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Agraria, scoppia la protesta degli abusivi

Loredana Emili a colloquio con alcuni occupantiLoredana Emili a colloquio con alcuni occupanti

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Le sette famiglie che occupano alcune case popolari di Porto d’Ascoli incontrano la Emili. L’assessore è lapidario: «Avete la mia comprensione, ma le regole vanno rispettate»

di: 27 febbraio 2010 @15:08

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Avete tutta la mia comprensione, ma ci sono delle regole che devono essere rispettate. Queste case vanno lasciate». L’assessore ai servizi sociali Loredana Emili è lapidaria e risponde così alla protesta degli “abusivi” che dal settembre scorso stanno occupando  sette appartamenti di edilizia popolare del quartiere Agraria di Porto d’Ascoli.

«Il vostro bisogno c’è, è reale – continua l’assessore ai Servizi Sociali – ma è uguale a quello di chi sta aspettando da mesi una collocazione e magari incontrandomi per la strada mi insulta pure».

Gli “invasori”, dal canto loro, chiedono invece una messa in regola immediata contestando all’amministrazione comunale la mancanza di ogni tipo di sostegno in tal senso.

«Si dovrà aspettare la nuova graduatoria che uscirà dal prossimo bando», spiega Pietro D’Angeli, dirigente dell’Ufficio Servizi Sociali. «Una volta pubblicata si potrà fare un ricorso che la Commissione valuterà. I tempi sono comunque lunghi e il nostro obiettivo e’ di risolvere la vicenda per giugno».

Nel frattempo la protesta degli occupanti continuerà. Già lunedì, le sei famiglie si recheranno direttamente in Municipio per far sentire la loro voce al sindaco Gaspari.

La gran parte di queste ha figli ed in certi casi ci troviamo di fronte a donne separate con bimbi da mantenere. Alcune delle abitazioni in questione erano tuttavia già state assegnate dal Comune ad altre persone, in base all’ultima graduatoria compilata.

«Una era destinata a una coppia con un disabile a seguito, che aveva chiesto del tempo», conclude D’Angeli. «Un’altra sarebbe dovuta spettare ad una persona che poi purtroppo è deceduta, mentre le restanti quattro risultano non assegnate perché al momento l’Erap (l’Ente Regionale per l’abitazione Pubblica, ndr) deve garantire la graduatoria di mobilità».

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I vostri commenti all’articolo (14)

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  1. Con tutto il rispetto assessore, della sua comprensione gli abusivi non sanno che farsene. Invece di pensare a tutelare qualche elettore pesante approvando variani e piani particolareggiati dovevate fare le case popolari quando nel 2006 alle elezioni le abbiamo promesse. Facile oggi mettere in competizione i poveri contro i poverissimi e scaricare le proprie incapacità sulla crisi. E sono pure sicuro che dopo che li avrete sgombrati ne parlerete come di un successo, fregandovene dei 350 che aspetteranno ancora per anni una casa che voi non avete voluto dargli.

  2. Gundam scrive:

    La violenza non va mai fatta vincere.
    Possibile che nessun sinistroide possa concedere la propria seconda casa, ad un canone ragionevole, a quelle famiglie?
    Io la seconda casa non ce l'ho, mi spiace.

  3. sfrinca scrive:

    Ma può essere che si deve sopportare l'occupazione di abitazioni di altri!!
    Quando direte che gli occupanti stanno infrangendo la legge?
    Comprendo gli abusivi ma non possono fare come gli pare! Non hanno una casa? E ce ne sono tanti che non hanno una casa, ma non per questo vanno ad occupare la casa di un altro!!
    Questa loro azione è violenza pura e come tale va combattuta altrimenti ci ritroviamo come in diverse città,specie del Nord, dove se un vecchietto esce di casa per andare a fare le spesa al ritorno se la ritrova occupata!! M è mai possibile!! E ci stanno pure chi li difende!! Roba da matti!

  4. silvia74 scrive:

    Ci sono troppi furbetti tra gli occupanti abusivi,e' troppo facile lavorare a nero o fare l'ambulante e dichiarare di essere nulla tenente evadendo cosi' anche il fisco per poi occupare una casa sottraendola a chi aspetta di diritto.

  5. paolino scrive:

    …scusa Gundam: esistono anche destroidi, centroidi
    e agnostici possidenti, o sbaglio ??

  6. Tigro_2008 scrive:

    Gundam c'è anche chi passa la vita a collezionare ville dal valore stratosferico e non gliene importa granchè dei fondi da destinare all'edilizia economica e popolare, al contrario si dà la possibilità, con il cosidetto "Piano Casa" (già ampliamente riconosciuto dagli addetti ai lavori come un piano fallito), di ampliare le belle ville signorili ancora di più.
    E poi c'è gente invece che ha passato tutta una vita a pagare il mutuo per godersi la sua bella abitazione di 100 mq. durante gli anni della pensione (più a lungo possibile si spera).
    Pertanto: molti più fondi statali e regionali da destinare all'edilizia economica e popolare e, soprattutto, banche più disposte a rischiare ed a svolgere un Ruolo più ETICO E SOCIALE.

