Piceno, Politica

Liste d’attesa, la proposta di Perazzoli in tandem con Petrone

L'Ospedale "Madonna del Soccorso" di San Benedetto del TrontoL'Ospedale "Madonna del Soccorso" di San Benedetto del Tronto

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REGIONALI Il candidato Pd spiega come intende agire per risolvere il problema all’ospedale. Il suo consulente è l’ex manager del “Madonna del Soccorso”. Un impegno: creare un Hospice per i malati terminali

di: 3 marzo 2010 @20:01

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Le liste d’attesa all’ospedale? Un problema in parte irrisolvibile». Lo dice Paolo Perazzoli, uno dei candidati al consiglio regionale per il Partito Democratico. L’ex sindaco di San Benedetto sul tema della sanità ha un consulente d’eccezione per la sua campagna elettorale, cioè Giuseppe Petrone, ex manager della sanità pubblica sambenedettese. Andato in pensione dopo essersi dimesso dall’incarico affidatogli dalla Regione.

«Dimissioni che sono servite per smuovere le acque – dice Perazzoli – e infatti poi sono arrivati ulteriori fondi all’ospedale ed è stato istituito il reparto di Neurochirurgia. Prima poi con Petrone l’ospedale ha avuto numerose nuove assunzioni».

Bene, ma sulle liste d’attesa cosa propone il candidato Perazzoli? Non ci sono ricette magiche, risponde il candidato Pd alla domanda di Rivieraoggi.it. «Serve un sistema più efficace per coinvolgere i medici di famiglia, perchè se i cittadini si recano al Pronto Soccorso anche per leggeri malesseri è inevitabile che poi si creino le code. C’è un eccesso di richiesta che va regolamentato, oggi i cittadini sono più esigenti ed è giusto potenziare l’offerta per offrire pari diritti a tutti. Ma va fatta anche un’opera di educazione».

Quindi insegnare quando andare all’ospedale e quando invece si può farne a meno, esami e visite presso gli ambulatori dislocati nel territorio piuttosto che asserragliamento davanti alla porta del Pronto Soccorso, sistemi di gestione dei codici di emergenza più efficaci, oltre a ulteriori investimenti sul personale e sulle strutture. Ad esempio sulle ambulanze, che numerose inchieste giornalistiche hanno evidenziato essere obsolete e dal chilometraggio ormai saturo.
Perazzoli se ne fa garante in caso di elezione in Regione e, raccogliendo un concetto lanciato da Petrone, assicura che si impegnerà anche per creare un Hospice nel Piceno. Cioè una struttura decentrata dagli ospedali che possa assistere e dare conforto ai malati terminali e alle loro famiglie.

Venerdì 5 marzo dalle 15 e 30 in poi presso il Residence “Le Terrazze” di Grottammare Perazzoli convocherà un Forum di Ascolto sul sistema sanitario pubblico. Ci saranno relazioni di importanti manager della Regione Marche come Carmine Ruta e Mauro Marabini e poi medici e operatori sanitari del territorio che esporranno le loro problematiche e le loro richieste alla politica.

D’ALEMA E FASSINO, PERAZZOLI E COLONNELLA Confermata la presenza di Massimo D’Alema a San Benedetto lunedì prossimo per una cena elettorale al ristorante “Puerto Baloo”. L’attuale presidente del Copasir torna in Riviera per la quarta volta dopo l’ultima visita al Perazzoli sindaco nel 1999.

Perazzoli che si professa “dalemiano” convintissimo, Pietro Colonnella che invece gioca la carta Piero Fassino per convincere gli elettori a scrivere il suo nome nel segreto della cabina elettorale. I due “rivali” nella lista Pd del Piceno stanno nel pieno della campagna per crearsi consenso e seguito. Per Colonnella, dunque, l’appuntamento con i big nazionali del Pd sarà anticipato a sabato, alle ore 11 e 30, presso l’Auditorium del Comune di San Benedetto del Tronto, appunto con Piero Fassino. L’ex segretario nazionale dei Ds negli ultimi mesi ha visitato più volte la Riviera delle Palme sempre in iniziative della corrente di partito legata a Colonnella (che come noto è abbastanza “altra” rispetto a quella di Perazzoli). L’ultima volta fu nell’ottobre scorso, come sostenitore della candidatura di Dario Franceschini a segretario del Pd nel corso delle ultime primarie. Perazzoli, lo ricordiamo, sostenne invece la mozione poi vincente di Pierluigi Bersani.

