Disappunti Quotidiani, Turismo

I cittadini piceni hanno l’anello al naso? Credo di sì. E’ giunta l’ora di togliercelo

Alle nostre sollecitazioni per la creazione di un brand turistico chiamato Piceno, in grado di raccogliere le esigenze di tutto il territorio, dal mare ai Sibillini, tutti rispondono che è la soluzione più giusta ma la paura di mettere da parte il proprio orticello è ancora troppo forte

di: 12 novembre 2011 @19:30

Chiarimento. Prima dell’argomento che sto per trattare mi preme fare una precisazione. A volte in questa mia rubrica non appaiono Dis-Appunti riguardanti argomenti di attualità. Il motivo è questo: nelle tantissime “Lettere al Direttore” (i commenti), che mi arrivano giornalmente, vengo chiamato in causa con l’invito a rispondere. Nelle mie repliche mi capita spesso di esprimere pensieri che avrei voluto usare come Dis-Appunti. Dove evito di ripetermi con un “doppione” che diventerebbe noioso per il lettore. E’ questa una semplice comunicazione per avvisarvi che, da qualche tempo, c’è un’integrazione tra mie “repliche ai commenti” e la rubrica “Dis-Appunti”. Tutto qui.

Turismo. Da alcuni mesi Riviera Oggi sta lanciando input per far sì che il turismo della provincia di Ascoli Piceno venga trattato in modo uniforme sotto la sigla Piceno. Tanti addetti ai lavori, molti nostri lettori compresi, si sono dichiarati entusiasti della proposta e ci hanno comunicato la loro approvazione di un eventuale progetto. Cosa ci aspettavamo di conseguenza? Una cosa molto semplice e cioè (come ha ricordato recentemente il sambenedettese Piernicola Cocchiaro da Irvine in California dove vive con la famiglia) che le autorità comunali e provinciali del territorio piceno lanciassero alle cittadinanze un bando, o qualcosa di simile, per invitare società pubbliche o private a farsi avanti con progetti ad hoc. Quello scelto avrebbe dovuto avere il consenso definitivo in una grande assemblea provinciale nella quale i cittadini avrebbero potuto dare suggerimenti, magari solo consultivi, per migliorarlo ancora. Come succede negli Usa, vero Piernicola?

Non solo non è successo nulla di tutto questo ma, nei giorni scorsi, stava per essere approvato un progetto romano in soccorso al turismo della nostra provincia, ma sicuramente ispirato anonimamente da qualche indigeno (che ‘giustamente’ non esce mai allo scoperto) razziatore di idee, all’insaputa della popolazione picena ed anche (incredibilmente) di alcuni addetti ai lavori che avrebbero dovuto approvarlo, perché avvertiti (il progetto è datato 11 ottobre 2011!) soltanto qualche “istante” prima. Per fortuna, tra addetti al turismo nostrano, esistono persone candide che assimilerei ad un vecchio saggio che recita così: “quando si fa la popò sulla neve (che è candida) prima o poi si scopre“. Da non sottovalutare che il costo del pericolo scampato (almeno per ora) era (è) di circa 100 mila euro in tre anni. Niente male in tempi di crisi, tanto che ci piacerebbe capire che introiti in più avrebbe portato: per essere valido dovrebbe assicurare almeno un incremento valutabile intorno al milione di euro. O “gabbato lo santo” tutto sarebbe finito nel dimenticatoio nel classico stile italiano?

