non sto qui a dirle un nome e cognome che può benissimo essere fasullo), sarà costretto a fare mea culpa.

          • Nazzareno Perotti scrive:

            Farò ben volentieri il “mea culpa” perché, al di là di alcune nostre divergenze, lei è un commentatore utile e criticamente costruttivo per la comunità picena. Ho detto soltanto che l’anonimato le toglie qualcosa. Se ci fa una sorpresa alla cena dei commentatori ci farebbe felici. La vedo bene tra i premiati anche se a stabilire i premi saranno soltanto i partecipanti all’incontro conviviale she si terrà presso il ristorante “Nonna Peppa”.

      • alessandro84 scrive:

        Caro Piceno, il problema non è riavere gli IC o Eurostar che si fermano a San Benedetto: se Trenitalia vuole adottare un modello Hub&Spoke va benissimo ma che lo sia per davvero con collegamenti ogni 15 Minuti con Pescara ed Ancona e che dopo i Treni non si Fermino a Riccione-Rimini Miramare-Rimini-Rimini Fiera!!!!!
        Altrimenti è soltanto una grossa presa in giro!!!!! Vogliamo il modello Hub&Spoke? Un Eurostar che parte da Bari dovrebbe fermarsi solo a Pescara-Ancona-Bologna e Milano delegando l’organizzazione del trasporto locale alle regioni. Ma capisci che in caso di gravi asimmetrie come quella della Romagna è normale che il cittadino voglia che l’Eurostar si fermi pure a Porto d’Ascoli.

        • piceno scrive:

          Perfettamente d’accordo con te alessandro. Vogliono far diventare Pescara e Ancona degli hub? Facciano pure. Però devono assicurarci collegamenti veloci e frequenti con queste stazioni e soprattutto piantarla con i ritardi che fanno perdere le coincidenze. Inoltre, come hai detto tu, la legge deve essere uguale per tutti. Se non ferma a SBT, non deve fermare neanche a Riccione, Faenza, Cesena, ecc.

      • Marco Di Marco scrive:

        Perfetto sig.Piceno,proprio perchè le vacche grasse sono finite e viviamo tempi difficili bisogna avere coraggio di fare qualcosa, l’aeroporto verrà fatto,se vuole si può recare lì a parlare con i dirigenti, almeno che non abbiano scopi secondari, a me non sembra fantascienza, se si reca lì vede esposto anche il progetto e i camion che asfalteranno la pista,solo la destinazione non è quella che mi auspico io.
        Purtroppo lo so che trenitalia fa le cose difficilissime e noi possiamo fare ben poco,ha ragione,ma almeno farci sentire, il mondo va avanti,il Giappone,la Francia,la Germania,la Spagna hanno l’alta velocità un po ovunque noi iniziamo,se come dice lei sig.Piceno è meglio togliere tutti gli aeroporti e lasciare solo quello di Roma Fiumicino, rompiamo le autostrade e muoviamoci a piedi per l’Italia intera e il mondo va avanti…
        Ancona ci ride ancora più addosso…
        Mi domando realmente se lei ha a cuore il bene del Piceno…

  3. La sua analisi e’ impietosa, ma drammatica e reale come solo chi vive giornalmente il territorio puo’ capire.
    Sarebbe comodo prendersela con chi ci ha preceduto e con chi oggi continua a governare il territorio, dobbiamo, pero’, fare un salto culturale e fermo restando le responsabilita’ precedenti provare a parlare di presente e futuro e non piu’ di passato. Dobbiamo, pero’, capire cosa vogliamo perche’ in tempi di vacche magre (o non tanto grasse come prima) si impongono delle scelte.

