Acquaviva, Cronache, Monteprandone, Offida, Ripatransone

Un bicchiere di Rosso Piceno al retrogusto fotovoltaico

Pannelli solari in contrada Messieri, tra Ripatransone e Offida: un gruppo di cittadini, comprendenti le cantine Ciù Ciù e Capecci, protestano per l’aggressione all’agricoltura, al paesaggio e al turismo. Così nasce l’associazione “Scudo”, che promette battaglia. La storia di Sonia (leccese) e Markus (tedesco), innamorati delle colline picene

di: S. Antonelli - P.P. Flammini 13 marzo 2010 @16:39

RIPATRANSONE – Si chiama Associazione Scudo e quel che ha intenzione di proteggere sono le colline picene dall’invasione dei pannelli fotovoltaici. Proprio così: perché nella sfida alla tutela ambientale persino gli amati pannelli, che sanno catturare l’energia dal sole, rappresentano un rischioso elemento di deturpamento perché, da qualche tempo, questi vengono installati non solo – o non tanto – sui tetti dei capannoni industriali e sugli edifici di civile residenza, ma anche in grandi appezzamenti di terreno.

Tanto da rischiare di deturpare, tra le altre, anche le rinomate colline del Rosso Piceno, in quella mezzaluna di terra che da Acquaviva abbraccia anche Ripatransone e Offida. Anzi, vi sono già: campi coltivati a pannelli multimediali. Per questo alcuni cittadini e alcune aziende della zona si stanno coagulando per evitare che, invece che tetti e capannoni industriali, l’energia solare debba farsi spazio tra rinomati vigneti ed (ex?) romantici panorami. Questa settimana infatti si è costituita ufficialmente l’associazione Scudo (per mezzo dell’avvocato bolognese ma di origine sambenedettese Paco D’Onofrio), comprendente 27 persone, alla cui presidenza vi è Marco Curzi dell’Oasi degli Angeli, il vice Walter Bartolomei della Cantina Ciù Ciù, e inoltre Markus Bismark rappresenta gli interessi degli operatori turistici della zona. Anche la cantina Capecci, tra gli altri, è del gruppo.

L’installazione di pannelli fotovoltaici va avanti già da diversi mesi, ma adesso è previsto una nuova aggressione al territorio, nella zona San Giovanni, in contrada Messieri di Ripatransone (la strada che collega la frazione San Savino ad Offida), e i cittadini hanno deciso di protestare in maniera compatta. Si tratta della quarta area prescelta dall’amministrazione comunale a questo scopo, con delibera dello scorso 16 dicembre, e, secondo gli associati, in un’area a tutela integrale.

L’avvocato Serena Romandini, ad esempio, ha avuto colloqui con il sindaco D’Erasmo per bloccare l’installazione ma D’Erasmo afferma, dice la Romandini,«che oramai i tempi sono troppo dilatati, e seppur un ricorso al Tar darebbe ragione ai cittadini, ecco che si andrebbe però a creare una situazione addirittura peggiore». I contestatori però fanno riferimetto ai principi approvati decreto dal Ministero dello Sviluppo Economico nel 2007, che, approvato con delibera anche dalla Provincia di Ascoli, sconsiglia la realizzazione di impianti fotovoltaici non integrati negli ambiti di tutela stabiliti dal Piano Paesaggistico Ambientale Regionale o dai Piani Regolatori Generali e favorisce le zone industriali, agricole e comunali.
Tra i più battaglieri nell’associazione ci sono due “piceni” adottivi: la signora Sonia Muci, originaria di Lecce, e il marito Markus Bismark, tedesco di Monaco: «Ci siamo innamorati di questi luoghi inizialmente grazie alle immagini su internet, poi abbiamo deciso di trasferci direttamente qui. Sono posti incantevoli, colline mozzafiato e vicinissime al mare, quindi, cos’altro desiderare di più? La Toscana e l’Umbria non hanno di queste possibilità. Lavoriamo nell’ambito del turismo, e negli ultimi anni come noi molte persone hanno deciso di spostarsi in queste zone. Adesso tutto rischia di essere deturpato: vi sembra possibile?»

