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Deposito di gas in zona Agraria come risorsa al posto del turismo?

Particolari di un impiantoParticolari di un impianto

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Tra le tante domande che si pongono in questi giorni tantissimi cittadini rivieraschi io aggiungerei anche questa perché, sicuramente, l’introito economico che ne deriva sarà “annullato” dalla perdita o dalla mancata crescita in chiave turistica

di: 24 novembre 2011 @16:31

Gas. L’argomento sul deposito di gas sotto i nostri piedi (la nostra sede è proprio lì) diventa sempre più ricco di opinioni. Giusto così perché è, in ogni caso, un problema, anche se la sua entità è diversa a seconda dei punti di vista, seppur tutti legittimi. Su una cosa però credo siano d’accordo: “prima di tutto la salute”.

Dice l’assessore regionale, l’acquavivano Donati, “Lo stoccagio di gas è sicuro”. E ci mancherebbe altro che si mettesse un impianto del genere sotto le abitazioni e non venissero rispettati tutti i canoni riguardanti la sicurezza. Per cui credo che il problema sia un altro. Senza andare a scomodare grandi tragedie come la centrale nucleare di Černobyl’ in Ucraina, quella giapponese e quella della ThyssenKrupp a Torino, vi pare che, quando sono state costruite,  e giornalmente, i canoni di sicurezza non erano e non venivano rispettati.

Sicuramente sì ma due errori umani ed uno in seguito a calamità naturali (Giappone) hanno provocato disastri e tantissimi morti. Sarebbero stati molti di meno se, nelle vicinanze, ci fossero state meno persone possibili, a parte l’incidente di Torino che non c’entra nulla in quello che sto dicendo ma che è scaturito da mancati controlli che sono comunque addebitabili all’uomo e quindi imprevedibili a priori.

Vengo a noi: anche per lo stoccaggio di gas nel quartiere Agraria, nonostante tutte le norme di sicurezza siano rispettate, un incidente può sempre accadere per uno dei motivi che ho sopra esposto. Il secondo aspetto è prevalentemente psicologico quindi non quantificabile. Rischio infinitivamente piccolo che devono sopportare i residenti (in Italia ci sono zone soggette a terremoto ed altre meno e nessuno se ne va per questo motivo dalle zone più a rischio) che lì debbono stare con il vantaggio (mi auguro che sia trasparente ed utile) che la città riceverà un compenso economico pro cittadini (almeno me lo auguro!)

Chi, invece, può scegliere se venire a San Benedetto in vacanza o no, l’aspetto psicologico (seppur solo quello) può essere un deterrente. Per capire questa cosa basta vedere l’elenco dei Comuni italiani che, insieme a San Benedetto del Tronto godranno dello stesso beneficio economico. Soltanto l’accostamento, indipendentemente dal contesto, svaluta il nostro territorio.

Quest’ultimo aspetto mi fa venire in mente che, forse, mentalmente i responsabili politici della nostra riviera hanno rinunciato a cercare benefici economici provenienti da una più mirata promozione turistica e li cerca in modi diversi come altri paesini che, per motivi diversi, non hanno le caratteristiche per vivere delle vacanze altrui.

So che altri nei giorni scorsi hanno già espresso concetti simili ai miei. Spero di aver aggiunto qualcosa di nuovo ma ricordo anche che, già 5 anni fa, noi di Riviera Oggi sollevammo il problema senza che nessuno (politici, tranne Primavera o altri organi di informazione) prendesse in considerazione seriamente il problema che evidenziammo in copertina nel nostro settimanale in edicola.

Il titolo che ho scelto è chiaramente una provocazione ma fra qualche anno potrebbe non esserla più.

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I vostri commenti all’articolo (59)

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  1. meteorivierapicena scrive:

    Ci sono anche tutti gli incidenti che riguardano i pozzi d’estrazione petroliferi e che hanno causato decine di catastrofi ambientali, alcune delle quali di dimensioni spaventose (non sto qui ad elencarle con la speranza però che la memoria non ci tradisca). Immagino che anche questi impianti siano stati considerati progetti altamente sicuri in fase di progettazione. Certo in ambito ambientale c’è una norma che dice “chi sporca paga”, anche se spesso è impossibile quantificare un danno ambientale perche il denaro non è l’unico metro di misura in questi ambiti e non tutto può essere pagato, ma immaginiamoci quando si tratta di quantificare un danno che riguarda la salute di esseri viventi. Ritengo comunque che dovremmo iniziare a farci un esame di coscienza soprattutto quando spesso ci troviamo a dire, quasi in modo esorcizzante, “ma la salute è la cosa più importante”, perché sempre più spesso, questa affermazione, corrisponde esclusivamente ad un modo di dire. (Riego Gambini)

  2. Caro Direttore, lei pone delle domande giuste, ma è ora di cominciare a darsi qualche risposta. Voglio fare una precisazione che prescinde da ogni altra valutazione progettuale: il “turista”, di tutta questa faccenda, non sa e non saprà assolutamente nulla – a meno che, naturalmente, non ci mettiamo noi a fare di tutto perchè “i forestieri” vedano San Benedetto come Terzigno o Scanzano Jonico, il che sarebbe non solo controproducente, ma soprattutto falso, e avrebbe l’unico beneficio di appagare qualche velleità rivoluzionaria narcisistica. L’impianto è di piccole dimensioni, di una tecnologia consolidata, e tratta il meno inquinante (e meno pericoloso) degli idrocarburi. Si deve partire da lì, da questi oggettivi punti di partenza, ed evitare la drammatizzazione (ovviamente non la critica): sul piano nazionale la nostra grande tragedia cittadina di questi giorni non esiste e non ha senso, perchè l’impianto fa parte di una rete di servizio che solo gli addetti ai lavori conoscono e che è decisamente integrata anche nei tessuti urbani. La inviterei a chiedere ai cittadini sambenedettesi quanti di loro sapevano che a San Benedetto c’era un giacimento di gas sfruttato per trent’anni. Glielo dico io: pochi. E se lo chiede ai turisti, beh… nessuno. Allora: se continuiamo a urlare il dramma secondo cui “stanno ammazzando il turismo” di certo il danno al turismo ci sarà. Ma lo avremo procurato noi, non la centrale, e la nostra irresponsabilità di sambenedettesi. Ovviamente non mi riferisco a lei, che ha espresso una posizione provocatoria ma comunque pacata, specie rispetto alle corbellerie che ho letto su altri giornali.

  3. guido rossetti scrive:

    Abito dal 1967 in via val padana, zona vecchia dell’agraria, come ricorda Daniele, sono trent’anni che si estrae gas qui, mi ricordo benissimo della fiammella che ardeva notti intere, non penso che qualche turista se ne sia mai accorto. il non conoscere spesso ad avere paure irrazionali ed ingiustificate, ed in questi giorni ne ho lette e sentite di tutti i colori, paragoni che non stanno ne in cielo ne in terra, capisco tutte le paure e le perplessità, ma paragoni del tipo Fukushima, Chernobil, pozzi petroliferi sottomarini. Capisco e concordo sulle critiche per il mancato coinvolgimento della cittadinanza, ma la ragione e la logica ci dice di fermarci qui, come si fà a dire che un palo alto 30 metri alla cui sommità arderà a volte, una fiamma disturberà i turisti e svaluterà gli immobili dell’agraria?
    Premesso che il gas e il giacimento di per se, sono sicuri ed innoqui, come lo sono sempre stati e non è una novità per il nostro territorio (il gas nel giacimento, è inerte ed in assenza di ossigeno non potrà mai esplodere o incendiarsi), premesso che Non si possono scegliere le zone dove vanno realizzati questi depositi, cosi come si può scegliere la localizzazione di una centrale nucleare, farla o meno in un posto, il giacimento è qui, e qui eventualmente si dovra realizzare il deposito.Ciò premesso dobbiamo concentrare la nostra attenzione sulle attività di superfice legate alla trivellazione di nuovi eventuali pozzi, all’immissione ed estrazione del gas! Ora, qual’ora i parametri di inquinamento dovessero risultare pari o addirittura minori di quelli di una qualsiasi attività produttiva, opificio artigianale, officina, fabbrica etc.etc., quali sarebbero i motivi di un no all’impianto?