    - Capisco che la limitazione dei collegamenti ferroviari ci penalizzi, ma sono anni che ci rincorriamo dietro questa storia senza capire che taglio dopo taglio arriveremo al risultato che potevamo aver deciso anni fa con la differenza di risparmiare ed organizzarci per tempo. Il risultato sara’ che prima o poi saranno chiuse le stazioni non strategiche e rimarranno operativi solo i tragitti profittevoli (chiedere alla nuova societa’ privata Montezemolo-DellaValle se pensano di fare sosta nei piccoli comuni). Potremo ribellarci ed incatenarci ma quello succedera’. Da anni invece avremmo dovuto trovare un patto di razionalizzazione delle tratte, nel quale il nostro territorio lasciava qualcosa (piccole stazioni, fermate dei regionali dove sale e scende una persona) e otteneva la garanzia di alcuni collegamenti strategici verso Ancona-Bologna-Milano. Questo si puo’ ancora fare, ma dobbiamo decidere di entrare nel futuro e cambiare la mentalita’ 800tesca che ci guida. Non sara’ possibile che per meri obiettivi politici di borgata qualcuno alzi le barricate. Un po’ come le pensioni, se avessimo fatto 20 anni fa quello che oggi siamo costretti a fare magari la mia generazione avrebbe avuto una speranza di avere una pensione. Grazie invece alla mancanza di visione del futuro i 20-30 enni di oggi sanno che moriranno lavorando alla faccia di alcuni nostri genitori babypensionati che con 10 anni di lavoro se la sono spassata tutta la vita.

    - Parliamo sempre di abolire le Provincie, poi pero’ quando le fanno a noi (qualcuno propose anche una provincia autonoma a San Benedetto) organizziamo giorni e giorni di festa (vedere Fermo). A Grottammare, non me ne abbiano a male i cugini, abbiamo assistito a manifestazioni e cerimonie per il titolo di -Citta’-. Io ho a cuore il mio territorio e ritengo che una citta’ ormai comune San Benedetto-Grottammare dovrebbe avere un’unica amministrazione.

    - Sosteniamo ancora carrozzoni come il Consorzio Turistico Riviera delle Palme, ma non siamo in grado di fare pubblicita’ negli aeroporti a noi piu’ vicini ed in quelli collegati con Falconara e Pescara, e noi, la citta’ dei 100 alberghi e delle Associazioni di Albergatori (perche’ una non basta mai) non siamo riusciti a fare dei collegamenti espressi per questi aeroporti almeno da aprile ad ottobre. Firmo domani per eliminare il consorzio e lavorare a titolo gratuito a questo progetto investendo la somma che il consorzio ci costa annualmente per le attivita’ di promozione e marketing reali.

    - Sento in giro parlare molta gente dei vitalizi dei parlamentari, nessuno si scandalizza del fatto che la Regione Marche (1.500.000 abitanti in tutto, mezza Milano o un terzo di Roma per capirci) paga annualmente 4 MILIONI di Euro per pensioni ad EX Consiglieri-Assesori Regionali e che ad oggi ne beneficiano anche vedovi e vedove o addirittura figli (un caso all’attivo). Firmo domani mattina per eliminare questo incredibile scempio, unitamente ai tanti CORECOM in essere e per dare il via al solo progetto che darebbe respiro e salute alla nostra citta’: la bretella Collinare. Si parla tanto della centrale del GAS all’agraria, ma noi una centrale del GAS (quella si tossica ed infruttifera per le nostre casse) la viviamo quotidianamente nel pieno centro della nostra citta’, sulla SS16 che come paradosso tragi-comico ha come epicentro l’OSPEDALE CIVILE.

    C’e’ tanto da fare, dobbiamo rimboccarci le maniche, ma con una visione di quello che questo territorio vuole essere da qui a 20 anni, senza insignificanti e costosissime Universita’ di quartiere, senza scomodare Architetti internazionali per abbattere due tribune, allargare il percorso stradale e rifare un campo decente per le nostre attivita’ sportive ed i nostri giovani.
    Io ci sto e per questo voglio lottare, se poi qualcuno preferisce inaugurare la stazione ferroviaria di Offida va bene tutto, ma non ci lamentiamo.

