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Decrescita urbanistica: c’è chi ci crede, a San Benedetto

Un appello firmato da 45 persone, che si definiscono “trasversali”. La richiesta: un Piano Regolatore a crescita zero, stop al consumo di territorio. E, di conseguenza, cestinamento di Mega Variante e Grande Opera. Ecco le loro idee

di: Oliver Panichi 5 luglio 2010 @11:27

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La capitale della Riviera è la seconda area percentualmente più edificata delle Marche, una regione nella quale dal 1954 al 2007 la superficie edificata è aumentata del 320%, a fronte di un aumento della popolazione che invece si è attestato solo sul 37%.

Sono dati rivendicati da un gruppo di cittadini che chiede al Consiglio comunale di ritirare la delibera 113 del 23 dicembre scorso, ovvero l’atto di indirizzo sulla cosiddetta “Mega variante” urbanistica legata al reperimento del terreno per la Grande Opera della Fondazione Carisap.
Stop al consumo edilizio del territorio comunale, sì a un piano regolatore a crescita zero e all’insegna della riqualificazione degli edifici esistenti piuttosto che alla costruzione di nuovi insediamenti.
Si tratta di quanto un gruppo di giovani e meno giovani cittadini chiede alla politica locale tramite un appello firmato da 45 persone. Architetti, avvocati, insegnanti, studenti, persone legate alla politica di centrosinistra come Luca Spadoni, Giorgio Mancini, Attilio Biocca (Sel), Pietro D’Angelo, Paolo Virgili. E tanti altri.
“Siamo un gruppo di amici, del tutto trasversale alla politica”, spiega l’architetto Pierpaolo Filipponi. “Elezioni o no, qua c’è da riflettere sul futuro della città, sulla necessità di preservare il bene più prezioso che abbiamo, la terra. Ci sono Comuni italiani che ce la fanno, si possono avere bilanci sani e urbanistica sostenibile senza dovere per forza andar dietro all’agenda delle imprese edili, che possono anche superare la crisi economica riconvertendosi, lavorando sulle ristrutturazioni invece che sulle nuove costruzioni, oppure investendo sul risparmio energetico”.
Il gruppo di opinione chiede ai prossimi governi cittadini una politica urbanistica ispirata al principio del risparmio del suolo, al rifiuto dell’uso dei suoli non edificati da parte dei Comuni come “moneta corrente” per ricavare entrate economiche dagli oneri di urbanizzazione, che investa sul recupero del paesaggio ambientale ed architettonico, sulla ristrutturazione energetica del patrimonio esistente.
Sarà possibile? Il gruppo ha le idee chiare ed esempi concreti come il piano regolatore di Comuni di Cassinetta di Lugagnano, nel milanese, o le regole ispirate dalla Provincia di Torino, oppure le recenti affermazioni sulla “ricucitura” nei territori urbani espresse da Riccardo Bedrone, presidente dell’Ordine degli Architetti di Torino.

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I vostri commenti all’articolo (18)

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  1. Pier Paolo Flammini scrive:

    Il primo passo deve essere quello di collegare tutti gli uffici tecnici e urbanistica dell'area che gravita attorno a San Benedetto: almeno Grottammare, Cupra, Acquaviva, Monteprandone, ma a quel punto anche Monsampolo, Ripatransone, Martinsicuro e Colonnella.
    A quel punto ogni comune dovrebbe delegare le proprie decisioni in materia urbanistica a questa sorta di "associazione di comuni". San Benedetto è al limite, ma non ha senso bloccare San Benedetto per poi veder proliferale gli effetti urbanistici indesiderati nei dintorni.
    Credo, però, sia impossibile senza una fortissima mobilitazione popolare. Dunque, temo sia impossibile, purtroppo.

  2. Oratore scrive:

    La richiesta, se da un punto di vista ambientalistico, può essere assolutamente accettabile, non lo è certamente dal punto di vista economico. Come si farà fronte alla costante e crescente richiesta di alloggi su San Benedetto? Come potranno i nostri figli avere un’abitazione propria nel nostro territorio, senza dover ripiegare su località limitrofe (come monteprandone e Acquaviva Picena). Le ristrutturazioni non sono sufficienti per poter far fronte alla richiesta di abitazioni, sia perché sono sempre rivolte a zone prettamente centrali, sia perché comunque interessano sempre piccoli interventi.
    Certamente stop ad una edilizia selvaggia e scoordinata, ma valutiamo la scelta di alcune zone che necessitano di riqualificazioni (area di via mare di fianco alla piscina comunale, tutta la zona dello stadio ballati, la zona dello stadio rivieria delle palme e tante altre…). Edilizia regolata, con abitazioni ecosostenibili, certamente, ma non il fermo del mercato.