    • Pier Paolo Flammini scrive:

      Caro Guido, saresti favorevole alla dislocazione di una industria con capitale e management non locale che si situa a poche decine di metri dal nucleo abitato e che dà lavoro a 6 persone per 20 anni, e poi fra 40 al massimo (20+10+10) se ne va?
      Io credo che nessuno di noi sarebbe favorevole ad una variazione urbanistica di un’area agricola in area industriale per capitali non autoctoni con ovvie ricadute di tipo ambientale, poche o tante che esse siano (le valuteremo una ad una con dati ufficiali, qui, http://www.rivieraoggi.it/gas-plus/
      L’unico motivo per cui si può essere favorevoli è rilevare che le royalties sono tante e fanno gola, e sono utili a determinate opere/funzioni. Oppure dire sì ad un supposto senso di solidarietà nazionale e per il mercato, per cui accettiamo che a San Benedetto si facciano stoccaggi di gas sotterraneo in nome di un aumento della concorrenza (presunto?) e della liberalizzazione del mercato energetico comunitario.
      Non ci sono altri motivi, la scelta è molto semplice alla fine. Per questo nella scheda partiamo prima dai benefici che dai “costi”.
      ps. quanto al fatto che ricordi la “fiammella accesa” è cosa giusta, ma i tempi sono cambiati. L’immagine e la comunicazione oggi hanno un peso del tutto diverso. Abbiamo la “sfortuna” di una A14 che decisero di realizzare al di qua delle colline proprio per far vedere San Benedetto. Una fiammella accesa a 30 metri di altezza sarà l’immagine che si fisserà di San Benedetto a chi la vedrà.
      Se ricordi, poi, sul lungomare stesso c’erano attività oggi impossibili da pensare, come la torrefazione Chicco d’oro che “sbuffava” odori di caffè in pieno giorno su tutta la spiaggia. Erano altri tempi :D

      • guido rossetti scrive:

        Caro Paolo, non sono favorevole, ma obiettivaente sto cercando una concreta motivazione per essere contrario oltre al fatto di abitarci vicino.

        • guido rossetti scrive:

          così come sono contrario che via val tiberina sia la via di transito di tutti i camion che entrano ed escono dall’autostrada, cosi come sono contrario a che le officine meccaniche dell’agraria riversino i loro oli di scarto nelle fognature e spesso nel fosso collettore che poi passa alla sentina, per risparmiare sugli smaltimenti, così come sono contrario alla ormai dimenticata piattaforma ecologca, così come sono contrario a tutte le attività che rendono il mio quartiere una periferia dormitorio, poco vivibile sia di giorno che di notte e che già cosi determinano i valori immobiliari più bassi di tutta la città, Sinceramente non penso che la presenza di questo stoccaggio peggiori la non bella situazione del quartiere, e per assurdo, facendo ricorso ad una provocazione, come spesso fate voi con i vostri titoli, secondo me potrebbe anche migliorare perchè aumenteranno i controlli vuoi per far dispetto ai francesi, visto che nessuno vuole mettersi contro ai locali, potremmo alla fine ottenere dei dissuasori di velocita in via val tiberina per non far correre i camion e le macchine che vi transitano, potremmo avere una centralina di controllo delle polveri sottili, potremmo avere un accurato controllo sugli scarichi fogniari e sul fosso collettore, cose che attualmente non habbiamo e che forse migliorerebbero la qualità della vita all’agraria.

          • Pier Paolo Flammini scrive:

            E’ un discorso ragionevole (difatti stiamo riempiendo lo schema costi/benefici per questo) ma ricordiamoci che non si può essere contemporaneamente favorevoli e contrari. Se si ritiene che con l’1% delle royalties riusciamo ad avere più benefici che costi, è giusto non osteggiare ma anzi agevolare la realizzazione dell’impianto. L’importante è farlo alla luce del sole (non parlo per te), perché la politica del “nascondersi” non aiuta a risolvere i problemi.
            Ho studiato e studierò tutte le carte e per quanto di mia competenza e di questa redazione che è al lavoro “extra” su questo, nella pagina http://www.rivieraoggi.it/gas-plus/ troverai tutto il possibile

      • Caro Pierpaolo, non sono d’accordo: il tuo ragionamento vale solo se guardi alla città e basta, senza pensare che siamo in uno stato (vivaddio) e in un debole “patto federativo” (l’europa) e che per questo quindi ci sono infrastrutture i cui benefici non sono apprezzabili nella scala locale. Se fossimo una città-stato forse ragioneremmo come ragioneresti tu (ma fino ad un certo punto, perchè se fossimo una città stato che non può contare sullo stoccaggio italiano saremmo costretti a farlo da noi, per non essere ostaggio).
        Se tutti ragionassero come stai facendo tu non si farebbe più alcun tipo di struttura “strategica”. Un conto è la difesa dell’ambiente e delle qualità di un territorio (giustissime!), un altro il chiudersi a riccio e dimenticare che siamo parte di un mondo, non isola nell’oceano.

        • Dimenticavo 2 cose: se c’è una cosa che marchia San Benedetto è la puzza che accoglie il turista estivo non appena, coi finestrini aperti, cerca di entrare in città e passa davanti la riserva sentina, che pure dovrebbe invece essere un posto ameno, in quanto riserva regionale. Non c’è paragone, in termini di immagine, tra quello schifo e una “candela” visibile dall’autostrada in piena zona industriale (che non mi pare proprio sia accesa; se non ho capito male, e ti prego di verificare nel caso correggendomi, ad accendersi di tanto in tanto è il palo di 18 metri, che può nel tempo essere ben coperto, non quello di 30, Anche perchè si trova in posizione ribassata rispetto all’A14).
          Sull’ultima affermazione del “nascondersi”: io penso che questa sia una abitutudine tutta italiana. Io non credo che bisogna nè “agevolare” nè “osteggiare”: bisogna DISCUTERE. Mi sono fatto l’idea che questo impianto sia necessario (solo i più accaniti oltranzisti, in tutta italia, dicono che non lo è; non dimentichiamo che sulla sua necessità persino i Verdi furono concordi nazionalmente, dal momento che il loro governo si mosse in continuità con gli altri) ma che ci siano alcuni problemi (innegabili) connessi con la sua realizzazione. Attraverso l’approfondimento tecnico (che restituisce la REALE dimensione del problema) ed il dialogo con le parti in causa si può tentare di risolverli. Sulla base dell’esito di approfondimento e dialogo poi ci si baserà per la decisione. Perchè già abbiamo visto che è possibile intervenire nel progetto e mitigarne l’impatto; non si capisce perchè, per correre dietro agli oltranzisti, dovremmo rinunciare a proporre soluzioni mitigatorie. Non ha senso.

        • Pier Paolo Flammini scrive:

          Sì è chiaro. Occorre però vedere se effettivamente ci sono benefici dallo stoccaggio del gas (che non è una riserva strategica in caso di emergenza ma uno strumento che in teoria servirebbe ad aumentare la concorrenza e abbassare i prezzi, questo l’intendimento dichiarato, non ho elementi ora per dire che sia effettivamente realizzato e nessuno ce lo ha detto, Gas Plus in testa, cioè non ci dicono concretamente qual è il vantaggio economico per l’Italia e l’Europa di una scelta del genere, non ce lo dice chi ha un ovvio vantaggio dall’investimento, quindi noi dovremmo dire di sì ad una cosa che non sappiamo neanche se e a chi porterà vantaggio…. Cmq su questo parleremo con chi di dovere)

          • Benissimo. Perchè però a me risulta il contrario: ci sono documenti UE che lo sostengono, dell’autorità dell’energia, del ministero allo sviluppo economico, studi accademici, richieste esplicite di associazioni di categoria (Confindustria in testa); se vuoi ne ho una certa quantità. Tutto dipende dal fatto che si prevede un continuo aumento, per il breve-medio periodo, del consumo di Metano, che è meno dannoso del Petrolio e oggi significativamente più economico. Per carità: può darsi che si sbaglino tutti questi soggetti (che però, mi permetto, hanno qualche competenza in più di qualche commentatore che sostiene il contrario). Tuttavia, sulla funzionalità di “riserva”, è ovvio che questo NON è l’obiettivo di Gas Plus (che di dare riserve all’italia non gliene può fregare di meno) ma, sempre se non sbaglio perchè non sono un esperto, un obbligo di legge a cui sono tenuti tutti i gestori italiani di stoccaggi; quindi, una parte dello stock viene automaticamente destinato a riserva e può essere utilizzato solo su richiesta del ministero.

          • Pier Paolo Flammini scrive:

            Sì dicevo questo. Non trovo però alcun dato empirico a sostegno di questa tesi. Se ci sono che siano esplicitati (infatti vi è una voce nella pagina Gas Plus che fa riferimento a questo, per ora abbiamo soltanto documenti legislativi ma non ho numeri. Forse spunteranno, boh). Grave è non esplicitarli, agevolerebbe di molto una discussione pubblica franca e consapevole.

