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Ponte ciclopedonale sul Tronto, forse ce la fanno

Collegare le due sponde non più con una struttura in legno alla foce ma con un ampliamento del nuovo ponte sulla statale. Una pista ciclabile da raccordare al lungomare di San Benedetto e Martinsicuro attraverso percorsi naturalistici sul lungofiume. E’ il progetto dal quale ripartono Province e Comuni per un’opera attesa che forse ha imboccato la giusta via per la realizzazione

di: 19 aprile 2010 @14:35

MARTINSICURO – Il ponte ciclopedonale sul Tronto potrebbe essere presto una realtà, forse agibile già nell’estate 2011. Attraverso una proposta emersa nell’incontro di venerdì 16 aprile tra le Province di Ascoli e Teramo e i Comuni di Martinsicuro e San Benedetto, il tanto atteso collegamento ciclopedonale tra Marche e Abruzzo potrebbe finalmente arrivare con una soluzione mai considerata prima, ma che sarebbe più facilmente percorribile rispetto al progetto iniziale di un ponte di legno costruito ex novo sulla foce del Tronto.

Si sta pensando infatti di allargare il già previsto percorso pedonale che affiancherà il nuovo ponte stradale, permettendo il transito anche alle biciclette. Queste potrebbero confluire dal lungomare sia di San Benedetto che di Martinsicuro attraverso una pista su entrambe le sponde del lungotronto.

La proposta, avanzata per la prima volta dalla Provincia di Teramo nell’incontro di venerdì dall’assessore ai Lavori Pubblici Elicio Romandini (per Martinsicuro era presente il consigliere Massimo Vagnoni) ha trovato concordi sia il sindaco di San Benedetto Giovanni Gaspari (presente insieme all’assessore alla Viabilità Settimio Capriotti) che il presidente della Provincia di Ascoli Celani.

«Realizzare un ponte ciclopedonale ex novo ha dei costi altissimi, che al momento Comuni e Province avrebbero difficoltà a sostenere – ha spiegato il consigliere Vagnoni –  mentre la soluzione della pista ciclopedonale che costeggia il ponte stradale è senza dubbio più percorribile».

Sarebbe già stata presentata a tal proposito la variante al progetto del ponte, per l’ampliamento del tracciato riservato a pedoni e biciclette, mentre i Comuni di San Benedetto e Martinsicuro si sono già accordati per un primo sopralluogo sulle rispettive sponde del fiume insieme ai tecnici provinciali e comunali: «Bisognerà pensare a come realizzare il percorso ciclopedonale che raccordi il lungomare con il ponte sulla statale – ha proseguito Vagnoni –  facendo anche una prima stima dei costi da sostenere. Il passo successivo poi sarà quello di avviare un tavolo tecnico tra Comuni e Province per gettare le basi di un progetto condiviso da realizzare».

In pratica il lungomare abruzzese e quello marchigiano sarebbero collegati in un unico percorso che include anche un breve tragitto naturalistico sulle due sponde del Tronto.  Sulla tempistica di realizzazione, la pista ciclopedonale dovrebbe procedere di pari passo – e dunque anche portata a termine – in contemporanea con il ponte stradale. Non è escluso quindi  che già a partire dalla prossima estate 2011 si possano percorrere ininterrottamente sulle due ruote i 60 km di costa compresi tra Pedaso e Roseto. «Da parte del Comune di Martinsicuro – ha aggiunto il consigliere comunale – c’è un’assoluta determinazione a portare avanti e terminare il prima possibile quest’opera così attesa da ormai troppo tempo».

Con l’accantonamento del progetto del ponte di legno alla foce del Tronto però, va riconsiderata l’ipotesi della delocalizzazione del depuratore di Martinsicuro. In base a quanto era stato detto in precedenza infatti, le due opere si sarebbero dovute compiere pressochè in contemporanea, poiché il ponte avrebbe fatto da supporto e copertura ai tubi dei liquami che da Martinsicuro sarebbero dovuti confluire nell’impianto sambenedettese.

«L’amministrazione comunale non abbandona l’idea di delocalizzare il depuratore – ha spiegato Vagnoni – ma la strada da percorrere è ancora piuttosto lunga, sia per i costi elevati dell’operazione che per il coinvolgimento di diversi attori, tra cui i due Ato di Teramo e Ascoli».

E sul fronte abruzzese l’Ato di Teramo sarà un interlocutore anche per la realizzazione del percorso sul lungofiume, che per forza di cose dovrà costeggiare il depuratore nel primo tratto dal lungomare nord di Martinsicuro verso l’interno, necessitando quindi delle relative autorizzazioni da parte dell’ente.

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  1. Jake Ramone scrive:

    Mah! Speriamo non siano così sconsiderati da fare la pista ciclabile in Via Pasubio (la statale a porto d'ascoli) con tutto lo smog edil traffico pesante che c'è soprattutto nelle ore lavorative…

  2. ventura scrive:

    Praticamente si tratta del ponte ampliatio con una striscia verde…. cosa cambia rispetto ad ora? Martinsicuro è tutta situata ad est della ferrovia….
    All' università di architettura di ascoli sono cinque anni che progettano ponti ciclabili da martinicuro alla sentina per raggiungere porto d'ascoli dando finalmente un senso e meno ambiguità alla percoribilità dei sentieri della sentina. I percorsi lungofiume già esistono ma vanno sistemati…. se sistemati magari qualcuno prende la bici e passa sulla passerella del ponte ferroviario per gli adetti ai lavori… cero poi ci sarebbe anche da creare il ponte in via san giovanni…eccetera…eccetera..eccetera…..eccettera..eccetera…. insomma il " forse ce la fanno" mi sembra fuori luogo…

  3. gennaro scrive:

    Sono anni che si dice, che per la delocalizzazione del depuratore di Martinsicuro, non serva il ponte di legno lamellare per la pista ciclabile, quello della pista ciclabile per coprire i tubi di liquami, era solo un modo per allontanare il problema.
    Per la delocalizzazione del depuratore serve sola la volontà politica e nemmeno tanti soldi, bastano due tubi collegati sotto al ponte della ferrovia, o del ponte della statale, e i giochi sono fatti.
    Sempre con il permesso della Ruzzo, perché è la Ruzzo che deve decidere, e se la Ruzzo è d’accordo , sono d’accordi anche gli ATO. I dirigenti della Ruzzo sono stati nominati dalla politica , quindi l'ultima parola è della politica.

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