  3. alessandro84 scrive:

    Visto che la popolazione locale non ha registrato impennato di crescita negli ultimi hanno e non ne sono previsti nel futuro (anzi…) è del tutto plausibile l'ipotesi proposta da quest'appello.
    Tuttavia credo che per la città siano necessarie molte infrastrutture per migliorare la qualità della città come parcheggi e strade ma anche servizi (attrezzature sportive in genere) e riqualificazione di aree strategiche (il porto su tutte le altre).
    Per adottare la logica dell'area urbanistica servono degli sforzi politici non indifferenti e non penso che l'attuale classe politica sia disposta a rinunciare al proprio potere per un nuovo modello di pianificazione urbanistica che vada contro i loro interessi….

  4. @Oratore: san benedetto ha 8000 appartamenti vuoti, cioè seconde case. La fortissima richiesta di alloggi è prevalentemente per immobili di tipo turistico, che d'estate aumentano il carico delle già appesantite e insufficienti strade e d'inverno creano quartieri fantasma. Occorre riflettere su qual è la città che pensiamo e vogliamo per noi e per i nostri figli, e questo mi pare un ottimo primo passo. E nessuno ha parlato di "fermo del mercato", ma di "stop" al consumo del territorio e alla crescita dei carichi urbanistici. Sono cose completamente diverse; c'è tanto, tantissimo spazio con le riqualificazioni.

  5. lspadoni scrive:

    Faccio presente a Oratore che, ad oggi, il patrimonio edilizio abitativo della città di San Benedetto è largamente superiore alle esigenze della cittadinanza .
    Sotto il profilo economico, poi, puntare decisamente sulla riqualificazione e ristrutturazione energetica ed eco compatibile darebbe nuove occasioni di lavoro e nuove possibilità ad aziende ( in particolare piccole e medie imprese) che oggi sono sostanzialmente escluse dal mercato edilizio, occupato e monopolizzato dalle solite quattro – cinque grandi imprese, finanziatrici di politici e campagne elettorali a destra e a manca.
    Chi volesse conoscere il testo dell’appello per un PRG crescita ZERO ed aderire può inviare una e-mail al seguente indirizzo: lucaspadoni68@libero.it

  6. Oratore scrive:

    Rispondo a tutti: a san Benedetto del Tronto il costo degli appartamenti è arrivato a prezzi esorbitanti ( dai 2.500 ai 4.000 euro al metroquadrato), solo per un motivo: la mancanza di terreni edificabili. Vi siste mai chiesti perché martinsicuro ha dei prezzi sempre uguali da oltre dieci anni, e non crescono mai? Perché ha ancora tanti terreni edificabili, che costano conseguentemente poco, e quindi c'è elevatissimo confronto di prezzi su larghissima disponibilità. Quindi entrambi gli estremi sono pericolosi: pochi terreni prezzi elevatissimi, troppi terreni prezzi bassissimi e svalutazioni. Il giusto equilibrio ci vuole, ed è necessario.
    Da esperto di mercato immobiliare, posso dirvi che il nostro non è un mercato che può vivere con delle ristrutturazioni, che comunque sono costose ( ristrutturare è molto più costoso che costruire da zero).

    Per Daniele ( che conosco personalmente ) aggiungo che comunque, anche quei 8000 appartamenti vuoti creano movimento sistemando d'estate tanti turisti che non possono permettersi un hotel, e nel periodo invernale quei clienti che hanno bisogno di un alloggio per motivi di lavoro e non possono permettersi un residence.

    Ribadisco, è giusta una regolamentazione migliore delle aree, ma non si può vivere a crescita zero o quasi zero.

    E poi, comunque, si parla di regolamentazioni e poi ancora non si riesce a trovare una solzuione per sistemare lo stadio ballerin, vero e proprio scandalo all'ingresso della nostra Citta'. E tanto altro che non sto qui ad elencare.

  7. pippo scrive:

    Beppe Grillo e Maurizio Pallante hanno tracciato la strada che alcuni iniziano a seguire…Bene, è un buon inizio vediamo il proseguio!