L’associazione ci tiene a far sapere di non essere contraria allo sfruttamento dell’energia solare, ma vuole un adeguato sfruttamento della stessa e non a detrimento del paesaggio naturale del Piceno.

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I vostri commenti all’articolo (22)

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  1. gabri.ros scrive:

    la cosa è strana, un'associazione che fa da cavaliere in una battaglia che favorisce si il paesaggio ma soprattutto gli interessi economici di una agenzia turistica. Ma vi vorrei ricordare che l' Italia è molto indietro nel completamento degli impegni per le rinnovabili che ha preso con la comunità europea, ed inoltre che si, i pannelli pv non sono esteticamente accattivanti, ma ci aiutano a non distruggere la terra, che comprende anche le mie amate colline ascolane.

  2. ventura scrive:

    Gabri.ros il punto è che prendersi un impegno di sensibilità ambientale come quello di incentivare l' energia alternativa per poi mettere il tutto sopra dei terreni agricoli è un controsenso… Andrebberpo messi sulle coperture dei capannoni industriali, sui tetti delle abitazioni, su terreni NON coltivati….

  3. luisa to. scrive:

    Sono pienamente d'accordo con gabri.ros, aggiungo che nessuna associazione o Ente pubblico si è mai attivato per contrastare la costruzione di capannoni o ecomostri (eludendo i vari PRG) proprio sulle "amate colline"… forse la cementificazione non è un "deturpamento" ben più grave? Gli impianti fotovoltaici abbassano la domanda di energia da altre fonti tradizionali contribuendo alla riduzione dell'inquinamento atmosferico, per cui il beneficio prodotto va a vantaggio dell'ambiente stesso e supera di gran lunga l'impatto visivo, che deve essere messo in secondo piano quando si parla di energie pulite. Sicuramente nessun turista straniero, specie se dal nord Europa, si farà problemi a riguardo, essendo ben più abituati di noi alla vista di pannelli e più sensibilizzati in materia di sostenibilità ambientale… il che vuol dire essere coscienti che la salvaguardia delle colline ascolane passa anche e soprattutto attraverso la riduzione dell'inquinamento.

  4. Pier Paolo Flammini scrive:

    Gabri.ros, non serve fare dietrologie. Non conosco il signor Markus ma ovviamente conosco le cantine interessate. Come cittadino dovresti dire sì o no al fatto che porzioni di colline possano essere coperte da pannelli fotovoltaici, ben sapendo che le vallate e i tetti civili e industriali sono molto più utili allo scopo. Se poi qualcuno vuole difendere i propri interessi cercando di difendere quelli generali della tutela paesaggistica, non ci vedo nulla di strano.

  5. alessandro84 scrive:

    Concordo con ventura; come pretendiamo di fare gli ecologisti se immoliamo un bellissimo paesaggio come quello collinare per i pannelli fotovoltaici?!?!?!? E' chiaramente un controsenso.

  6. Mauro1973 scrive:

    In Italia e nel piceno si crede di essere ambientalisti puntando sul fotovoltaico non sapendo che il fotovoltaico attualmente rappresenta solo 0.1% della produzione di energia rinnovabile in Italia. Il resto viene prodotta dall'idroelettrico (66%) e dall'Eolico (assente nelle Marche), Geotermico e Biomasse

    La percentuale è così bassa non perchè non siamo stati nel passato così ambientalisti ma perchè il fotovoltaico allo stato attuale è la forma meno efficiente di trasformazione di energica…. tanto per fare un esempio per dare energia elettrica a 1000 famiglie bisognerebbe avere a disposizione 4,5 campi da calcio completamente tappezzati di pannelli…. insomma non è proprio una energia a buon mercato….

