Politica

Sel ha vinto o vincerà? Lo scrivemmo già il 24 febbraio 2011

Era chiaro già dallo scorso febbraio che della Mega Variante non se ne sarebbe fatto nulla, e ovviamente del referendum. Sono altri i punti in cui Sel gioca la sua credibilità: e infatti Spadoni parla una lingua diversa rispetto alla capogruppo del Pd, Emili in merito al Prg a crescita zero, o a crescita “non” zero…

di: 5 novembre 2011 @15:18

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Gli amici di Sel ce l’hanno con Riviera Oggi e i suoi commentatori? Eppure le cose che stanno avvenendo le abbiamo scritte mesi e mesi fa. Riporto di seguito un estratto da un mio articolo dello scorso 24 febbraio, a pochi giorni dall’accordo elettorale tra Sel e Gaspari.

Non sono un mago, ma la situazione era tanto chiara che ipotizzare uno svolgimento diverso sarebbe parso davvero originale. Gaspari, già allora, sapeva che la delibera sarebbe stata annullata, per cui rinunciarvi a fronte di un accordo “politico” era per lui un aiuto a disfarsene da gentiluomo piuttosto che una bocciatura delle politiche urbanistiche.
1) annullamento delibera della Mega Variante;
2) inutilità del referendum;
3) poca rilevanza dunque dell’accordo politico Sel-Gaspari e verifica invece del loro contributo in uno stadio successivo (di cui si parla oggi: Spadoni rivendica il programma di mandato con Prg a crescita zero, Emili, capogruppo Pd, invece dice il contrario: chi vincerà avrà ragione).
Aggiungevo poi, in merito alle “primariette”, che Sel non avrebbe potuto fare battaglia ma piuttosto mimarla: “Per Spadoni e per Sel è più conveniente farsi contare che rischiare la battaglia aperta e totale (come avvenuto fino a una settimana fa, d’altronde)“.

24 febbraio 2011, SEL E IL “PROGRAMMA” Reputo politicamente legittimo e persino trasparente il matrimonio tra Sinistra Ecologia e Libertà e la maggioranza di Gaspari. Ma su quale programma? Nessuno. La Megavariante, lo sanno bene Mancini, Spadoni e Rossetti, era mezza morta di per sé, tanto che il referendum, a ‘sto punto, è quasi inutile se non come importante momento di coinvolgimento popolare sul tema della “crescita zero”. Adesso si troveranno le parole per aggiustarla un poco (volumetria in via Piemonte, volumetria dove è l’attuale piscina, qualche altro mattone ma “senza consumo di nuovo suolo”). Sulle primarie spendo il punto successivo. Sul Piano Regolatore Generale è come sfondare una porta aperta: Gaspari ripete sempre che, nonostante la Megavariante, il Prg resta (o resterebbe?) la loro stella polare (si spera non ghiacciata). Sel gioca la propria credibilità politica non sui tre punti dell’accordo, che non sarà accordicchio ma non è una svolta, ma su un campo ben diverso, che ora non tocchiamo per brevità ma anche per verificare se gli ex “ragazzacci” sapranno (in caso di vittoria del centrosinistra e di successo elettorale anche di Sel…) davvero individuare e così indirizzare il resto della maggioranza. Sarebbe davvero una rivoluzione. Mai dire mai.

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I vostri commenti all’articolo (7)

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  1. Caro Pierpaolo, il fatto è che sel ha concentrato, ad arte, tutta l’attenzione sulla politica urbanistica di Gaspari sulla maxivariante, nata abortita (come ho scritto più volte) e talmente malconcia che l’unica proposta pervenuta, guarda caso dallo stesso imprenditore capofila che lo stesso giorno ha ricevuto “in regalo” come transazione il parcheggio del paese alto pur essendo in torto marcio nella causa intentata, dicevo, la proposta non è neppure stata valutata nè tecnicamente nè politicamente. Il giochetto dei piccoli dirigenti di sel era semplice: concentrare gli sforzi su un obiettivo già raggiunto per legittimare l’ingresso in maggioranza e dunque la conquista di posizioni di piccolo potere, un facile ingresso in consiglio (obiettivo mancato), un assessorato di peso (obiettivo mancato), la visibilità sulla stampa (obiettivo raggiunto). Smascherato questo giochetto, però, un osservatore attento non può non notare il silenzio degli stessi dirigenti su progetti altamente impattanti (piano del porto, ma soprattutto progetto casa) che sono stati già approvati in consiglio comunale; pratiche che sono in netto contrasto con quel “crescita zero” che lo stesso Spadoni afferma ancora essere conditio sine qua non per la sua presenza in giunta. Sveglia, caro Luca, quell’obiettivo è già fallito, lo dicono gli atti! Casette di 70 metri cubi circondate da piazzali sono diventate palazzi di 2500 metri cubi! L’amministrazione ha GIA’ operato in senso contrario. Se fossi coerente, come ho detto mesi fa, ti saresti già dimesso. Tuttavia io sono convinto che Spadoni e Mancini siano “in buona fede”; cioè davvero costoro credono che un artificio retorico, due parole scritte su un foglio, una formula di compromesso siano la sostanza della politica, e quando riescono a strappare quelle paroline che gli stanno tanto a cuore si sentono dei novelli De Gasperi. “Impatto zero”, come l’ha inventata il sindaco, un vero maestro, giù il cappello! Era ad impatto zero l’art.29? E il progetto casa? e il piano del porto? e quello degli alberghi? e… C’è, per fortuna, chi la pensa diversamente, e chi bada alla sostanza delle questioni. Gli altri, fanno le conferenze stampa sui pezzi di carta, mentre gli atti restano.

