Ricci: “Siamo fiduciosi, non possiamo dare il nostro mare alle holding”
Concessionari di spiaggia, no alla Bolkestein
Multimedia
Correlati
- Itb: “11 maggio ultima spiaggia”. Guarda la differita video
9 maggio, 15:15 - Itb Italia e Fifa Security per una vacanza sicura
8 maggio, 9:09 - Il ruolo di San Benedetto negli “anni di piombo”, se ne parla al Circolo dei Sambenedettesi
24 aprile, 16:16 - I Balneari protestano a Roma, con loro Spacca e Gaspari. Video
18 aprile, 22:22 - Fiba Confesercenti a Roma: “Vogliamo la deroga”. Contestato Ciccanti
18 aprile, 18:18
Il presidente di Itb Italia a proposito dei lavori parlamentari che devono discutere il Decreto Sviluppo: “Abbiamo realizzato imprese dove non c’era nulla rispettando le leggi dello Stato, ora non possiamo essere buttati via”. Torna Vernacolando
per vedere il video dell’intervista a Giuseppe Ricci clicca sull’icona sulla destra. Attendi pochi secondi per il caricamento dello spot. Intervista Pier Paolo Flammini, riprese e montaggio Maria Josè Fernandez Moreno
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – A Roma, nelle stanze della politica, ha inizio proprio lunedì 13 giugno la discussione sul Decreto Sviluppo, e in particolar modo su quella parte che prevede l’istituzione del diritto di superficie su quelle aree commerciali attigue alla spiaggia destinata alla balneazione.
“Siamo fiduciosi – afferma il presidente di Itb Italia, Giuseppe Ricci – perché da tre anni ci battiamo per questo ed è giunto il momento di raccogliere i frutti. Abbiamo parlato con politici di tutti gli schieramenti, e gli emendamenti proposti dagli onorevoli Pini, Aracu e Abrignani soddisfano le nostre richieste. Non è immaginabile che dopo aver investito e tirato su delle imprese, in base alle regole dello Stato, quando il ‘business’ era basso, ora invece che abbiamo fatto di questo lavoro la nostra vita allora ce lo portano via, perché è chiaro che noi piccoli imprenditori non saremmo in grado di competere con eventuali competitori esterni”.
“Mi chiedo – continua Ricci – chi vorrà, invece che tanti imprenditori locali, la presenza di imprese e in qualche caso multinazionali che entreranno nei nostri mercati trasformando tanti imprenditori del luogo in tanti dipendenti. E parliamo di un comparto che è trainante nell’economia italiana. Ci rivolgiamo a quanti, in questi giorni, sono scesi nelle piazze accusandoci di essere profittatori e cementificatori. Dico che noi agiamo nel rispetto delle leggi e vogliamo che quelle leggi siano le stesse in tutta Italia”.
L’Itb ha anche presentato alcune iniziative per la stagione estiva 2011. Di una, la Blue Card, riferiamo a parte, di un altra, Vernacolando, invece scriviamo qui: il segretario dell’associazione teatrale Ribalta Picena, Lorenzo Nico, ribadisce che anche in questa stagione verranno proposte serate di teatro dialettale sambenedettese negli chalet di San Benedetto. Per evitare però che, specialmente i più giovani attori del gruppo debbano sacrificare troppe serate dopo gli studi invernali, il numero è stato ridotto.
Gli appuntamenti quindi si terranno venerdì 15 e 29 luglio e il 12 e 19 agosto, con la chiusura il 1° luglio allo chalet Stella Marina. In caso di ulteriori date verranno comunicate successivamente. Tra le altre cose, ci saranno alcune novità come il giovane torinese Lorenzo Bellino che si esibirà in un numero di danza e un giovanissimo sambenedettese che riproporrà il repertorio di ‘Nduccio.
CIA LAB Il prossimo 17 giugno allo chalet La Bussola si terrà un corso di formazione per il rinnovo del libretto sanitario di quattro ore, dalle ore 14,30. Per info 3939590989.
ITB ITALIA NEWS Verrà presto distribuito il nuovo giornale di Itb Italia, che verrà stampato in 30 mila copie e distribuito in tutta Italia.
BANDIERA La bandiera “No Bolkestein” verrà presto pubblicata su itbitalia.it e sul profilo Facebook dell’associazione, che invita gli iscritti a inviare foto con la stessa bandiera appesa nei propri stabilimenti.


Capisco le rivendicazioni del Sig. Ricci e della categoria che rappresenta, ma credo che la faccenda dei presunti investimenti da loro effettuati, non sia sufficiente per accettare le loro proposte.
Gli investimenti non sono stati ordinati dal medico, ogni investimento di per se ha un rischio più o meno grande. A maggior ragione se tale investimento viene realizzato su suolo e strutture non di proprietà ma in concessione.