  7. marta.m scrive:

    la questione posta non può essere ridotta al pro-contro pannelli fotovoltaici…nessuna soluzione è buona di per se stessa ma c'è una giusta applicazione per ogni soluzione: non è un caso che moltissimi comuni in tutta italia stiano correndo ai ripari dopo che si sono visti sorgere questi impianti nei posti più improbabili….
    d'altra parte continuare a minacciare le attività agricole e agrituristiche nelle marche, quando abbiamo "ettari" di coperture di capannoni inutilizzate, è un vero suicidio per una regione che alla fine dei conti promuove se stessa con la bellezza dei suoi paesaggi e il pregio dei suoi prodotti tipici…

  8. rpiccia scrive:

    aldilà degli interessi specifici e di parte credo che la questione dell'utilizzo dell'energia solare attraverso i "campi fotovoltaici" di grandi dimensioni (quelli sopra un mega watt di potenza), come pure la concentrazione in aree ristrette di numerosi impianti di media e piccola potenza, altrettanto impattanti, sia una questione di rilevante interesse collettivo che non possa essere affrontata con superficialità e leggerezza.
    Quello che serve è la rapida emissione di linee guida o di indirizzi chiari e cogenti, di livello regionale o provinciale, che consentano di individuare i siti dove sia possibile installare questa tipologia di impianti a terra, partendo certamente dalla premessa che è prioritaria la tutela dei paesaggi agrari di interesse storico culturale e dei territori in cui sono presenti produzioni tipiche e di qualità (DOC, IGT, DOP, IGP, ecc).
    E' evidente che tali indirizzi dovrebbero altresì orientare la collocazione dei campi fotovoltaici in aree non coltivate e non coltivabili, in aree compromesse da interventi urbanizzativi e impermeabilizzate, ancora in aree lontane da percorsi panoramici, ed altro ancora.
    Come si puiò capire la questione è complessa e come tale va affrontata senza atteggiamenti demagogici e integralisti che certamente non favoriscono il necessario ricorso sempre maggiore alle fonti rinnovabili

  9. colossodirodi scrive:

    Le notre colline sono le più belle d'Italia al pari di quelle Toscane se non più belle, se le deturpiamo con lo schifo dei pannelli, ci diamo una zappata sui piedi. Mi auguro che tutti i Comuni a noi vicini si rendano conto di cosa stiamo commettendo, basta guardare in Acquaviva dove a 150 metri in linea d'aria sotto il Castello medioevale sono stati installati sul terreno dei pannelli fotovoltaici, una cosa mostruosa. Dove sono le associazioni e le autorità che dovrebbero tutelare l'impatto architettonico, oppure ci sono dietro degli interessi dei soliti noti, amministratori, amici degli amici, ecc. Non si può guardare la pagliuzza negli occhi degli altri e non vedere la trave nei propri, occhio gente, occhio……………

  10. luisa to. scrive:

    Mi auguro che l'opinione di "colossodirodi" sia circoscritta e circostanziata, altrimenti c'è poco da sperare nel futuro del nostro territorio!

  11. alessandro84 scrive:

    @Luisa to.: io condivido l'appunto di Colossodirodi; un conto è mettere i pannelli sul tetto di un capannone o sul tetto di un'abitazione un conto è deturpare una collina verde! Ricordatevi che il fotovoltaico è sulla bocca di tutti perche il 31/12/2010 finiscono gli incentivi e bisogna sbrigarsi "a mungere lo Stato" che poi Stato non è perchè le tasse le paghiamo tutti (più o meno) mentre i proventi degli incentivi vanno in mano a pochi….. Bel modo di redistribuire il reddito, più che redistribuzione questa è polarizzazione della ricchezza….

  12. ventura scrive:

    @luisa: ribadisco, da sostenitore delle energie alternative, ma non ti sembra ovvio che i pannelli fotovolatici vadano installati sopra le coperture delle abitazioni, sopra cannoni o terreni non coltivati?

  13. alex78 scrive:

    sapete quanto si guadagna con un impianto fotovoltaico? sicuramente di piu di un terreno agricolo. ecco perche tutti fanno impianti……

  14. Illuminato scrive:

    Sulla questione fotovoltico ci sono due situazioni che mi fanno imbestalire:
    1. trattare la questione come i flm in 3D, quindi come fenomeno assolutamente non destinato a rivoluzionare la fruizione dell'energia;
    2. questo senso estetico fuori luogo di chi preferisce vedere ettari ed ettari di terra cosparsi di erbacce, piuttosto che sfruttare quei terreni inutilizzati per installarvi dei pannelli solari.