  4. spiritoghibellino scrive:

    A Daniè …ti hanno offerto una royalties pure a te????? Sto scherzando scusami ma in questi giorni sto leggendo le cronache delle città e dei siti dove sono posizionati gli altri impianti di immagazzinamento del gas. I dati ospedalieri sono agghiaccianti in merito ai tumori dei polmoni, malattie respiratorie croniche ecc. Il 40% dei decessi della popolazione avviene per tumore, quasi il 35% per malattie del sistema cardiocircolatorio e quasi il 7% per malattie dell‟apparato respiratorio. Penso sia troppo no?? Riflettici Daniè!

    • Gundam scrive:

      Solo un appunto, spiritoghibellino.
      Secondo te, allora, di cosa si dovrebbe morire?
      Francamente quelle statistiche mi fanno un po’ ridere. Sembra che non si debba più morire…vorrei capire quale sarebbe la famosa “morte naturale”. Ormai non lo sa più nessuno.
      Per essere sensate, le statistiche dovrebbero mostrare che quei cittadini sono colpiti da un particolare tipo di tumore…altrimenti la relazione di causa-effetto è abbastanza campata per aria.

      Comunque l’affare Gas Plus non mi convince. 1% di diritti sugli utili (usiamo l’italiano) al comune, fanno abbastanza ridere, perché il grosso delle degli introiti da concessioni andrebbero allo stato centrale…che a sua volta ha dato contributi per (mi pare) 1.5mld di Euro per la creazione dei rigassificatori (dichiarati illegittimi dalla corte europea il 2011/06/17). Insomma la contrattazione è tutta centralizzata, al comune vanno briciole che sanno più di beffa che di compenso.

      Fate come vi pare, ormai mi arrendo.
      Così come in Europa non c’è un percorso di sviluppo serio, non c’è neppure in Italia e tanto meno nel nostro comune. Da una parte si scippano i turisti con soste a pagamento e tasse di soggiorno, dietro la promessa di un nuovo lungomare (promessa vecchia di 6 anni), dall’altra si fa di tutto per rendere più brutta la nostra città (nessun piano del colore, nessun piano regolatore, nuove costruzioni orribili).
      Mi arrendo.
      Votate sempre le solite persone, sempre le solite facce, che poco o nulla di buono hanno fatto per la nostra città.
      Mi arrendo.

    • Siccome non parlo per sensazione, mi piacerebbe che tu mi mostrassi quale studio accreditato ha dimostrato un aumento dei casi di tumore nelle città che hanno impianti di stoccaggio del gas. Se ce n’è uno sposerò immediatamente la contrarietà all’impianto, come sono contrario agli inceneritori, come sono contrario alle centrali nucleari, come sono contrario alle raffinerie di petrolio, come sono contrario alle centrali a carbone, come sono contrario…
      Mi meraviglio del direttore che permette di scrivere una cosa del genere, compreso “moriremo tutti perchè lo dicono le statistiche”, senza citare uno straccio di fonte.

      • Nazzareno Perotti scrive:

        Caro Daniele, in buona fede mi fido quando un lettore elenca una sfilza di numeri come quelli di “spiritoghibellino”. Dovessi verificare dati simili che sono preoccupanti ma non credo campati in aria, non mi nasterebbero le 24 ore di una giornata. Ora mi aspetto una risposta dallo stesso “spiritoghibellino” a chiarimento delle tue considerazioni. Se non lo fa, provvederò a cancellare il suo commento con un dovuto disappunto alla sua scorrettezza di inserire nei suoi commenti numeri inventati di sana pianta. Non credo sia così quindi aspetto. Di più non rientra proprio nelle mie capacità fisiche e psichiche. Purtroppo tale compito aspetta esclusivamente al direttore responsabile.

        • bene. Se non saranno portati dati reali che dicano una cosa del genere, non solo mi aspetto che lei cancelli il commento, ma pure che tra le cose “certe” del wiki si dica che non esiste alcuna correlazione tra questi impianti e lo sviluppo di patologie tumorali. Così cominciamo a fare pulizia di un pò di argomentazioni false (e soprattutto facciamo del bene a San Benedetto, perchè se da un giornale diciamo che San Benedetto è a rischio tumori non è che la rendiamo appetibile; e credo che lei tenga all’immagine della nostra città, oltre che alla sostanza, almeno quanto ci tengo io se non di più). Mi meraviglio di come le associazioni di categoria turistiche non reagiscano di fronte a chi dipinge San Benedetto come l’inferno delle polveri sottili ormai da giorni su tanti giornali a tiratura provinciale e regionale. Non mi pare un gran servizio alla città, quanto piuttosto un atteggiamento tafazziano.

          • Nazzareno Perotti scrive:

            Qualche colpa mia me la prendo, quelle (secondo te) degli altri no. Già mi accusano se modero qualche commento indecente ma non da querela, figuriamoci se facessi una selezione su certi argomenti perché ritenuti da altri lettori nocivi per il territorio. Abbiamo fatto anche questo (vedi caso Il Foglio, presidenti della Samb ladroni, incerto sul Corriere della Sera ecc.) ma per quello al quale ti riferisci non mi sembra il caso. Come la penso io è scritto nel mio utlimo DisAppunto. Tra l’altro, altrimenti, sarei tafazziano io. Grazie.

          • no, non mi pare che lei sia tafazziano. Lei ha espresso la preoccupazione che la vista dell’impianto possa essere nociva per l’immagine turistica. E’ una preoccupazione che non condivido, ma che mi pare assolutamente lecita, perchè parla di “aspetto psicologico”, cioè di una possibile suggestione, non della conseguenza del rischio. Paradossalmente lei sta dicendo la stessa cosa che dico io, ovvero che non vuole questa suggestione, che attribuisce alla candela mentre io la attribuisco a una eccessiva drammatizzazione; ma è la stessa cosa, non è in contrasto. Un potenziale turista che legge il suo scritto ha la sensazione di una persona che ci tiene alla bellezza della sua città, non ad una persona che pensa che il turista (scusi il gioco di parole) non verrà perchè san benedetto è diventato un nauseabondo polo petrolchimico. Sono due cose completamente diverse.

          • Nazzareno Perotti scrive:

            C’è stato un frainteso perché, dicendo tafazziano, non intendevo riferirmi al DisAppunto (ti ringrazio per aver interpretato alla perfezione, lo avevi già fatto, il mio pensiero). Mi riferivo al fatto che sarei autolesionista perché usando il metodo del “taglio” per i motivi da te espressi… mi farei del male da solo. Sarebbero tantissimi i tagli trattandosi di opinioni che vanno, però, comunque rispettate. Ci sta anche che tu non abbia interpretato in modo esatto, magari è anche colpa mia che non mi sono espresso benissimo.

          • meteorivierapicena scrive:

            Leggendo e rileggere più attentamente i documenti che riguardano il progetto sulla centrale di stoccaggio del gas in città è la GASPLUS a rilevare un elevato livello di inquinamento da polveri in città. Il monitoraggio è durato solo 7 giorni, dal 16 al 22 gennaio 2010. in quella settimana ha rlevato 6 sforamenti su 7. La centralina di rilevamento in Piazza Kolbe nello stesso periodo rilevò solo 2 sforamenti. Come ti ho già scritto solo pochi minuti fa in un’altro commento su questo giornale, attualmente quella stazione è praticamente inglobata in un cantiere edile e questo alla faccia dell’attendibilità e serietà del procedimento di monitoraggio ambientale. Ma tanto fino ad ora le PM10 in città rappresentavano solo una rottura di scatole per i cittadini che avevano timore di eventuale blocchi del traffico. Altro che studi sulle patologie tumorali: in questa città l’opedale si trova in una delle aree più critiche del territorio e questo non ti preoccupa più di tanto perché il problema per te in realtà non esiste.
            Personalmente non sono di questo avviso e se il monitoraggio degli inquinanti ambientali, negli anni passati, si fosse svolto a dovere, sarei anche in grado di dimostrartelo con i numeri e non solo a parole.
            Ti ringrazio comunque per avermi dato negli ultimi tempi la possibilità di parlare pubblicamente di questo tema (Riego Gambini)

          • Scusa ma qua si parla di stoccaggio e tu ricominci col traffico. Ogni volta che uno risponde nel merito della questione cambiate discorso. Non si può avere un dialogo in questo modo. Sai benissimo che ritengo LARGAMENTE insufficienti sia le misurazioni che le attuali mitigazioni (tipo il blocco sporadico del traffico di 200 m attorno alla centralina). Però ritengo che questo c’entri molto poco con l’argomento di cui si parla, perchè l’inquinamento generato dallo stoccaggio, specie se paragonato con la situazione attuale, è estremamente contenuto. Non è un cementificio, non è una raffineria, non è una fornace, non è un inceneritore. Non puoi dire che per me “il problema non esiste”, non l’ho mai detto e non lo penso. Penso però che l’aspetto delle PM10 per quell’impianto, soprattutto in una città come la nostra, è trascurabile. Attendo ancora chi mi dimostri dati alla mano il contrario, comparando la produzione di quell’impianto a regime con quella delle principali arterie, delle caldaie e così via. Se la stessa “foga” la si impiegasse per richiedere serie limitazioni del traffico sarei d’accordo. Sono invece contrario a utilizzare questi dati come “scuse” per non fare l’impianto, perché di questo ho l’impressione che si tratti. Io sono preoccupato di ciò che inquina davvero, non di ciò che incide per lo 0,0000x% rispetto a quello che respiro. Io una proposta per la fase più impattante l’ho fatta: eliminare i generatori diesel (che creano la maggior parte del PM10) e portare la corrente di linea. Tu saresti d’accordo? mi pare di capire di no.