    • Nazzareno Perotti scrive:

      Caro Giuseppe ti do una risposta che può apparire strana. Senza entrare nei particolari, questo tuo commento fa mordere le mani a chi non ti ha votato e non ti ha permesso di entrare in consiglio comunale. Avresti però, una volta eletto, detto le stesse cose o è la rabbia che ti ha “aguzzato” l’ingegno? Sei consapevole che dicendo le stesse cose non avresti dovuto lottare contro quasi l’intero consiglio comunale, visto che i tagli che vorresti, penalizzerebbero molti dei tuoi colleghi e avversari politici? Non lo so. Comunque complimenti. A questo punto solo una rivoluzione culturale (il tuo scritto lo è) può cambiare l’Italia e il mondo e può nascere solo da voi giovani. Provateci mettendo da parte gli interessi personali e puntando solo a quelli della comunità. Dimenticavo: baby pensionati che se la sono spassata tutta la vita non li conosco, nè credo che i tagli alle pensioni sarebbero stati risolutivi per il futuro dei giovani. Non è così, altre sono le cose ci hanno portato a questo punto.

      • alessandro84 scrive:

        Direttore, ma è convinto che chi non ha votato Giuseppe si stia mordendo le mani? Purtroppo Giuseppe non è stato eletto perchè non era alla presidenza di una partecipata del comune o di qualche consorzio. Inoltre, sebbene le sue argomentazioni siano sacrosante, non credo siano riuscite ad arrivare al cuore dei cittadini per il motivo che le spiego di seguito e le assicuro che non è un problema di informazione! La nostra città sta sperimentando il “dilemma del prigioniero” (Tucker ’50). Una situazione in cui la città non vive una configurazione ottimale in quanto coloro che attuano scelte (si presuppone razionali) operano in maniera individualistica ricercando la miglior situazione personale divergendo così dalla situazione di ottimo dell’intero sistema.
        Esempio: ipotizziamo che la cittadinanza, composta da 800 persone, è chiamata a scegliere tra due candidati per risollevare la questione dell’occupazione locale che vede circa 600 disoccupati (situazione estrema!!!), il primo propone: se sarò eletto attuerà un piano per creare 500 nuovi posti di lavoro per i 500 cittadini più meritevoli; il secondo, invece, gira tra i suoi amici disoccupati promettendo di trovare un lavoro in qualche modo, a conti fatti il secondo candidato ha promesso solo 401 posti di lavoro ma già assegnati a singoli individui e 401 è un numero che garantisce automaticamente la vittoria. Sebbene la scelta del primo ha un impatto migliore sul sistema in generale (500>401) non risulta essere la strategia migliore per quei 401 che, avendo una promessa sicura di lavoro e potendo determinare la vittoria o la sconfitta di un candidato, non vogliono correre il rischio di rimanere senza lavoro. Come vede il problema non è di informazione (o asimmetria informativa) il problema è che per come è strutturata la competizione non c’è una via di scampo razionale. I cittadino non sanno eleggere la miglior classe dirigente a disposizione perchè non vogliono eleggerla! Eleggono chi fa comodo!

        • Nazzareno Perotti scrive:

          In pratica dici che il male prevale nell’uomo più del bene. Può essere anzi lo è ma il problema è anche culturale. Per esempio il tuo commento che, apparentemente, ti rende una persona che si è arresa, diventa molto utile per chi legge. In particolar modo per chi ha ricevuto promesse non mantenute e ancor più per chi ancora non ha vissuto una situazione simile e, nelle tue parole, ha trovato un avviso importante per non cadere nel tranello. Ma quanto ho appena scritto non è il vero motivo di questa mia replica. Il vero motivo è che io e te, con questo scambio di opinioni, abbiamo fatto informazione vera e molto utile. Per cui sbagli quando scrivi: “le assicuro che non è un problema di informazione!“, perché questi discorsi li fanno con grande determinazione e frequenza soltanto Rivieraoggi.it o Picenooggi.it, cioè noi. Giornali che, seppur molto letti, stentano ad incidere sulla necessità di una svolta culturale. Se altri organi di informazione facessero la stessa cosa non credi che si arriverebbe alla soluzione del problema in molto meno tempo? Io credo di sì. In Inghilterra, per esempio, l’informazione è libera e gli effetti si vedono. In Italia, invece, quasi tutti i giornali, non solo non evidenziano il problema da te esposto ma si comportano come quegli elettori che votano per convenienza. Mi pare che un proverbio recita così: “attaccano l’asino dove vuole il padrone”.

