Sarà Prg a impatto zero: “Ma si costruirà”. Con Sel equivoco risolto?
La giunta di Gaspari bis
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16 maggio, 19:19
L’amministrazione comunale “sposa” la versione Emili: Ci sono obiettivi chiari, come la piscina e la riqualificazione del Ballarin. Si rispetterà ecosostenibilità”. Il 16 il programma di mandato approda in Consiglio
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Piano Regolatore Generale? Sarà ad impatto zero, non a crescita zero. La parola fine ai dubbi, nati nel corso dell’ultimo consiglio comunale in seguito all’intervento del capogruppo Pd Loredana Emili e proseguiti successivamente con la presa di posizione di Sinistra Ecologia e Libertà, è stata posta lunedì sera nella classica riunione di maggioranza del lunedì.
Ciò significa che si costruirà con procedimenti di sviluppo ecosostenibile, che rispettino il piano energetico e l’ambiente. Ma si costruirà, come è scritto chiaramente sul programma di mandato (a pagina 22, vedere allegato pdf), firmato dagli stessi vendoliani al momento dell’alleanza dello scorso aprile. “Dire che non si cresce più è sbagliato – dichiara l’assessore ai Lavori Pubblici, Leo Sestri – anche perché ci sono obiettivi chiari da raggiungere, come la riqualificazione dell’ex Ballarin, la costruzione di una nuova Piscina, l’interramento dei cavi della sottostazione”.
Tesi che Sel, per voce del neo-coordinatore comunale Tommaso La Selva, avrebbe condiviso pienamente. “Il 16 novembre si voterà il programma di mandato – prosegue Sestri – loro non potranno partecipare non avendo consiglieri eletti, ma hanno comunque detto la loro, approvando un percorso assieme”.
Sposata dunque dall’amministrazione comunale la versione targata Emili: “Il Prg non sarà mai a crescita zero, rivendico una politica di sviluppo”, disse sorprendendo un po’ tutti. “Rappresenta una delle tante sensibilità diverse presenti dentro alla coalizione – tagliò corto Spadoni, che tuttavia precisò come la sintesi sarebbe spettata a programma del centrosinistra: “Questo dice chiaramente che il Prg si farà e che sarà a crescita zero”.
Equivoco risolto? La sentenza arriverà nell’assise di metà mese, quando i progetti del Gaspari-bis verranno posti a votazione. Procedimento al quale non potrà appunto prendere parte Sel, che in questo modo si ritrova senza un effettivo potere di dissenso ipotetico tra le mani.
Nell’attesa, il sindaco guarda con particolare interesse alle notizie provenienti da Palazzo Raffaello, chiamato ad approvare una norma che impedirebbe ai Comuni che non abbiano approvato almeno il 90% del Prg di effettuare varianti urbanistiche: “Se ne sta discutendo – conferma il primo cittadino – un’approvazione bloccherebbe tutto. Come Anci abbiamo già fatto domanda per una modifica. Aspettiamo”.

Questa fissazione con la nuova piscina non la capisco, a meno che…
A meno che non si voglia successivamente vendere la vecchia per farci costruire sopra dell’altro (hotel, residence…).
Idea rispettabilissima e legittima, ma se questo è il fine, meglio dirlo chiaramente, no?
A me mi stanno sfuggendo un po’ di passaggi, spero per mia negligenza.
Anche dai recenti articoli sul tema Piscina emerge una volontà del Sindaco di gestire in maniera più efficiente quest’impianto ma d’altro canto si vuole costruire una nuova piscina. Questa situazione è poco chiara (forse l’assessore alla trasparenza può spiegare il tutto in pochi secondi) perchè si concentrano attenzioni su un vecchio impianto quando se ne vuole fare uno nuovo? O c’è la necessità di potenziare questa tipologia di servizio per un’improvviso aumento della domanda oppure non si capisce il perchè di questo modus operandi.
Mi sarei aspettato piuttosto un approccio di tipo “permuta” per fare la nuova piscina oppure un percorso di coinvolgimento pubblico-privati come il Project Financing; ma l’attuale strategia dell’amministrazione è incomprensibile. Spero che arrivino al più presto CHIARE delucidazioni sulla strategia dell’amministrazione in quest’ambitoe del perchè su quest’accanimento, apparentemente poco giustificabile, sulla piscina.
PRG a impatto zero… questo sconosciuto.