  5. guido rossetti scrive:

    Voglio ancora fare delle riflessioni perchè Non capisco e voglo capire, ma non ci hanno convinto per anni che il gas è la cosa più naturale che c’è? non ci hanno detto per anni che la combustione dei gas naturale non produce sostanze nocive? auto a metano o gas le più ecologiche, e i fornelli di casa? ed ora la candela che a volte arderà produrebbe l’aumento dei tumori e delle malattie respiratorie? Inquinamento acustico? da che cosa sara prodotto? inquinamento luminoso? da cosa sarà prodotto? dalla torcia? (niente in confronto delle centiaia di fari del lungomare che puntano verso l’alto ad illuminare le palme) polveri sottili? da che cosa saranno prodotte? non mi basta la risposta dei 3 camion in più al giorno che passeranno, scusate ma volete che me ne accorga e li riconosca tra le centinaia e cantinaia che giornalmente passano? fanghi ed oli residui delle trivellazioni? come quelli delle officine o dei marmisti? domande che mi faccio, solo per capire, per motivare bene le ragioni del mio no o del mio si, ma soprttotto prerchè, se si rispettano tutti i parametri di legge, la centrale si farà, indipendentemente dal mio si o dal mio no, e quando sarà finita la polemica, finito il clamore, io e la mia famiglia continueremo a viverci a finco a circa 100 metri!

  6. Giovanni Marucci scrive:

    Un operaio di una fabbrica di aeternit chiese al direttore del luogo se vi fossero dei pericoli e questi per tranquillizzarlo pulì con il dito la sua scrivania piena di polvere e se lo mise in bocca: “.. se fosse pericoloso pensi che starei qui?…” rispose.
    Quella persona è morta di tumore.

    Ora non voglio fare paragoni con l’amianto e l’impianto in questione, bensì soffermarmi sul concetto “l’impianto sta qui da 30 anni … “:
    nel senso che tante cose c’erano e si facevano e si pensava fossere innocue e poi dopo anni si è scoperto che così non era.
    Quindi?
    Come la mettiamo in tutti quei casi?

    Il principio “quel che non strozza ingrassa” non va bene anche perché la pericolosità (di qualsiasi impianto o tecnica ….) non si misura solamente negli effetti immediati.
    Pensiamo anche all’agricoltura attualmente in uso chiamata “convenzionale”: sono ormai anni che si usa così, ma oggi è chiaro quali danni sta producendo e che danni (e nessuno è morto strozzato).
    L’impianto produrrà danni? Altri impianti simili producono o hanno prodotto danni?
    Il metro di giudizio, inoltre, qual è?
    Un “lieve” innalzamento dell’inquinamento è da taluni ritenuto del tutto trascurabile, mentre per altri no, soprattutto considerato l’effetto somma di tutte le altre fonti.
    Per alcuni l’innalzamento dell’inquinamento è sufficiente ripagarlo tramite moneta, per altri no.
    Fermo restando che poi vogliamo trovare (o aspiriamo solamente) luoghi per le vacanze “incontaminati”.
    I luoghi delle vacanze dovrebbero essere incontaminati e le città dove viviamo no?

    La zona dell’Agraria, ma direi tutta SBT e zone limitrofe, è fortemente inquinata e i rilevamenti dell’ARPAM lo dimostrano inequivocabilmente (soprattutto le troppe mancate rilevazioni). L’impianto, quindi, va ad aggravare una situazione compromessa.

    A chi va bene questo?
    L’Agraria è già fortemente inquinata e compromessa, quindi, se la inquiniamo ancora di più non è un problema?
    Si vuol far credere che è possibile inquinare fortemente una zona e tenere salubri le altre?
    O che tutto sommato ci siamo ormai abituati e che tutto questo inquinamento non ci fa nulla?
    O che tanto il mondo va così e quindi che ci vuoi fare?
    O che è sempre stato così e quindi va bene?

    • Giovanni, è tutto giusto, ma dal tuo ragionamento non esce alcuna indicazione operativa. Anzi: si capisce che secondo te non si dovrebbe fare più niente. Non si sarebbero dovute fare dighe dopo il Vajont; non si sarebbero dovuti sviluppare nuovi materiali dopo l’amianto, non si sarebbe dovuto fare più nulla. Se non ci fidiamo nemmeno delle tecnologie consolidate, di che cosa dovremmo fidarci? Scaldarci con la legna, che peraltro produce notevolmente più PM10 del Metano? Ci siamo scaldati per millenni col fuoco di caminetto e oggi scopriamo che è dannoso. Ma intanto per millenni non siamo morti di freddo nè per le malattie trasmesse dal cibo grazie a quello. Non credo che si possa ragionare ideologicamente (ovvero si può fare tutto o non si può fare niente) ma, nel mezzo, intraprendere la “giusta via” di una ricerca attenta (e prudente) che continui comunque ad innovare. Questo se vogliamo fare un ragionamento ideale, come tu fai. Fai un sacco di domande, molte retoriche, a tutte potrei rispondere ma la sostanza è che non capisco cosa proponi (realisticamente) di fare. Perchè già diciamo alla gente che deve (dovrebbe) rinunciare al petrolio, al carbone, al nucleare. E’ proprio per rafforzare quelle contrarietà che ci vedono concordi che abbiamo l’obbligo di fornire alternative vere (dati alla mano, non nelle intenzioni, e per l’oggi ed il domani, non per il 2050; e per il qui, non per “va bene ma a casa tua”). Altrimenti ha ragione chi dice che l’ambientalismo italiano “il partito del no”.

    • alessandro84 scrive:

      Caro Giovanni, ma sei disposto a rinunciare all’utilità del metano nella vita quotidiana (acqua calda corrente, riscaldamento, cucina a gas….)?
      E sei sicuro che altri combustibili alternativi non siano meno dannosi? Ti ricordo che la combustione del metano è una delle reazioni di combustione più efficienti e meno inquinanti di quello attualmente conosciute. Pertanto fatico a comprendere le posizioni del M5S. Se avessero deciso di realizzare una cokeria sarei stato senz’altro d’accordo in quanto è noto che il processo è ad alto impatto ambientale ma nel caso del metano faccio fatica a capire del perchè sollevate problematiche relative all’inquinamento.
      Poi sinceramente il caso dell’eternit non è molto calzante poichè nonostante fosse noto fin dagli anni 60 che tale materiale fosse dannoso per la salute umana si è continuato a produrlo fino alla metà degli anni 90!
      Un po’ di razionalità per favore.

      • tarcisio65 scrive:

        Qui non si tratta di mettere in discussione l’utilità del metano, qui si tratta di mettere in discusione la realizzazione di una centrale per un deposito di stoccaggio, con tutti i suoi rischi e le sue problematiche in UN CENTRO ABITATO, in una zona già fortemente inquinata ed a forte rischio esondazione, in una zona densamente popolata. Se vogliamo giocare a chi espone meglio le proprie tesi possiamo continuare a divertirci all’infinito, ma è evidente questa non è certo la migliore zona possibile dove istallare una simile centrale. In Italia ci sono già 14 despositi di stoccaggio del gas, quindi non esiste il problema del metano se non viene realizzato il sito di San Benedetto. Questo metano nom è destinato alla città di san benedetto, ma viene preso dalla rete in estate quando costa meno e rivenduto e reimmesso in rete d’inverno quando costa di più.
        Non prendiamoci in giro per favore. Caro Alessandro, il tuo discorso ricalca né più né meno quello dei consiglieri Morganti e Pasqualini.

        • alessandro84 scrive:

          Caro Tarcisio, ma se è madre natura stessa ad aver messo il metano sotto la nostra città, ricordiamo che il il deposito di stoccaggio non è altro che un giacimento esaurito, che colpa ne ha chi vuole ripristinare la situazione a com’era prima della scoperta del giacimento in questione?

