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«Berlusconi fa il Mago Do Nascimiento, noi lanciamo proposte»

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WEB TV Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera critica il governo per le leggi ad personam e per la poca attenzione sulla crisi economica: «Vogliamo una tassazione del 20% sulle rendite finanziarie per garantire investimenti sociali». E sul “caso Donati”: «Siamo un partito in crescita e aperto a nuovi ingressi»

di: Pier Paolo Flammini 11 marzo 2010 @15:13

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Abbiamo una proposta dei “tre 20”: abbassare al 20% lo scaglione di aliquota Irpef più basso, ridurre al 20% la tassazione degli utili reinvestiti, ed aumentare al 20%, come in tutta Europa rispetto all’attuale 12,5%, la tassazione sugli utili dalle rendite finanziarie, per pareggiare il minor gettito delle altre due proposte»: questa è la ricetta anti-crisi dell‘Italia dei Valori che, in vista delle elezioni regionali del 28 e 29 marzo ha visto la presenza del capogruppo alla Camera Massimo Donadi a San Benedetto, per sostenere le candidature di Palma Del Zompo, Cinzia Peroni, Eldo Fanini, Dante Merlonghi, Ruggero Butteri e Sandro Donati nel Piceno.
La crisi economica è infatti per l’Idv il principale problema da affrontare, «mentre il governo del Mago Do Nascimiento Silvio Berlusconi è affaccendato da un anno e mezzo in una serie infinita di leggi ad personam, dal legittimo impedimento al lodo Alfano 1 e 2, dalla stretta sulle intercettazioni all’attacco a tutti i magistrati che fanno il loro lavoro».
Un partito in crescita anche nelle Marche («Nonostante tutto non guardiamo alle poltrone, su 13 candidati presidenti di Regione non ne esprimiamo neanche uno perché per noi sono importanti i progetti, e qualche volta, come in Campania, abbiamo fatto un passo indietro per volere della coalizione» spiega), ma con qualche problema anche qui. Se per eccesso di crescita o per scarso coordinamento, Donadi spiega, rispetto alla candidatura dell’attuale assessore regionale Sandro Donati, passato proprio prima della campagna elettorale dal Pd all’Idv, «che restiamo un partito aperto ai nuovi ingressi dalla società civile o da altri partiti perché siamo strutturati come tale soltanto da 4 o 5 anni. Dobbiamo continuare a crescere anche grazie a chi ha maturato esperienze amministrative diverse, e in questa continua trasformazione dobbiamo saper miscelare per bene le esigenze che vengono dalla base con quelle che vengono dalla guida regionale e nazionale del partito». Nonostante le proteste iniziali di cinque dei sei candidati provinciali e del coordinatore provinciale Cardilli, però, Donadi fa notare come «mi sembra che tutti abbiano capito questo nostro scopo», e ogni comprensibile diverbio sia rientrato.
Riguardo l’alleanza con l’Udc nelle Marche, Donadi afferma «che si è potuta fare sulla base di accordi programmatici regionali e perché Spacca ha ben governato, tuttavia non ci sono le condizioni di un accordo nazionale con un partito che schiera al suo interno personaggi come Cuffaro e mina temi per noi pre-programmatici come la laicità dello stato o la scuola pubblica».

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  1. Gundam scrive:

    Mah,
    se qualcuno fa il Mago Do Nascimiento, è proprio l'Italia dei Valori.
    Un grave problema di quel partito, oltre alla rudezza e dittatorialità del Duce Di Pietro, è la sua composizione, basata su un'accozzaglia di riciclati (non lo dico io, ma MicroMega).
    Ultimo acquisto dei giustizialisti è Donati. Una persona che dava l'idea di essere moderato, che come un pendolo ondeggiava tra destra e sinistra, passando per il centro. Brucando l'erba là dove era più verde e dove le messi erano più abbondanti.
    Ora che il PD gli aveva fatto capire che, come un cammello, aveva già riempito di grasso le sue gobbe…cosa fa Donati? Via una maglia, e subito ne indossa un'altra: quella dei giustizialisti di Di Pietro. Quando si ha fame, non si guarda in faccia a nessuno.
    Non vado oltre nei commenti…