  7. coccia donato scrive:

    mi colpisce la denuncia di silvia74 se fosse vero sarebbe una cosa gravissima dato che qui non siamo a scampia e i controlli potrebbero essere fatti itranquillamente.
    troppi furbi? questa mattina mi sono recato in posta per pagare una bolletta, oggi primo del mese c'era il pagamento delle pensioni, sono entrato alle 8.30 ho preso il mio biglietto e avevo gia 60 persone davanti a me. ad un certo punto vedevo pensionati che entrati dopo di me avevano numeri piu bassi del mio.
    ho fatto una piccola indagine per capirne il motivo, e udite udite ho scoperto che c'e' un racket dei biglietti della posta. una signora anziana entra all'apertura si munisce di diversi biglietti della macchinetta e poi se li rivende per un euro o due ai pensionati che non vogliono fare la fila.all'inizio mi e' venuto da sorridere, poi mi sono ricordato come funzionano le cose qua in italia e il sorriso ha lasciato il posto all'indignazione e all'amarezza. premetto che sono entrato alle 8.30 e sono uscito alle 11,00 circa.qui devo dare ragione a daniele primavera…e' cominciata la guerra tra poveri e poverissimi. CHE SQUALLORE.

  8. alessandro84 scrive:

    @Tigro_2008: concordo con il ruolo più sociale che devono avere le banche (e sopratutto le fondazioni!!!!) non sono d'accordo con l'edilia popolare, l'edilizia popolare va soppesata attentamente onde evitare pericolose distorsioni del mercato, inutile ricordare che la congiuntura globale nasce proprio da politiche residenzialie errate (USA ma anche Spagna..).

  9. Black scrive:

    Chi usa la prepotenza per far valere i propri diritti prevaricando quelli degli altri è da condannare in maniera assoluta, sia che sia un povero piuttosto che un poverissimo!! Resta il fatto che il problema della casa oggi è più sentito che mai,e le istituzioni devono dare delle risposte serie e forti alla gente! @Tigro_2008 io mi posso fare anche la villa, ma per questo non devo sentirmi in colpa, pago le tasse sto in regola e quindi se posso mi merito la mia villa!! E' lo stato sociale che deve pensare alle persone che da sole non ce la fanno ed assicurare loro un alloggio dignitoso, ma per carità non trasformiamolo in uno scontro classista!

  10. Alessandro, le politiche della casa errate, guarda caso, sono quelle che hanno permesso ai singoli cittadini di scoprirsi in maniera eccessiva rispetto alla loro capacità di reddito, non quelle in cui lo stato ha garantito un diritto.
    Non è un segreto che la francia, ma tutto il centro-nord europa, abbia avuto una crisi immobiliare di gran lunga inferiore a quella dei paesi che hai menzionato, avendo una percentuale di edilizia pubblica diverse volte superiore alla nostra (e infinitamente superiore agli states, dove se una casa non te la puoi permettere vai a vivere per strada).
    Non mi risulta invece che una presenza forte dello stato nel mercato immobiliare determini qualche forma di distorsione. Anzi, direi che proprio l'assenza dello stato determina bolle speculative determinate ad esplodere, dal momento che affida al mercato per intero la domanda abitativa, favorendo la speculazione.
    Ne è un esempio san benedetto. Oggi sembra che ci si stia "dando una calmata", ma fino a qualche anno fa (2005-2006 in particolare) gli immobili hanno raggiunto dei prezzi assolutamente sproporzionati rispetto al valore effettivo (e infatti oggi la bolla è scoppiata).
    L'intervento dello stato per garantire un diritto è fondamentale, avviene da decenni in tutti i paesi europei; soltanto da noi c'è il mito del bene rifugio, che se ha dei lati positivi (gran parte delle famiglie ha case di proprietà) ne ha di enormemente negativi, come ad esempio la sostanziale irrilevanza del mercato dell'affitto che rimane comunque inaccessibile, o ancora la speculazione a danno di pendolari e studenti (cosa che avviene, in italia, in tutte le città universitarie, avendo lo stato rinunciato a garantire l'effettivo diritto allo studio tramite un programma massivo di investimenti ERSU). E non venitemi a dire, come fa qualcuno, che questo "genera ricchezza": tira semplicemente il collo alle famiglie degli studenti, nient'altro; si tratta di pura speculazione.
    Non parliamo poi del consumo di suolo legato alla combinazione di questi ed altri fattori, che rappresenta un dato drammatico legato al cosiddetto "sviluppo", e che sarà pagato a caro prezzo dalle generazioni di chi oggi è giovane e di chi lo sarà domani…

  11. LP73 scrive:

    Chi occupa abusivamente commette un reato, quindi va perseguito e non aiutato.
    non capisco che cosa temporeggi il comune a sfrattarli. troppo comodo per ogni cosa che non si ha prenderla con la forza e pretendere di avere qualcosa in cambio. La disperazione non consente l'illegalità, altrimenti giustifichiamo chi ruba o spaccia per necessità.
    Se entrassero abusivamente a casa vostra che fareste?