  15. marta.m scrive:

    …ho avuto modo di leggere le norme predisposte dal Comune di Ripatransone relative agli impianti fotov. e le relative delibere di approvazione…posso constatare che dal punto di vista della pianificazione il Comune ha agito nel migliore dei modi: si tratta di un intervento di pianificazione se non unico certamente "esemplare"….certo non posso entrare nel merito delle scelte sulle aree selezionate perchè non le conosco…
    vero è che qualcosa comunque non ha funzionato ed è l'ennesima dimostrazione del fatto che esiste un problema "impianti di energia da fonti non rinnovabili" e che evidentemente chi aveva qualche facoltà in più di "governare" la più che auspicabile diffusione di queste tecnologie (la Regione, per esempio) o ha sottovalutato il problema o ha deciso scientemente di ignorarlo.
    Resta il fatto che mentre oggi è possibile realizzare un ettaro di pannelli fotov. con una semplice DIA, è praticamente impossibile realizzare una sola pala di minieolico perchè in questo caso è addirittura necessaria una Valutazione di Impatto Ambientale….

  16. gabri.ros scrive:

    ma vi immaginate cosa potrebbe succedere se tutti pensassimo solo all'estetica e non alla funzionalità e alle necessità primarie? sapete che il petrolio bruciato per produrre energia elettrica è una delle cause dell'effetto serra, e come pensiamo di preservare il nostro territorio e la sua bellezze se magari fra 50 anni sarà desertificata perché oggi vogliamo un paesaggio bello ed intatto, oltretutto io penso che è più che semplice accettare una porzione di territorio con pannelli fotovoltaici, magari terreni comunali incolti da anni con sopra rovi ed erbacce, che sottostare alla dipendenza da altri paesi per l'energia oltre allo scotto da pagare sicuramente in futuro con il mutamento del clima e la desertificazione. poi c'è la questione eolica non oso immaginare cosa direbbero le ASSOCIAZIONI in merito sarebbe ancor più demonizzata una pala eolica, e come pensiamo di supplire alla crescente domanda di energia se non cominciamo dalle piccole cose, anche un solo pannello contribuisce all'insieme, bisogna pensare alla terra e non a casa nostra solo, la terra è il nostro paese e non solo le nostre colline ascolane.

  17. Pier Paolo Flammini scrive:

    Caro Gabri,
    il discorso è diverso. L'energia solare è una energia diffusa. A mio parere, nel medio lungo periodo, l'unico sistema energetico in grado di garantire un adeguato consumo energetico: tutto il resto rappresenta una cattiva medicina necessaria per non stendere un corpo sempre più malato.
    Il fatto che sia una energia diffusa e non concentrata come petrolio, nucleare, carbone, implica una rivoluzione sia nelle relazioni produttive che sociali: e credo, indubbiamente, verso un riequilibrio del rapporto tra uomo e natura ma tra gli uomini stessi. Credo che nel lungo periodo si ritorni a sistemi territoriali più o meno sufficienti, non solo dal punto di vista energetico, ma anche relazionale, sociale, culturale. E contemporaneamente, più che i flussi energetici, questa rappresentazione ideale dovrebbe mettere in congiunzione tutti questi sistemi attraverso la libera comunicazione. Tutto ciò dovrebbe portare ad un superamento di tante concezioni che noi diamo per assodate (ad esempio la produzione estremamente gerarchizzata, le grandi concentrazioni economiche e finanziarie, gli stati nazionali) con evidenti contrasti tra mondi "nuovi" e "vecchi". Saranno le necessità poi, più che le volontà, a determinare quale sarà il mondo in cui vivranno, forse, i nostri figli e nipoti.
    Vado troppo oltre? No. Perché il solare è una energia diffusa mentre questo sfruttamento (spianiamo le colline e mettiamo ovunque pannelli) è figlio di un mondo precedente. Si vuole fare del solare una rendita concentrata e non diffusa. Gli enti locali si dovrebbero sforzare di incentivare e diffondere questo tipo di energia sui tetti delle case, sulle vallate, sui tetti delle industrie. Non vorrei che andando avanti fra vent'anni ci pentiremmo di queste scelte "concentrate" così come ora capiamo che il petrolio non ci porterà da nessuna parte.