Un altro strano (ma mica tanto) particolare è che, alla decisione di approvazione del progetto, non partecipava il Consorzio Turistico che, lo dice la parola stessa, è nato per raggruppare soggetti (pubblici e privati come quelli del Servizio Turistico Locale)  e metterli in condizione di fare scelte in grado di migliorare l’offerta turistica. Direte: ma il Consorzio è della sola Riviera delle Palme. Rispondo: perché la nostra Riviera non fa più parte del Piceno? Ci sono quindi conflitti di interessi da risolvere subito. Sbaglio? Ho stima del neo presidente Stefano Greco (a scanso di equivoci l’avevo anche nella persona di Alessandro Zocchi) per cui mi aspetto chiarimenti veri. Glieli chiederemo nell’intervista che dovremo fargli martedì prossimo per “Il settimanale del Piceno”. Non vorremmo, per esempio, che dal suo istituto partisse un progetto diverso (magari milanese!) per lo stesso territorio o parte di esso, da quello che adotterà l’Stl (Servizio Turistico Locale). La soluzione giusta sarebbe quella di nominare tutti insieme nove loro rappresentanti intelligenti e preparati ai quali dare indicazioni per aspettarsi una programmazione turistica finalmente all’altezza. Al neo comitato andrebbero meriti o fischi (e “licenziamento”) in caso di successo o insuccesso. Nelle condizioni attuali non si riesce mai a capire di chi è la colpa e ancor meno il merito.

Alla luce di quanto appena espresso, e in base all’affermazione del sindaco Giovanni Gaspari rivolta recentemente al Presidente delle Marche, Gian Mario Spacca “i cittadini della Riviera non hanno l’anello al naso“, mi sento di aggiungere che, se si dovessero accettare progetti turistici in modo affrettato e semioscuro oltre che oscuro al 100% per le cittadinanze, un anello al naso ce lo metterebbero anche sulla seconda narice.

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I vostri commenti all’articolo (18)

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  1. Caro Direttore, visto che mi hai chiamato in causa, intervengo sul tuo disappunto con molto piacere, come sempre, anche se ti avverto che per forza di cose dovrò essere un pò lunghetto.

    Si, è assolutamente vero quello che dici a proposito della partecipazione negli USA dei cittadini nelle decisioni politiche “che li riguardano”e riguardano il “loro territorio”.
    Un esempio importante è il seguente.
    Nel territorio comunale di Irvine, in California, dove vivo, insiste un grandissimo ex aereoporto militare, il Marine Corps Air Station “El Toro”, appartenente fino a qualche anno fa ai Marines.
    La base ha chiuso nel 1999 e nel Febbraio 2005 il Comune di Irvine lo ha acquistato all’asta con aiuti del governo e di privati.
    Per farla breve il Comune, insieme alla Contea di Orange a cui appartiene Irvine, ha fatto redigere il progetto per trasformare la vecchia base dei Marines in uno dei più grandi Parchi pubblici metropolitani tra Los Angeles e San Diego, con un bacino di utenza previsto di circa 10 milioni di persone e il progetto lo ha chiamato “The Great Park Plan”.
    La parte della vecchia base che sarà destinata a Parco avrà una superficie di circa 700 ettari (quasi due volte il Central Park di New York) e il progetto che ha già è stato redatto e che ha già ricevuto tanti premi per la sue qualità, costituisce di fatto solo una base di discussione tra il pubblico ed il privato.
    Innanzitutto è stato creato un sito web del Parco (http://www.ocgp.org/learn/design/), completo di progetto, obiettivi ed aggiornamenti sulle fasi economiche e costruttive. Poi ogni tanti mesi vengono organizzate delle speciali assemblee alle quali sono invitati tutti i cittadini che così possono essere aggiornati e dare qualche suggerimento e contributo di idee.
    Esattamente come auspichi tu e come di riflesso auspico io. Basterebbe fare la stessa cosa per il nostro brand Piceno.
    Spero proprio che qualcuno ci dia ascolto perchè sono sempre più convinto della bontà dell’idea e dei vantaggi che tutti, dai cittadini ai politici, passando per gli operatori culturali, turistici ecc., possono ricevere dalla sua attuazione.
    Un’ultima cosa. In questi giorni sto tenendo una mia personale di pittura che durerà fino a tutto Gennaio, presso il Municipio di Newport Beach (http://www.newportbeachca.gov/index.aspx?page=1076), una bellissima città turistica della Orange County vicino a Irvine.
    Sul banco della reception ho messo, insieme alla mia biografia, il mio curriculum e i miei biglietti da visita, anche una decina di brochure scritte in inglese sul Piceno che ho portato dall’Italia e che mi son fatto dare dal Dott. Vagnoni della Provincia di Ascoli prima della mia partenza.
    Nonostante che avessi scritto che non si potevano prendere, ma solo consultare, qualche brochure è scomparsa e gli addetti mi hanno detto che in tanti si sono soffermati a guardarle con molto interesse.
    Sulla copertina c’è scritto in inglese: “PICENO, inaspettato, diverso, sorprendente”.
    Ti invio in email il JPG della copertina della brochure, così che tu possa trovare il modo di pubblicarlo su Riviera Oggi, perchè vale la pena che anche gli altri lettori possano cercarla ed averla.
    Praticamente è la brochure del brand Piceno, nè più nè meno, anche perchè si intitola proprio PICENO.
    Ma allora mi chiedo, perchè, se già sono stati stampati dalla Provincia gli opuscoli sul Piceno, a dimostrazione del fatto che anche i politici ci credono, non si passa subito alla redazione di un suo progetto di fattibilità? Tra l’altro non costerebbe assolutamente nulla, perchè un nuovo parco occorre realizzarlo e quindi spendere soldi, ma il Parco metropolitano Piceno, con le sue bellezze marine, collinari e montane, la sua storia, la sua arte, la sua cultura, le sue tradizioni e la sua aria esiste già. E’ tutto pronto!
    Abbasso il campanilismo!