Generalmente con IMPATTO ZERO si intende un’azione o un’impresa che NON ALTERA il bilancio di CO2, metano o altri gas inquinanti, del sistema-ambiente.
Trattandosi di un bilancio che riguarda esclusivamente l’anidride carbonica la cui unità di misura non corrisponde al m2, ciò non contempla quindi la difesa del suolo (inteso come superficie) né tantomeno quella del paesaggio.
Nel comitato fondato da SeL, il Comitato PRG a crescita zero, la crescita zero non è intesa come crescita zero di CO2, per cui dato che gli unici cittadini rimasti nel comitato sono appartenenti o simpatizzanti SeL, in futuro, il comitato cambierà nome?
Sarebbe interessante sapere come i tecnici intendono raggiungere il risultato IMPATTO ZERO, quali saranno quindi le azioni che verranno svolte sul territorio comunale (il sistema-ambiente appunto) per ripristinare ogni qualvolta sia necessario il bilancio della CO2. Spero comunque che non venga utilizzata la scorciatoia che, per alcuni, risolve il problema attraverso l’acquisto di crediti dai “sink” di carbonio acquistabili nei paesi del Sud del mondo. (Riego Gambini)
Nell’attesa, il sindaco guarda con particolare interesse alle notizie provenienti da Palazzo Raffaello, chiamato ad approvare una norma che impedirebbe ai Comuni che non abbiano approvato almeno il 90% del Prg di effettuare varianti urbanistiche: “Se ne sta discutendo – conferma il primo cittadino – un’approvazione bloccherebbe tutto. Come Anci abbiamo già fatto domanda per una modifica. Aspettiamo”.
Scusate ma.. se ha il sindaco Gaspari ha finalmente deciso di fare il PRG, che interesse ha nella legge regionale che invece bloccherebbe le varianti urbanistiche?
eGR. Sindaco, come Lei saprà la proposta di legge regionale n. 111 era all’ordine del giorno oggi ma è stata rinviata:
“PRESIDENTE. Se l’Aula è d’accordo possiamo mettere il punto 25) come punto 10bis).
Ci sono altre richieste? (…) Prego, Consigliere Giancarli.
Enzo GIANCARLI. Presidente, così come comunicato nella Conferenza dei Capigruppo chiedo il rinvio alla prossima seduta della proposta di legge n. 111 “Norme in materia di riqualificazione urbana sostenibile e assetto idrogeologico”.
Bene. Ci sono altre richieste? Qualcuno mi aveva detto che c’erano dei problemi anche sulla pdl n. 130 “Norme urgenti in materia di passaggio al digitale terrestre”. Ci sono richieste formali?
Enzo GIANCARLI. Presidente, qui siamo in presenza di una lettera del Presidente Spacca, una proposta ferma e determinata nei confronti del Ministero dello sviluppo economico a tutela dell’emittenza privata radiotelevisiva marchigiana. In questi giorni, come appunto da richiesta del Presidente Spacca, dovrebbe arrivare una risposta.
Quindi chiediamo che anche questo punto venga rinviato alla prossima seduta. Penso concordi anche il relatore di minoranza.
PRESIDENTE. Pertanto, se non ci sono posizioni contrarie, do per approvato la rimodulazione dell’ordine del giorno così come richiesto da diversi Consiglieri”.
Rinviata dunque.
Ad ogni buon conto La informo che la proposta iniziale del limite del “90%” è già stata abbassato a “75%”, in Commissione, il giorno 26.10.2011, infatti l’articolo 11 recita:
“1. Fermo restando quanto previsto al Capo I, fino all’entrata in vigore della legge regionale organica per il governo del territorio e comunque non oltre ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge i Comuni si attengono alle seguenti disposizioni, finalizzate alla riduzione del consumo di suolo nonché al massimo utilizzo e riqualificazione del patrimonio edilizio e urbano esistente, anche a
fini di tutela paesaggistica:
a) non possono essere adottati nuovi PRG o varianti ai PRG vigenti, anche con il procedimento gestito tramite lo sportello unico per le attività produttive, che prevedono ulteriori espansioni di aree edificabili nei Comuni che non hanno completato per almeno il 75 per cento l’edificazione delle aree esistenti con medesima destinazione d’uso urbanistica;
(omissis)
Pertanto si consiglia all’Amministrazione di iniziare subito a procedere ad un’accurata rilevazione delle volumetrie previste dal vigente PRG per ciascuna destinazione d’uso (residenza, commerciale, produttiva, ecc.), ed al conteggio delle volumetrie realizzate ad oggi (è sufficiente aggiornare l’ultimo P.P.A.), per vedere se l’asticella del 75 % è già stata superata per le varie destinzazione e verificare, finalmente, se si può così procedere alla redazione di UN NUOVO P.R.G..