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  1. Pilates scrive:

    Come ho potuto leggere con rammarico in questi giorni su Sanbenedetto oggi si parla spesso del futuro dell’ospedale di San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno, ospedali ormai anacronistici collocati in luoghi molto inopportuni soprattutto quello di San Benedetto del Tronto.
    Purtoppo essendo la regione Marche molto ANCONACENTRICA , adulatrice al massimo del Pesarese secessionista simpatizzante per la Romagna ma sicuramente sprezzante per il Piceno (Marche sporche..) , investe solo nell’ospedale di Ancona ultramoderno,superfunzionante curato nei minimi dettagli, infatti ha al suo interno anche televisori con lo schermo piatto…
    E che succede nel Piceno? Sempre pochi fondi, ad Ascoli si parla di togliere il reparto di ematologia, è un togli e metti tra San Benedetto ed Ascoli, poi ogni tanto si crea un nuovo reparto presi dalla disperazione elemosinando dei fondi e si pensa dove crare un eliostazione a San Benedetto del Tronto nei posti più improbabili perchè il nostro ospedale è collocato in una posizione centrale inquinata dal traffico molto infelice.
    A mio parere San Benedetto del Tronto essendo una città frequentata nel periodo estivo da molti turisti dovrebbe rimanere un primo pronto soccorso e lo stesso principio vale per Ascoli Piceno la quale è vicino a molte città montane per le quali potrebbe rappresentare il punto di riferimento.
    Bisognerebbe costruire un ospedale unico per il Piceno a metà strada tra Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto tipo Spinetoli/Pagliare immediatamente all’uscita dell’Ascoli Mare facile da raggiungere dalle persone coprendo una vasta area, ma soprattutto permetterebbe all’autoambulanza di arrivare comodamente e velocemente sul posto.
    Questo ospedale potrebbe avere sì una eliostazione per il trasporto dei casi urgenti e potrebbe così avere degli ampi parcheggi con quelli riservati ai disabili nelle immediate vicinanze dell’entrate costruito con le ultime tecnologie a prova di barriere architettoniche per i portatori di handicap.
    Poi per migliorare la qualità e l’efficienza del servizio bisogna far sorgere al suo fianco un campus universitario di medicina con tutte le facoltà di medicina,scienze infermieristiche, fisioterapia ( ci sono poche facoltà e queste a numero chiuso), podologia, scuole di osteopatia.
    Così facendo molti studenti godrebbero di un ottimo tirocinio.
    Il tutto svilupperebbe enormemente il Piceno, facendola diventare una Provincia di alta qualità scientifica,migliorando l’economia dell’indotto grazie alla realizzazione edile dell’ospedale e delle università, facendo lavorare poi molte attività immobiliari,gastronomiche,ludico-sportive e tante altre della zona.

    Anche noi nel Piceno abbiamo diritto ad un servizio sanitario efficiente, perchè le Marche siamo la provincia di Pesaro,Ancona,Macerata,Fermo e anche noi, non c’è solo Ancona.
    Perchè disagi, il togli e metti tra Ascoli e San Benedetto del Tronto, lo sperpero di denaro per tappare buchi provvisori invece di trovare una soluzione definitiva, efficiente e razionale per la nostra Provincia?

    IL DIRETTORE RISPONDE

    Quello che mi viene da dire è questo: Pilates “parla come un libro stampato”, un modo di dire per definire considerazioni precise e senza divagazioni o tentennamenti. Il problema è però un altro e cioè che chi pensa alla grande come lei viene considerato come una specie di esaltato per non dire di peggio. Secondo me invece lei dice cose giuste e necessarie per la cui realizzazione parziale o totale servono determinazione e un maggior numero di persone che la pensano… come noi. Anche perché “pensare in piccolo” non ha portato mai a nulla se non a favorire chi “pensa in grande” e nei progetti ci crede veramente. “Più Pilates, più Piceno”, un motto che non mi dispiacerebbe. Grazie.

  2. giulia redondo scrive:

    com'è che adesso Petrone è iperattivo nei suggerimenti amministrativi al suo amico Perazzoli , mentre quando era all'opera in ospedale non ha fatto nulla per risovere il problema lista d'attesa e qualificazione dell'ospedale? Spiegate poi a perazzoli che in genere per LISTE di attesa si intende non la fila del pronto soccorso ma quello per accedere alle visite specialistiche ed esami. Sua moglie non glielo ha spiegato? E che dire della infelice frase :"«Dimissioni che sono servite per smuovere le acque – dice Perazzoli – e infatti poi sono arrivati ulteriori fondi all'ospedale ed è stato istituito il reparto di Neurochirurgia. Prima poi con Petrone l'ospedale ha avuto numerose nuove assunzioni». Ehm, se siamo messi così, siamo messi bene, Perazzoli

  3. c.c.c.srl@tiscali.it scrive:

    No caro Paolo le liste d'attesa non è un problema irrisolvibile, ma e che non si vuole risolvere, e parlo non per spirito di contraddizione ma perché conosco bene il problema.
    1) Per prima bisogna risolvere le assunzioni, queste devono avvenire per capacità e non per tessera;
    2) Le prestazioni no devono essere a pagamento, ovvero in libera professione;
    3) Le convenzioni con cliniche e laboratori devono essere ridotte al massimo;
    4) Informatizzare le strutture interne con quelle esterne, non e pensabile che la documentazione in 3° millennio viaggi ancora su carta o meglio a piedi, a piedi significa che ogni servizio invia uno o più dipendenti in altri uffici per portare documenti che con i computer arrivano all'istante;
    5) I cosiddetti dirigenti o Responsabili devono essere all'altezza dei loro stipendi, devono controllare i propri subalterni e se il lavoro non va avanti è loro responsabilità, devono fare i carichi di lavoro, solo così si saprà chi lavora e chi non lavora, ma anche quale Dirigente è capace o non è capace;
    6) I sindacati la devono smettere di difendere sempre tutti e tutto, devono avere il coraggio di dire che chi non merita non merita e deve avere anche il coraggio di richiamane il Dirigente che non fa o non è capace di essere tale;
    7) I medici devono tornare a comprendere che la loro è soprattutto una missione e non solo un lavoro per fare solo soldi;
    8) i medici di famiglia, vedi scandali vissuti e visti in TV, con le case farmaceutiche, omettiamo tutto il resto per non incorrere in qualche denuncia;
    9) Medici e Farmacisti con i rimborsi dei farmaci, anche qui materiale visto in TV;
    10) Gli appalti;
    11) I lavori che non finiscono mai;
    12) Le strutture fatiscenti, macchinari che si rompono spesso, e tanto altro ancora.
    Quindi se eliminiamo queste storture probabilmente eliminiamo il problema alla radice, ma lo si vuole veramente???????????????

  4. Black scrive:

    Io credo che sia un problema di organizzazione! Ci sono grosse lacune a livello gestionale da parte di dirigenti e responsabili sanitari che causano spreco di denaro pubblico e risorse. Bisogna rivedere alcuni assets aziendali anche prendendo spunto da quello che suggeriva @Pilates! Comunque chi scioglie il nodo della sanità per la nostra provincia prende un sacco di voti e Perazzoli questo lo sa bene!

  5. alessandro84 scrive:

    Direttore non mi sento di concordare con Pilates perchè non è piangendosi addosso che si esce da questa situazione. Di fatto il Pesarese ha più carte da giocare rispetto a noi (per loro merito) mentre la situazione della provincia di Ancona è viziata dal contesto politico.
    per pesare di più in regione non dobbiamo affidarci ai pollitici eventualmente eletti ma ci vuole un programma di sviluppo integrato che parta dai comuni e si consolidi in provincia. In questo modo possiamo far valere il nostro peso economico e culturale: non abbiamo un forte tessuto economico, non abbiamo neanche un ateneo nato sul territorio piceno, il turismo è vittima della frammentazione politica figuriamoci se avrebbe un peso sufficiente in regione.
    Di analisi se ne sono fatte abbastanza direi che è il caso di tirar fuori qualche piano di sviluppo e iniziare a lavorarci.
    Pensare in grande è obbligo ma lo è anche FARE cose in grande…. e sul fare stiamo molto indietro….

    IL DIRETTORE RISPONDE

    Perfettamente d’accordo

  6. alessandro84 scrive:

    @Black: se si affronta il problema della sanità con gli strumenti della politica il problema non si risolve bensì peggiora. I politici non hanno interesse nel risolver ebensì nel lottizzare quanti più posti possibile….
    Scommetto che a parità di Budget e Commitment si riesce a ridurre del 25-30% le file d'attesa…..

  7. sasi scrive:

    Scusate ma signor Petrone non ci poteva pensare prima!

  8. Pilates scrive:

    egregio signor alessandro84 , concordo pienamente con quello che lei dice, non mi piango addosso, ma penso di rinforzare il suo concetto dicendo che bisogna reagire con le nostre forze e non aspettare sempre gli altri,nel caso di Ancona penso che remino contro di noi, ma farci sentire.
    Per l'appunto volevo chiarire.

  9. Pilates scrive:

    Ringrazio la redazione, io penso che la mia opinione sia anche quella di alcune persone.
    Penso solamente che questa proposta sia una semplicissima analisi logica, per nulla difficile, una necessità che ci vuole, nasce dalla vera esigenza vedendo cose che non funzionano, non penso che abbia scoperto l'acqua calda.
    Mi rincuora che la redazione appoggi le mie iniziative, mi auguro di dire sempre cose utili per tutti, anche se una critica nei miei propositi è sempre molto costruttiva e mi fa ampliare le vedute.
    Adesso le mie idee sono soltanto idee, magari in futuro potrebbero venire realizzate, intanto sono soddisfatto che queste siano stimolanti.
    Grazie a tutti di nuovo infinitamente.

  10. alessandro84 scrive:

    @Pilates: fai benissimo ad esprimere la tua opinione, le tue costatazioni sono assolutamente incontestabili!!!!!!! Un dibattito così fa solo bene per la collettività, speriamo di aver attirato l'attenzione di chi POTREBBE FARE qualcosa….

  11. Pilates scrive:

    Grazie per la collaborazione Alessandro84.

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