Meno burocrazia, pagamenti più veloci dagli enti locali: la carica dei costruttori
Piero Celani alla tavola rotonda di Confindustria
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18 maggio, 18:18
Lo afferma Confindustria, in particolare l’Ance, Associazione Nazionale Costruttori Edili, in occasione della tavola rotonda di venerdì 24 settembre a Cupra Marittima: per uscire dalla crisi le aziende private e la pubblica amministrazione devono collaborare. “Snellire la burocrazia”
CUPRA MARITTIMA – In questo periodo storico il settore dell’ediliza e dei lavori pubblici è al centro della crisi economica. Confindustria, in particolare l’Ance, Associazione Nazionale Costruttori Edili, ha discusso delle principali problematiche e possibilità di soluzioni in una tavola rotonda che si è tenuta venerdì 24 settembre presso la Villa Vinci Boccabianca di Cupra Marittima. L’incontro, intitolato “Crisi economica, ruolo e responsabilità delle imprese e della pubblica amministrazione”, ha visto imprenditori ed amministratori d’accordo sulla necessità di semplificazione burocratica e di una collaborazione tra pubblico e privato.
«Ciò di cui necessita il settore – ha affermato Antonio Canzian, assessore all’Edilizia e Lavori Pubblici della Regione Marche – è uno snellimento burocratico dell’iter imposto per la concessione dei permessi di costruire. Vitale inoltre un aumento delle risorse pubbliche, altrimenti gli enti andranno a trovarsi sempre più in difficoltà».
Anche il presidente della Provincia di Ascoli Piceno Piero Celani, è d’accordo sulla necessità di snellimento procedurale, poiché spesso «la burocrazia ostacola la realizzazione di opere pubbliche necessarie al paese. I Comuni e non solo necessitano quindi al più presto di un nuovo Testo Unico sull’edilizia». Luigi Merli, sindaco di Grottammare, ha poi fatto notare che «la situazione tende ad aggraversi poiché dal 2011 gli enti rischiano di trovarsi senza fondi».
Anche il sindaco di Ascoli Guido Castelli ha aggiunto: «Non solo gli enti pubblici necessitano di una nuova e più semplice legge sull’edilizia, ma anche gli stessi imprenditori edili, che spesso si trovano a fare i conti con l’inefficienza amministrativa».
«Lo sforzo per ripartire dalla crisi – ha sottolineato il direttore del Mercato Privato Ance Massimo Ghiloni – deve essere sia degli amministratori che degli imprenditori: in Italia le procedure burocratiche da seguire per chi vuole o ha già un’attività sono talmente ostiche e complesse che scoraggiano spesso anche i più volenterosi, invece andarsi incontro per lavorare meglio ha sempre funzionato e potrebbe funzionare anche questa volta».
Secondo il presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici Francesco Karrer «il vero pericolo per l’economia e per gli imprenditori è il famoso “project financing”. È si molto utile se viene usato per suggellare una collaborazione territoriale tra i vari comuni, ma se viene utilizzato male, se si ricorre a questa soluzione per coprire i bilanci pubblici, si rischia di creare una “bolla” finanziaria».
«La situazione lavorativa nelle Marche è critica – ha concluso il presidente Ance Marche Massimo Ubaldi – basti pensare che negli ultimi tempi si sono persi 2650 posti di lavoro, molte imprese stanno facendo lavorare operai anche se non potrebbero permetterselo, c’è da intervenire subito concretamente prima che questo sistema crolli, ad esempio tutelando le imprese locali che spesso rischiano di fallire per colpa dei ritardi dei pagamenti della Pubblica Amministrazione».

Sinceramente la dichiarazione di Karrer mi lascia perplesso. Le bolle sono causate da eccessivi investimenti non selettivi (o a pioggia…) non dal Project financing che è una pratica molto usata nel mondo e che non ha mai causato grossi guai. Certo se un’amministrazione che decide di intraprendere questa strada non sa neanche dove sta di casa può arenarsi o rompere la simmetria pubblico-privato dell’investimento.
Il problema è che chi è nella pubblica amministrazione dovrebbe saper usare questi strumenti alla perfezione.
Faccio molta fatica a tollerare un Sindaco o un dirigente comunale che non sappia usare questo strumento….
hai perfettamente ragione, il problema non è lo strumento ma gli “apprendisti stregoni” che a volte lo utilizzano senza nemmeno sapere cos’è, magari mal “consigliati” più o meno fraudolentemente… e non occorre andare tanto lontano dalla sede del convegno per averne degli esempi…
Alla fin fine la colpa è sempre degli elettori che non votano per i “meriti” dei candidati ma solo per le “clientele di partito”.
Se si riuscisse a ribaltare questa logica forse vedremo meno inerzia burocratica e un territorio più dinamico….