Altrimenti sono permesse solo varianti in riduzione della capacità edificatoria del vigente P.R.G., cioè: ad impatto SOTTOZERO.
siamo ampiamente sopra. Lo stesso vincolo lo imponeva il PTC, fortemente osteggiato da molte amministrazioni PD della vallata.
Questi giocano con le parole. Impatto zero non significa nulla.
Salve a tutti, io invece vorrei porre l’attenzione sulla questione che riguarda chi dovrà elaborare il PRG.
Per 5 anni abbiamo dovuto pagare il tecnico incaricato dall’ex-sindaco Martinelli e per altri cinque quello incaricato da Gaspari per un piano regolatore che ancora non vede la luce e ora come ha detto lo stesso Sindaco un mese fa, vuole fare una Task force di tecnici locali che dovrebbero dare il proprio contributo gratuitamente al PRG. Il signor Sindaco forse non ricorda che nel 2007 fù già istituito un forum dei tecnici a cui mai fu dato l’avvio proprio con questo scopo, perchè solo ora si riparla di coinvolgere i tecnici locali, sono forse finiti i soldi? Posso assicurare che i tecnici locali, come diedero un loro apporto GRATUITAMENTE quando il sindaco era all’opposizione, tramite convegni, conferenze e nuove idee sulla città al fine di dare forma a un contro PRG in risposta a quello del Prof. Bellagamba, erano disposti a farlo anche dall’inizio del primo mandato, ma questo non è successo, si sarebbero sicuramente risparmiati tempo, denaro e forse si sarebbe più avanti con il PRG.
Mi sembra che Nazzareno Viviani abbia esposto dati di fatto e non chiacchiere. Una risposta, come minimo, da chi è stato chiamato in causa sarebbe utile per una trasparenza ancora maggiore. Qui o dove vuole.
Impatto zero significa molto. (Contrariamente a quando scrive Piceno)
Non lo è se al posto di una villa di 2 piani si costruisce un monolita di albergo sul lungomare altro 7/8 piani.
Benvengano gli alberghi per l’economia della città… ma sull’impatto zero come lo giustifichiamo?
E sulla piscina, ci sono molte cose che non quadrano… Ha ragione Alessandro quando invoca la trasparenza in proposito…
Per Piceno, quello che vorranno fare all’elettrocabonium nella tua città che significato gli dai?
Un PRG a IMPATTO ZERO presuppone delle contromisure o compensazioni che riequilibrino il carico inquinante provocato dalla realizzazione dell’opera stessa (in questo caso la gestione urbanistica della città), carico che attualmente è quantificato con il calcolo delle emissioni di CO2 prodotta dalle attività umane.
Un esempio esplicativo che riguarda invece la mobilità a IMPATTO ZERO:
sappiamo che ogni metro quadro di foresta contribuisce ad assorbire circa 0,7 kg di CO2 l’anno. Sappiamo inoltre che 10.000 chilometri percorsi da un’automobile (utilitaria inferiore a 1.6 cc) sono emessi nell’atmosfera circa 700 kg di CO2. Pochi passaggi matematici per calcolare i m2 di foresta necessari per riassorbire le emissioni di CO2. In questo esempio per riassorbire 700 kg di CO2 sono necessari quindi 903 mq di foresta (per saperne di più: http://www.impattozero.it).
Se non è questo il principio che è inteso con il concetto PRG A IMPATTO ZERO, proposto dalla nostra amministrazione, trattasi solo di uno slogan propagandistico atto quindi a generare grande confusione.
Nel caso contrario sarebbe il caso comunicare quanto prima ai cittadini (perlomeno quelli interessati) come intendono eseguire i calcoli tecnici sulla quantità di CO2 prodotta direttamente e indirettamente (che attualmente viene espressa in chilogrammi) e quali saranno le misure necessarie per il raggiungimento della compensazione (bosco=metri quadrati di suolo), cioè la realizzazione dell’IMPATTO ZERO. (Riego Gambini)
E…il terreno da trasformare in bosco, dove lo prendi?