          • Giovanni Marucci scrive:

            Ripristinare?
            Sei sicuro?
            L’uomo è mai stato in grado di ripristinare qualcosa semmai fosse possibile?

          • tarcisio65 scrive:

            Guarda che non si tratta di ripristinare una situazione precedente. Sitratta di iniettare ad alta pressione, riestrarre, depurare il gas dalle impurità che accumula nel sottosuolo tramite caldaie (ad olio o elettriche che siano).Il tutto con emissionialtamente inquinanti ,rischi per il sottosuolo su tutta l’area che ricopre il deposito (terremoti e/o subsidenza) e così via. Se poi vuoi aggiungere tutte le emissioni dei 2-3 anni di perforazione dei 5 pozzi( che nel corso del tempo potrebbero aumentare qualora la gas plus volesse aumentare la uqantità di gas da stoccare) i detriti che saranno estratti dal sottosuolo (dove verrano messi?) le acque inquinate utilizzate che saranno poste in vashe in prossimità del fosso collettore in qttesa di essere portate via da autobotti. Rischi di incidente in fase di esercizio, già avvenuti e documentati in centrali simili. Il tutto in una zona ad alto rischio idrogeologico e densamente popolata (e non parlo solo dell’ Agraria, ma anche Centobuchi, Martinsicuro, Colonnella..).
            Il tuo discorso è un po’ troppo ssemplicistico. Devo dire che non è da te.

    • guido rossetti scrive:

      Mi piacerebbe vedere questa rigidità per qualsiasi nuovo insediamento produttivo o di servizio che si va a proporre in città perchè siamo già abbastanza inquinai e non possiamo permetterci di aumentare la dose, per qualsiasi nuovo centro commerciale che si va a realizzare in città,perchè tutti noi ci andiamo in macchina e la macchina produce Co2 e polveri sottili, per qualsiasi macchina o camion in più che va a circolare in città perchè il limite è stato superato e non possiamo permettere ulteriori innalzamenti dei valori, mi piacrebbe vedere la stessa rigidità per qualsiasi alloggio in più che si realizza, per i suoi fornelli e le sue caldaie, perchè consuma gas ed il gas è pericoloso immagazzinarlo, non saremo così ipocriti da consumarlo e farlo immagazzinare a qualcun’altro sapendo che provoca tumori!! Visto che anche il caro innoquo amico “metano che ci da una mano” inquina e ci fa prendere i tumori torniamo al riscaldamento a legna con antiche ed ecologiche stufe o camini, torniamo alla trazione animale degli amati cavalli per spostarci, dubito che l’inquinamento diminuisca, L’antica roma del secondo secolo era invivibile con aria inrrespirabile in inverno per il riscaldamento, e la gente moriva per questo, certo non sapevano perchè morivano ma l’abbiamo scoperto noi, malattie respiratorie e tumori per il fumo della legna e del carbone bruciato! Datemi un motivo, oltre a quello che ho già detto che non la voglio vicino casa mia, per essere contraio, per non sentirmi un ipocrita domani, quando accendero il gas per farmi il caffè, sapendo che qualcun’altro probabilmente morira al posto mio per permettermi di bere il mio caffè!

      • Non puoi andare col cavallo: i cavalli producono metano. Oggi il macrosettore agricoltura-’allevamento è la prima fonte di emissioni di metano nelle Marche. Seguono le discariche (insieme le prime due voci fanno il 90%) contro l’8% delle perdite dovute agli impianti di distribuzione (fonte PEAR Marche).

        • guido rossetti scrive:

          Daniele!!!! non hai capito la mia provocazione?……… io sono convinto, a differenza della scienza ufficiale, che i dinosauri si siano estinti per l’effetto serra provocato dalle loro “emissioni” di metano!!!!…. farà anche ridere, ma a pensarci bene!!

          • 11 macaluso scrive:

            se mettiamo lo stoccaggio, dovremo tapparci tutti il sedere, e io questo non lo accetto!!!
            rutto libero, scoreggia a dichiarare(non mi censurate, questa e’ satira)

  7. necton scrive:

    Credo che il solo turismo non basti più a sostenere le spese di una città come la nostra, priva di industrie con grossi fatturati e con quelle poche che ci sono in forte crisi. Nella famosa spiaggia di serfisti di Malibù a Los Angeles, puoi scorgere sia a destra che a sinistra della stessa, 2 enormi centrali che producono fumi per molti metri in altezza, però la gente continua ad andarci senza problemi perché vi sono servizi a disposizione dei cittadini, divertenti, belli, sicuri ed in armonia con il luogo, questo è quello che cerca un turista. Potrà esserci all’inizio l’effetto psicologico del timore dell’impianto di stoccaggio, ma occorre capire se tale calo turistico potrà essere recuperabile con i servizi che si aggiungeranno grazie alle entrate di questo progetto. Non dobbiamo dimenticare la difficoltà nel trovare il lavoro in questi tempi difficili e tale progetto potrebbe favorire l’occupazione nel nostro territorio.

  8. meteorivierapicena scrive:

    Se la temperatura dell’aria, dei mari e del SOTTOSUOLO continuerà ad aumentare molti dei processi biochimici e biofisici attualmente in essere, modificheranno, anzi ciò in parte sta già accadendo. Lo scenario attuale ci mostra come le immense quantità di metano, che sta fuoriuscendo a causa dello scioglimento dei ghiacci Antartici, circa 8 milioni di tonnellate l’anno, una quantità analoga a quella prevista per gli oceani di tutto il mondo, nel loro insieme, contribuisce notevolmente al riscaldamento della temperatura dell’aria, dato che è un gas serra 30 volte più potente dell’anidride carbonica; il generale maggiore riscaldamento farebbe aumentare la permeabilità del permafrost e con essa la fuoriuscita di altro metano, e così via.
    Sono grato al fuoco anche perché mi riscalda ma il suo eccesso incontrollato non è conveniente, sono grato all’acqua perché mi disseta, ma se non la rispetto corro rischio di affogare. Così dicasi per i metano, che è certamente un gas utile ma nella dovuta misura e nei contesti appropriati. Le affermazioni relative alla pericolosità o all’innocuità di un elemento in natura dovrebbero essere sempre definite all’interno di uno scenario più vasto e trattate adeguatamente, singolarmente, unicamente, caso per caso.
    Ad esempio paragonare in modo certo e attendibile il sito di stoccaggio gas a San Benendetto del Tronto con QUALSIASI ALTRO SITO AL MONDO, o viceversa, è improponibile perché nessun altro posto su questo pianeta avrà le stesse identiche condizioni geo morfologiche, chimiche, fisiche e io aggiungerei anche magnetico/energetiche di questo lembo di territorio, nel bene e nel male.
    Per cui, ad esempio, trovare conforto con il fatto che a Minerbio, o meglio nella sua centrale, in 29 anni non si è mai verificato alcun incidente, dovrebbe PERLOMENO sottindendere che anche Minerbio è una “…ridente località che si affaccia sul Mare Adriatico”. (Riego Gambini)

    • Oh Riego, però non è che potete fare come si dice degli “asculà:” tirate lu ciotto e nasconnete la mà. Voi parlate di Cupello, voi parlate di Rivara, voi parlate di Ripalta. Tre situazioni peraltro davvero completamente diverse. Dici: “paragonare in modo certo e attendibile il sito di stoccaggio gas a San Benendetto del Tronto con QUALSIASI ALTRO SITO AL MONDO, o viceversa, è improponibile”. Bene, vallo quindi a dire ai tuoi colleghi. O vale sempre, o non vale mai. Siete sfuggevoli: pur di dire che siete contrari siete disposti a dire tutto e il contrario di tutto.