    Piernicola Cocchiaro

  2. riviera scrive:

    Caro Direttore, sono contento che lei come me viva la pia illusione di creare un territorio unico targato PICENO. Purtroppo questo non sarà mai possibile fin quando ci sarà un maledetto pallone a ruzzolare in un prato verde.
    Io nel mio piccolo, da ascolano doc residente in Ascoli, ho voluto usare come nick “Riviera” perché sono innamorato della Riviera delle Palme e della sua gente, senza disconoscere la mia passione calcistica bianconera e senza “maltrattare” i colori rossoblu.
    Molti però credono che ciò sia incompatibile e per questo si continua imperterriti a coltivare ognuno il proprio orticello in barba alle innumerevoli opportunità di sviluppo possibili.
    Un tempo Luca Carboni cantava una bellissima canzone che diceva: tu sei troppo bolognese…, tu sei troppo napoletano… Ci si potrebbe aggiungere: tu sei troppo sambenedettese… tu sei troppo ascolano.
    Con questo modo di pensare, basta guardare alla nostra cara Italia che fine che sta facendo per il nostro essere TROPPO ITALIANI (nel senso dispregiativo che ultimamente ci affibbiano dall’estero…).
    VIVA IL PICENO! VIVA LA “PACE” TRA GLI ASCOLANI E I SAMBENEDETTESI! VIVA IL NOSTRO BELLISSIMO TERRITORIO E LA NOSTRA GENTE UNICA AL MONDO!
    ABBASSO I CAMPANILISMI E LE TESTE VUOTE COME UN PALLONE!
    Grazie.

    • Nazzareno Perotti scrive:

      Sono d’accordo che è ora di finirla con il campanilismo ma non ridurrei il problema alla sola questione calcistica. Per esempio, se lei va a vedere chi è che coltiva il proprio orticello a discapito della comunità, vedrà che non sa nulla di calcio, tantomeno di Ascoli e Samb. Nè gliene importa più di quello che fa vedere in qualche occasione per puro “spirito elettorale”. Il problema sta nell’egoismo che prevale nell’uomo senza rispetto per l’altro. A San Benedetto si dice “orapruè tutte pe mè” e per i miei amici aggiungo io.
      Se ancora non lo sa con il nostro giornale in edicola (le consiglio di abbonarsi o di acquistarlo ogni giovedì, si chiama… come lei ma sopra la testata c’è scritto Il settimanale del Piceno. stiamo cercando proprio una politica che a me e lei sta a cuore: unire il Piceno non solo fisicamente ma anche intellettualmente perché è l’unico modo per farlo diventare grande, anzi grandissimo perché riuscirebbe a valorizzare i suoi tanti tesori nascosti. Grazie a lei.