A qualcuno dovrai toglierlo…
Spero di non essere frainteso: personalmente non sono assolutamente d’accordo con questo PRG a IMPATTO ZERO a San Benendetto del Tronto. Sto solo cercando di spiegare cosa si intende generalmente con IMPATTO ZERO e cosa comporta in realtà. Cosa intende questa amministrazione con IMPATTO ZERO dovremmo chiderelo a loro.
“E…il terreno da trasformare in bosco, dove lo prendi?”
Logica riflessione: questo era il fine del mio intervento. (Riego Gambini)
Sarebbe questa una buona occasione, per radunare tutti i cervelli pensanti del Comune, anche quelli che sono fuggiti all’estero, per creare veramente un PRG a impatto Zero (una volta chiarito cosa intende il Comune), perchè per quanto riguarda l’edilizia e questo lo dico da tecnico che da qualche anno si occupa della tematica, queste si possono sensibilmente ridurre ma non abbattere del tutto, sicuramente occorrerebbe preparare i nostri costruttori a una cosa del genere, parlando di prefabbricazione, materiali da costruzione a km zero, assemblaggi a secco, creando una sorta di laboratorio sperimentale o come piace ultimamente a molti chiamarlo URBAN CENTER, a finchè si inneschi un cirlo virtuoso anche in osseveranza della legge regionale n14 sulle norme per l’edilizia sostenibile.
Saluti
Se potessimo dare una mano, lo faremmo volentieri perché mi sembra una richiesta molto saggia. Ci mettiamo a disposizione per un servizio, anche video (diretta web compresa) se volete, per mettere la città a conoscenza di questa possibilità con tutti i dettagli del caso. Grazie per il contributo ad una causa, alla quale i cittadini comuni tengono molto.
Impatto Zero potrebbe anche significare…ZERO EVASIONE FISCALE.
Purtroppo non ho nemmeno i soldi per approcciare un venditore d’immobili a SBT, altrimenti un bel registratore me lo porterei dietro volentieri.
Nazzareno la tua proposta è sicuramente una best practice molto diffusa anche in Italia ma serve avere dei politici un po’ open mind e con un approccio molto più partecipativo e collaborativo. Non mi sembra che negli incontri sulla Maxi Variante (incontro Concordia) Gaspari non ha mostrato la volontà di aprirsi, sebbene, quando l’amministrazione si è dimostrata disponibile e ricettiva nei confronti della cittadinanza nel progetto di piazza Kolbe, abbia ricevuto riscontri positivi migliorando complessivamente la qualità del progetto.
Ora credo che se riesci a far cambiare approccio al Sindaco ne trarremo vantaggi tutti (amministrazione compresa), ma è necessarrio che questa task force sia dotato di vero committment: èinutile dare alla città il contentino dell’urban center se c’è il consulente di fiducia del sindaco che lavora in parallelo e recepisce solo marginalmente le indicazioni dell’urban center!!!!
Forse è giunto finalmente il momento dei fatti per quel che riguarda nuovo PRG della nostra riviera. Continuare a parlarne e basta, senza mettere in pratica nulla, non serve. Forse come editore dovrei dire il contrario alimentando le chiacchiere. A me però non piace vendere fumo per cui, ad un mio beneficio strettamente personale, preferisco sempre il bene comune. E credo che quello che vuole Nazzareno Viviani, a proposito del Prg, lo sia.
Direttore, ribadisco che l’idea di Nazzareno Viviani è validissima ed è consigliabile seguirla anche a San Benedetto. Ma glielo fa fa capire lei a Gaspari che i cittadini non sono sudditi con “l’anello al naso” (frase che gli piace tanto) ma se lamentano delle critiche nei confronti delle amministrazioni forse ci sono degli aspetti che l’amministrazione sta trascurando? Se riesce lei far cambiare idea al primo cittadino le saremo tutti grati!!!