      • meteorivierapicena scrive:

        I video utilizzati durante le presentazioni sono utilizzati per cercare di visualizzare materialmente la struttura esterna di questi impianti, ma ciò che il mio scritto intende sottolineare è che un impianto di stoccaggio non è fatto solo da ciò che si vede ma anche da ciò che sta sotto e mi sembra che nelle attuali riflessioni questi aspetti non vengono menzionati con la dovuta considerazione.
        Vengono anche utilizzati per mostrare il posizionamento nel territorio di quelle strutture, lontano dai centri abitati che generalmente corrispondono a piccoli paesi di poche migliaia di abitanti. Sono considerazioni importanti sulle quali si basa una parte delle mie reali preoccupazioni. Non esistono solo problematiche tecniche esterne ricollegabili ad un probabile o improbabile inquinamento atmosferico, oltretutto misurabile, ma solo quando le misurazioni vengono effettuate con criterio, quando gli strumenti sono giustamente tarati e quando i tecnici non sono solo competenti ma anche moralmente onesti.
        Cosa che certamente non può avvenire in questa città visto che l’unica stazione di rilevamento degli inquinanti atmosferici attualmente è all’interno di un cantiere edile e LETTERALMENTE circondata dalle sue barriere di “protezione”.
        Sono palesemente contrario alla realizzazione di questo impianto in città da non poter nascondere nessuna mano dietro la schiena dopo aver lanciato quel sasso. Credo sia chiaro a tutti che LE MIE OPINIONI NON SONO ASSOLUTAMENTE IMPARZIALI perché rappresentano il mio parere sulla questione, opinione che intendo difendere e condividere con la cittadinanza, perché credo fermamente esso sia fondato su oggettive considerazioni e valutazioni dei fatti; la cosa che continuerò a fare è raccogliere ulteriori informazioni, anche per ricostruire le necessarie correlazioni tra gli argomenti trattati e fare in modo che la divulgazione possa essere chiara e comprensibile. (Riego Gambini)

        • “visualizzare materialmente”? Riego, sono ottocento volte che vi faccio notare che l’impianto di cupello è SETTE VOLTE quello di san benedetto per superficie e DIECI VOLTE quello di san benedetto per portata. Ogni volta co sta storia? Ma perchè ripetete a oltranza cose false? non vi rendete conto che danneggia la vera consapevolezza del cittadino? Perchè ripetete che il posizionamento di quelle strutture (“lontano dai centri abitati”) come se fosse una SCELTA e non dipendesse, invece, semplicemente da DOVE STANNO i giacimenti? Quanto ai tecnici “moralmente onesti”, mi dispiace ma sono in completo disaccordo. Quando i dati di Gas Plus e di ARPAM vi vanno bene li usate come argomentazioni, quando dicono cose che non vi piacciono dite che non sono seri. E’ troppo facile così. Per la futura divulgazione ti prego di essere per una volta “moralmente onesto”, come richiedi ai tecnici, e quindi evitare di parlare di cupello e di rivara, che come sai non c’entrano NIENTE.

      • Giovanni Marucci scrive:

        Daniele, guarda che il concetto di Riego è “leggermente” diverso e lo hai anche capito.

  9. first scrive:

    Sembra che la questione sia diventata: andiamo incontro al progresso o torniamo all’età della pietra?
    Secondo me nessuno discute il progresso, né ritiene particolarmente pericoloso un deposito di gas metano. Piuttosto la questione vera è se sia opportuno o meno fare il deposito a San Benedetto in zona sentina…

    Secondo me, nel dubbio è meglio di no. Vantaggi particolari non ne vedo (quanto renderebbe al comune all’anno?? quant’è quell’ipotetico 1%?), e svantaggi ipotetici, potenziali, temuti, veri o falsi, di immagine o di altro tipo ce ne possono essere in quantità.

    Chi è favorevole, cosa si aspetta di ricevere da un simile impianto? Un grazie dall’Europa?

    Per sacrificarsi alla causa del progresso c’è sempre tempo, prima sacrifichiamo delle località con minore densità abitative e minore interesse turistico, poi se e quando sarà assolutamente necessario e documentato, si potrà passare a sacrificare SBT.
    Non voglio fare un discorso egoista e oscurantista, ma quali sono i criteri per cui si è scelta la nostra città rispetto ad altre (oltre all’ovvia presenza del vecchio giacimento, che non è certo una nostra esclusiva)?

    Anche per questa vicenda, se c’è massima trasparenza e documentazione ci si può ragionare sopra, altrimenti è giusto e lecito opporsi con forza. Al di là delle teorie progressiste, pragmaticamente chi è favorevole e chi ha interesse in questo impianto deve dimostrare:
    1) che l’impianto è innocuo e non inquinante, e procura ritorni economici interessanti al territorio
    2) che SBT è un luogo migliore rispetto ad altri per mettercelo nonostante la densità abitativa e la vocazione turistica

    Non mi sembra il caso che sia invece chi si oppone a dover dimostrare il contrario…

    • silvestri scrive:

      Ritengo il suo scritto la cosa migliore detta negli ultimi giorni di caos-gas! Speriamo che tali 2 domande siano tenute in conto e che abbiano una risposta da chi deve darle!

    • Hai ragione first. Però l’individuazione dei giacimenti adatti è stata fatta dal ministero nel 2006. Tra questi c’è quello san benedetto che, tecnicamente, è quello considerato di maggior efficienza. Mi pare ci sia un dato sufficientemente oggettivo. Tuttavia non è che si fa quello di sbt e non si fanno gli altri: di tutti stanno andando avanti le pratiche e se non erro uno è già in costruzione. La penso come te: il giacimento di san benedetto non deve essere nè il primo nè l’unico a farsi (che poi è quello che è avvenuto con la cassa di colmata; nella pianificazione sbt doveva essere la quarta, è stata la prima e ha preso pure i fanghi degli altri. Bella furbata).

      Sono completamente d’accordo invece con il fatto che chi propone ha il DOVERE di dimostrare quelle due cose. E infatti la procedura consiste esattamente in questo; il proponente (che, non lo dimentichiamo, ha vinto un bando ministeriale, non ha scelto lui il posto nè il giacimento) invia il progetto agli enti e gli enti lo valutano. Se necessario, obiettano, coinvolgendo i cittadini. Le obiezioni fondate vengono raccolte in un tempo ragionevole (non un anno e mezzo, come sta avvenendo) e sottoposte al proponente. Il proponente adegua il progetto (in parte l’ha fatto, almeno per ciò che gli è stato chiesto formalmente dagli enti che si sono degnati d’interessarsi, ma non comune e provincia), presenta le controdeduzioni e a quel punto gli enti decidono se le garanzie offerte dal proponente sono sufficienti oppure no (ovviamente su base scientifica e non sul “capriccio”. Quindi il percorso di cui parli è ESATTAMENTE quello che la legge impone e, secondo me, il percorso giusto.

      Chi si oppone non deve dimostrare niente, ma manco può sparare cifre e dimensioni a vanvera, o far passare per verità scientifiche cose che non lo sono, e neppure diffondere panico grazie a quelle informazioni campate per aria o volontariamente distorte. Anche chi si oppone (legittimamente) deve farlo all’interno di un percorso di serietà e non spaventando, cosa che invece risulta molto facile data la complessità dell’argomento.

  10. Giovanni Marucci scrive:

    Rispondo ai commenti successivi al mio.