          • alessandro84 scrive:

            Direttore non è un discorso di bene o male, la situazione che le ho esposto è un enigma anche per molti “scienziati” che studiano di conciliare la razionalità del singolo individuo (che per sua natura tenderà sempre a fare del bene per se stesso) e l’efficienza dell’intero sistema.
            Non mi definirei una persona arresa, altrimenti non commenterei nemmeno. Scrivo proprio perchè capire se c’è l’opportunità di fare qualcosa ed quale sia il modo migliore. Sul suo giornale questi almeno si affrontano ma quanto rimane alla gente dei commenti pubblicati?
            Per quanto riguarda l’Inghilterra, lì si fa libera informazione e di qualità perchè è il cittadino a pretenderla ed è disposto a pagare per averla, i cittadini sono più responsabili e più coscienti del loro ruolo. In Italia il watch-dog (come chiamano la stampa nel mondo anglosassone) non esiste perchè avere padrini e padroni paga molto di più….. Il problema è che anche la cittadinanza va alla ricerca di padrini e padroni perchè non ha fiducia nel sistema!

          • Nazzareno Perotti scrive:

            CAro Alessandro un po’ ti contraddici quando, prima ritiene che l’aspetto “che per sua natura tenderà sempre a fare del bene per se stesso” sia un enigma poi che in Inghilterra sono i cittadini a pretendere un’informazione libera e di qualità. In pratica con la parte “inglese” hai risolto l’enigma. Perché la stessa cosa non accade anche in Italia? Per un problema culturale che è quello sul quale ho affondato i colpi nella mia replica precedente. I cittadini da soli non ci riescono, bisogna aiutarli. E chi, se non gli organi di informazione. Cioè quello che abbiamo fatto io e te in questo botta e risposta. A proposito di resa la frase “quanto rimane alla gente dei commenti pubblicati?” ne è un segnale evidente. La mia risposta è che rimane molto e che i frutti non possono arrivare improvvisamente, magari alle prossime elezioni ne sapremo di più. La cosa che più mi infastidisce, purtroppo, è che come replicavo prima il peso della necessità di un cambio culturale è tutto sulle nostre spalle. Tu lo hai speigato con il fatto che i cittadini italiani stanno bene così e non chiedono un’informazione indipendente e i giornali si adeguano. Come ti spieghi allora che, per esempio da noi, testate nazionali stanno diminuendo gli investimenti per le pagine locali? Che dai 10 ai 15 mila lettori ci seguono giornalmente? A San Benedetto si dice: “daie,daie la cipolle diventa aie“.

          • alessandro84 scrive:

            I circoli virtuosi come i circoli viziosi si stabiliscono in funzione del contesto di regole che ha un dato sistema. Nel mondo anglosassone c’è un sistema di regole atto a creare sistemi virtuosi, in Italia c’è un sistema di regole atto a creare sistemi viziosi. E in un sistema vizioso è difficile cambiare qualcosa perchè chi ha il potere di farlo o non è capace o non ha intenzione di cambiare. A tal proposito potrei rimandare alla lettura di un interessantissimo saggio (“Regole” di Abravanel-D’Agnese del 2010). Paradossalmente la crisi che stiamo vivendo può proprio essere l’opportunità per rompere il circolo vizioso, ma ancora è presto…. i cittadini stanno ancora troppo bene per accorgersi della necessità di cambiamento.