  3. kiko scrive:

    Direttore si ricorda quando Rozzi,propose il famoso derby dell’amicizia,che doveva essere una grande festa! Ricorda come siamo stati accolti? Avevo 7 anni !!!! Aranci con lamette!! Ogni volta che vado in Ascoli mi viene in mente sempre quella scena!! Ripeto anche io sono d’accordo per il Piceno ,pero’ la vedo molto ma molto dura!!!

  4. ns scrive:

    Direttore, le vorrei porre una domanda.
    Secondo lei che resposabilità la politica Sambenedettese in tutto ciò?
    Io sento molto lontani i nostri rappresentanti in provincia e in regione, una volta eletti scompaiono dalla scena per ricomparire su argomenti locali solo in cerca di visibilità.

    • Nazzareno Perotti scrive:

      Ha detto tutto lei ed io concordo in pieno.

      • alessandro84 scrive:

        Direttore, rilancio, che responsabilità ha in tutto questo l’elettorato sambenedettese che elegge certi personaggi politici?

        • Nazzareno Perotti scrive:

          Nessuna se non quella di averli eletti. Anche perché, evidentemente, nessuno ha offerto alternative valide. Dico anche che la maggioranza dei voti sono inconsapevoli, bisogna quindi farsì che essi siano meno possibili. Come? Con l’impegno sul campo come stiamo facendo noi giornalisti e tanti lettori con queste pagine. Altri dovrebbero agire e dimostrarsi migliori di coloro che si criticano, con azioni politiche che testimonino veramente un nuovo corso.

          • alessandro84 scrive:

            Direttore non concordo, io credo che il voto non sia inconsapevole bensì consapevolissimo ed è testimoniato da certe preferenze espresse ad esempio nelle ultime elezioni dove si evince chiaramente un puro interesse clientelare. E se non si ha nulla da offrire non si vale nulla politicamente. La dimostrazione la vediamo anche a livello nazionale che per fare le riforme “di sistema” serve un governo tecnico perchè quello politico non vuole intaccare la propria base lettorale. Per me questo è un chiaro fallimento del sistema democratico in Italia. Servirebbe proprio un cambio costituzionale!

          • Nazzareno Perotti scrive:

            L’ho già scritto più volte: esistono due tipi di voti inconsapevoli, quelli che indichi tu riguardano coloro che pensano a se stessi e non alla comunità. Inconsapevoli perché pagheranno (figli compresi e di più) i danni che hanno fatto, votando per puro interesse personale; gli altri sono quelli dati giusto per andare a votare perché credono che è meglio a darlo a qualcuno, chiunque esso sia, magari su suggerimenti interessati ma senza volerne ricavare nulla, piuttosto che non votare.

  5. Io penso però che più che spendere tempo e parole, cercando di individuare le colpe, i motivi e le cause di questo immobilismo e “lontananza” dei politici o le responsabilità di chi li ha votati, occorra cercare invece di agire propositivamente e subito.
    Si dovrebbe progettare “dal basso” il brand PICENO, con l’aiuto dei cittadini, delle tante Associazioni, delle categorie, degli Enti e dei tanti operatori del territorio interessati e poi “offrirlo” alla politica e non viceversa.
    Certo dovrebbero essere i politici della nostra Provincia a proporre il brand. Chi altri se non loro, ma non si può aspettare che essi escano dal “torpore” in cui versano per accorgersi di questa opportunità che il nostro territorio ha per lanciarsi a livello turistico e culturale internazionale.
    Tra l’altro non sappiamo nemmeno che fine farà la nostra Provincia.
    Quindi secondo me bisogna agire immediatamente, individuando un referente, che potrebbe essere la stessa Riviera Oggi, organizzare incontri, conferenze, dibattiti, buttare giù idee e definire il progetto. Chi può farlo se non il giornale online più letto, visto ed ascoltato del centro Italia.
    Una volta definito il progetto, “chiedere” ed ottenere la responsabilizzazione dell’apparato politico provinciale, affinchè possa essere lo “strumento attuativo” del brand.
    Non possiamo chiedere di più, perchè se è vero che l’obiettivo di certi politici sono i voti della prossima tornata elettorale, non si può chiedere a loro di modificare oggi lo stesso “status” che glieli dovrà fornire.
    State certi però che se poi grazie al lavoro del referente, dei cittadini, delle Associazioni, degli Enti e degli operatori del territorio, dovesse nascere il brand PICENO, i primi a vantarsene e a sfruttarlo sarebbero proprio loro.