Caro sindaco Giovanni Gaspari batti un colpo
Caro Alessandro, hai perfettamente ragione è inutile fare incontri come quelli che tu hai citato (ma aggiungerei anche quelli sul concorso di idee della SS Annunziata, quelli sul vecchio e demolito mercatino della frutta e verdure, per non parlare delle polemiche sui 700 primi metri del nuovo lungomare di Porto d’Ascoli, completamente caduti nel vuoto visto che se ne sono fatti altri 1300…alla faccia dei disabili e dell’urbanistica partecipata), se non ci sono politici illuminati e tutto si decidere tra il consulente di fiducia e il sindaco, ma è proprio per questo che bisogna in qualche maniera cambiare direzione…se non ora quando!…poi i modi di come deve essere coordinato un gruppo del genere bisogna tutti valutarli, ma sempre nel segno del cambiamento e della plurarità…perchè quello fatto fino ad ora in materia di opere pubbliche, rispetto ad altre città europee ma anche italiane simili allla nostra, sinceramente è un pò deludente sotto tutti gli aspetti ed indice di non chiarezza sulle linee future dello sviluppo economico e urbanistico della città. Spero che il Sindaco legga il dibattito qui scaturito grazie a Perotti e capisca che se deve veramente fare una task force. che sia per il cambiamento e non “cambiare tutto , per non cambiare nulla”
Il dibattito si sta facendo interessante. Nazzareno Viviani coglie perfettamente nel segno con le sue osservazioni, tra le altre cose dice, e sono pienamente concorde, che l’impatto zero, in edilizia, NON esiste, già un solo muratore che si reca in città per lavorare in un nuovo cantiere, aumenta il carico di CO2, gia un solo residente in più, aumenta il carico di inquinamento, consumi, smaltimento rifiuti etc, esempi banali per dire che al di là dell’effetto propagandistico, un pò “cool” oserei dire, la parola inpatto zero per un piano regolatore che preveda delle nuove costruzioni, delle nuove edificazioni, delle ristrutturazioni etc.etc. non ha nessun significato ed è oltremodo fuori luogo e fuori tema. Un Piano regolatore è un piano e come tale l’unico impatto riscontrabile che ha è l’utilizzo di suolo nuovo che prevede, quindi, se si prevedono costruzioni in nuove aree, non è ad impatto zero. Su come si debba costruire per “ridurre”, come dice Viviani, e non “azzerare” l’impatto ambientale delle costruzioni,, non serve fare un piano regolatore, ma semplicemente fare delle leggi o fare applicare quelle che già esistono. Quando si usa la parola crescita zero, e chiaro che si parla di crescita della città nella misura in cui questa crescita comporta il consumo del territorio, La cescita zero che abbiamo proclamato e continuiamo a sostenere è sostanzialente uno stop, un fermare il consumo del trritorio, già ampiamente divorato e compromesso nella sua stabilità e permeabilità da asfalto e cemento. Quelli che ci ostentano, vogliono far credere che la crescita che noi intendiamo sia riferita all’economia e allo sviluppo della società, e questo è un falso, l’economia e la società può crescere senza divorare il territorio. Perchè pensare ad un crescita economica e sociale se tre o quattro palazzinari costruiscono 1.000 appartamneti, e non pensare che sia una crescita ancora maggiore se 1.000 cittadini ristrutturino o sopraelevano le proprie case per creare 1.000 nuovi appartamenti, senza consumare nemmeno un metroquadrato di nuovo territorio? Io penso che sia lungimiranza pensare ad un piano non solo a crescita zero ma anche un piano di crescita democratica, dove sia data la priorità agli interventi dei singoli cittadini rispetto alle imprese, dove sia data la possibilità ai cittadini che vogliono aumentare i propri immobili senza occupare nuovo suolo, di monetizzare gli standrd che andranno ad aggiungere, e con questi soldi realizzare le opere “tanto necessarie” alla nostra città. Il dibattito può farsi interessante, se si ha la volontà di ascoltare!
Ottimo dibattito e concordo in pieno con Guido Rossetti nel suo ultimo intervento.
Ma vorrei solo far notare una cosa, che esula dall’urbanistica e si sposta sulla comunicazione.
Impatto zero e crescita zero hanno significati differenti ( evidenti a molti ma non a tutti) ma lo zero è uguale per tutte due! Lo zero conta, come conta chi lo dice.
Questo CONTA purtroppo!
Quante volte le parole entrano nel nostro linguaggio o ascolto senza che ce ne accorgiamo e che ne conosciamo l’etimologia e, soprattutto, le conseguenze provocate dal loro uso improprio? …
Questo dell’impatto zero ( riportato anche in un programma di mandato, ahinoi!) ne è un caso lampante!