          • first scrive:

            Gli individui perseguono il soddisfacimento dei loro bisogni, ma la cosa spesso e volentieri si può ottenere migliorando il contesto sociale in cui si vive fino a renderlo più civile, ordinato, equo e solidale piuttosto che beneficiando di qualche fregatura rifilata al prossimo: questo non si è capito ancora bene, per il retaggio di una certa sottocultura italiana da film di Alberto Sordi, ma si capirà nel giro di poco come si è capito da decenni in altri paesi europei.

            Certo che il voto andrebbe pesato in modo da premiare il voto consapevole (in un precedente commento sulla cena dei commentatori avevo proposto provocatoriamente un quiz a cui l’elettore deve rispondere per avere il voto valido); gli esiti elettorarli solitamente riflettono una caccia spegiudicata al voto di scambio, che è un fenomeno assolutamente da contrastare… Certo che occorre offrire delle alternative che aggregano validamente temi caldi, valide, chiare e trasparenti agli elettori, altrimenti c’è poco da lamentarsi di come votano.

            Per tornare al Piceno, il ritardo in infrastrutture è clamoroso, e occorre muoversi in tutte le direzioni per ottenere finanziamenti e avviare lavori in modo da ridurre il gap con altri territori, e da dare sollievo per alcuni anni ai problemi occupazionali della nostra zona.

          • Nazzareno Perotti scrive:

            la cosa spesso e volentieri si può ottenere migliorando il contesto sociale in cui si vive fino a renderlo più civile, ordinato, equo e solidale piuttosto che beneficiando di qualche fregatura rifilata al prossimo“: perfetto. “un quiz a cui l’elettore deve rispondere per avere il voto valido“: riperfetto. “Certo che occorre offrire delle alternative che aggregano validamente“: triperfetto.

      • La ringrazio per l’attestato di stima.
        Alla sua prima domanda non posso certo rispondere io, ma sarebbe da girare il quesito a quegli amici che ho avuto modo di incontrare nelle settimane precedenti la campagna elettorale con delle cene-discussioni che ho organizzato a casa mia. Le risponderebbero che i temi erano proprio questi e che la mia linea a costo di essere un po’ noioso per i miei coetanei e’ sempre stata questa: non chiedere maggiori risorse ma capire come spendere al meglio quelle di cui si dispone, facendo tagli ai rami secchi e di sola immagine e rafforzando alcune anche fossero poche iniziative concrete.

        Alla seconda, invece, posso rispondere direttamente. La mia linea e’ sempre stata coerente e penso che il risultato elettorale mi abbia premiato. Non dimentichiamo che non sono stato eletto per 18 voti (i voti conseguiti sono stati 211 e ci conterei anche diversi voti nulli) e che se fossi stato in un altra lista della mia coalizione o nella coalizione vincente sarei stato eletto senza problemi. Dunque, dicevo, un ottimo risultato di cui vado fiero e non sono per nulla arrabiato (come mi chiedeva). Sempre dicendo quello che pensavo e sostenendo che il PDL o centrodestra piu’ in genere deve essere lo schieramento della meritocrazia, della trasparenza, delle scelte future e non solo elettorali, della produttivita’ e della libera impresa e non delle clientele e dell’assistenzialismo. Non ho mai lesinato critiche ai miei avversari ed anche al mio interno e forse proprio per questo ad un certo punto qualcuno ha avuto quasi il timore di appoggiarmi ed ancora oggi non si espone pur sapendo che la mia e’ la ricetta giusta per colmare il divario organizzativo e comunicativo che ci fa perdere in questo territorio molte battaglie. Ritengo cmq che la vera delusione sia stata non far arrivare il messaggio di cambiamento possibile a quei 17.000 (non lo dimentichi mai nessuno) che non sono andati a votare al secondo turno. Pur avendo fatto, a mio parere, una bellissima campagna elettorale non sono riuscito a coinvolgere tanti delusi e soprattutto, il mio rammarico piu’ grande, tanti miei coetanei che ritengono che le decisioni o le questioni politiche siano affari di altri, cose troppo distanti e complicate.

