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L’arte degli “scarti” per educare all’ambiente

La locandina della mostra "scARTi"La locandina della mostra "scARTi"

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Denuncia dell’inquinamento ed ecologia del nostro territorio attraverso l’arte di Henrica van Velzen in mostra alla Palazzina Azzurra

di: Marco Paoletti 19 febbraio 2010 @11:39

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Approda alla Palazzina Azzurra la mostra “scARTi” di Henrica van Velzen, allestita con il patrocinio del Comune di San Benedetto del Tronto e  PicenAmbiente, in virtù dell’originale contributo che l’artista olandese dà al complesso e sfaccettato progetto per lo sviluppo della cultura del rispetto dell’ambiente e della salvaguardia della natura.  Scegliendo infatti i rifiuti come tema delle sue opere pittoriche e scultoree,  in cui si rincorrono paesaggi di spazzatura, plastiche, lattine e resti del lavoro della campagna, la van Velzen contribuisce a sollecitare nel pubblico l’interesse per il problema della raccolta differenziata e dello smaltimento dei rifiuti.

La sua creatività, dunque, è a fianco delle istituzioni ed enti preposti nel combattere la disattenzione dell’uomo che porta ad accumuli di scarti sulle spiagge della Riviera delle Palme, preziosa attrattiva del Piceno,  e lungo  le foci dei fiumi della Bassa Marca, luoghi della sua ispirazione.La van Velzen olandese di nascita, vive tra Roma e Massignano dove ha il suo atelier.

La sua mostra “scARTi” verrà inaugurata sabato 20 febbraio alle ore 16,30 presso la Palazzina Azzurra, dove rimarrà fino a mercoledì 3 marzo. La realizzazione delle opere scaturisce proprio dalle passeggiate lungo la Riviera delle Palme e le foci dei fiumi della Bassa Marca, dove l’artista è rimasta impressionata dagli scarti dell’umanità diffusa e ha raccolto campioni, catalogandoli in contenitori di fortuna, eletti a cornici del disfacimento. Per lenire la sofferenza e non limitarsi solo alla denuncia tout court Henrica van Velzen ha così messo in atto un processo di sublimazione attraverso il quale la preoccupazione egoistica diviene visione universale: dagli scarti nascono nuove forme per comunicare l’ansia di fermare lo scempio, sul quale spesso lei stende pietosa una mano di colore, il bianco, come sudario.

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