Neanche il rischio di perdite occupazionali (più che altro…mi sembra una sorta di pseudo-ricatto) è sufficiente. Per quale motivo i titolari di concessioni dovrebbero godere di una sostanziale proprietà (in effetti di questo si tratta se parliamo di 30-40-50 e oltre anni)? Per grazia divina?
Cosa hanno loro in più rispetto ai comuni mortali?
Per quale motivo temono la concorrenza straniera?
I più fanno di tutto per salvaguardare le proprie posizioni di privilegio quindi non vedo perchè voi dobbiate fare qualcosa di diverso, ma certo che il modus operandi è veramente discutibile. Sig. Ricci ti ho conosciuto (in senso figurato) strenuo difensore di Perazzoli, guai criticarlo, alleato ammiccante di Gabrielli, oggi amico fraterno di Ciccanti (“patetica” la foto davanti alla torta) L’ideologia è morta!
Io al suo funerale mi rifiuto di andarci!
non vedo lo scandalo se arrivassero competitori esterni in questo settore; è quello che è successo nella distribuzione con l’avvento di grandi catene che hanno sì fatto chiudere parecchi piccoli esercizi commerciali ma hanno anche permesso molto spesso di contenere i prezzi.
Ancora una volta sono d’accordo con sabri67, in questo momento in molti stanno salendo sul carro dei vincitori e questo la dice lunga sulla moralità di alcune persone.
Purtroppo il problema dal mio punto di vista è che le sorti politiche della nostra cara città vengono decise in Ascoli e Offida…
Sono d’accordo con te andrea70 sul carro dei vincitori, ma non ci dobbiamo chiedere perchè la nostra cara città ha come “decisori” quelli di Ascoli o Offida, noi di San Benedetto abbiamo questa sorte di invidia di dare spazio ai nostri, noi abbiamo sempre fatto andare avanti quelli di “fuori” come se chi deve “comandare” guai se è uno di San Benedetto o se un commerciante si deve”arricchire” guai se è di San Benedetto noi siamo rimasti piccoli perchè abbiamo questa mentalità da piccoli. Per andare avanti per crescere come città bisogna cambiare questa mentalità da ottusi e “invidiosi”.
@serginho70
“hanno anche permesso molto spesso di contenere i prezzi.”
Siamo sicuri di questo? E qualora fosse avvenuto, chi ha pagato per il minor prezzo?
Per il resto, siamo nel pieno della globalizzazione e se la accettiamo, dobbiamo prenderla tutta e non a pezzi: molti settori hanno già pagato e non mi sembra di aver assistito a proteste da parte di tutti gli altri.
… ma la globalizzazione avanza e quanti non pensavano di esserne coinvolti negativamente si dovranno ricredere (fermo restando che una concessione non dovrebbe essere a vita).
è facile verificare che se si va a cercare un certo articolo in vendita sia nella grande catena di distribuzione che in un piccolo negozio al dettaglio, lo si trova (in genere) a minor prezzo nella prima.
Chi ne fa le spese? In parte i produttori (l’industria ) che spuntano prezzi più bassi ,in parte la grande dimensione è più produttiva e può permettersi prezzi di vendita più bassi. Ad ogni modo siamo d’accordo su un fatto: molti settori hanno già pagato (in termini di esposizione alla concorrenza di altri soggetti) e non si vede perchè altri debbano essere tenuti al riparo.
Alcuni articoli li si trovano a prezzo inferiore ma non tutti.
Alcuni prezzi inferiori si hanno perché la forza contrattuale è diversa, molto superiore a quella dei piccoli esercenti (spuntano prezzi più bassi e dilazioni di pagamento, nonché “premi” finali), per il resto c’è solo super-lucro.
Nel libero commercio non si parte alla pari; in realtà è una guerra senza quartiere ed a farne le spese sono anche i dipendenti (hai dimenticato di inserirli nella lista di chi ne fa le spese), sia quelli direttamente impiegati, sia quelli dei relativi fornitori e di tutta la catena fino ad arrivare a coloro che vivono nel cosiddetto “terzo mondo”.
Questo terzo mondo ora sta arrivando da noi, non tanto con gli immigrati, ma direttamente con gli autoctoni.
Attenti a gioire davanti ad un prezzo conveniente o alle super-offerte: ci stiamo dando la zappa sui piedi.
Come leggevo in un articolo apparso sulla “Guida al Consumo Critico”, in cui si esaminavano gli Hard-Discount, questo è un “autogol sociale”.
molta invidia e poca conoscenza della realta’…..io non voglio andare al mare e dare i miei soldi al gruppo marcegaglia, ai gruppi bancari o a qualche camorrista!preferisco darli a gente del posto, a famiglie normali!