        Un noto esponente politico locale (confermo quanto detto da Alessandro) qualche mese prima delle elezioni mi disse che per essere eletto mi mancava visibilita’ e che avrei dovuto prima avere qualche incarico politico in qualche societa’ partecipata. Come avrei potuto cedere a questo giochetto e poi presentarmi ai miei amici e conoscenti, i miei primi elettori, chiedendogli di appoggiarmi in questa battaglia difficile? Se come dice qualcuno la politica e’ fatta solo per i figli di……. allora non e’ cosa per me, ma siccome continuo ad incotrare tanta gente onesta e per bene che magari per tanti motivi non ha coraggio o tempo e possibilita’ di esporsi in prima persona allora ritengo che ci sia una valida ragione di continuare ad impegnarmi con tutta l’indipendenza che i miei valori e la mia formazione mi impongono. La stessa cosa sto facendo in vista del congresso provinciale del PDL (venerdi’ partecipero’ ad un incontro a cupra, dopo quelli di San Benedetto e Grottammare). Sentire la gente e le storie delle famiglie normali, della gente per bene non puo’ che giovare a chi vorrebbe poi portare queste istanze dove si prendono le decisioni.

        Sono stato lungo, ma tanto le dovevo e non dubiti mai della mia coerenza e della mia caparbieta’. Chi mi sta vicino dice che non potrebbe essere altrimenti essendo Ariete.

        Ps: anche fossi stato eletto consigliere comunale questa buffonata del pass per i parcheggi me la sarei risparmiata, non per mia moglie, ma anche per me. Se passa il concetto che il consigliere comunale puo’ avere il pass allora come facciamo a ridurre autoblu per i parlamentari, vitalizi per i consiglieri regionali e poltrone e poltroncine nelle societa’ partecipate?

        • Nazzareno Perotti scrive:

          Mai dubitato della tua coerenza. Essere Ariete non vuol dire nulla anche se io stesso mi “vanto” di essere Leone. “la politica e’ fatta solo per i figli di……. allora non e’ cosa per me“, scrivi. Per ora è così più per colpa degli elettori che degli eletti, per i motivi che “Alessandro84″ indica spesso negli ultimi tempi. L’unico mio appunto nella mia precedente replica riguardava il concetto che “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare” e per questo stesso motivo era meglio che evitavi il PS. Durante la cena dei commentatori mi auguro che esca qualcosa di buono in questo senso. Grazie.

  4. francesca80 scrive:

    Direttore, quasi completamente d’accordo, ma non mi dica che gli aeroporti di Pescara e di Ancona sono lontani: Per raggiungere l’aeroporto di Pescara si impiegano (fonte google maps) più o meno 40 minuti esattamente lo stesso tempo che impiegano i romani (almeno quelli che abitano al centro)per raggiungere l’aeroporto di Roma (fiumicino). Buon Lavoro, Francesca

  5. gabrielericci scrive:

    è dura è? siamo un po come l autostrada salerno reggio calabria….quell autostrada deve piacere cosi,probabilmente anche il nostro territorio deve piacere cosi! firiulli firiulaa ma a noi che ce frega? ciabbiamo la movida d estate, la samb, lu pesce, e lu cile piu terchi!! possiamo noi preoccuparci di queste quisquilie direttore? direi bazzecole, anzi pinzillacchere! ciao a tutti, naturalmente scherzo sul serio.

  6. Gundam scrive:

    Direttore, ma se chiedessimo a Gaspari – lei in 20 anni di rappresentanza/governo della città, cos’ha fatto per renderla più bella, funzionale e attraente – che risposta otterremmo?

    E’ stupefacente che proprio Gaspari sia stato l’oppositore a quanto di buono s’è fatto in città negli ultimi 10 anni (riqualificazione del lungomare, cessione del palariviera…).

    Preferisco non commentare il disappunto, altrimenti mi metto a piangere.

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