L’Itb Italia verso Balnearia: una raccolta di firme contro la Bolkestein
Giuseppe Ricci e Domenico Ricci, presidente e avvocato dell'Itb
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18 aprile, 18:18
Giuseppe Ricci, presidente dell’associazione, non molla la battaglia: “Dobbiamo essere uniti e lottare con le unghie fino al 2015, pena la nostra scomparsa”
SAN BENEDETTO DEL TRONTO -L’associazione di imprenditori turistici balneari Itb Italia sta preparando l’appuntamento di Balnearia, la fiera del settore che ogni anno si svolge a Marina di Carrara e dove sabato 29 gennaio, alle ore 15, si terrà un convegno organizzato proprio dall’Itb.
L’associazione si sta battendo contro la Direttiva europea Bolkestein, che a partire dal 2015 rischia di mandare all’asta le concessioni demaniali.
“Saremo in tanti – spiega il presidente nazionale Giuseppe Ricci – anche perché molti sono quelli che partiranno dalle Marche e dall’Abruzzo con un pullman da noi organizzato, mentre altri imprenditori turistici balneari ci raggiungeranno dalla Liguria, dalla Sardegna, dalla Sicilia, dalla Romagna e ovviamente dalla Toscana. Questa mobilitazione rappresenta la nostra speranza perché se vogliamo vedere rispettati i nostri diritti dobbiamo essere compatti ed uniti, determinati a lottare con le unghie e con i denti, da oggi fino al 2015″.
“Se le cose non cambieranno – continua – se non riusciremo a farci sentire a livello europeo e nazionale uniti sulle nostre proposte, noi perderemo le nostre concessioni, i nostri investimenti, il nostro lavoro: perderemo una intera cultura turistica, un valore assoluto che contribuisce al benessere di interi territori e alla fama del nostro Paese nel mondo. Ma noi non intendiamo fermarci ad una sterile contrapposizione: no, noi abbiamo idee e proposte che porteremo avanti con gli operatori del settore e con coloro che hanno davvero a cuore il futuro del turismo balneare italiano”.
Di seguito elenchiamo alcune delle azioni in discussione all’Itb:
Ø raccogliere e portare ai massimi livelli istituzionali migliaia di firme, di nostri colleghi, di turisti e di tutti gli operatori del turismo, affinché le istituzioni e i politici si rendano conto di come la Bolkestein sia un pericolo per tutto il comparto turistico balneare e per tutto l’indotto collegato ad esso e per lo stesso turista frequentatore delle spiagge italiane
Ø vogliamo sottoporre a tutti le nostre proposte: uscita del turismo balneare dal campo di applicazione della direttiva europea che riguarda sì le società di servizi, ma non può riguardare un’attività come la nostra dove svolgiamo compiti istituzionali e di sostituzione delle autorità pubbliche!
Ø in alternativa proponiamo la possibilità di sdemanializzare le fasce costiere, facendo rimanere pubblici gli arenili, così da limitare l’applicazione della direttiva ai soli ombrelloni: è chiaro che nel caso della sdemanializzazione e quindi di alienazione al privato deve essere considerato il diritto di prelazione, diritto possibile su un bene privato.
Ø Abbiamo poi in mente di organizzare forum e gruppi di studio con esperti del settore sul problema della protezione della costa, attraverso piani di intervento sulle spiagge: tutelare le nostre spiagge significa tutelare il nostro lavoro e tutto il turismo italiano.
“Tutto questo sarà possibile solo se tutti i colleghi imprenditori parteciperanno attivamente alla vita associativa e sindacale – termina Ricci – il nostro destino di imprenditori turistici balneari è a rischio e non è più possibile per nessuno sottrarsi ai propri doveri! Questo vuole essere un richiamo a tutto il comparto turistico balneare, ai comparti del commercio e dei servizi e a tutta la comunità produttiva della nostra riviera, nonché ai politici e agli amministratori: è tempo di essere tutti uniti, a salvaguardia del destino economico di tanti nostri territori, della sicurezza delle nostre spiagge e del futuro lavorativo dei nostri figli e di tanti giovani”

E se invece i cittadini non la pensano come l’associazione qui rappresentata, perchè pensa che loro si sono appropriati di un’attività che in principio dovrebbe essere di tutti, mentre loro si arrogano il fatto che siccome ci hanno investito milioni di Euro, allora ne sono i leggittimi proprietari. Credo che innanzitutto vada ripensato lo sfruttamento del litorale sia in fatto di attività balneari che di cementificazione. Riporto un brano tratto dal sito: http://www.conquistedellavoro.it/cdl/it/Archivio_notizie/2009/Dicembre/News_Dicembre/info900850367.htm
”Non e’ possibile immaginare che la concessione di aree pubbliche diventi un diritto di proprieta’, in violazione delle norme europee che prevedono bandi di gara ogni sei anni”. Cosi’ Adiconsum interviene sulla protesta delle associazioni degli stabilimenti balneari contro la direttiva Europea Bolkestein. ”Se non verra’ applicata lo Stato rischia di pagare l’infrazione, con l’ennesimo esborso di soldi proveniente dalle tasse di tutti i cittadini” spiega il segretario generale dell’associazione, Paolo Landi.
”Spiagge ed arenili – aggiunge Pietro Giordano, segretario nazionale dell’associazione – possono essere oggetto di concessioni demaniali, ma non di privatizzazione e cementificazione selvaggia. Si tratta di garantire il giusto equilibrio fra sfruttamento economico di questi beni ed il diritto di tutti i cittadini di continuare a goderne”.
Vista poi la situazione a San Benedetto e riviera.
E se ci fosse addirittura qualche matto, come me, che sogna un litorale di spiagge libere??? Visto che sto sognando, mi spingo oltre e immagino un lungomare…da cui si vede il mare, estate e inverno!!! Ma come si fa a non vedere la bruttura e lo squallore di un lungomare che per almeno sei mesi all’anno sembra una trincea abbandonata, con chalet che nel periodo di chiusura rivelano la loro insostenibile bruttezza e oscurano completamente la vista del mare, tra aiuole abbandonate e reti assemblate alla meno peggio, che ricordano vecchi pollai di campagna?
La spiaggia attrezzata non è un servizio ‘offerto’ ai turisti, ma un servizio ‘venduto’ ai turisti! Per far guadagnare pochi (sempre gli stessi!), perdiamo tutti l’uso gratuito di ciò che è anche nostro!
D’accordo che il lungomare è stato troppo sfruttato, che ci sono troppe concessioni ( a cupra aimè ne continuano ancora a costruire per esempio ) e poche di queste sono rinnovate e che le spiagge libere sono poche ecc ecc ma la Bolkestein è tutto tranne che una restituzione ai cittadini della spiaggia… è solo una liberizzazione di concessioni demaniali decisa dalla commissione europea su cui non entro nel merito, anche perchè ne so fino ad un certo punto, ma avrei da ridire sul fatto che se non si fa ciò che è deciso da tale commissione ( la quale vorrei proprio sapere da quanti cittadini europei ne è riconosciuta la “leggittimità”) si debbano pagare delle multe …
Chissà che ne pensa il Poseidone di tutto questo gran parlare.. (RG)