  8. Giovanni Marucci scrive:

    Sono ampiamente d'accordo.

  9. Giovanni Marucci scrive:

    Aggiungo: tutto ha un limite, quindi anche il nostro territorio.
    Sono contento che tanti vogliono vivere a SBT (sarà vero?), ma non c'è posto per tutti anche perché la qualità della vita diventerebbe pessima e già adesso è in calo.
    So anche che alcuni giovani della costa vorrebbero spostarsi all'nterno, ristrutturare casolari con terreni annessi (senza necessariamente pensare a agriturismi e cose del genere), ma i prezzi di molti ruderi (in alcuni casi ci si trova di fronte esattamente ad un cumulo di mattoni "paccati") sono inavvicinabili.

  10. @Oratore: se intendi che "non possiamo vivere a crescita zero" riferendoti a tutto quel sottobosco di speculazione che ha campato negli ultimi quarant'anni a spese del territorio, sono completamente d'accordo. Ma San Benedetto ha raggiunto ormai un livello di urbanizzazione tale per cui non solo si DOVREBBE vivere a crescita zero, ma anzi è impensabile vivere a crescita UNO. Le aree a San Benedetto ce le siamo belle che finite. Supponiamo per un momento di dare seguito alla maxivariante, sacrificando ulteriore territorio per delle esigenze; bene. Che faremo tra dieci anni? lo faremo di nuovo? e tra quindici? venti? trenta? Ti pare sostenibile questa modalità? Pensi, cioè, che possa essere replicata all'infinito? E mi spieghi qual è il valore aggiunto che hanno prodotto le migliaia di appartamenti edificati a san benedetto negli ultimi vent'anni? Non vivevamo benissimo (anche di turismo) pure vent'anni fa? Senza considerare che gli appartamenti sfitti in MINIMA (minimissima!!) parte sono utilizzati d'inverno; la grandissima maggioranza sono chiusi e sbarrati. Vatti a fare una passeggiata a novembre da via trento a via volta per via maffei e poi via dei mille e via san giacomo e via Laureati… e poi ne riparliamo. Persino nelle centralissime via Piemonte e Viale de Gasperi molti appartamenti sono sfitti!

    @Pippo: so che da grillo-fan credi che tutto sia nato da lui, ma ti sbagli di grosso; esiste vita intelligente anche sotto i palchi, non soltanto sopra, anche da prima che grillo facesse la pubblicità dello Yomo.

  11. Andrea Mattioli scrive:

    Complimenti a questo manipolo di cittadini consapevoli che si impegnano per il REALE BENESSERE della nostra città.
    Basterebbe che questo atteggiamento fosse più diffuso per avere una città ed una qualità della vita personale decisamente migliore.

  12. luisa to. scrive:

    Condivido l'appello ed i commenti, aggiungo purtroppo che la richiesta pressante di case costituisce il più grosso affare imprenditoriale dovuto ad un condizionamento culturale: investire i propri risparmi sul mattone è una consuetudine prioritaria specie se le abitazioni sono prospicenti al mare. Di conseguenza assistiamo al moltiplicarsi di richieste di case non finalizzate ad alloggi in un contesto urbano che pullula di palazzi semivuoti, ville fantasma, appartamenti di lusso ristrutturati per essere utilizzati solo pei qualche giorno all'anno e così via. Le coppie giovani che hanno necessità di spazi abitativi economici se ne vanno nei quartieri dormitorio dell'Agraria o in quelli dei paesi confinanti: infatti la popolazione residenziale della città non è creciuta mentre la cementificazione delle aree verdi si sta diffondendo incontrollatamente con la complicità dei politici locali che evidentemente ne traggono vantaggi elettorali.

  13. alessandro84 scrive:

    @Oratore: lei parla di un'offerta di terreni limitata, ma quant'è la domanda per le abitazioni? I prezzi sono alti spesso senza nessun motivo e senza considerare i servizi di cui si possono usufruire, prezzi non di mercato ma troppo spesso di cartello. Inutile ribadire che l'assenza di lavori qualificati e specializzati porta inesorabilmente all'abbassamento del reddito riducono la domanda di abitazioni ma sembra che questo concetto non sia recepito da molti… In questo contesto parlare di crescita DEMOGRAFICA ZERO non è assolutamente un'assurdità. Una rivisitazione del tessuto urbano volta a riqualificare e ad ampliare infrastrutture e servizi può essere un modo per cercare di ringranare la marcia per continuare a crescere almeno sul piano economico e creare nuovi posti di lavoro, poi se si verificherà una nuova ondata migratoria come negli anni d'oro di San Benedetto avrà senso parlare di nuove aree edificabili; allo stato attuale mi sento di dare la priorità a strade e parcheggi!!!!