  18. StevenAcquaviva scrive:

    Io non sono Italiano ma amo il paesaggio Acquavivano e Marchigiano quanto mia moglie, che lo è. Quando ho visto i pannelli vicino ad Acquaviva sia mia moglie ed io abbiamo detto che finalmente almeno dai nostri paraggi si sta facendo qualcosa per l'ambiente e proprio per i paesaggi che alcuni di vuoi dite che i panelli distruggono. Perché nessuno ha detto niente per le colline sotto Acquaviva allora che adesso sono tutte case e costruzioni che stanno inghiottendo il paesaggio circostante? E per l'agriturismo? La gente non Italiana apprezza impianti come questi, anzi potrebbero essere un' attrazione proprio per il turismo ecologico e altro, facendo vedere che stiamo facendo qualcosa per l'ambiente, che d'altronde è fatto anche di queste colline e paesaggi. Poi i pannelli non sono un danno irreparabile per il paesaggio perché si possono togliere alla fine della loro 'vita' produttiva e ripiantare. Mentre stanno messi il terreno ha tempo di rigenerare di nutrimenti ecc. Si deve anche capire che le soluzioni di energia rinnovabile non sono solamente fotovoltaico o eolico o del biomass (ecc) ma tutti insieme che fanno la differenza. SI il fotovoltaico non é il più efficiente adesso ma non significa che non si debba mai cominciare da qualche parte no, o non si comincerà mai a fare e ridurremo questo paese che ormai è anche mio al macello ambientale, che mi sa è già cominciato sfortunatamente. E poi, un 'scudo' contro cosa stiamo parlando? Mi sembra uno contro l'ambiente? Se continuiamo a guardare fino al nostro naso e gli interessi dei pochi, tra relativamente pochissimo non avremo più un paesaggio per cui vantarsi! Come ha detto un' altro utente… occhio… occhio…

  19. colossodirodi scrive:

    Io concordo con l'installazione dei pannelli sui tetti dei capannoni e delle abitazioni e anche dei terreni, ma considerando la bellezza delle nostre colline si dovrebbero autorizzare solo le installazioni in zone non panoramiche, lontano da strade principali, quindi con pochissimo inpatto ambientale, e su terreni incolti da almeno 10 anni.
    Poi ci sarebbe da discutere sullo smaltimento alla fine della vita produttiva dei pannelli………

  20. Pier Paolo Flammini scrive:

    Guarda Stevan che per incentivare l'uso del fotovoltaico e il suo riciclo, quindi per aprire un sistema economico ricco di manodopera e possibilmente locale, non dobbiamo mica asfaltare di pannelli le colline!
    Se i comuni vogliono muoversi in questa direzione, incomincino a fare delle semplici modifiche ai piani edilizi, vedrai che in poco tempo le nostre ditte di costruzione come modificano e aggiornano i loro sistemi di costruzione e ristrutturazione…Potremmo pannellizzare anche le strade, le piazze… scorticare le colline dovrebbe essere l'ultimo passo, invece qui è il primo!