  2. meteorivierapicena scrive:

    Impatto zero un par di ciufoli !
    Mi sa dire il Sindaco Gaspari o anche l’Assessore Spadoni oppure il Sig. Mancini se il nostro territorio riuscirà a sostenere il peso, inteso in chilogrammi o meglio in tonnellate, di tutto il cemento che vi è stato colato sopra? Qualcuno può mettere per iscritto tali affermazioni in modo da esserene anche ufficialmente responsabile in futuro?
    La capacità di contenere 500 milioni metri cubi di gas nel sottosuolo presuppone peculiari caratteristiche geologiche e geofisiche: a seguito di questa conoscenza non sarebbe ora di iniziare a considerare anche il grado di pericolo che può comportare l’aumento di peso, generato da un carico eccessivo derivante da una crescita urbanistica pensata questa volta in senso verticale? Fantasticherie le mie? Staremo a vedere. (Riego Gambini)

  3. Gundam scrive:

    Io, francamente, non capisco questa corsa verso “l’impatto zero”, la “crescita zero”.
    Perché non si può costruire?
    Il problema, o l’incomprensione di fondo, è che molti cittadini sono stufi dell’orribile urbanizzazione che va di moda dalle nostre parti.
    Abbiamo, appunto, un piano regolatore antiquato, nessuno parla di una nuova pineta (zona Brancadoro), ma si continua ad addolcire la pillola con minuscoli e inutili giardinetti.
    Io non sono assolutamente contrario alla costruzione di nuove case, hotel o residence, il problema è che nessuno si preoccupa del loro aspetto estetico e di uno sviluppo armonioso della città. Perché non si fa un “piano del colore”? Vi sembra bella la Capitaneria di Porto? Rompono le scatole a chi gioca con la palla sulla spiaggia, e poi distruggono l’armonia del porto di SBT. E’ bella la nuova costruzione vicino alla fontana del corso? Non si sposa per nulla con quello che ha intorno.
    Quel che di orrendo s’è fatto in città negli ultimi 20 anni è tutta colpa della sinistra.

    • Nazzareno Perotti scrive:

      A parte le colpe che sono della politica tutta e basta (destra e sinistra non esistono e tu non te ne sei ancora accorto) mi complimento per quanto scritto in questo commento. Perché anch’io la penso allo stesso modo.

    • meteorivierapicena scrive:

      Nessuno parla della nuova pineta? Perché qualcuno parla e si indigna per il grave errore che è stato commesso presso il giardino in via Olindo Pasqualetti che sta determinando o perlomeno accellerando in modo evidente la morte di tutti i lecci presenti in quell’area? 900.000 Euro, centesimo più centesimo meno.
      Ma ai cittadini il manto erboso di quel giardino piace un sacco, poco male se ciò sta contribuendo alla morte dei lecci: è l’estETICA che prende il posto dell’etica (in questo caso della pura logica).
      L’aspetto estETICO non può essere risolto se prima non verrà affrontato quello puramente etico, che non ritengo possa essere di sola competenza di un architetto, che esso si chiami Bernard Tschumi o Farnusch Davarpanh.
      Ristrutturare? Certamente, ristrutturare, ripristinare soprattutto gli equilibri naturali, iniziando dalle colline, dal letto dei fiumi, dalla linea di costa e così via dicendo (Riego Gambini)

  4. first scrive:

    Credo che a San Benedetto ci sia più un problema di preservare il poco verde esistente che non quello di rilanciare l’edilizia colando altro cemento.
    Ci sono però tante brutture (condivido il pensiero di Gundam), case vuote da tempo e ruderi che si potrebbero buttare a terra e rifare, o ristrutturare e abbellire in conformità con regolamenti comunali che disciplinino uniformemente colore e connotazioni architettoniche.

    La mano pubblica potrebbe intervenire sia a livello regolamentare, sia rilevando le proprietà private fatiscenti che i proprietari non sono in grado di sistemare, e che sono disabitate da X anni: si otterrebbe una quantità di fabbricati sui quali aprire tanti cantieri e rimettere in moto l’edilizia; alla fine si otterrebbero delle abitazioni nuove e esteticamente gradevoli.

    Una parte andrebbe ai costruttori, e l’altra parte potrebbe andare alle giovani famiglie come abitazioni di Edilizia Residenziale Pubblica, frenando l’esodo dei giovani sambenedettesi verso i paesi limitrofi dove le case costano meno, e ottenendo anche l’effetto di calmierare un pò il mercato immobiliare.

  5. adue scrive:

    anche abbattere edifici fatiscenti e LASCIARE SPAZI VERDI, ogni tanto, non sarebbe male. eviteremmo di dover sovraccaricare i nostri ragazzi con corsi di ogni tipo (al chiuso) e potremmo ridare loro la possibilità di GIOCARE LIBERAMENTE all’aperto stimolando così la loro creatività e il salutare contatto con la natura.

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