    Piernicola Cocchiaro

    • Nazzareno Perotti scrive:

      Grazie innanzitutto per le belle parole nei nostri confronti. Prendo al volo i tuoi suggerimenti e domani ne parlo in redazione. Se il comitato di redazione mi darà il via (credo e spero di sì) inizierò immediatamente a fare telefonate per organizzare il primo incontro. Probabilmente è vero quello che dici: se alla politica non fai trovare il piatto pronto, difficilmente prende iniziative; se poi si prenderanno i meriti non fa niente, se contribuiranno al raggiungimento della meta. Per amore del nostro territorio, e per chi lo ama come noi, credo che un’opportunità del genere non vada persa. Ciao.

  6. adue scrive:

    Perchè ci accontentiamo sempre del “male minore”? (Meglio darlo a chiunque piuttosto che non votare). Ma non si potrebbe ogni tanto volere “il meglio”? Dobbiamo guardare al migliore per poter intraprendere la strada giusta. Se guardiamo le scorciatoie più vicine o più facili non arriveremo mai alla meta. Il voto è una cosa IMPORTANTISSIMA va fatto come deve essere fatto. Informarsi, conoscere e decidere con serietà. L’elettore ha diritto ad essere ben informato, ha il dovere di informarsi e conoscere bene ciò che va a fare. Qualcuno mi parlava di una patente di voto, da rinnovare ogni tot di anni come quella automobilistica,forse non è una cattiva idea. Ovviamente si dovrebbe insegnare a scuola fin da piccoli, una volta c’era “educazione civica”. Fatta bene con incontri per i più grandi con personaggi politici ecc. non sarebbe male. Poi per chi è disonesto…..

    • Nazzareno Perotti scrive:

      Vedo che i nostri pensieri coincidono. Ma le dico di più: negli Usa hanno innventato un programma con il quale, in base ad alcuni test, si attribuisce un determinato valore al voto. Alla fine si fanno le somme ma il voto di una persona che vota a casaccio può valere 1, quella di un’altra ben informata che fa precedere il proprio voto da un ragionamento logico vale di più, 2, 3 e così via. E’ un modo di vedere forse razzista e irrealizzabile in concreto ma credo che la persona eletta sarebbe frutto di una scelta più meditata e oserei dire anche giusta. Magari fra trent’anni… ne riparlerete.

  7. Carissimo Nazzareno Perotti ” Il Direttore” , per fare qualcosa ci vogliono persone che capiscano qualcosa, ma soprattutto ce amino il loro territoro a prescindere dagli schieramenti politici., ma… soprattutto che NON sia solo merce a loro utilizzo e consumo.. Ci sono state tante attività create, negli anni , a proprio uso e consumo, e cambiata la linea politica tutto quello che si è fatto in anni diventa carta straccia. Manca una mentalità.. spero che la Provincia venga CHIUSA.. poi vedremo i politici Sambenedettesi cosa conteranno nel territorio.

  8. nostalgia scrive:

    mi piacerebbe sapere se tra i lettori e commentatori di questo articolo e di quello di qualche settimana fa c’è qualche albergatore o comunque qualcuno che vive di turismo…..vorrei sapere cosa ne pensano, in fin dei conti sono i diretti interessati…..
    Rinaldo Maloni

  9. andrea70 scrive:

    Giusto per precisare, lo stand nella foto non è della Provincia ma è quello realizzato dalla Ma.Co.Per. di Perugini Andrea anche in altri eventi di promozione fieristica…viva il brand PICENO…

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