Cronache, Cupra Marittima, Grottammare

Da Sanremo non solo canzoni: tolleranza zero sul punteruolo rosso

Abbiamo ascoltato il parere del presidente del centro Studi e Ricerche Palme di Sanremo Claudio Littardi. La sentenza è una sola: «Eradicazione totale»

di: Annalisa Cameli 2 marzo 2010 @12:08

Da Riviera oggi in edicola numero 812GROTTAMMARE –  «Il messaggio che abbiamo voluto far passare con il recente convegno – ci spiega Claudio Littardi, Presidente del Centro Studi e Ricerche Palme di Sanremo – è quello di combattere totalmente il puntruolo rosso della palma eradicandolo appena si accerta la sua presenza. Questo per non commettere gli errori, in buona fede certo, fatti da alcune città»: a Bordighera e nel sanremese, infatti, la strategia che è stata adottata è proprio quella di abbattere da subito la palma infetta, necessario per scongiurare l’espandersi del pericolo.

E quando le palme attaccate sono più di 3 o 4?

«Purtroppo diventa un problema economico, se si considera che per abbattere un centinaio di palme occorrono 100 mila euro, e se si pensa che a Palermo le palme da abbattere sono 30 mila si capisce che un Comune non possa affrontare da solo questa spesa. Occorreva adottare questa filosofia fin da subito, il messaggio che abbiamo voluto lanciare con il Convegno è infatti quello di monitorare costantemente le proprie palme ed intervenire tempestivamente per l’eradicazione non appena si manifesta il problema».

Quali sono le vostre esperienze sul campo?

«A Bordighera è stata fatta un’ordinanza per l’abbattimento a spese del Comune e le palme infestate sono state abbattute. La situazione è quindi sotto controllo. Ad Alassio hanno seguito una cura su 30 palme ed in un anno sono arrivati a 90 palme infettate. Purtroppo il problema è presente in maniera esponenziale in città come Palermo, perché la palma una volta curata può essere riattaccata dal punteruolo. Dove le palme attaccate sono centinaia, la guerra è persa, occorre agire prevenendo la diffusione, prima ancora che il problema di manifesti».

Per quanto riguarda la lotta naturale?

«Al convegno è stata presentata la ricerca di Valeria Francardi, dai risultati si vede che con i B.Bassiana i valori di mortalità oscillano fra il 20% ed il 50% mentre con M. anisopliae la mortalità raggiunge il 75%. Non è quindi efficace al 100%»

E sui prodotti chimici cosa ci dice?

«I prodotti chimici sono efficaci, ma sono cancerogeni. Si capisce che non è possibile usarli nell’urbano, si tratta di trattamenti che possono durare anche 4 o 5 anni, per eradicare del tutto il problema, e non si può mettere a rischio la vita della cittadinanza».

Nel 2006 avete tenuto un convegno a Grottammare

«Si, quando ancora non si immaginava che il problema del punteruolo rosso sarebbe arrivato a questi livelli. Avevamo consigliato l’abbattimento ai prmi focolai. In questi casi diventa anche un problema di bussines, molte aziende si sono lanciate in questo settore, ma all’attuale non esiste una cura efficace al 100%. È importante, ed è da sottolineare, che pubblico e privato collaborino attivamente».

Nelle città che ancora non sono state infestate dal punteruolo,quindi, la metodologia consigliata è una sola: monitorare ancor prima che si manifesti il problema, e di abbattere da subito le palme. Per le città, come Grottammare, che hanno avviato le cure, occorre massima allerta, poiché le palme curate possono essere riattaccate nuovamente. Per eradicare il problema una volta per tutte, attualmente, occorrerebbe triturare e bruciare tutte le palme, in tutta Italia.

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I vostri commenti all’articolo (2)

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  1. Jake Ramone scrive:

    Finalmente una parola chiara: la palma attaccata va abbattuta immediatamente, ed i resti triturati e bruciati, cercando di evitare la fuga del punteruolo adulto.

    Invece a Grottammare si preferisce "curare" (come, non si sa, se non attraverso una rasatura della chioma della palma) con il rischio di diffondere esponenzialmente il contagio come successo ad esempio ad Alassio.

    Personalmente a Grottammare conto almeno 30 palme (l'ultima che ho notato, in uno degli angoli di Piazza Carducci) ridotte a mozziconi quando invece dovrebbero essere abbattute.

    Sarà doloroso, sarà esteticamente non gradevole vedere un vuoto dove prima c'era una palma rigogliosa, sarà anche costoso (mi sembra di capire mille euro a palma abbattuta), ma togliere una palma evita il rischio di infettare tutte le altre con conseguenze estetiche ed economiche ancora più gravose per la comunità.

    Una parola dai sindaci Merli e Gaspari e/o dei rispettivi dirigenti al riguardo è possibile averla?