  2. Gundam scrive:

    Ed ecco una nuova notizia simpatica sull'Italia Dei Valori:

    http://temi.repubblica.it/micromega-online/genova-quando-la-ndrangheta-vota-idv-le-foto-del-boss-con-la-candidata-cinzia-damonte/

    I duri e puri non sono tanto diversi dagli altri…

  3. stranamore scrive:

    La realtà sulla tassazione delle rendite.
    La sinistra e i sindacati vogliono aumentare le tasse sulle rendite finanziarie. Ma tassare le rendite finanziarie è quanto di più iniquo si possa fare proprio nei confronti di chi ha meno. Questa non è un'assurdità, ma la realtà delle cose. Perchè? I componenti della famiglia Agnelli risiedono fiscalmente in Svizzera. Questo significa che essi non pagano nulla perchè la Svizzera non fa pagare ai suoi residenti questo tipo di gabelle. Invece un qualsiasi impiegato, operaio o pensionato che risieda in Italia paga sui suoi risparmi il famoso 12,5% voluto a suo tempo dalla sinistra e dai sindacati. Il risparmio di un poveraccio paga. I miliardari invece usano residenze personali o società offshore per non pagare nulla nella più completa legalità. Non contenti di questa situazione già di per sè iniqua, la sinistra e i sindacati chiedono che questo divario sia ulteriormente alzato, portando la tassazione al 20%. Questa è la sinistra in Italia! Questi sono i sindacati. Sembra proprio che a loro piaccia la miseria delle classi medio basse. In fondo essi non ci sguazzano? Più miserabili ci sono in giro, tanti più voti e tessere sindacali pensano di guadagnare, no? D'altra parte a chi dobbiamo i salari più bassi di Europa? I sindacalisti hanno forse protetto il nostro potere d'acquisto? No, non l'hanno fatto, hanno fatto solo gli interessi di confindustria e dopo tutto questo, si gonfiano il petto e hanno la pretesa di venirci a raccontare che bisogna tassare i nostri risparmi per rimpolpare i salari. E su questo possiamo dire che ben che vada è una presa in giro. Perchè siamo poi sicuri che i soldi di queste tasse torneranno nelle nostre tasche come salari più alti? Forse a questo riguardo è istruttivo rammentare la vicenda del cuneo fiscale. Prodi lo promise ai lavoratori fra gli applausi della sinistra. E quando la sinistra "vinse" le elezioni, cosa fecero? Diedero il cuneo tutto a confindustria in mezzo al silenzio generale dei sindacalisti. Ma il buon Prodi non fece solo questo, egli consegnò ai sindacati la gestione del TFR aziendale. E i lavoratori vennero scippati pure della disponibilità del TFR. E quindi siamo sicuri che le tasse spremute con i nostri risparmi serviranno a rimpinguare i nostri salari? Ecco io ho qualche dubbio. Perchè, guarda guarda, il buon De Benedetti pare abbia già dato in un editoriale sul Sole24Ore alcuni suggerimenti ai suoi amici della sinistra: egli suggerisce di tassare "pesantemente e permanentemente" il risparmio della gente per poter finanziare sgravi fiscali al sistema industriale. A proposito i componenti della famiglia De Benedetti risiedono fiscalmente in Svizzera. Quindi non pagano nessuna tassa sul loro ingente patrimonio. Tuttavia le loro aziende di stanza in Italia pagano le tasse allo stato italiano. Bravo De Benedetti. Si capisce come mai sei riuscito ad accumulare una fortuna alle spalle delle tasche dei contribuenti italiani. E brava la sinistra e i sindacati che ti reggono il gioco.

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