  21. StevenAcquaviva scrive:

    Guarda Pier Paolo, sono d'accordo con te che non dovremmo cominciare con 'asfaltare' le colline ma cominciare con i tetti, i capannoni ecc. Ma non dobbiamo semplicemente dire no a priori solo perché della gente pensa che mettendo i pannelli sono o brutti o dannosi in qualche modo. Tu l'hai messa bene, ci dev'essere tutela con un riguardo per tutti i fattori circostanti, sia ambientali, economici, sociali e così via, facendo degli studi socio-ambientali e economici sul livello regionale non per ogni pratica per mettere i pannelli. Sparando a raffiche le nostre idee e pregiudizi su qualsiasi cosa non va bene, ma dobbiamo studiare attentamente per trovare i soluzioni. Se pensiamo solamente all' economia, o l'agriturismo o che le colline non saranno belle e basta, non va bene. Sfortunatamente i politici (non solo d'Italia) mettono la sostenibbilita ambientale a secondo piano e che la tecnologia e la crescita economica sono il solo modo avanti. Quando si fanno questi studi dobbiamo pensare alla conoscenza locale pure, che è anche la tua (e la mia e così via). Insomma quello che fanno gli antropologi. Poi non essere abbattuti con la burocrazia, che in Italia sfortunatamente regna.
    Ho visto un programma interessante sulla RAI che potrebbe interessare e si chiama "Sole, Vento e Alberi": http://www.presadiretta.rai.it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-304de3ed-bbd9-4afb-bd57-da84637dde70.html?refresh_ce

    E non dobbiamo esagerare le aspettative o quello che dicono altri. Per esempio, io non sono d'accordo che si mettono pannelli su colline agricole ma se non si sta usando ed è l'habitat naturale è già stato 'distrutto' per essere riutilizzato per l'agricoltura, allora sì. Non ci dimentichiamo ché le colline agricole, quanto belle possono essere, non sono un habitat naturale vergine (del quale ce né rimasto poco ormai) ma è utilizzato per le esigenze del uomo. L'agriturismo per esempio può usare il fotovoltaico o / e un piccolo laminatoio per il vento (come c'erano nel passato per tirare su l'acqua in Sicilia e isole come Malta) per produrre energia pulita, riducendo l' orma di CO2 dell' agriturismo e come ho detto già prima, puo essere un incentivo per attirare turisti che hanno a cuore l'ambiente.
    Dobbiamo cominciare a pensare a questi sistemi come un complimento per l'ambiente non una cosa avversa. Pensa per esempio ai fienili enormi di una volta, oggi nessuno pensa che non fanno parte del paesaggio, anzi. I fienili e i capannoni di oggi, costruiti di cemento ecc. per mettere attrezzatura, il fieno e altro non sono belli al confronto ma si pensa che sono indispensabili per l'azienda agricola. Allora perché non questi sistemi per raccogliere l'energia rinnovabile? Alla fine dobbiamo prendere tutto in prospettiva, sia io (che si vede che non sono contro il fotovoltaico per esempio) e quella gente che è contro e studiare le possibilità senza prendere decisioni affrettate in entrambi i lati ma mediare delle soluzioni fattibili. Ma questi studi dovrebbero cominciare adesso non tra chi sa quando, perché nel fra tempo l'ambiente sta andando a rotoli, e questo ormai é una cosa saputa sfortunatamente.

  22. Biersack Marcus scrive:

    Germania: Governo dice NO! al fotovoltaico in campagna…
    “Dobbiamo fermare uno sviluppo sbagliato!”
    Molti in questi giorni quando si parla di “ La green energia darà lavoro!” guardano verso la Germania dove il Governo Merkel ha creato in 4-5 anni 750.000 posti di lavoro nel settore energia rinnovabile.
    Un paese dove c´è più storia per il fotovoltaico e dove i politici sicuramente hanno più esperienza in questo settore decide adesso di non incentivare più l’installazione dei pannelli solari in campagna dopo il 01.07.2010 per fermare uno sviluppo sbagliato. I motivi sono come segue:
    1. Una nazione per una responsabilità verso il suo popolo e una responsabilità per la prossima generazione non può togliere terreni fertili dalla produzione alimentare per un periodo cosi lungo. Una nazione industriale ha tanti altri posti più adatti per il fotovoltaico.
    2. Il mercato del fotovoltaico comincia a riscaldarsi! I prezzi degli impianti stanno per calare un 40% per colpa degli incentivi statali in una direzione sbagliata che economicamente crea crescita falsa e rischia di distruggere posti di lavoro appena creati in questo settore. Gli incentivi statali devono essere corretti secondo lo sviluppo del mercato.
    Conferenze stampa, Berlino 03.03.2010

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