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Per il rapinatore finto gay i guai non finiscono più

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Già identificato lo scorso 15 gennaio ed ora in carcere a Chieti, è stato riconosciuto autore anche di un’altra rapina in una gioielleria di San Benedetto dove, distraendo i proprietari con le sue storie amorose, era riuscito a sottrarre cinquemila euro di preziosi

di: 6 marzo 2010 @12:33

SAN BENEDETTO DEL TRONTO -  Ad Elix Lazzari, 40enne di origine rom, è stata notificata da parte degli agenti del Commissariato l’accusa di furto con destrezza presso il carcere di Chieti dove si trova tutt’ora rinchiuso per reati analoghi compiuti a gennaio di quest’anno.

Il fatto in questione risale agli ultimi mesi del 2005 quando il soggetto si presentò presso una gioielleria di San Benedetto spacciandosi per uno stilista gay. Con una interpretazione da far invidia ad attori professionisti iniziò a recitare la sua parte descrivendo una relazione con un compagno omosessuale e delle attenzioni che questi gli rivolgeva con regali di gioielli e monili.

Il fare e la parlata erano talmente incalzanti e convincenti da frastornare a tal punto il proprietario della gioielleria tanto da permettere al nuovo Arsenio Lupin di sottrargli preziosi per un valore di cinquemila euro.

Ma grazie ad una foto del ladro pubblicata dagli agenti di Polizia il 15 gennaio di questo mese i proprietari della gioielleria sono riusciti ad identificare e riconoscere il Lazzari. Poi la Scientifica, le impronte digitali raccolte e la visione dei filmati delle telecamere a circuito chiuso hanno fatto il resto.

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