    Daniele:
    ti stai approcciando allo stesso modo in cui lo hanno fatto i detrattori del Comitato PRG a crescita zero che ci dicevano di essere contro lo sviluppo, che eravamo per l’era della pietra…
    Essere per lo stop significava che non avremmo mai dovuto costruire case e restare nelle caverne (tutti discorsi ideologici: “…Non credo che si possa ragionare ideologicamente (ovvero si può fare tutto o non si può fare niente) “)
    Il tuo commento sembra uscito dai commentatori di allora.
    Eppure, anche tu eri per il no.
    Ti ritenevi perciò ideologico? Contro lo sviluppo ed il progresso, un “rifiutatore” di tutto come ci dicevano allora e come dici tu adesso?
    Non eri contro l’eccessiva urbanizzazione che andava ad occupare le ultime aree verdi? Urbanizzazione che ha già chiuso tutti gli spazi eliminando anche ogni possibilità di svago a bambini e ragazzi?
    I bambini ora hanno solo aree attrezzate al chiuso o all’aperto, ovvero nessun campo libero dove poter sfogare e sviluppare la loro creatività, mentre i giovani non hanno più nulla se non campi a pagamento (il loro svago è ormai stare al pc e telefonico o ciondolare nei centri commerciali. Non se ne vedono più in giro).
    Piccoli consumatori crescono.
    Come tu hai appena scritto (e continui a scrivere da alcuni giorni) dire no all’impianto significa negare l’utilità del metano e, in base al mio commento anche alla legna ….
    Non ti balena per la testa che dire no all’impianto possa significare che forse non ci serve? Che non servirà a noi e che soprattutto non permette un nuovo modello di sviluppo?
    Tu hai fatto parte del Comitato PRG a crescita zero; lo sai cosa sta scritto nel manifesto nazionale?
    “…Quelle che risiedono in una politica urbanistica ispirata al principio del risparmio di suolo e alla cosiddetta “crescita zero”, quelle che portano ad indirizzare il comparto edile sulla ricostruzione e ristrutturazione energetica del patrimonio edilizio esistente”
    Hai una vaga idea di quanta energia si risparmierebbe se ristrutturassimo gli edifici? Altro che no al riscaldamento e al metano.
    Hai una vaga idea di quanta energia si risparmierebbe se mettessimo in piedi una mobilità pubblica?
    Hai una vaga idea di quanta energia e ambiente si risparmierebbe se uscissimo dall’ottica del consumismo, dell’usa e getta, del profitto …?
    Hai una vaga idea di quanta energia si risparmierebbe se usassimo in maniera razionale, sensata e con l’ottica di una seria politica di utilizzo e conservazione delle risorse ambientali, sia per il nostro bisogno, sia per garantire il fabbisogno di chi verrà dopo di noi?
    Tutto ciò senza tornare all’età della pietra e negare i mezzi tecnologici (esistono persone che sono la dimostrazione vivente di questo, altro che ideologismo o utopia).
    Altro che impianto di stoccaggio (è bene sapere, oltretutto, che non abbiamo un problema energetico, bensì ambientale e geopolitico).
    Non sei d’accordo con chi pone attenzione sul repentino riscaldamento del pianeta?
    Non sei d’accordo sul fatto che da settembre abbiamo esaurito le risorse che la terra ci offre annualmente e che da allora stiamo consumando le riserve future e questo accade da numerosi anni?
    Non sei d’accordo sul fatto che l’impronta ecologica degli italiani sia superiore al consentito?
    Non sei d’accordo sui movimenti che applicano e propongono nuovi stili di vita?
    Rifondazione Comunista non sfilava a Genova, Napoli e in tutte le occasioni organizzate dal social forum (per un nuovo modello di sviluppo, un nuovo modello economico, ricordiamolo bene!)?
    Non ne fate parte anche voi?
    Non avete aderito anche al movimento nazionale “Stop al Consumo del territorio”?
    Non avete aderito alla campagna “Salviamo il paesaggio”? (salviamo il paesaggio)
    etc …?
    Eppure siete sempre pronti a sfilare con bandiere e manifesti.
    Ed ora? Il tuo commento mi sembra “leggermente” in contro tendenza.
    Tu puoi essere anche d’accordo all’impianto ma le tesi a sostegno (e la foga con cui ti stai proponendo) negano tutto il resto a cui aderite (o che volete far credere di aderire?) e mi fa pensare ad una voglia di strumentalizzare (c’è anche un pizzico di vanità?).

    Sicuramente troverai molto da ridire anche su quanto ho appena scritto (e sapessi quante altre cose ne avrei da scrivere), farai estreme puntualizzazioni, diversificazioni, quantaltrismi, i “non esattamente proprio cosi-ismi”,0 …. ma dimentichi di osservare le cose nel loro insieme.
    Può andare anche bene il sezionare e valutare ogni singolo aspetto in sé, ma è necessario poi rimettere tuitto insieme e vederlo globalmente.
    La mia posizione era chiara, propositiva e priva di ideologia nel precedente commento e lo è tuttora, a meno che ogni divergenza la definiamo come ideologica, non propositiva …

    Guido:
    Molte cose già dette a Daniele sull’estremizzazione dei ragionamenti mirati ad annullare e negare (nonché ridicolizzare le posizioni diverse dalle proprie con esempi e conclusioni risibili) le giro anche a te. Anche tu hai detto dei no (Comitato PRG a crescita zero) …
    Sula tua ricerca di motivi per dire no alla centrale, ho l’impressione che tu esiga la certezza che esploderà non oltre il decimo giorno della sua messa in funzione.
    Ti piace come estremizzazione?

    alessandro:
    come sopra.
    Avevo, inoltre, anche scritto ” ..Ora non voglio fare paragoni con l’amianto e l’impianto in questione…”, quindi non vedo il motivo di ciò che hai scritto, ma se ti va di riferirti alla nota pericolosità, ti basti sapere che il metano è un potente gas serra e la sua pericolosità dovuta ad un errato utilizzo è un dato acquisito da molto tempo al pari dell’amianto (la cui pericolosità era nota anche al tempo degli antichi romani).

    Per terminare, nessuno di noi intende demonizzare queste fonti di energia, ma richiamano ad un uso “criteriato” di tutto ciò di cui disponiamo che non è a nostra totale disposizione.
    Non siamo propositivi alla pari dei vari no-TAV, no-Ponte sullo stretto, no-questa economia ….?
    Sappiate che il “no” motivato è decisamente propositivo.

    • Nazzareno Perotti scrive:

      Se continuate così metto un limite di caratteri ai commenti. Ho già spiegato perché.

    • Sarò breve. A questo commento non si può rispondere dilungandosi non perché non abbia argomenti, ma perché non ha senso. La battaglia contro il consumo di suolo in una città che ha 10.000 appartamenti sfitti credo si regga su altri presupposti. E comunque ricorda: proprio perchè non sono MAI stato ottusamente ideologico, ho SEMPRE detto in tutte le riunioni del comitato che se si tratta di fare case popolari, cioè dare case pubbliche a basso prezzo alle persone che ne hanno bisogno, per me l’idea della “crescita zero” passa assolutamente in secondo piano. Questo perché io ragiono per priorità, e il benessere sociale dei cittadini per me E’ priorità sui massimi sistemi.
      Tutto il ragionamento che fai è completamente ipotetico e slegato dalla realtà (e non rispondi neppure ad una delle questioni che pongo: continui a tacere sulle falsità che avete diffuso). Tutti i bellissimi propositi di cui parli (che condivido) non possono tecnicamente essere realizzati in un tempo sufficientemente breve dal permetterci di fare a meno delle infrastrutture energetiche. Non credo affatto di essere in controtendenza, anzi, siete incoerenti voi: per anni abbiamo detto (tutti gli “ambientalisti”) che, tra gli idrocarburi, il metano, la cogenerazione etc sono le alternative migliori, abbiamo incentivato il metano al posto del petrolio sull’automotive e così via. Questo non nega affatto che si possano sostenere tutti gli altri discorsi di cui parli, non sono in contraddizione. Non sono un fautore della “crescita infinita” in termini capitalistici e lo sai. Ma con qualcosa il nucleare, il carbone, il petrolio dovremmo pur sostituirli. E non mi rispondere il fotovoltaico perchè vorrebbe dire che non sai di che parli.
      Quanto al paragone coi no-tav, no-ponte e no-questa economia, il tentativo di nobilitare la vostra lotta fallisce con chi sa di che state parlando. Capisco che vi autorappresentate come gli impavidi difensori del cittadino ma ai miei occhi siete, più semplicemente, quelli del no-qualunque-cosa-nei-pressi-di-casa-mia. E ogni vostro commento, purtroppo, conferma la mia impressione.

    • Un’ultima cosa mi pare particolarmente odiosa: tu dici che sono in controtendenza rispetto alle nostre battaglie per una alternativa credibile. Io penso invece che la ricerca di quell’alternativa è credibile quando non è cieca; e che quando uno fa battaglie veramente serie, se poi cavalca anche quelle che non hanno senso danneggia pure quelle buone. A buon intenditor poche parole.

      • Giovanni Marucci scrive:

        Ribadisco: sei in controtendenza!
        Dici di sapere di cosa parli, ma in realtà non è così.
        Da come scrivi dimostri chiaramente di non sapere bene cosa voglia dire economia alternativa, nuovo modello di sviluppo …
        Non hanno nulla da spartire con tutto ciò che hai scritto, con la cecità ideologica e amenità varie che vai ripetendo con insistenza.
        Chi non conosce alla perfezione questi argomenti potrebbe essere attratto dal tuo modo di argomentare, ma non chi si sia, anche da poco, addentrato in questa realtà.
        Tu non ragioni per priorità, ma ti accodi proponendo qualche aggiustamento, qualche ammortizzatore … , ma nulla di realmente alternativo.
        Nel voler attaccare il M5S ti stai contraddicendo su ciò che ho messo in evidenza.
        Puoi continuare ad attaccare il M5S ma sappilo fare e non entrare in campi che non conosci bene, altrimenti manchi di umiltà.

        • Va bene. Allora mi rassegno umilmente a prendere lezioni di “alternatività” da voi, che non solo avete in mente l’unica vera economia alternativa (altro che i comunisti, che in fondo sono solo un pò meno capitalisti!), ma pure avete ben chiaro il percorso per arrivarci entro i primi di Gennaio. Perdonatemi se mi sono permesso di non essere d’accordo con voi. Però io non stavo parlando col M5S, stavo parlando co Giovanni Marucci.

          • Giovanni Marucci scrive:

            Guarda che ancora non soffro di sdoppiamento della personalità o almeno ancora nessuno ha fatto una diagnosi del genere, quindi stai parlando con me.
            Non ho assolutamente intenzione di darti lezioni di “alternatività”, ti ho solo fatto notare alcuni elementi di base che questi movimenti hanno e che non combaciano con quanto hai finora detto.