  14. pippo scrive:

    @Daniele Primavera
    Non sono un Grillo fan ma uno che "ascolta" da tanto tempo la politica e se a Grillo ho associato Maurizio Pallante è perchè il connubio ha trovato sbocco solo da poco anche in un programma politica che il Movimento 5 Stelle porta avanti con caparbietà!
    Se non conosci Pallante basta scrivere decrescita e ti uscirà fuori tanta roba utile allo scopo.
    Inoltre ascoltando da tempo la politica ricordo il PCI tra i consumatori di territorio ( che continua ancora in molte correnti dell'ex sinistra e solo adesso c'è un risveglio ambientale in tale ideologia..
    Come detto è un buon inizio speriamo… non solo da slogan!
    Il tempo sarà giudice!

  15. giulia redondo scrive:

    questo appello è ormai in linea con moltissimi movimenti di altre aree urbane nazionali (vedi l'ultimo appello lanciato anche da Adriano Celentano per milano) . Il problema c'è ed è enorme per SBT: costruzioni all'impazzata, case brutte, prezzi altissimi, case vuote e nella migliore della ipotesi occupate solo due mesi d'estate . Neanche un parco in città , nessun servizio, e costruzioni fatiscenti e orride che salutano dalla Adriatica l'indomito (e destinato alla scomparsa) turista! Vi sembra un modello di benessere? A me sembra più che altro uno stile balcanico , di cui non andar cero fieri.

  16. @Pippo: intanto ci terrei a specificare che quando il PCI è imploso avevo 11 anni. Per quanto senta il movimento di cui faccio parte "erede politico" di gran parte di quella storia, non vi ho mai aderito, perchè troppo teso in approfondite letture di Topolino e Tiramolla. Certo, inventare da zero un movimento e pretendere di confrontarlo con storie secolari di altri movimenti è un metodo un pò semplice per vantare una presunta soperiorità, non trovi?
    A meno che uno non consideri l'ideologia qualcosa di immutabile e non di storicamente determinato. Ad ogni modo, ricordo con interesse – online troverai molte risorse al riguardo – un'interessante discussione del 2005 che si svolse su Liberazione tra Andrea Ricci, nostro ex consigliere regionale e illustre esponente di Rifondazione del nostro territorio, e altri economisti di sinistra sulle pagine di Liberazione. Magari leggendo il dialogo si scoprirà che la sinistra ritenuta "radicale", che io preferisco chiamare sinistra e basta, è tutt'altro che un blocco monolitico compattato da verità dogmatiche e anzi ancora rappresenta un laboratorio vivo e complesso di teorie ed elaborazioni (anche se non pretendo sia l'unico).
    Ad ogni modo sono d'accordo con te: questo è un buon inizio per cominciare a porre domande nuove e quindi risposte altrettanto innovative. Corciamoci le maniche e lavoriamo. PS: non so se è una svista, ma faccio notare ad Oliver che sono l'unico esponente politico firmatario dell'appello che ha deciso di non elencare… :)

  17. ventura scrive:

    Le case "fatiscenti" sulla nazionale vanno recuperate, come quelle in centro, come le ex fabbriche all interno della città..ecc ecc… non credo ci sia poco poco lavoro da fare. Condivido in pieno l' appello, anche se sono vere le preoccupazioni di Flammini,( allo stato di collaborazione attuale credo sia difficile anche che si mettano d' accordo sui sensi di marcia tra san filippo e piazza carducci, stesso quartiere, 2 comuni ) ma qualcuno dovrà pur cominciare…

  18. giulia redondo scrive:

    invito tutti gli interessati a questi problemi del territorio alla prossima prestigiosa riunione di "SYmbola"che si terrà a Monterubbiano, i prossimi 16 e 17 luglio, dove interverranno molti studiosi, oltre a Spacca, Realacci, Zaia, ecc a discutere di green economy, sostenibilità, consumo di territorio, ecc. In fondo sono tutti temi interconnessi e mai come ora attuali e pressanti per la nostra economia e per la vivibilità del nostro ambiente.

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