  12. alessandro84 scrive:

    @Daniele: l'edilizia popolare deve essere approcciata cum grano salis per evitare situazioni devastanti non solo da un punto di vista finanziario ma anche sociale. Evitare situazioni stile banlieu parigine; preferisco qualche casa popolare in meno invece di un quartiere ghetto… Ad esempio la famigerata Torre secondo me non segue questa linea di pensiero, l'agraria può essere un bel quartiere residenziale anche per i meno abbienti, serve solo un po' di lucidità da parte della PA, costruire una palazzina di 3 o 4 piani significa non solo dare un tetto ma anche dare servizi (commerciale, verde, servizi pubblici…) altrimenti oltre alle bolle finanziarie abbiamo anche bombe sociali.

  13. Gundam scrive:

    Daniele,
    contesto in pieno il tuo atteggiamento. Qui sembra davvero che la Repubblica Italiana debba trasformarsi in una Repubblica Socialista, in un paese comunista. Non posso accettare che i singoli individui vengano spogliati totalmente delle proprie responsabilità. Chi si indebita troppo per comprare casa è semplicemente uno sciocco, e ne deve pagare le conseguenze.
    Invece di acquistare una casa a SBT, potrebbe prederla in un comune dove i prezzi sono più bassi.
    Non si può avere sempre tutto quello che si vuole, in genere è un insegnamento che si riceve sin da piccoli.
    Non accetto che si dia sempre colpa alle banche, ai costruttori, ai politici. I cittadini debbono essere responsabili delle scelte che compiono.
    E gli affitti a sbt sono bassi, basta non cercare casa in prima fila sul mare.

  14. Gundam,
    il tuo intervento testimonia che per te le situazioni "da casa popolare" sono completamente sconosciute. Ci sono anziani che vivono della sola pensione sociale, non potrebbero mai permettersi una casa a prezzo di mercato, nè per l'acquisto nè per la vendita, in nessuna zona d'italia. Ci sono famiglie gravate da disagi profondi e da condizioni che rendono oggettivamente difficile lavorare. Ad esempio, genitori che hanno figli portatori di handicap, che come sai richiedono delle cure costanti nel tempo che non solo sono costose in termini di denaro ma sono, soprattutto, gravose in termini di impegno, pregiudicando proprio il tempo che si può destinare al lavoro. Non è semplicemente cinico parlare a persone in quelle condizioni di "responsabilità": è un errore gravissimo e un atto di incività.
    Il comunismo non c'entra niente, a meno che francia, germania, danimarca, svezia, norvegia per te non siano paesi comunisti. Certo fa comodo liquidare chiunque ricordi la necessità di uno stato sociale come "comunista", ma è del tutto improprio, e ormai non incanta più nessuno.
    Personalmente, inoltre, non ritengo migliore una società che faccia della competizione la propria pietra angolare a danno dei diritti che invece, per quanto mi riguarda, dovrebbero essere garantiti a tutti (sanità, abitazione, lavoro). La "competizione" parte da condizioni di parità, un paese è civile se non lascia nell'indigenza nessuno, non se allarga la forbice tra chi ha e chi non ha. Almeno, questa è la mia opinione, non necessariamente – a quanto pare – condivisa da tutti, ma pazienza.
    @alessandro: sono d'accordo. Tutto sommato però l'azione di riqualificazione, in qualche modo, è già partita meritoriamente da questa amministrazione che in altre occasioni contesto, ad esempio eliminando l'abbandono delle aree commerciali sotto ai palazzi bianchi dell'agraria, concedendoli invece all'associazionismo culturale, che di certo contribuisce molto a contaminare un'area difficile. Il progetto della cosiddetta "torre" (che torre non è, 60 appartamenti non sono poi molti, quanto un palazzo di viale de gasperi che nessuno si è mai sognato di chiamare "torre") poteva e può ancora essere caratterizzato, sia per soluzioni architettoniche innovative che per utilizzo razionale degli spazi, magari integrando servizi di quartiere all'interno del palazzo (ad esempio inserendo anche uffici pubblici, delegazioni di uffici comunali…). Per farlo però occorrerebbe una volontà che oggi non c'è: non si tratta di fare le cose "cum grano salis", cosa sulla quale sarei senza dubbio d'accordo, ma di farle o non farle.

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