I tagli diventano realtà. Dal 2012 servizi Start ridotti del 10%
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19 maggio, 10:10
L’annuncio arriva dall’assessore Luca Spadoni, reduce da una riunione in Ancona (presenti anche Celani e Castelli): “Se lo Stato taglia, la Regione a sua volta taglia”. A San Benedetto le percorrenze annuali scenderebbero da 450 mila a 405 mila chilometri
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Mazzata confermata per San Benedetto: dal 1° gennaio 2012 la sforbiciata del 10% sui servizi della Start ridurrà le percorrenze dei bus urbane ed extraurbane.
L’ufficialità è arrivata mercoledì mattina, quando l’assessore alla Viabilità, Luca Spadoni, si è recato ad Ancona per partecipare ad una riunione col dirigente regionale dei trasporti, Sergio Strali.
Tra i presenti anche i responsabili della Start, Ado Paolini e Alessandro Antonini, il presidente della Provincia, Piero Celani, il sindaco di Ascoli, Guido Castelli, e il vice-comandante della Polizia Municipale, Giuseppe Coccia.
“Se lo Stato taglia, la Regione a sua volta taglia“, commenta Spadoni: “E’ una reazione a catena, brutale. Ci hanno chiesto di eliminare le sovrapposizioni tra trasporto ferroviario e quello dei pullman, per evitare che molte corse risultino vuote. Decideremo con l’azienda come comportarci, cosa certa è che non sono a rischio posti di lavoro”.
Una sorta di razionalizzazione di cui la città avrebbe fatto volentieri a meno, considerate le grane che parallelamente riguardano le ferrovie, con la scomparsa dal prossimo 10 dicembre di un Ancona-San Benedetto, di un Pesaro-San Benedetto, ma soprattutto di quattro corse sulla tratta Ascoli-San Benedetto.
Prosegue Spadoni: “Rimane la contraddizione e l’ho fatto presente. Ci si chiede di ridurre drasticamente le Pm10 e poi si annullano le possibilità alternative di movimento. Resto assolutamente contrario alla decisione, tuttavia la situazione è questa”.
A San Benedetto, alla luce di tale ipotesi, le percorrenze annuali attuali pari a 450 mila chilometri scenderebbero a 405 e i corrispettivi attuali pari a 750 mila euro crollerebbero a 675 mila. L’intero territorio Piceno rischierebbe di subire una riduzione annua di oltre 630 mila chilometri, equivalente ad una riduzione economica di 900 mila euro.