  2. meteorivierapicena scrive:

    Lettera aperta inviata da Meteorivierapicena all'ASSAM in data 8 febbraio 2010: FINO AD OGGI NESSUNA RISPOSTA

    Salve, il mio nome è Riego Gambini,
    sono un cittadino di San Benedetto del Tronto e sono il coordinatore del portale informativo di Bioclimatologia applicata denominato Meteorivierapicena.net.
    Desideravo chiedervi dove sia possibile consultare e verificare i dati aggiornati sui livelli d'infestazione da Rhynchophorusferrugineus – Punteruolo rosso – relativi al territorio Piceno.
    Volevo inoltre domandare se anche nella Regione Marche siano attualmente in vigore le norme del Decreto Ministeriale del 9 novembre 2007 che stabilisce le disposizioni sulla lotta obbligatoria contro il sopracitato fitofago. In caso contrario desidererei conoscere nei dettagli le normative regionali che regolano questa emergenza, dato che nel nostro territorio sono abbastanza evidenti i segni che fanno presupporre ad un'accelerazione e propagazione dell'infestazione.
    Nel nostro territorio sono molti i giardini privati dove sono state effettuate eradicazioni come anche i vari trattamenti terapeutici sugli esemplari nei quali il punteruolo risultava oggettivamente presente, ma non mi risulta che venga effettuata un’opportuna e necessaria opera di profilassi sulle piante "sane" che si trovano però nelle immediate vicinanze delle zone infestate.
    Senza un concreto e sostanzioso supporto (anche economico) da parte delle autorità competenti nei confronti dei privati cittadini, a questi ultimi potrebbe essere lasciata la libera interpretazione del livello d'infestazione anche delle loro stesse palme, il che potrebbe comportare gravi e pericolosissimi ritardi nell'opera di eradicazione o di eventuale corretto e consono intervento terapeutico.
    Personalmente credo sia anche necessario che vengano indicati chiaramente i nominativi delle varie ditte specializzate e autorizzate agli interventi, perché il cosiddetto "fai da te" potrebbe aggravare irrimediabilmente una situazione già di per sé molto grave.
    Ogni cittadino deve poter essere facilmente in grado di consultare e conoscere tutte le fondamentali informazioni e normative in merito a questo delicato argomento.
    Ogni strumento di comunicazione istituzionale dovrebbe essere utilizzato in modo da stimolare la necessaria attenzione delle migliaia di cittadini che hanno nel loro giardino anche solo un esemplare delle cosiddette “piante sensibili” all’infestazione.
    Le nostre amministrazioni locali stanno facendo del loro meglio ma non credo abbiano tutte le risorse necessarie per affrontare un problema che nel nostro territorio non ha ancora palesemente assunto quei possibili livelli di gravità, come invece è purtroppo già accaduto in molte altre località italiane. Per cui da semplice cittadino chiedo che vengano al più presto definiti e trovati tutti gli strumenti necessari per affrontare in tempo e in modo proporzionale il probabile prossimo incremento del livello d'infestazione del prezioso patrimonio naturale locale sia pubblico che privato.
    I privati cittadini devono essere aiutati e non intimoriti per metterli nelle condizioni d'affrontare in modo consapevole e responsabile le conseguenze dell'infestazione da punteruolo rosso, paragonabile ad una vera e propria pandemia che in Italia e all'estero ha già fatto e continuerà purtroppo a fare migliaia di "vittime".
    Ritengo sia assolutamente necessario che le valutazioni in merito alla determinazione dell’opera di ERADICAZIONE o di TRATTAMENTO dei singoli casi, vengano fatte con i giusti criteri. Si tengano in massima considerazione anche i rischi e i pericoli che un'azione errata, non appropriata alla gravità dei fatti o non sufficientemente prudente, possa generare, con il conseguente incremento ESPONENZIALE della diffusione del coleottero.
    Sarebbe oltremodo importante che la stampa non promuovesse informazioni non attendibili e immediatamente dimostrabili per quel che riguarda le cure e i rimedi di varia natura. Per cui se qualcuno dispone nei fatti di strumenti REALMENTE UTILI alla soluzione o perlomeno al contenimento del problema, non lo dica a parole attraverso i giornali, ma utilizzi invece modalità più appropriate in grado di provare e confortare, con adeguati margini di sicurezza, i tanto decantati risultati. Tutto il resto rischierebbe di creare ulteriore confusione soprattutto nei cittadini che a loro volta non hanno le idee chiare ma che a quanto sembra, in taluni casi, rischiano anche sanzioni amministrative pesanti se non addirittura di carattere penale.
    In attesa di vostre informazioni in merito, vi saluto cordialmente augurandovi buon lavoro.

    Distinti saluti
    Riego Gambini
    Coordinatore di Meteorivierapicena.net

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