            Ragionare sempre per emrgergenze porta a produrre altre emergenze. Occorre, sì, affrontare le emergenze ma è necessario lavorare contemporaneamente per eliminare le cause che le producono e la differenza di approccio è notevole, perché questo comporterà scelte e atti diversi.

            Tranquillo, quindi, non ho mai avuto la presunzione di possedere la verità in tasca (idem per il M5S).

            Io ti ho risposto sui fatti e sui punti che hai sollevato ponendo in evidenza ciò che a me non quadrava. Ti sei posto ed hai ragionato allo stesso modo dei detrattori del Comitato PRG a crescita zero e di tutti i movimenti a cui avete aderito su scala nazionale.
            E’ anche vero, però, che non stai esprimendo solamente una tua opinione ma stai attaccando il M5S: lo puoi fare, ma almeno ammettilo.
            Evidenziare questo vuol dire non ragionare più con la mia testa?
            Daniele, dai!, non menar il can per l’aia o, se preferisci, non arrampicarti sugli specchi e smettila di agitar i fantasmi del M5S.
            Perché lo fai?
            Non mi dire che ci credi veramente.

          • Che “non ragioni con la tua testa” te lo stai dicendo da solo, non te l’ho detto io. La discussione ha preso una piega personale che è inadatta a questo strumento messo a disposizione da Riviera Oggi e che sarà bene affrontare personalmente per chiarirci e recuperare un pò di serenità. Non ho mai negato di aver attaccato il movimento, mi pare evidente: lo critico perchè ritengo abbia diffuso informazioni fuorvianti ed alcuni allarmi gravi ed ingiustificati. Non l’ho mai nascosto, più chiaro di così!! Spero sia ancora permesso. Quanto agli argomenti, la mia non è una critica “generica”, ma specifica a QUESTO metodo di portare avanti le lotte in QUESTO caso. Siete voi a ritenere che l’opposizione a una centrale di stoccaggio del metano si possa fare con gli stessi argomenti che si usano per il nucleare o per i rigassificatori. Io non la penso così, sono strutture completamente diverse, non paragonabili nè per i rischi nè per l’impatto ambientale.

    • guido rossetti scrive:

      Giovanni, le mie posizioni, anche se può sembrare diverso, così come quelle di Daniele, sono coerenti, coeenti con la lotta contro il consumo del territorio da parte della speculazione edilizia, così come ho sempre precisto! i miei ragionamenti sono conditi di ideologia forse è questo che a volte sono incomprensibili da chi rifiuta le ideologie e l’etichetta di destra o di sinistra. io sono di sinistra, non mi vergogno di usare il termine obsoleto e fuori moda di comunista. Come tu stesso hi detto sono alla ricerca di motivi per essere contrario, che il deposito esploderà è fuori dalla logica delle leggi della fisica e della chimica, per questo mi disturba quando viene impropriamente chiamato “bomba sotto ai nostri piedi”, ora dico, se i livelli di inquinamento sono sostenibili e non superiori a qualsiasi altra attività produttiva che venisse realizzata, per me non è un motivo per essere contrario. Che bisogna cambiare stile di vita è vero. ma spesso, questi cambiamenti sono un lusso che la maggior parte delle persone non può permettersi. perisamo ad esempio alla mobilità alternativa, al non usare la macchina, bene, io posso permettermelo e lo faccio, vado in ufficio in bicicletta quando non piove, quando sono in giro per lavoro uso mezzi pubblici, metropolitane dove ci sono, autobus e cammino molto a piedi. ma enso ad una madre di due o tre bambini che la mattina deve portare all’asilo, alla scuola, spesso in zone diverse, fare in tempo a portarli e poi recarsi al lavoro, quale mobilità alternativa possiamo proporgli se non la macchina? e così per le fonti energetiche rinnovabili e tutte le tematiche legate all’ambiente. per me è più importante che le fasce sociali meno protette possano permettersi di pagare la bolletta del gas per riscaldarsi e per cucinare, quindi, se questa politica degli stoccaggi funziona e permette di mantenere il prezzo del gas e delle bollette al riparo da speculazioni e quindi accessibile a tutti, non vedo perchè dovrei oppormi quant’ora questo non produca danni all’ambiente superiori a una qualsiasi altra attvità produttiva, è vero che li lavoreranno soòo 5 o 6 persone, ma la ricaduta economica sarà su tutti i cittadini e non solo di San Benedetto, quindi, se il rischio ambientale è accettabil e contenuto, essere favorevole non sognifica non rispettare l’ambiente ed il territorio, al contrario, preferisco una limitata centrale di stoccaggio di gas, in un zona tuttosommato industriale che lo scempio delle colline e delle campagne fatto dalle centrali fotovoltaiche, preferisco una candela dove molto raramente arderà una fiammella alla oscena stesura per chilometri dei pali e delle eliche delle centrali eoliche! questa centrale è sicuramente meno invasiva e deturpante di quelle delle energie alternative! Quindi, sul tema principale del rispetto dei diitti dell’uomo e a seguire del rispetto dell’ambiente, penso di essere molto ma molto coerente nelle mie posizioni!

      • Giovanni Marucci scrive:

        Guido,continui a fare esempi come il precedente commento.
        Perché?
        Chi ha mai parlato di non permettere il riscaldamento a tutti ….?
        Dimmi da chi l’hai sentita.
        E’ una evidente tua interpretazione che però non poggia su nulla di concreto per il semplice motivo che non hai mai sentito uno affermare cose simili.
        Chiudere i buchi del secchio no?
        Rivedere i nostri eccessi no?
        E sappi che è possibile che mentre qualcuno dovrà rivedere gli eccessi, altri dovranno colmare le lacune.
        Ti soddisfa di più quest’ultima frase?
        Ti invito, però, ad eliminare questi pensieri perché non corrispondono al vero e se proprio vuoi continuare dì chiaramente dove vuoi andare a parare.

      • Gundam scrive:

        Guido,
        quando scrivi “che il deposito esploderà è fuori dalla logica delle leggi della fisica e della chimica”, sostieni una sciocchezza.
        In un altro commento ho citato questa ricerca ” http://www.hse.gov.uk/research/rrpdf/rr605.pdf ” che presenta un lungo elenco di incidenti occorsi in impianti simili a quello che deve sorgere dalle nostre parti.
        Di incidenti ce ne sono stati e ce ne saranno. Il rischio zero non esiste.
        Non avrei alcuna preclusione, se il centro di stoccaggio fosse davvero in campagna e non in una città turistica, o comunque vicino ad una riserva naturale.

        • Nazzareno Perotti scrive:

          Visto il tuo ragionamento quel “turistica” dopo la parola “città” lo toglierei. Non credi?

        • Gundam, credo che guido intendesse il GIACIMENTO (deposito) e non l’impianto. Qualunque impianto industriale, anzi, qualunque struttura antropica è soggetta a rischi, e solo uno stupido potrebbe dire che quell’impianto è 100% esente; come, d’altronde, non sono esenti da rischi al 100% neppure i comuni distributori di benzina che trovi attaccati alle case, neppure la ferrovia (Viareggio docet ma non solo), e così via. Quindi, se da un lato è ovvio che ci siano rischi (che comunque vanno esattamente quantificati, cioè, bisogna sapere COSA si rischia e CON QUANTA PROBABILITA’ e POI decidere: se i rischi fossero davvero distruttivi, non se ne faccia nulla e stop), dall’altro è altrettanto ovvio che no, 500 milioni di metri cubi di metano NON esploderanno. Per cui chi dice che c’è “una bomba sotto i nostri piedi”, mi dispiace, ma dice una sciocchezza, e il tuo generoso contributo d’incidenti lo dimostra esplicitamente. Tra l’altro dei numerosi tipi di stoccaggio possibili, quello in giacimenti esauriti mi risulta essere il più sicuro in assoluto (a differenza di quelli nello strato di sale, ad esempio, che ho avuto l’opportunità di approfondire e hanno tutt’altri problemi). Infatti se guardi le conclusioni del file che hai inviato dice proprio questo, nella sostanza: quando hai già un giacimento esaurito, è tutto più semplice perchè il suolo lo hai bello che sondato, anche se ovviamente devi tenere conto di una serie di parametri; quando hai un acquifero, ti costa un botto perchè tutte le ricerche le devi fare da zero e comunque hai meno garanzie; quando hai una caverna di sale (per quanto ne so caso tipico della germania), i parametri ed i rischi da considerare sono molti altri, quindi occhio.

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